Porto Torres, evento inaugurale dell’Acropoli dei Giovani

L’ultimo importante progetto di Gerardo Marotta, quello dell’Acropoli dei Giovani, ha visto il 24 ottobre un nuovo importante momento, l’evento inaugurale del Presidio di Porto Torres. Ad ospitare l’incontro il Liceo Scientifico, Linguistico e Sportivo “Europa Unita”. Il Presidio dell’Acropoli dei Giovani di Porto Torres è il frutto del protocollo d’intesa stipulato tra l’Amministrazione comunale e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Nell’occasione è stato proiettato il docufilm “La seconda natura”, del regista Marcello Sannino, un viaggio sulle tracce del pensiero di Gerardo Marotta, protagonista dal dopoguerra in poi della vita culturale e filosofica italiana.

“I presidi dell’Acropoli sono luoghi di incontro, confronto e formazione dedicati ai giovani e aperti a tutti coloro che hanno interesse a parteciparvi. Con questa iniziativa, le cui basi sono state poste dall’ex Assessora Antonella Palmas – ha sottolineato l’attuale Assessora alla Pubblica Istruzione, Alessandra Vetrano –  anche Porto Torres diventa ufficialmente sede del progetto, grazie all’Istituto Italiano degli Studi Filosofici e all’Istituto d’istruzione superiore “Paglietti” che ha ospitato l’appuntamento inaugurale. Prosegue l’Assessora che è stata “l’occasione per ricordare Gerardo Marotta, scomparso pochi mesi fa e promotore del programma culturale, realizzato con la direzione organizzativa e scientifica dalla giornalista Bianca Desideri, che sta coinvolgendo diversi comuni italiani”. Durante la mattinata sono intervenuti l’Assessora Alessandra Vetrano, il professor Diego Zucca, docente di Scienze storiche e filosofiche all’Università di Sassari e i professori Massimiliano Garau e Caterina Ortu, docenti dell’istituto superiore turritano. L’incontro è stato moderato dal giornalista Luigi Coppola che ha portato i saluti di Massimiliano Marotta, presidente dell’IISF, di Fiorinda Li Vigni, segretario generale dell’Istituto e di Bianca Desideri direttore scientifico e organizzativo del progetto Acropoli dei Giovani.

Discriminazioni di genere e sicurezza nei luoghi di lavoro

I temi delle discriminazioni di genere e della sicurezza nei luoghi di lavoro sono molto dibattuti. Quotidianamente i media ci propongono situazioni di discriminazioni e notizie relative a infortuni e morti sul lavoro.

Alta deve essere l’attenzione e la prevenzione così come la tutela delle vittime. Di questi argomenti si è discusso nella tavola rotonda tenutasi giovedì 26 ottobre a Napoli nella suggestiva Sala Consiglio della Città Metropolitana di Napoli, in via Santa Maria La Nova n. 43.

Due temi scottanti l’incontro che è stato un momento di incontro e scambio di esperienze e buone prassi per porre in essere ogni possibile azione per favorire l’eliminazione del fenomeno delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro e per rendere sempre più sicuri i posti di lavoro per evitare malattie professionali e ancor di più morti.

Un elemento importante per raggiungere questi scopi è sicuramente quello di una maggiore attenzione alla sicurezza non solo fisica dei lavoratori ma anche psichica, un miglioramento delle relazioni e dell’organizzazione aziendali, un maggiore investimento in formazione e sicurezza.

Ai saluti istituzionali del Vice Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Salvatore Pace, gli interventi di Domenica Maria Lomazzo, Consigliera di Parità Regione Campania;

Isabella Bonfiglio, Consigliera di Parità Città Metropolitana di Napoli; Salvatore Adinolfi, Presidente Unisin Regionale Campania; Daniela Foschetti, Segretario Nazionale Unità Sindacale Falcri Silcea Sinfub; di CGIL Napoli in rappresentanza anche di CISL e  UIL; Antonello Sannino, Presidente Arcigay Napoli; Antonella Verde, Avvocato giuslavorista, hanno focalizzato l’attenzione sulle varie possibili forme di prevenzione e tutela.

A moderare i lavori: Bianca Desideri, Segretario Regionale Unisin Regionale Campania. Le conclusioni sono state affidate a  Giuseppe Cantisano, Capo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli. Al termine è stato siglato il Protocollo di Intesa tra la Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Napoli e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli al fine di prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione di genere.

Mazinga Z Infiniy, una nuova battaglia per il super robot

Era il 1972 quando veniva pubblicato il primo capitolo di Mazinga Z (マジンガーZ Majingā Zetto), manga scritto e disegnato dal fumettista e scrittore giapponese Go Nagai. L’opera, che nello stesso anno verrà trasposta in un anime di 92 episodi, è rivoluzionaria poiché introduce nei manga di genere mecha i super robot, ovvero robot colossali pilotati da ragazzi e caratterizzati dalla grande potenza distruttiva. Una serie in cui non solo quando l’eroe attiva specifiche armi ne grida il nome, ma dove il robot protagonista difende la Terra dall’invasione di mostri o alieni giganteschi che puntualmente vengono sconfitti.

Inoltre per la prima volta il robot acquista tratti demoniaci, poiché a seconda del comportamento del pilota può diventare un dio o un demone.

Non a caso il nome in giapponese (Ma) (ji) (n) (ga)  è scritto in caratteri katakana. La parola è composta dalle particelle ma che significa demone e jin (o shin) che vuol dire divinità, mentre la particella ga ha funzione rafforzativa. Nella mitologia giapponese i majin sono esseri magici, e la parola viene usata anche per indicare i demoni. Un termine che richiama quindi un essere divino e superiore.

Dopo anni di pace sulla Terra, il Dottor Inferno torna a minacciare il genere umano quando alcuni ricercatori scoprono, durante degli scavi interni al monte Fuji, un titanico robot che chiamano Mazinga Infinity, dotato di un potere straordinario, ovvero controllare e resettare intere galassie. Una simile abilità in mano al Dottor Inferno minaccia quindi non solo la Terra ma tutto lo spazio, motivo per cui il buon vecchio Tetsuya si mette al comando del Grande Mazinga per contrastare l’invasione. Dato questi per scomparso, entra in gioco Koji Kabuto, anch’egli ritiratosi in tempo di pace e ora pronto a tornare al comando di Mazinga Z, ultimo barlume di speranza per tutto l’universo.

Terzo lungometraggio dedicato ai personaggi creati dall’intramontabile Go Nagai, diretto da Junji Shimizu e scritto da Takahiro Ozawa, Mazinga Z Infinity farà la felicità di tutti i fan. Un film in grado  di risvegliare il bambino in ognuno di noi.

Nicola Massaro