La Municipalità 2 e il progetto Marinella e gli Aquiloni

Un progetto che sta riscuotendo grande interesse e partecipazione per la rilevanza dell’azione portata avanti in favore di persone in affidamento penale esterno. Grande la sinergia messa in atto tra enti pubblici e privati, associazioni, volontari, tutti impegnati a che questa seconda esperienza nella Municipalità 2 del progetto “Marinella e gli Aquiloni”, finanziato dall’UIEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) di Napoli possa diventare un’esperienza pilota per la realizzazione di molte altre iniziative. Da 4 affidati del 2019 si è passati a ben 12 in questo complesso 2020.

Ne parliamo con Francesco Chirico, presidente della Municipalità 2.

Presidente Chirico, la Municipalità 2 è uno dei partner istituzionali della seconda edizione del progetto Marinella e gli Aquiloni, in che modo si esplica questa partnership?

L’iniziativa ci è stata proposta dalla dottoressa Forte dell’UIEPE di Napoli e dai dirigenti del Ministero, ci ha accomunati la ferma volontà di coinvolgere il territorio creando così una rete persone, ognuna capace di mettere a disposizione le proprie competenze e le proprie esperienze.

Come è nato l’interesse per questa iniziativa?

Ciò che mi ha convinto è stato il percorso ipotizzato che prevedeva il coinvolgimento del territorio nell’esperienza di lavoro e collaborazione per le persone in esecuzione penale esterna. SI è immaginato che questi ultimi fossero protagonisti per fare del bene nel quartiere.

La grande partecipazione di enti pubblici, istituzioni e enti del terzo settore costituisce un momento fondamentale per il progetto, in che modo avviene la collaborazione?

Se non ci fosse stata la numerosa e attiva partecipazione di tante realtà associative ed istituzionali della Municipalità, sono convinto che il progetto, per quanto valido, non avrebbe avuto la stessa forza e lo stesso significato. La compartecipazione è fondamentale e numerosi sono stati gli incontri, sempre valide occasioni di confronto utili a migliorare le azioni del progetto.

Ha più volte  incontrato le persone in esecuzione penale esterna che partecipano al progetto e le ha viste in piena attività, cosa l’ha colpita di più?

Ho incontrato in più occasione i ragazzi, tra loro ho ritrovato anche un vecchio amico di infanzia, ed è stato molto significato confrontarmi con loro, cercare di capire quanto nelle possibilità, la loro storia personale, ma uno degli aspetti che ho colto immediatamente è la loro consapevolezza di aver commesso errori nella vita, dunque del dover pagare giustamente il proprio debito con la giustizia, ma questo sentimento è chiaramente accompagnato dalla consapevolezza che esiste una strada diversa dal crimine, fatta di impegno e di soddisfazioni valide. Spero sinceramente che questo progetto possa proseguire, che possa dare una nuova occasione a questi ragazzi, che li aiuti a trovare lavoro: è giusto che qualsiasi persona, dopo che ha pagato i propri errori, torni ad essere una persona libera e senza il peso di un pregiudizio.

In che modo questa esperienza rappresenta un momento significativo per le azioni poste in campo dalla Municipalità 2?

Per la Municipalità questo è un percorso straordinario sotto molti punti di vista, esso non lo è solo per i validissimi interventi realizzati, lo è soprattutto per il bagaglio umano che mette a disposizione delle istituzioni e della politica, pone  gli amministratori locali di fronte alla consapevolezza che creare sinergie sul territorio può portare a grandi risultati, crea consapevolezza nella politica che le visite ai carcerati sono utili solo se finalizzate alla realizzazione di progetti come questi che intendono rimettere al centro l’uomo. Personalmente sono convinto che nessuno nasca cattivo, quanto piuttosto è la vita che ci pone sempre dinanzi ad una scelta, il solo fatto di aver scelto male non significa essere condannati per sempre. Spetta però  alla politica fare in modo che l’essere umano sia messo nelle condizioni di poter scegliere, di dare un’alternativa al crimine e l’unica via è quella di creare occupazione.

Bianca Desideri

La Natura nella Creatività delle Donne: una mostra per la vita

Di grande interesse la mostra fotografica e il dibattito realizzati il 16 marzo dall’Associazione Donne Architetto ADA di Napoli e dalla   Consulta delle Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato della Municipalità 2,  presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Federico II in via Forno Vecchio a Napoli,  nell’ambito delle iniziative organizzate per il mese di Marzo.

Invitati ad intervenire Emma Buondonno, Fabia Bellofatto, Giovanna Farina, Rossella Russo, Eugenio Frollo, Aniello Greco e Francesco Chirico.
L’intento dell’iniziativa è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave stato  di degrado delle ultime aree verdi ancora esistenti nella città  metropolitana di Napoli.
“Nella densa ed estesa conurbazione la carenza di parchi e giardini sia   pubblici che privati compromette seriamente la salute e la qualità dell’aria e della vita di tutti i cittadini. La crescente isola di calore urbana rende la città di Napoli – sostengono gli organizzatori dell’iniziativa – per il   lungo periodo estivo inaccessibile alla gran parte della popolazione   ed in particolare ai bambini, agli anziani e alle donne. La trasformazione, inoltre, anche del suolo e del sottosuolo delle  ampie piazze, per funzioni di mobilità, parcheggi e aree di commercio,   ha aggravato ulteriormente la già grave condizione di  desertificazione  urbana”.
Per l’Associazione deve essere avviato al più presto un processo che porti ad un’inversione di tendenza negli interventi di riqualificazione urbana che può essere effettuato con un processo di Forestazione Urbana ormai non più rinviabile.
Da identificare e distinguere per le loro funzioni i Parchi Urbani dai Parchi di Quartiere, il Verde   Scolastico dal Verde Ospedaliero, il Verde Stradale dai Nuclei   Elementari di Verde, i Parchi e Giardini Storici dagli Orti Conclusi  dei Conventi religiosi, gli spazi rurali dai coltivi abbandonati e  così via.
Per ogni tipologia di giardino, secondo l’Associazione, va individuato una diversa tipologia   d’intervento e di opere che in una città come quella in cui viviamo potrebbero essere vera e propria utopia.

L’ADA sostiene che “il diritto allo spazio naturale è un diritto fondamentale per il   benessere soprattutto dei bambini e delle bambine perciò le Donne devono occuparsene come presupposto del diritto alla vita di ogni essere umano, le risorse naturali sono beni collettivi che vanno salvaguardati e la densificazione urbana coincide con la desertificazione delle città”.

Una foto per tutte, quella di Filomena Nardone, Panama, Finca di cacao, agosto 2016.

Salvatore Adinolfi

Marzo Donna della Seconda Municipalità

Un calendario ricco di eventi quello della Municipalità 2 presieduta da Francesco Chirico per il Marzo napoletano dedicato alle Donne. L’evento dello scorso 9 marzo organizzato a cura della Consigliera Maria Alifuoco e della Commissione Scuola e Pari Opportunità, ha trattato un tema importante, a partire dal documentario della bravissima Simona Cappiello per ripercorrere insieme una storia eroica, emozionante, una pagina sociale, prima ancora che politica, davvero poco nota, eppure esemplare: Una nazione in difficoltà l’Italia del secondo dopoguerra che si mobilita incondizionatamente per proteggere i figli di tutti!
Grazie allo sforzo di tante di donne che si attivarono anche politicamente nell’intento comune di dare una speranza alla parte più indifesa della popolazione.
Il documentario è ricco di testimonianze tra le quali  quella dell’ex sindaco di Napoli, il Senatore Maurizio Valenzi, e della moglie Litza Cittanova e la discussione è stata arricchita dalla presenza di Lucia Valenzi.