Ambrogio Lorenzetti: il terzo protagonista della pittura  del trecento

Ambrogio Lorenzetti è il terzo protagonista della pittura senese del Trecento,  assieme a suo fratello Pietro e a Simone Martini. Ambrogio nasce a Siena nel 1285 ma, a differenza di Pietro, si presume che la sua formazione non sia avvenuta solo nella bottega di Duccio ma che abbia proseguito i suoi studi sotto l’insegnamento di Giotto poiché è spesso presente, nelle opere di Ambrogio, (pur rimanendo distante e mettendo in pratica la sua personalità nelle sue opere) un’evidente influenza dell’arte di quest’ultimo.

Ambrogio ha da  subito dimostrato la sicurezza delle sue capacità sin dalla sua prima realizzazione, la Madonna col Bambino di Vico l’Abate (Firenze 1319) dove la frontalità della Madonna è legata parzialmente al linguaggio dell’arte senese richiamando l’arte del chiaroscuro tenue, continuo e sentimentale di Giotto .  Nel 1321  e nel 1327, Ambrogio, risulta iscritto alla Matricola dell’Arte dei Medici e degli Speziali da cui  dipendeva la corporazione dei pittori. Viene ricordato molto presto per le sue innumerevoli opere meravigliose: Annunciazione per il comune di Siena (1344) in cui Ambrogio non tralascia lo sviluppo della propria riflessione sulla ricerca spaziale, difatti, viene recuperato il fondo oro e a suggerire la spazialità sono l’aspetto pieno di forza dell’angelo e della Vergine. Iniziava per Ambrogio il suo più impegnativo ciclo di affreschi, (palazzo pubblico di Siena 1338 -1340), egli fu capace di descrivere con attenzione la realtà e la vita quotidiana della Siena del Trecento. Le composizioni degli affreschi rappresentano le Allegorie e gli Effetti Del Buono e del Cattivo Governo nella città e nella campagna. Le immagini sono arricchite da scritte in latino in modo da dimostrare l’efficacia delle virtù repubblicane e di quei valori impersonali. La composizione delle scene è simmetrica: come se ai cittadini venisse offerta la scelta tra il bene e il male.

L’opera in assoluto considerata la più famosa è il crocifisso del Carmine di Siena in cui l’artista trasmette tutta la sua sensibilità d’animo e passione per l’arte ma soprattutto dove dimostra di aver ottenuto una forte maturazione nel campo artistico (1324-1331). In particolare si ricorda questa opera  con maggiore interesse perché in quegli anni anche il fratello Pietro realizzò un’importante opera, la Pala del Carmine. Il rapporto solido tra i fratelli Pietro e Ambrogio fece si che lavorassero fianco a fianco per diversi anni .

Il giovane Lorenzetti dimostrava, giorno dopo giorno, un notevole miglioramento artistico avvicinandosi, in maniera evidente, sempre più alla scuola di Giotto. Oramai all’apice della sua carriera, Pietro,  realizza il meraviglioso Trittico (1332- Madonna col Bambino tra i santi e Nicola)  proveniente dalla chiesa di san Procolo a Firenze (oggi Galleria Uffizi Firenze). Sono ancora molte le opere realizzate da Lorenzetti: Madonna col bambino (1330-1335, tempera e oro su tavola. Musée du Louvre, Parigi); Quattro Pannelli di un polittico con i santi Benedetto, Caterina d’Alessandria, Maddalena, Francesco, (1332,1335, tempera e oro su tavola, Museo dell’Opera del Duomo, Siena);  Maestà (1335, tempera e oro su tavola, dalla chiesa di San Pietro dell’Orto di Massa Marittima, Museo di arte Sacra, Massa Marittima); Maestà (1337-1338. Affresco. Chiesa di San’Agostino, Siena); Madonna col bambino (1340, affresco palazzo pubblico Siena); Martirio dei Francescani e Congedo di San Ludovico di Tolosa, (1336-1340, affreschi Basilica di San Francesco di Siena); Madonna col bambino (1340, tempera e oro su tavola, dal monastero di Sant’Eugenio presso Siena, Museum of Fine Arts, Boston). Nel 1348, come  per suo fratello Pietro, Ambrogio morì a causa della peste.

Alessandra Federico