Ricordando il poliedrico poeta Gennaro Esposito

Sfogliando le pagine del ricco e appassionato lavoro fatto da Luigi Esposito per ricordare il padre Gennaro, noto poeta contemporaneo, nato a Napoli il 3 novembre 1920 e morto il 28 febbraio 2004, si riesce solo in parte a cogliere tutta la vasta gamma di temi che hanno ispirato le sue poesie. E proprio “Puisìe e… rretàglie ‘e penziere” in ricordo di Gennaro Esposito raccoglie solo alcune delle liriche frutto della sua grande capacità poetica e della sua attenzione forte e continua ai temi a lui cari: “L’amicizia, la vita palpitante dei quartieri popolari, il disagio sociale e politico che anima la nostra città”.
Accompagnano le pagine di questo “ricordo” alcune testimonianze di amici e poeti che con lui hanno percorso un pezzo di strada nel panorama culturale napoletano o che hanno avuto il piacere di poter venire in contatto con questo poeta anticonvenzionale.
Flaviano De Luca, scriveva il 28 maggio 2014 su il Manifesto “Autore di canzoni, poeta-operaio, Gennaro Esposito è stato fra i raccontatori di una Storia collettiva di Napoli che affonda a piene mani nel sostrato della cultura orale partenopea”.
Ci piace citare anche un pezzo della storia di “Napoli è” legata a questo protagonista della cultura napoletana attraverso quanto scrive il poeta-avvocato Carlo Del Preite a proposito del suo secondo incontro con Don Gennaro, così spesso lo chiamavano amici e appassionati di poesia che frequentavano i salotti culturali napoletani: “Conobbi Gennaro Esposito nel 1994 o ’95… gli feci ricordare dell’occasione in cui ci eravamo conosciuti qualche sera prima, cominciammo a conversare piacevolmente e scendemmo insieme a Piazza Dante. Prendemmo un caffè e lo invitai a venire la domenica dopo a Via Pasquale Scura., dove all’epoca aveva sede l’Associazione Culturale “Napoli è”, nata da poco, che riceveva con grande disponibilità tutti i poeti o aspiranti tali che volevano partecipare agli incontri. Lui ci venne” e vi restò. E fra le oltre venti pubblicazioni di Don Gennaro una è stata edita proprio dall’Associazione Culturale “Napoli è” come ricorda Carlo Del Preite: “A “Napoli è” si era formato un bel gruppo, e nel 1997 Don Gennaro, io, Ettore Cicalese, Giovanni D’Amiano e Romano Rizzo, decidemmo di pubblicare insieme una raccolta di poesie in napoletano, “N’anticchia ‘e Napule”, che ebbe la prefazione di Ada Sibilio Murolo” e fu così che Gennaro si avvicinò a “Napoli è” e vi restò sempre vicino, grande poeta e caro amico del presidente Giuseppe Desideri e della sorella Bianca. Ancora oggi il ricordo degli incontri al Caffè dell’Epoca di Amedeo Pianese in via Costantinopoli dove il “Cenacolo poetico Napoli è” si riunisce è vivo in tutti coloro che lo frequentano.
Tante le testimonianze di affetto e rispetto per il poeta dai modi semplici ma capace di mostrare la grande forza della sua poesia raccolte dal figlio Luigi che ha raccolto la sua “pesante” eredità poetica e ne ha dato un assaggio nell’elegante volume edito nel 2016.
Salvatore Adinolfi

Capossela vince il Tenco. Massimo Ranieri premiato come operatore culturale

 Si è conclusa con grande successo l’edizione del Premio Tenco 2017 dedicata alle Terre di Mare. La più prestigiosa Rassegna della musica d’autore ha portato in un teatro Ariston di Sanremo pieno in ogni serata uno spaccato del cantautorato italiano trasversale con artisti che si sono cimentati in set unici e creati ad hoc come da tradizione del Premio Tenco vuole.

Vinicio Capossela, “artista dell’anno”, chiude l’edizione 2017 del Premio Tenco. “Ho portato qui a Sanremo la musica di risacca per un spettacolo che ho chiamato Cordàmi, fatto con strumenti di sole corde e pensato apposta per questa occasione”, aveva raccontato poco prima di salire sul palco dell’Ariston.  Tornato a Sanremo per la sua quinta volta  con un ensemble di musicisti e strumenti a corde tra i più vari per quasi un’ora di performance; nei panni di un “traghettatore di anime”, si è presentato seguito da Victor Herrero, Asso Stefana, Glauco Zuppiroli, Peppe Leone, dai greci Manolis Pappos e Dimitris Mistakidis, e da Jimmy Villotti, collaboratore di Paolo Conte, dando vita a un vortice di rebetiko, swing e blues, cavalcando onde di parole profonde come gli oceani che le hanno ispirate. E non è mancato un tributo al tango con ospite Flaco Biondini.

“C’avete pensato buono?” è la domanda di Massimo Ranieri poco prima di salire sul palco dell’Ariston a chi gli chiede se si aspettava di ricevere il Premio Tenco come operatore culturale. “Mi dimentico di avere 66 anni. E a ‘na certa età ricevere un tale riconoscimento ti permette di dire Io c’ero?”. Ranieri,  accompagnato dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta da Mauro Pagani, che nel 2011 ricevette dal Club Tenco lo stesso Premio, si è esibito sulle note di “Nottata e sentimento”, “Marechiaro”, “Scètate”, “Guaglione”, “Spingule francesi”. “Il cast è stato scelto in base al tema Terre di Mare, aveva spiegato il responsabile artistico Sergio Secondiano Sacchi, trattandosi di una rassegna basata su un progetto e non su una semplice sfilata di cantanti, e volendo disegnare una mappa delle realtà musicali legate alle culture marinare più rappresentative, e non solo a quelle italiane, la costruzione del cast è diventata quasi automatica. Si tratta di una manifestazione che scava nella storia, nella geografia e nel mito e con la scelta dei vari interpreti si è voluto andare in variegate direzioni stilistiche, dalla canzone popolare al rock, amalgamando la lingua italiana ai vari dialetti. Si traccia così un profilo abbastanza articolato della ricca storia della nostra canzone d’autore che è fatta di tradizione e di sperimentazione, sia musicale che poetica”.

Nicola Massaro