Ricordando i valori delle Quattro Giornate

Guido D'Agostino

Una pagina della storia di Napoli ancora viva e pulsante, quella delle Quattro Giornate di Napoli. Una pagina che ha fatto sì che la nostra città fosse insignita della Medaglia d’Oro al valore militare nella tragica stagione che la vide protagonista, in quel lontano settembre del 1943 di una rivolta popolare per liberare la città dalle truppe naziste e che è stata ricordata con numerosi eventi promossi dall’Istituto Campano per la Storia della Resistenza dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi” (www.istitutocampanoresistenza.it). Ne parliamo con il presidente dell’Istituto, professor Guido D’Agostino.

 Professore, quale valore assume il ricordo delle Quattro Giornate di Napoli oggi?

Come per un singolo essere umano avere compiuto, ad un dato momento della propria vita qualcosa di particolarmente  difficile, ardito e fuori dell’ordinario quotidiano rappresenta  la consapevolezza  non più effimera di essere stato capace di un gran gesto, così per una intera comunità è fondamentale avere “deciso di decidere”, avere voluto riprendersi la guida del proprio destino nelle proprie mani ribellandosi e proponendo se stessa alla funzione di governo, insomma insorgendo dal basso. Tutto questo oggi va ricordato, fatto ricordare o sapere a chi non c’era, va fatto rivivere richiamando alla mente  di chi è venuto dopo ed ha il diritto, prima e più che il dovere, di sapere e di sentirsi  parte, dal passato verso il presente, di una unica storia comune.

Una pagina gloriosa che va ricordata e fatta conoscere ai giovani, quali iniziative possono essere messe in campo perché la memoria non si perda?

Le iniziative messe e da mettere in campo sono di varia natura e vanno dagli incontri tradizionali con testimoni, protagonisti, studiosi, alla visione di documenti, foto e filmati, o del gran film  di Nanni Loy, all’occasione fornita dagli anniversari. Beninteso, ai ragazzi e ragazze della scuola va data soprattutto la opportunità di farsi più partecipi e protagonisti stimolandoli a compiere ricerche  sul tema nelle forme espressive di loro maggiore gradimento. L’anno scorso si è provato con successo, in collaborazione con l’Assessorato alla Scuola del Comune, una sorta di invito-concorso sul tema: avere 16 anni nel 1943, o anche  altre età corrispondenti alla fascia d’istruzione; al riguardo sempre più mi convinco che musica, arte, letteratura, piccole realizzazioni multimediali possono dare risultati incoraggianti.

Napoli città Medaglia d’Oro al valor militare, secondo Lei i valori che hanno portato a quei quattro giorni di settembre possono essere ancora vivi?

Ho detto prima che i valori di una volta, e che si sono fatti vivere in un dato momento, non solo possono ritornare nelle forme attuali, ma rappresentano un patrimonio prezioso di risorse cui attingere, con orgoglio e secondo le circostanze. In questo senso  mi piace ricordare la manifestazione dei precari della scuola sotto le finestre del palazzo romano dove ha sede il Ministero. I tanti napoletani convenuti per la protesta sindacale inalberavano scritte e striscioni in cui si leggeva:”ricordatevi cosa siamo stati capaci di fare 70 anni fa”!. Trovo straordinario il ricorso e il ritorno a quel momento del passato magicamente tornato presente.

Un programma ricco quello portato avanti  dall’istituto Campano per la Storia della Resistenza dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi” per l’anniversario 2016, ce ne può parlare?

L’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dellì’Età Contemporanea, intitolato a Vera Lombardi , è sorto nel 1964. In oltre mezzo secolo di vita non ha mai smesso di promuovere storia, memoria, conoscenza, valori civili, dappertutto e a favore di chiunque nefosse interessato o ne avesse bisogno. Lo facciamo con mezzi scarsi, scarsissimi ma resistiamo, è il caso di dire visto il nome che portiamo e la ‘mission’ che ci siamo assegnati; ovviamente, ci rivolgiamo soprattutto ai giovani ai quali non ci stanchiamo di ripetere che il nostro dovere è e resta quello di consentire a loro l’esercizio di un diritto, il diritto sacrosanto alla memoria.

 

Bianca Desideri