Cold case: il mistero della morte di Arsinoe sorella di Cleopatra

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Questa è la triste vicenda d’una giovane donna. Si gioca tutta sulle rive del Mediterraneo, tra Alessandria d’Egitto, dove comincia nel cupo contesto di una faida familiare; Roma, città che ne avrebbe vista la fine, non fosse stato che per un atto d’indulgenza; Efeso, dove si risolvé nel sangue. E’ la storia della morte di Arsinoe, sorella della celebre Cleopatra.

Le fonti riferiscono che morì per volontà di quest’ultima ed è risaputo che Efeso fu il luogo del suo seppellimento. Ed il suo corpo? Nessuna notizia pervenuta! Tentiamo di sbrogliare i fili di questa infelice storia, rincorrendola nei territori che ne costituirono il set. Mettiamoci alla ricerca del corpo perduto! Arsinoe e Cleopatra sono figlie di Tolomeo XII.

Cleopatra è insidiosa, affascinante, ammaliante per bellezza ed intelligenza; conquista Cesare, fatto visto come un tradimento da parte del popolo. Scoppia una guerra civile in cui sono coinvolte le due sorelle!

Arsinoe viene catturata e si ritrova imbarcata su una nave, diretta a Roma. E’poco più che una ragazza, a Cesare non conviene strangolarla davanti alla folla! Scampata alla morte, Arsinoe approda ad Efeso. Tra le sacre mura del tempio di Artemide, l’egizia gode del diritto di asilo; tuttavia, il destino le gioca contro! Dopo l’assassinio di Cesare e con il rafforzarsi del legame fra Antonio e Cleopatra, la sua vita è a rischio: Cleopatra, infatti, la vede come una possibile antagonista ed il suo sogno di eliminarla è rapidamente appagato. È il 41 a.C., quando Arsinoe incontra la morte per mano dei sicari di Antonio. Ad Efeso, nel corso d’indagini archeologiche all’interno di una tomba, vengono scoperte delle ossa: il sepolcro è imponente; le ossa vengono rimosse dall’acqua, fotografate, misurate e analizzate. In seguito, incomprensibilmente, mentre il resto del corpo viene ricollocato al suo posto, il cranio viene trasferito in Germania e lì sta, fintantoché non se ne perdono le orme per le devastazioni procurate dal secondo conflitto mondiale. Il sepolcro viene riaperto dopo quasi settant’anni, riportando di nuovo alla luce le ossa: è un corpo femminile, l’epoca a cui risale, indagata attraverso il carbonio 14, è compatibile con quella in cui Arsinoe visse; le fotografie e le misurazioni vengono adoperate per una ricostruzione tridimensionale del cranio, che mostra caratteristiche afro-caucasiche (testa allungata e naso somigliante a quello greco), conciliabili con quelle che dovevano essere proprio di Arsinoe. I programmi informatici, usati per le indagini forensi, ci restituiscono un volto che, probabilmente, è quello della sorella di Cleopatra.

Giusy Capone