Nuovi assetti nel comparto alimentare delle conserve

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Un’importante acquisizione economica cambia gli assetti proprietari nella filiera alimentare nazionale nel settore dei prodotti freschi e conservati, destinati alla grande distribuzione organizzata. E’ il gruppo Generale Conserve-ASdoMAR, protagonista di un nuovo cambio nella proprietà azionaria, una svolta che, secondo gli indicatori di mercato, segnerà  nuovi sviluppi di crescita per l’azienda italiana con sede a Genova. Nata sul finire degli anni ’80 come Società commerciale di importazione conserve ittiche, sotto la guida del Presidente Vito Gulli, azionista di riferimento dal 2001, in poco più di dieci anni, è passata da piccola realtà dedicata esclusivamente alla commercializzazione di prodotti ittici di qualità, a impresa con due stabilimenti produttivi di proprietà, circa 555 dipendenti e un fatturato di 155 milioni di euro in costante incremento rispetto agli anni precedenti.

“Con l’operazione, che si è perfezionata in data odierna, il gruppo che fa capo a Adolfo Valsecchi, entrato in Generale Conserve nel 2014, consolida ulteriormente la propria quota di maggioranza. Contestualmente ha fatto il suo ingresso nella Società una nuova Compagine Azionaria di primari Investitori Finanziari”.

L’incipit del comunicato stampa emesso nella mattinata del 3 febbraio annuncia i nuovi rilevanti assetti societari scaturiti dall’operazione. Adolfo Valsecchi, che ha ricoperto la posizione di Amministratore Delegato in primarie Aziende Alimentari Europee con sede a Londra e a Parigi, dopo più di 40 anni di esperienza nel business internazionale dei prodotti alimentari di marca, da oggi assume, oltre alla carica già ricoperta di Amministratore Delegato, anche quella di Presidente della Società.

La nuova compagine azionaria conferma la strategia di rafforzare ulteriormente la presenza dei marchi ASdoMAR e DE RICA sul Mercato Italiano, ampliando la gamma prodotti e la loro presenza nei diversi canali distributivi con l’obiettivo di portare i propri marchi ASdoMAR e DE RICA anche sui Mercati Europei puntando sull’immagine di Prodotto Alimentare, Sostenibile, “Made in Italy”, di Alta Qualità.

L’azienda rappresenta oggi un modello di riferimento per qualità-innovazione prodotto e tecnologia produttiva; ha un posizionamento distintivo, sviluppato nel corso degli ultimi 10 anni grazie alla strategia e alla vision del Presidente Vito Gulli: “La Qualità e il Rispetto”. Ciò ha reso Generale Conserve-ASdoMAR testimone autorevole in tema di Corporate Social Responsibility, Sostenibilità Ambientale in generale e della Pesca in termini specifici, presso tutti gli stakeholders. In tale contesto ricordiamo l’adesione al progetto della ong “Friend of the sea” ed alle relative certificazioni di sostenibilità ambientale ottenute dalla stessa organizzazione internazionale. Un team di consulenti aziendali, rappresentanti fra i principali studi legali d’affari nazionali, ha patrocinato le controparti per condurre a buon fine tutte le fasi delle articolate transazioni. La rinnovata proprietà intende rafforzare ulteriormente la presenza dei marchi ASdoMAR e DE RICA sul Mercato Italiano, ampliando la gamma prodotti e la loro presenza nei diversi canali distributivi. Annuncia altresì l’obiettivo di portare gli stessi marchi anche sui Mercati Europei puntando sull’immagine di Prodotto Alimentare, Sostenibile, “Made in Italy”, di Alta Qualità. Il raggiungimento dei nuovi target punterà sullo sviluppo delle tecnologie del processo produttivo, sulle innovazione di prodotto, sulla pianificazione e il controllo finanziario.  I nuovi soci, infine, sono un gruppo di investitori finanziari di trentennale esperienza nel Private Equity, con un particolare focus nel settore dei beni di largo consumo di marca premium. Il loro intervento in Generale Conserve-ASdoMAR è teso ad accompagnare il socio di maggioranza nei progetti di crescita del gruppo e dei suoi marchi, anche per linee esterne.

Luigi Coppola

Theatrum Mundi: a Pompei la prima rassegna di drammaturgia antica.

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Uno spazio che si riappropria della sua naturale attitudine, questo è il Teatro Grande di Pompei, che dal prossimo 22 giugno e fino al 23 luglio ospiterà la prima edizione della rassegna di drammaturgia antica “Pompeii Theatrum Mundi”, un ciclo di rappresentazioni immaginato per il teatro antico del più imponente sito archeologico del mondo.

L’intera manifestazione, diretta da Luca de Fusco, che firmerà anche la regia di alcune delle cinque grandi opere previste da cartellone, è nata dalla collaborazione tra il Teatro Stabile di Napoli e la Soprintendenza di Pompei; in programma ci saranno grandi tragedie tese a privilegiare ed esaltare il rapporto tra lo spazio scenico e la narrazione teatrale.

Apriranno il programma due capolavori di Eschilo: l’Orestea, affidata a Luca de Fusco, e il Prometeo, per la regia di Massimo Luconi, entrambe produzioni del Teatro Stabile di Napoli; Luconi firma anche la regia di Antigone, una storia africana, di Jean Anouilh, del Terzo piano teatro, a seguire Le Baccanti di Euripide, coproduzione di Napoli e Torino e per la regia dei Andrea de Rosa, concludendo con Seneca e la sua Fedra, diretta da Carlo Cerciello e prodotta dall’Istituto nazionale del dramma antico (INDA), quella gloriosa fondazione, per intenderci, che da 52 anni organizza e promuove le rappresentazioni classiche presso il Teatro greco di Siracusa.

Pompei ritorna a vivere, con il rito catartico della rappresentazione scenica ricreato nel Teatro Grande; l’edificio, edificato in età sannitica e completamente sepolto dall’eruzione del 79 d.C., fu il passatempo preferito dai laboriosi e ricchi romani che abitavano quei luoghi, nonché luogo d’eccezione in cui andavano in scena le così dette fabulae atellanae, le farse popolari di origine locale in cui si rideva rappresentando scene familiari di amori, corna e scherzi.

Ebbene, anche se con un programma un po’ lontano dalla antica e più ludica destinazione del Teatro Grande, Theatrum Mundi è il palco ideale per suggellare la rinascita del sito archeologico.

Rossella Marchese

Sanremo 2017, il vincitore è Francesco Gabbani

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Ascolti pari al 58,4% per la finale, Conti e De Fillipi chiudono con gloria

Il Sanremo di Carlo Conti e Maria De Filippi si chiude col botto. La finale che ha incoronato vincitore Francesco Gabbani è stata vista da una media di 12.022.000 di telespettatori con il 58,4% di share. Il dato migliore per una finale dal 2009, l’anno del 59esimo Festival presentato da Paolo Bonolis con Luca Laurenti. Nel 2016 erano stati 11 milioni 223 mila i telespettatori, pari al 52.52% di share, a seguire la finale del Festival di Sanremo. Ascolti superiori anche rispetto al 2015 quando l’ultima serata del festival era stata seguita in media da 11 milioni 843 mila spettatori, pari al 54.21% di share. Ad aprire la quinta e ultima puntata del Festival sono i Ladri di carrozzelle con il brano “Stravedo per la vita”. La performance, come annunciato negli scorsi giorni, è dedicata all’ex componente Piero Petrullo che di recente si è tolto la vita. Poi Carlo Conti lancia il televoto per le 16 canzoni in gara e presenta anche stavolta gli eroi del quotidiano: questa volta sono carabinieri e poliziotti che parlano della loro attività come “passione”. Tra gli esponenti della polizia c’è anche lo zio del piccolo Samuel, il bambino che nella tragedia di Rigopiano ha perso i genitori. Poi sul palco dell’Ariston, per la prima volta come ospite, arriva Zucchero che canta “Ci si arrende”. Fa il suo ingresso anche Maria De Filippi, che evita le “temute” scale, spiegando: “Non le ho fatte perché sono rispettosa del festival. Facendole sarei scesa guardando solo i miei piedi”. Inizia la gara e ogni campione viene introdotto dal videomessaggio di un altro artista.  Il palco dell’Ariston si trasforma nell’ultima puntata in “C’è posta per te” con Geppi Cucciari a condurre e Maria a fare da ospite. La busta è Carlo Conti. “Maria, è vero che presenti l’anno prossimo Sanremo?”, chiede Geppi. E la De Filippi: “Te lo dico in diretta, ciaone”. Dopo le battute, però, c’è anche spazio per un monologo serio. “Siamo abituati alle bugie. Tipo un anno fa è morto in Egitto un ragazzo italiano, Giulio Regeni, e non abbiamo capito ancora perché”, ricorda. Infine un riferimento alle donne spesso vittime di sessismo. “Stasera io mi schiero dalla parte della donna”, dice la comica schierandosi contro il titolo sessista di Libero sulla sindaca di Roma Virginia Raggi. “Giudicare una donna per quello che molti maschi vorrebbero in dono è sbagliato”, conclude l’attrice.

Vengono assegnati i primi premi: dopo la vittoria nella serata delle cover Ermal Meta si porta a casa anche il “Premio della Critica Mia Martini – Sezione Campioni” con la sua “Vietato morire”; invece a Fiorella Mannoia e alla sua “Che sia benedetta” va il “Premio della Sala Stampa Radio-Tv-Web Lucio Dalla – Sezione Campioni”. Il premio Giancarlo Bigazzi per il Miglior arrangiamento, votato dai professori dell’Orchestra, va invece ad Al Bano per “Di rose e di spine”. Francesco Gabbani con “Occidentali’s Karma”, invece, si porta a casa il premio TimMusic, dedicato al brano più ascoltato in streaming durante la serata finale sull’app TimMusic. Con il brano Occidentali’s Karma, Francesco Gabbani, vince la sessantasettesima edizione del Festival di Sanremo con cui  rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2017, che si terrà a Kiev a maggio.

Nicola Massaro