Alla scoperta delle meraviglie della Reggia di Caserta

La collana Novanta/Venti della redazione napoletana di La Repubblica, il quotidiano diretto da Maurizio Molinari, si arricchisce di una nuova pubblicazione realizzata con la collaborazione di Guida Editori, uscita in questi giorni in regalo con il giornale. Il volume “La Reggia della Meraviglia. Caserta e Vanvitelli, l’eredità del genio” è dedicato alla splendida reggia vanvitelliana di Caserta.

Numerosi i contributi che accompagnano il lettore alla scoperta di una realtà in grado di evidenziare il ruolo e l’importanza del Sud nella storia come anche emerge nella introduzione da Maurizio Molinari “Per comprendere l’identità del Sud bisogna visitare la Reggia di Caserta. Nella grandiosità dei suoi spazi si respira ancora oggi l’aria di una città capitale di un Regno che è stato protagonista del Mediterraneo”, anche le creazioni ospitate nella reggia come il primo prototipo di un ascensore in tutta la penisola aiutano a riflettere “su un periodo nel quale il Sud d’Italia era in grado di competere con ogni altra regione, capitale, casa regnante“.

A curare il volume, che anticipa di poco l’inizio delle celebrazioni vanvitelliane del 2023, Ottavio Ragone, Cobchita Sannino, Antonio Ferrara. A raccontare, fra gli altri Autori che hanno dato un contributo alla realizzazione del volume, con l’entusiasmo e l’alta professionalità di chi dirige dal 2019 La Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, la quale, con la sua descrizione necessariamente breve, esalta la bellezza e il palazzo della “Meraviglia” che per il sovrano Carlo di Borbone, diventato Re di Napoli nel 1734, doveva essere “più palazzo” di ogni altro.

Oltre a conoscere il capolavoro vanvitelliano attraverso le pagine di questa e delle numerose altre pubblicazioni dedicate a questa opera, quale migliore riscontro alle parole e alle immagini dei libro o dei video, se non vedere e ammirare con i propri occhi questa “Meraviglia”.

Antonio Desideri

Reggia di Caserta ospita i capolavori di Klimt

Dopo il successo registrato a Firenze, la Klimt Experience sbarca in Campania. Arrivano tutti, in blocco, alla Reggia di Caserta. Non gli originali, ma riproduzioni multimediali fedelissime, per un tipo di exhibit virtuale che attira sempre più pubblico.  “Il Bacio”, “Giuditta”, “L’Albero della vita” e altre numerosissime opere: i capolavori di Gustav Klimt saranno in mostra nel palazzo vanvitelliano da metà maggio fino al prossimo ottobre, diffusi da  trenta laser su megaschermi con risoluzione addirittura superiore al Full Hd.

I visitatori potranno ammirare  ben 700 immagini a grandezza naturale dedicate alla vita e alle opere del grande artista viennese. Il percorso includerà anche un’area interattiva, con ulteriori contenuti multimediali e didattici attuabili su un touch screen e proiezioni 3d da ammirare con gli occhiali Samsung Gear VR. Il prezzo del biglietto sarà di 10 euro, aggregato a quello della reggia.

Il perfezionismo di Gustav Klimt era leggendario, tanto che lavorò per tre anni al ritratto di Elisabeth Bachofen-Echt, figlia di una sua importante mecenate. Elisabeth era costretta a posare per ore. Klimt prendeva degli schizzi della ragazza in diverse pose, ma non era mai soddisfatto del risultato. Poiché Elisabeth dal canto suo criticava sia le posizioni come pure gli abiti scelti, si arrivò ben presto allo scontro e, durante una discussione, Klimt alla fine sbottò: “Dipingo una ragazza come mi pare e piace e basta!”. Dopo tre anni Elisabeth Bachofen-Echt perse la pazienza, si recò allo studio di Klimt, prese il quadro dal cavalletto e se lo portò a casa. Quando in seguito Klimt lo vide esposto nel salotto della famiglia avrebbe dichiarato, di cattivo umore: “Non le assomiglia per nulla”. La committente non si fece assolutamente scoraggiare da questa affermazione e commissionò a Klimt il ritratto di sua madre, Charlotte Pulitzer. “Contro Klimt” era il titolo di un’opera di Hermann Bahr in cui lo scrittore austriaco si schierava apertamente a favore del controverso artista. Nulla nella produzione artistica di Gustav Klimt aveva suscitato reazioni tanto appassionate quanto i Fakultätsbilder realizzati per l’Università di Vienna. Uno dei primi bozzetti di questo ciclo allegorico per la raffigurazione della Filosofia mostrava, nella parte inferiore, un giovane profondamente immerso nei propri pensieri. Quando il rettore dell’università vide questa immagine, circondata da coppie strette in abbracci sensuali e appassionati, sostenne che il ragazzo, in quella posa, non pensasse tanto alla filosofia quanto piuttosto sembrasse domandarsi come nascessero i bambini. Un’artista istrionico dal talento straordinario.

Nicola Massaro