Oscar: Laura Pausini candidata con “Io Si”

Con il Golden Globe appena vinto, e la gioia ancora nel cuore, un altro ambito premio, forse il più importante, potrebbe portare Laura Pausini ad arrivare dove nessun altro cantante italiano fino ad ora è arrivato, gli Oscar. Dopo essere entrata nella shortlist dei prossimi Oscar, la cantante emiliana dovrà vedersela con le sole altre quattro canzoni finaliste: ‘Fight for you’ da ‘Judas and the blackmessiah’, ‘Hearmy voice’ da ‘The trial of the Chicago 7’, ‘Husavik’ da ‘Eurovision song contest: the story of fire saga’ e ‘Speaknow’ da ‘One night in Miami’. Se nella magica notte tra il 25 e 26 aprile, si aggiudicasse l’Oscar, sarebbe la prima volta per una canzone cantata in italiano. “Una canzone in italiano nominata agli Oscar!!!! Sono così onorata di rappresentare l’Italia in una delle cerimonie più importanti dell’industria dell’intrattenimento mondiale” ha twittato l’artista subito dopo l’annuncio “Sapere che sono nominata agli Oscar va oltre qualunque desiderio o aspettativa potessi sognare”. Una canzone che ha avuto un ruolo importantissimo per l’artista romagnola, che prima dell’estate aveva smesso di fare musica e persino di ascoltarla a causa del lockdown. Ha raccontato: “Sophia Loren mi ha detto: tu non devi cantare una canzone, devi essere la mia voce nell’ultima frase del film. Ha creduto in me, mi ha voluto e mi ha scelto, lei così attenta a ogni dettaglio, così puntigliosa. Un’intesa perfetta, e pensare che in questo anno non ci siamo mai incontrate di persona: non ce n’era bisogno e comunque non si può. Io avevo sempre detto no al cinema, spesso la canzone non c’entra niente col film. Forse me lo sentivo che un bel giorno sarebbe arrivata una cosa del genere, una storia piena di significato, un messaggio forte di inclusione. E poi, accidenti, io sarò anche Laura Pausini ma lei è la Loren”.

Nicola Massaro

Grammy Award 2021: Eilish è disco dell’anno, H.E.R. miglior brano, Swift album, Beyoncé da guinness

Con il singolo ‘Everything I Wanted’, Billie Eilish ha vinto, il premio più importante ed ambito, il Grammy per il disco dell’anno, aggiudicandosi la vittoria per la seconda volta dopo il trionfo dell’anno scorso.  Il secondo premio più importante, ‘Album dell’anno’, è stato vinto dalla cantautrice Taylor Swift con ‘Folklore’.  Tuttavia a fare la storia della musica è stata, l’inarrivabile Beyoncé che, con un totale di 28 Grammy vinti da un’artista femminile, ha superato il primato finora detenuto alla violinista statunitense Alison Krauss di 27 premi.

All’edizione 2021 degli Oscar della musica, Queen Bey ha vinto il premio per il miglior video musicale con ‘Brown Skin Girl’, quello per ‘la migliore performance rap’ e ‘migliore canzone rap’ con ‘Savage’ insieme a Megan Thee Stallion e quello per la ‘migliore performance R&B’ con ‘Black Parade’. Per Brown Skin Girl il premio è andato anche alla figlia di Beyoncé e Jay-Z, Ivy Carter, nove anni, facendo di lei una delle più giovani vincitrici nella storia dei Grammy. Ed anche i Grammy 2021 sono stati segnati dalla pandemia, con performance miste, alcune dal vivo ela maggior parte già registrate.

In diretta da Los Angeles a condurre è stato il comico del The Daily Show, Trevor Noah. I premi più importanti hanno visto protagoniste quote rosa, cui si aggiunge Megan Thee Stallion premiata come miglior artista emergente, la prima rapper donna a vincere per la miglior canzone rap.  Ottimo risultato anche per Harry Styles che ha vinto il Grammy come ‘Best Pop Solo Performance’ con Watermelon Sugar. Per l’artista inglese, ex One Direction, si tratta della prima partecipazione nonché prima vittoria. Styles ha anche aperto la serata cantando lo stesso brano.  A Lady Gaga e Ariana Grande è andato il premio per il miglior duo pop. Tra gli uomini, menzione per James Taylor, che ha vinto il Grammy per il miglior album di pop tradizionale, con “American Standard”. Grande assente The Weeknd che fino a qualche ora prima ha continuato a scagliarsi contro i Grammys: prima ha affermato che sono corrotti poi ha annunciato che boicotterà tutte le future edizioni, dopo che il suo ultimo album “After Hours” e in singolo “Blinding Lights” sono stati completamente snobba.

Nicola Massaro

Whitney Houston: I Will Always Love You supera 1 miliardo di views

 Un successo senza tempo per la terza volta disco di diamante.

Il fulminante debutto con l’omonimo “Whitney Houston” del 1985, la portò in vetta alle classifiche mondiali, grazie a brani memorabili come “Saving All My Love for You”, “How Will I Know” e la cover di “Greatest Love of All”. La cantante statunitense ottenne lo stesso successo internazionale due anni dopo con il suo secondo album, pubblicato il 2 giugno 1987 dall’ Arista Records. L’album “Whitney” conteneva ben cinque canzoni capaci di raggiungere la Top Ten Usa. “I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)”, “Didn’t We Almost Have It All”, “So Emotional” e “Where Do Broken Hearts Go”. I primi quattro singoli, raggiunsero il primo posto nella Billboard Hot 100, un record assoluto che ha fatto dell’ interprete, la prima artista donna a realizzare questa impresa. “Whitney” comprendeva anche “Love Will Save the Day”, l’unico singolo dell’album non trainato da un videoclip, fondamentale all’apice dell’era di MTV, capace di raggiungere lo stesso la top ten. Il perdurare della popolarità di colei che la presentatrice Oprah Winfrey ribattezzò “The Voice” è stato confermato nei giorni scorsi, quando il video di “I Will Always Love You” ha raggiunto il miliardo di visualizzazioni su YouTube. Garth Brooks, cantante country statunitense, detiene il record per il maggior numero di album certificati come diamanti, ben nove. Altri con tre o più album che hanno raggiunto lo status di diamante sono i Beatles, i Led Zeppelin, Shania Twain e gli Eagles. Non si tratta del primo brano capace di raggiungere questo straordinario traguardo. La gran parte dei pezzi che ci sono riusciti sono più recenti hit e tormentoni degli anni Duemila. Ma anche qualche brano storico ha già raggiunto tale successo, come ad esempio Bohemian Rhapsody, prima canzone degli anni Settanta a superare il miliardo di views.

Anche dopo la morte Whitney Houston continua a fare storia, per la terza volta un suo album è disco di diamante. Questa volta si tratta di ‘Whitney’ (1987). Lo status di diamante equivale a dieci milioni di album venduti. Lo stesso status era stato ottenuto da ‘Whitney Houston’ (1985) e ‘Bodyguard’ (1992). E’ la prima volta che un’artista afro-americana raggiunte un tale primato.

Nicola Massaro

Sanremo 2019: Claudio Bisio e Virginia Raffaele conducono il Festival con Claudio Baglioni

Da Arisa a Nek, tutti i cantanti in gara

Le indiscrezioni circolavano ormai da tempo, ma sabato 5 gennaio è arrivata la conferma: saranno Claudio Bisio e Virginia Raffaele ad affiancare Claudio Baglioni nella conduzione del Festival di Sanremo 2019. Il 9 gennaio, Bisio e Raffaele hanno tenuto con Baglioni al Teatro Ariston la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Lo scorso anno, ad affiancare il direttore artistico del Festival erano stati la showgirl Michelle Hunziker e l’attore Pierfrancesco Favino. Per Claudio Bisio e Virginia Raffaele non sarà la prima volta in assoluto sul palco dell’Ariston. Entrambi infatti sono stati invitati come ospiti in passato, la Raffaele anche durante l’edizione 2018.

Il Festival della canzone italiana andrà in onda, in prima serata, da martedì 5 febbraio a sabato 9 febbraio 2019. La kermesse verrà trasmessa, come sempre in diretta tv su Rai1 e in diretta radio su Rai Radio 2. Non è ancora stato precisato l’orario della messa in onda. Ogni anno però, anche a causa dell’alto numero di cantanti che devono esibirsi, Sanremo inizia sempre un po’ prima rispetto alle normali trasmissioni della sera.

Lo spettacolo di Sanremo non si ferma solo a quello che accade sul palco dell’Ariston. Subito dopo lo show, ogni anno c’è anche spazio per una cornice di puro divertimento e spensieratezza, utile a smorzare la tensione della kermesse musicale più importante d’Italia: il DopoFestival. Quest’anno, a condurlo sarà l’attore comico Rocco Papaleo.

Di seguito tutti i cantanti: Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta, Patty Pravo e Briga – Un po’ come nella vita, Negrita – I ragazzi stanno bene, Daniele Silvestri – Argento vivo, Ex otago – Solo una canzone, Achille Lauro – RollsRoyce, Arisa – Mi sento bene, Francesco Renga – Aspetto che torni, Boomdabash – Per un milione, Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood, Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce, Paola Turci – L’ultimo ostacolo, Simone Cristicchi – Abbi cura di me, Zen Circus – L’amore è una dittatura, Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte, Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me, Irama – La ragazza col cuore di latta, Ultimo – I tuoi particolari, Nek – Mi farò trovare pronto, Motta – Dov’è l’Italia, Il Volo – Musica che resta, Ghemon – Rose viola, Mahmood (vincitore di Sanremo Giovani 2018 – titolo da definire), Einar (vincitore di Sanremo Giovani 2018 – titolo da definire).

Nicola Massaro

 

 

 

Antonio Mezzancella vince l’ottava edizione di Tale e Quale Show 2018

Antonio Mezzancella è il vincitore dell’ottava edizione di “Tale e Quale Show”, il varietà cult di Raiuno che, dalla prossima settimana, tornerà con il torneo dei campioni dove i migliori protagonisti del 2017 incontreranno i migliori del 2018, in una gara al miglior trucco e alla miglior imitazione.
Lo show di Carlo Conti vince la prima serata televisiva con il primo gran finale di “Tale e Quale show”con 4 milioni 425 mila spettatori e uno share del 22.

Al giro di boa, nella classifica finale, Antonio Mezzancella ha confermato la prima posizione con l’interpretazione di Francesco Renga di “Vivendo adesso”, trionfando davanti ad Alessandra Drusian, medaglia d’argento e Roberta Bonanno, medaglia di bronzo, grandiosa nell’interpretazione di Mina.Vladimir Luxuria, pur essendosi piazzata all’ottavo posto della classifica, parteciperà lo stesso al torneo al posto di Mario Ermito che si è piazzato al settimo posto.

Carlo Conti ha ammesso che quest’anno prenderanno parte al super torneo tre donne e quattro uomini e nel caso in cui ci fosse stato Mario Ermito, diventavano cinque uomini. Una scelta che tuttavia non ha reso contento il pubblico social, che avrebbe voluto rivedere Mario anche al torneo dei campioni.

Nicola Massaro

Il Vizio della Speranza trionfa al Festa di Roma 2018

ll pubblico della Festa del Cinema di Roma ha scelto Il Vizio della Speranza di Edoardo De Angelis come Miglior Film tra la selezione di quest’anno.

Edoardo De Angelis, come già in Indivisibili, non teme di risultare retorico, pur di gridare il proprio disperato messaggio umanista. In Il vizio della speranza il regista rende Castel Volturno uno scenario apocalittico per coltivare lì, dove e più difficile farla crescere, la speranza di una nuova vita e di una nuova civiltà. Simboli forti, dal percorso mariano ai cavalli selvaggi in riva al mare, per una pellicola a tinte fortissime sulla battaglia per la sopravvivenza del sacro, nella disperazione dello sfruttamento. Gli applausi di Roma, Tokyo e Montpellier, dove nel giro di una settimana il film è stato presentato, raccontano molto sull’universalità di una nuova voce del cinema italiano.

“Offrire un dono può essere un gesto invadente ma scoprire che quel dono è gradito rappresenta il premio più importante. Faccio film per regalarli a chi li guarda” dichiara Edoardo De Angelis

Nel cast Pina Turco, Massimiliano Rossi e Marina Confalone. Il film sarà al cinema dal prossimo 22 novembre, distribuito da Medusa.

Un film “spirituale e cristiano”: la stessa Maria ammantata di cinismo si troverà di fronte a una scelta difficile e coraggiosa quando sarà lei ad aspettare un bambino. “La resistenza umana è la più grande delle rivoluzioni”, ha detto il regista napoletano di Indivisibili.

Nicola Massaro

A Salerno Oscar Di Maio interpreta Gaetano Di Maio

Sabato e domenica prossima, al Teatro Nuovo di Salerno, “Mettimmece d’accordo e ce vattimme”, commedia di Gaetano Di Maio. Protagonista, Oscar Di Maio, per la prima volta interprete di questo lavoro dello zio. Con lui, Alessandra Borrelli, Angelo Di Gennaro, Rosario Barra, Diego Consiglio, Carolina Cozzolino, Ada de Rosa, Marzia Di Maio, Aurora Giglio, Fabio Reale, Rosaria Russo, Ciro Scherma e Stefano Sannino che dello spettacolo cura pure la regia. Ulteriori prossime tappe: il 17 novembre al Teatro Barone di Melito; il 20 dicembre al Teatro Totò di Napoli.

Addio a Keiichiro Kimura, character designer de L’Uomo Tigre e di tanti altri successi

 Addio a Keiichiro Kimura, “papà” dell’Uomo Tigre. Kimura, deceduto per un infarto, era un regista giapponese di animazione e creatore di numerosi cartoni animati mitici degli anni ‘80.

E’ stato infatti character designer di “Cyborg 009”, “L’uomo tigre”, passando per “Mimì e la nazionale di pallavolo”, “Trider G7”, “Sam ragazzo del West”, “Sally la maga”. Aveva 80 anni ed aveva iniziato a lavorare alla mitica Toei Animation nel 1961.

Nato nel 1938, aveva iniziato a lavorare per la Toei Animation nel 1961, dove poi era diventato direttore delle animazioni. Il suo ultimo lavoro, Mobile SuitGundam SEED, è datato 2002.

Noto per il suo stile vibrante e per la sua volontà di discostarsi dalla realtà con movimenti e pose ai limiti dell’inverosimile, Kimura lavorò all’Uomo Tigre con il chiaro intento di evidenziarne la forza, la potenza espressiva e soprattutto i movimenti e le pose dei personaggi.

Kimura mise anima e corpo nel progetto relativo all’Uomo Tigre, chiedendo al suo team di concentrarsi particolarmente sugli scontri, sullo spazio degli stessi (memorabili le lunghe corse sul ring, quasi questo fosse immenso) e sulle pose plastiche delle particolari mosse di lotta del personaggio come dei suoi antagonisti.

Kimura si è spento in modo improvviso e inatteso per un infarto al miocardio, le esequie si sono tenute in forma privata, per volontà della sua famiglia, lo scorso 22 ottobre.

Nicola Massaro

Martin Scorsese, premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma

Standing ovation da copione, file di dieci ore, ragazzi con numeri “d’ingresso” scritti sulle braccia da parte dell’organizzazione. Cose folli, cose che accadono quando l’ospite si chiama Martin Scorsese, “un genio del cinema” tiene a chiamarlo Antonio Monda prima di accoglierlo sul palco.

È indubbiamente l’incontro ravvicinato più atteso della 13ma edizione, e con il premio alla carriera consegnatogli da un commosso Paolo Taviani: “Martin, che è un amico, è un uomo che ci aiuta a capire chi siamo e io per questo lo ringrazio”, è il completamento di un percorso articolato che il cineasta newyorkese ha deciso di compiere alla Festa del Cinema di Roma avendo presentato alcuni film del programma e tenuto diversi incontri, fra cui una lezione di cinema con Alice Rohrwacher.

Scorsese ha raccontato i nove film, tra i molti, del cinema italiano che tra gli anni ’50 e ’60 lo hanno formato, commentando spezzoni significativi, ricordandosi come fosse ieri luogo e occasione in cui li aveva visti per la prima volta, raccontando aneddoti curiosi, minimi con la sua solita generosità, come parlasse appunto ai suoi studenti di cinema.

“Sono i film che mi hanno ispirato per il futuro, quelli che sono stati per me scuola di cinema, quelli di cui si possono trovare tracce nelle mie opere”, ha spiegato.

Non i capolavori assoluti del nostro cinema, mancherebbero ad esempio i film del neorealismo da Roma Città aperta a Ladri di biciclette che pure ama, ma i suoi film di formazione. E in un ordine crescente evidentemente perché per gli ultimi tre hanno portato quasi alla commozione Scorsese per quanto hanno rappresentato.Dopo il dialogo con il direttore del festival Antonio Monda il premio consegnato da Paolo Taviani con il pubblico in piedi ad applaudirli. I nove film con cui Martin Scorsese ha omaggiato il nostro cinema sono Accattone di Pasolini (1961), La presa del potere da parte di Luigi XIV di Rossellini (1966), Umberto D di De Sica (1952), Il posto di Olmi (1961), L’eclisse di Antonioni (1962), Divorzio all’italiana di Germi (1961), Salvatore Giuliano di Rosi (1962), Il Gattopardo di Visconti (1963) e infine quello che ancora oggi, con la sua esperienza e la sua passione anche di restauratore con la sua Film Foundation, lo lascia senza parole, Le Notti di Cabiria di Fellini (1957).

Nicola Massaro

Animali Fantastici, il fan event porta in Italia le bacchette dei protagonisti della saga più famosa al Mondo

Ad un mese dall’uscita nelle sale italiane di “Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald”, Warner Bros Pictures presenta “Animali fantastici fan event – Accendi la magia”.

Sabato 3 novembre alle ore 18.30 i fan del Wizarding World accenderanno contemporaneamente con uno speciale Lumos le imponenti installazioni delle bacchette dei protagonisti del magico mondo di J.K. Rowling in nove città italiane.

A Milano, in piazza Cadorna, sarà protagonista la bacchetta di Albus Silente; a Roma l’appuntamento è fissato in via del Corso, Largo dei Lombardi, con la bacchetta di Gellert Grindelwald; a Napoli la bacchetta di Harry Potter sbarcherà a Piazza Trieste e Trento, mentre a Lucca, in occasione dell’edizione 2018 del Lucca Comics & Games, la bacchetta di Newt Scamander dominerà sulla centralissima Piazza San Michele alla presenza di Paul Harris, lo storico coreografo dei duelli che hanno scandito le avventure di Harry Potter.

Il 15 novembre 2018 segna la data di uscita del secondo capitolo prequel di Harry Potter: “Animali Fantastici I Crimini di Grindelwald”. I trailer usciti fino a oggi hanno ormai delineato la trama e le avventure dei protagonisti. Newt Scamander deve partire per un’avventura alla volta di Parigi, per dare la caccia al mago oscuro Gellert Grindelwald, sfuggito agli Auror. È il professor Silente a chiedere al suo ex alunno di partire per contrastare i terribili piani del suo antagonista.

I due ormai ex alleati, Gellert e Albus, sono interpretati da Johnny Depp e Jude Law. Mentre nel cast tornano Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol e Ezra Miller. Introdotti invece in questo secondo capitolo sono i personaggi femminili di Leta Lestrange, interpretata da Zoë Kravitz, e di Nagini, la donna serpente, interpretata da Claudia Kim.

Nicola Massaro

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