Il MANN ospita “Fantasmi a Pompei”

 

Suggestivo titolo per la mostra di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla che sarà visitabile dal 31 ottobre fino all’8 gennaio 2019. Appuntamento per il vernissage alle ore 17.00.

Suggestivo anche il connubio tra affreschi e mosaici antichi e scatti fotografici (41 per la precisione) dei due fotografi che si muovono in una città fantasma: Pompei e la raccontano attraverso gli scorci di rovine e paesaggi, con pochissime presenze umane che la popolano quasi come fantasmi.

“Il momento successivo della ricerca è offerto dallo studio degli affreschi e dei mosaici del MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli): nelle sale dell’Archeologico, gli scatti si concentrano, piuttosto, sui personaggi, sugli uomini e le donne che popolarono la creatività degli artisti di un tempo”. Ampio utilizzo delle tecnologie digitali.

“Abbiamo immaginato di chiudere gli occhi lasciandoci trasportare dalla fantasia; abbiamo passeggiato per le antiche strade, accompagnati da una misteriosa melodia e dagli spettri che tornavano nella propria dimora”, commentano Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla.

“Allestendo Fantasmi a Pompei, abbiamo accostato le creazioni fotografiche di Dario Assisi e Riccardo Cipolla ad alcune opere della sezione mosaici ed affreschi: in tal modo, l’incontro tra passato e presente produce suggestioni immediatamente percepibili agli occhi di un visitatore che sceglie un approccio emozionale all’opera d’arte”,afferma il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Una mostra da vedere con gli occhi del presente immergendosi nel passato per scoprire la immortale Pompei e il ricchissimo MANN.

Salvatore Adinolfi

Parlamento europeo in filatelia

Una importante mostra fu organizzata  a Strasburgo nel 1964. Durante la Sessione del novembre 1964 i Parlamentari europei ed i visitatori della Maison de l’Europe di Strasburgo ebbero la possibilità di ammirare forse la più bella esposizione di documenti filatelici relativi alla storia del Parlamento europeo. L’esposizione fu organizzata dalla Direzione generale della Documentazione Parlamentare e dell’Informazione del parlamento europeo, per documentare i passi verso l’Unione che fino a quel punto erano stati fatti.

L’esposizione era suddivisa in tre grossi filoni.

Il primo presentava la raccolta di tutti gli annulli storici che documentavano i lavori di tutte le sessioni che il Parlamento europeo aveva tenuto presso la Maison de l’Europe di Strasburgo a partire dalla Sessione costitutiva del 19 marzo 1958. In quella raccolta tutti gli avvenimenti erano perfettamente documentati dai diversi annulli commemorativi, che comprendevano i lavori di tutte le sessioni del Parlamento europeo. Tra questi c’erano l’elezione dei diversi presidenti del Parlamento, la seduta solenne di commemorazione del X anniversario del piano Schuman del 1960, i documenti della sessione straordinaria del 18-19 gennaio 1961 nella quale venne approvato l’accordi di associazione della Grecia al Mercato Comune, la sessione del 29 marzo 1962, nella quale venne commemorato il V anniversario della firma del Trattato di Roma del 25 novembre 1963 che rendeva omaggio solenne alla memoria del presidente Kennedy e tante altre iniziative che l’allora Europa dei sei aveva intrapreso.

Il secondo rendeva un omaggio solenne a Robert Schuman, se vogliamo, il “padre dell’Europa” ed il suo ricordo era riportato su quattro quadri che comprendevano avvenimenti importanti che andavano dall’inaugurazione dell’Avenue Robert Schuman all’ottavo e decimo anniversario della CECA. I quadri comprendevano anche un insieme di documenti in onore della CECA e della CEE, nonché un documento relativo ad un incontro tra i rappresentanti dell’Assemblea Consultiva del Consiglio d’Europa e quelli del Parlamento europeo.

Il terzo segmento comprendeva il tema relativo alla Conferenza Parlamentari Europa Africa, in questi quadri erano compresi i documenti ricordo della Prima Conferenza Parlamentare Europa-Africa tenutasi a Strasburgo il 19 giugno 1961 e quelli delle varie riunioni dal 1962 al 1963. Vi figurava, inoltre, la collezione completa di tutti i foglietti e di tutte le buste primo giorno emessi dalle amministrazioni postali dei vari Paesi africani in ricordo della fine dell’accordo di convenzione di associazione economica euro-africana sottoscritta a Yaoundè il 20 luglio 1963, come pure degli aiuti economici dati dalla CEE ai diversi Stati associati. Su questi quadri presentati alla mostra di Strasburgo, vi erano numerosi documenti fotografici che corredavano la mostra stessa, tanto da farne una delle più grandi esposizioni. La mostra non interessò solo i filatelici ma diede a tutti i visitatori l’opportunità di vedere un lavoro costruttivo che il Parlamento europeo svolgeva per la costruzione dell’Europa.

Salvatore Adinolfi

 

 

Start up innovative in Italia, una ricerca in Lombardia

Una ricerca  sulle  caratteristiche delle start up innovative nel territorio nazionale e lombardo  presenta anche consigli  per incrementarne l’esistenza in tutta Italia, con il coinvolgimento di università e incubatori.

I dati aggiornati a luglio 2017 delle Camere di commercio d’Italia riportano attive 7.568 start up innovative e circa un quarto di esse è localizzato in Lombardia.

L’andamento di crescita evidenzia che si è passati dalle 884 create nel 2013 alle 1.954 del 2016, un incremento di circa il 120 per cento. Sono strutture a micro-dimensioni, con un team di 3-4 componenti, che nel 60 per cento dei casi non si modifica. Gran parte di esse opera nel settore dei servizi con un output finale di vendita di un servizio, nel 78% dei casi.

Per quanto concerne i titoli di studio dei fondatori di start up, la ricerca evidenzia che la maggioranza del campione, circa l’80%, possiede la laurea specialistica) e circa la metà del campione ha ricevuto principalmente una formazione nelle aree “tecnico/scientifiche” e a seguire, il 24,5% l’area “affari, finanza e marketing”.

Il finanziamento di queste start up deriva maggiormente da risorse proprie (57%) e solo il 6 % ha ricevuto un supporto da società di capitali e risulta molto ridotto l’apporto proveniente da fondi pubblici.

In riferimento alle esperienze pregresse delle figura professionali delle start up, risulta che più dell’80% del campione ha già lavorato o in azienda oppure in attività da libero professionista e circa il 15%  è stato ricercatore in un’università o centro di ricerca, prima di fondare la start up. Inoltre, l’età media dei fondatori risulta pari a 40,5 anni, mentre solo il 30% è nella fascia compresa tra i 18 e i 34 anni. Questo dimostra che la nascita di una start up non dipende dalla necessità di impiego, ma risponde proprio al desiderio di voler creare un progetto imprenditoriale innovativo.

Danilo Turco

La posta in aerostato

Riprendendo il tema della posta aerea (n.d.r. articolo 27 ottobre) vale la pena ricordare che il primo esperimento con regolare servizio di posta aerea con mezzo più leggero dell’aria è quello, come abbiamo ricordato dell’assedio di Parigi. In totale furono compiute 68 ascensioni, alcune delle quali piene di avventure e di emozioni per i più coraggiosi aeronauti che dopo i primi lanci di aerostati senza piloti, accettarono di correre i rischi del volo. In tal modo, però, era stato risolto solo una metà del problema, poiché se si era trovato il mezzo relativamente facile di inviare lettere in provincia, altrettanto difficile, se non più, risultava invece ricevere notizie dalle periferie. Era infatti semplicemente assurdo pensare di rientrare a Parigi con lo stesso sistema e i tentativi che vennero fatti con piccoli palloni, approfittando di venti favorevoli, non approdarono a nulla. Si pensò allora di ricorrere ai cani ma ben presto anche questa idea venne scartata in quanto nessuno degli animali inviati a Parigi riuscì ad attraversare le linee nemiche. Non si sa chi suggerì di servirsi dei colombi viaggiatori che sarebbero sicuramente riusciti a tornare alle colombaie parigine dove erano stati allevati e così dopo quattro secoli la posta aerea con i piccioni tornò in augue.

Il sistema ovviamente si rilevò praticissimo e venne adottato chiudendo il ciclo della comunicazione da e per Parigi assediata. Da allora con alterna fortuna, il servizio espletato dai piccioni venne sempre lasciato in efficienza e anche in epoca relativamente vicine a noi è stato usato talvolta a scopo militare.

Dopo l’assedio parigino, la Germania ha il vanto di aver effettuato nuove ascensioni durante le quali fu trasportata corrispondenza. E’ nel 1893 che troviamo notizie di un volo compiuto dalla divisione militare tedesca partito il 22 aprile di quell’anno da Riedesderf e che il 23 settembre, gettò su Schoneberg alcune cartoline postali.

Un altro tentativo fu fatto da Lipsia in occasione della famosa fiera e da Tarnau dal 19 al 22 ottobre 1897 con un pallone libero montato dal capitano Gobard, successivamente a Monaco di Baviera, durante l’esposizione con l’aerostato Europa avente come pilota lo stesso capitano e poi il 3 ottobre 1899 ancora a Monaco.

Ritorneremo ancora su questo argomento che come si può constatare è bellissimo e ci porterà a vedere poi il primo volo aereo con le lettere dell’epoca.

Salvatore Adinolfi