Spagna: Catalogna, indipendentisti sempre più determinati

Dopo la grande marcia di Barcellona – organizzata per rendere omaggio alle vittime degli attentati terroristici dello scorso 17 e 18 agosto – aumentano le tensioni tra il governo centrale spagnolo e Barcellona. Mariano Rajoy – capo del governo spagnolo – ha chiesto invano ai separatisti della Catalogna di rinunciare al referendum indipendentista previsto per il primo ottobre.
Secondo Carles Puigdemont – capo dell’esecutivo catalano – è impossibile frenare la volontà di un popolo che vuole votare. Tuttavia, secondo Rajoy, la maggioranza dei catalani non desidera questo referendum. La stampa spagnola è rimasta indignata non soltanto per le bandiere indipendentiste durante la marcia di Barcellona, ma anche per fatto che il fanatismo indipendentista, ponendo la questione di una Catalogna autonoma davanti alla memoria delle vittime del terrorismo, stia tentando di rompere un senso di unità nazionale che è indispensabile anche nella lotta contro Daesh.
Intanto, i collettivi indipendentisti si preparano a lanciare una campagna in favore del referendum previsto per il primo ottobre.
Danilo Turco

Il 5 lire del Manzoni

Un valore importante per una collezione è costituito dal 5 lire del Manzoni. È il pezzo più importante di una serie di sei francobolli (10 – 15 – 30 – 50 centesimi, 1 lira e 5 lire) emessa nel cinquantenario della morte del Letterato – Poeta. È sicuramente tra i più rari francobolli commemorativi di posta ordinaria insieme con la serie del Congresso filatelico di Trieste del 1922 e i due alti valori della serie delle Crociere Italiane del 1924 che ebbero però una tiratura inferiore. Ciò è dovuto alla grande dispersione avvenuta di questo francobollo a causa della gomma di cattiva qualità, appiccicaticcia e tenace, che produceva facilmente macchie gialle e rossastre, degli annullamenti falsi, numerosissimi ed infine del formato, che offriva spesso il fianco a possibili difetti di dentellatura.
Vale la pena precisare che tutti i sei valori furono venduti solo a Milano e a Roma, ovviamente perché la prima era la patria del Poeta e la seconda perché luogo delle celebrazioni dell’evento e capitale d’Italia. In verità alcuni pezzi furono usati in altre città anche durante la validità del francobollo, ma sono così tanti quelli con annullo postumo che non vengono presi neanche in considerazione.
La stampa venne effettuata a Roma dallo stabilimento grafico Petitti. Sembra che comunque da questo stabilimento furono immessi sul mercato clandestinamente scarti di stampa, con o senza gomma ed anche non dentellati. Alcuni di questi francobolli furono anche manipolati alterando la dentellatura, addirittura con una doppia dentellatura. Tutte cose abbastanza visibili ed anche poco apprezzate. Ma inquadriamo per un attimo i “dati anagrafici”.
– Data di emissione: 29 dicembre 1923
– Validità: fino al 28 gennaio 1924
– Stampa: tipografica
– Colore: violetto e nero
– Gomma: bianca o giallognola, lucida
– Carta: tra media e sottile a macchina
– Filigrana corona con due simboli per francobollo
– Dentellature a pettine
– Tiratura 35.000 esemplari
Solo per la cronaca va ricordato che l’incisione del 5 lire fu fatta da Enrico Federici, lavorando l’effigie di Manzoni molto finemente. Dico ciò perché una delle falsificazioni dell’epoca riproduceva l’immagine del Manzoni quasi come una scimmia e quindi facilmente individuabile come falso.
Il 5 lire ebbe anche corso nelle colonie italiane e, sovrastampato in rosso, fu usato in Cirenaica, Eritrea, Somalia e Tripolitania, ne furono stampati all’incirca 3750 esemplari per ogni Colonia.
Le varietà conosciute sono poche e fra queste spicca quella con il centro fortemente spostato dalla corona, spostamento di circa 2 mm; con queste caratteristiche ne sono conosciuti 50 esemplari.
Sempre come varietà ci sono quelle con la filigrana capovolta. Il 14° esemplare di uno dei quattro quarti di foglio presenta un interessante ritocco, un tratto verticale più marcato, che completa la parte destra dell’ornato floreale di sinistra (non è un bisticcio di parole), teoricamente con queste caratteristiche, visto il quantitativo di francobolli emessi (35.000) dovrebbero essere 175, ma, come già detto, le distruzioni e le dispersioni hanno creato dei forti vuoti sul già esiguo numero di francobolli.
In ultimo va ricordato che su lettera forse non esistono, ma se c’è qualcuno che lo possiede potrebbe valere anche una fortuna. Altra combinazione assai rara sono le coppie. Occhio ai falsi!

Salvatore Adinolfi

Il 1840 e i primi francobolli

Nel lontano 1° maggio del 1840 presso gli uffici postali inglesi inizia la vendita dei primi francobolli della storia: il black penny ed il two pence azzurro, entrambi con l’effigie della Regina Vittoria, contornata da un fregio decorativo. Il francobollo nasce non per abbellire la lettera, ma per avere in anticipo la tassa sulla spedizione.
Prima di quel fatidico 1° maggio le lettere venivano comunque spedite ed il pagamento era a carico del destinatario. Importo che non era mai uguale, perché la lettera spesso doveva passare in molte regioni e per ogni passaggio, chiamato “porto”, si aggiungeva qualche spicciolo. Ma la cosa che più indispettiva è che all’arrivo il destinatario poteva rifiutarsi di ritirare la lettera e la tassa non era pagata.
Molti si potranno chiedere perché ciò poteva avvenire, era pur sempre la lettera di un parente, di un amico, diceva qualcosa, ma, all’atto pratico, l’importo del trasporto era, diciamo, notevole e quindi in un’economia povera anche quei pochi centesimi potevano servire. La fame aguzza l’ingegno, questo è un motto valido in tutto il mondo ed anche a quel tempo il mittente ed il destinatario spesso erano d’accordo, infatti, nella maggior parte dei casi, il destinatario voleva sapere solo se il mittente stava bene e nient’altro. Questa cosa fu superata mettendo dei segni sulla lettera, noti solo alle parti, tipo alfabeto Morse, con i quali il destinatario capiva la situazione, aveva saputo le condizioni del parente, dell’amico e quindi non c’era più la necessità di ritirare la lettera.
Questo giochino in certi ambienti è durato molti anni e quando poi si è scoperto il trucco l’amministrazione postale è passata al contrattacco. Così inventarono un sistema che prevedeva la tassa in partenza e non più in arrivo, per cui il destinatario doveva per forza di cose ritirare la lettera, visto che era già pagata, da qui il termine “franco-bollo”, proprio in funzione di questo preventivo pagamento.
Salvatore Adinolfi

Verso politiche culturali integrate

Verso politiche culturali integrate si muove la Regione Campania confermando questa sua linea con la nomina nel Comitato Scientifico per l’arte e la cultura della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee tre illustri nuovi componenti.
Il Presidente della Giunta regionale della Regione Campania, On. Vincenzo De Luca, infatti lo scorso luglio ha nominato nel Comitato Scientifico della Fondazione il prof. Massimo Osanna, Direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, il dott. Sylvain Bellenger, Direttore generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, e la dott.ssa Bice Curiger, Direttrice della Fondazione Vincent Van Gogh di Arles, che si uniscono a Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, e Gianfranco Maraniello, Direttore del MART-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, entrambi già in carica su nomina del CdA della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.
L’incarico, a titolo gratuito, durerà tre anni.
“Desidero esprimere – afferma il prof. Pierpaolo Forte, presidente della Fondazione – tutta la nostra soddisfazione ed un ringraziamento al Presidente De Luca per queste scelte, che confermano l’indirizzo della Regione Campania verso politiche culturali integrate sul territorio, grazie anche all’eccellente intesa tra le nostre Istituzioni, che sono importanti componenti, regionali e statali, della Repubblica”.
“In queste nomine si può leggere, oltre che la propensione internazionale del Madre, il rafforzamento della intensa collaborazione già avviata con Pompei, con cui stiamo lavorando a Pompei@Madre. Materia archeologica, in programma per il prossimo autunno, e del dialogo, sempre più coinvolgente, tra le collezioni e la programmazione rivolta alla contemporaneità di Capodimonte e Madre.E ci spingono a confermare il massimo impegno nel concorso allo sviluppo civile, culturale e sociale del territorio, in sinergia con le altre istituzioni culturali che operano in Campania” ha concluso il prof. Forte.

Le nomine rafforzano ed arricchiscono il lavoro che le istituzioni culturali e museali presenti nel territorio della nostra regione stanno svolgendo per la promozione e il rilancio della cultura e dell’arte.

Alessandra Desideri

Ance: approfondire gli strumenti offerti dall’UE

Pronti a partire per Lussemburgo, Bruxelles e Londra per essere sempre più al fianco delle aziende nel percorso dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane.
Il settore delle costruzioni ha una lunga tradizione nel nostro Paese e per favorire lo sviluppo del settore che può rappresentare un vero e proprio volano per la ripresa vanno ricercati sempre migliori strumenti e promosse le essellenze presenti. Proprio per questo Gerardo Biancofiore, presidente delle Pmi dell’Ance Comitato Estero (Associazione Nazionale Costruttori Edili) e presidente di ANCE Puglia e Foggia guiderà la delegazione impegnata in una vera e propria missione strategica per approfondirne ulteriormente la conoscenza e per veicolare idee e richieste delle aziende in programma dal 20 al 22 settembre. Trasporti, energia e ambiente, turismo, edilizia residenziale e commerciale, saranno i settori prioritari sotto i riflettori, esaminati alla luce delle opportunità di finanziamento.
“La nostra iniziativa – spiega Gerardo Biancofiore – avrà un taglio istituzionale e al tempo stesso pragmatico. Abbiamo da tempo messo in atto una strategia finalizzata alla crescita della presenza internazionale delle nostre PMI, con missioni in diversi Paesi, particolarmente in un’area dalle grandi prospettive di sviluppo per il comparto, come l’Est Europa. Con la prossima missione vogliamo consentire alle nostre imprese di affinare gli strumenti a loro disposizione, con una migliore comprensione delle diverse modalità di finanziamento assicurate dall’UE e delle molteplici forme di partnership realizzabili per dare concretezza ai progetti delle pmi. Come sempre, agiamo in un’ottica di sistema” Biancofiore prosegue dicendo “crediamo che favorire le aggregazioni tra le imprese e il consolidamento di relazioni proficue con realtà istituzionali e intermediari creditizi, a ogni livello, possa permettere al grande patrimonio di creatività e di spirito imprenditoriale dei nostri iscritti di continuare a manifestarsi con successo, proseguendo una crescita estera già in atto, anche per gli effetti della nostra azione”.
Alessandra Desideri

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