Il Comune destina un immobile alla Comunità LGBTQI 

L’attenzione che il Comune di Napoli mostra verso i diritti delle persone e nella situazione specifica della Comunità LGBTQI si è concretizzata nei giorni scorsi con l’approvazione di un provvedimento della Giunta Comunale, a firma del Sindaco Luigi de Magistris, con il quale viene messo a disposizione della comunità LGBTQI un immobile comunale. La struttura sarà destinata all’accoglienza delle persone vittime di discriminazione e violenza omo/transfobica e di genere.

Il progetto sarà realizzato in partenariato con la rete locale di associazioni LGBTQI per la partecipazione al bando di “Fondazione con il Sud” dedicato all’Housing Sociale 2018.
Trova così concretizzazione con il provvedimento approvato l’impegno assunto con la comunità LGBTQI. IL progetto prevede la realizzazione a Napoli di una struttura idonea a fornire fornisca non solo protezione e sicurezza ma in grado di avviare con l’erogazione di vari servizi, veri e propri percorsi di autonomia e di empowerment.

“In qualità di delegata alle Pari Opportunità” – ha dichiarato Simonetta Marino – “ringrazio il Sindaco, la Giunta, i dirigenti, i servizi e tutto il personale che con tenacia si sono prodigati per raggiungere  questo importante risultato”.

Un inizio importante per fornire alle vittime di discriminazione e violenza un “luogo sicuro” dove poter trovare accoglienza.

Alessandra Desideri

Vecchietti al Welfare Day: necessario secondo pilastro sanitario

Di grande interesse il Welfare Day dal titolo “La Salute è un diritto. Di tutti”, promosso come ogni anno da RBM Assicurazione Salute, e tenutosi a Roma il 6 giugno scorso. Dai dati presentati è emerso come 2 italiani su 3 hanno pagato direttamente le cure sanitaria per un esborso medio di 655 a testa.

Un importo significativo considerato che molte famiglie a causa della crisi economica si trovano a dover far quadrare il bilancio con grande difficoltà, ancor di più quando si verificano situazioni che richiedono esborsi per cure mediche o per acquisto di farmaci o protesi.

Dal “VIII Rapporto CENSIS-RBM Assicurazione Salute” presentato è emerso che 7 cittadini su 10 hanno acquistato farmaci (per una spesa complessiva di 17 miliardi di euro), 6 cittadini su 10 visite specialistiche (per 7,5 miliardi), 4 su 10 prestazioni odontoiatriche (per 8 miliardi), 5 su 10 prestazioni diagnostiche e analisi di laboratorio (per 3,8 miliardi) e 1 su 10 protesi e presidi (per quasi 1 miliardo).

Un dato significati quello dell’indebitamento legato alle cure sanitarie: 7 milioni di cittadini hanno dovuto indebitarsi per pagarsi le cure e 2,8 hanno venduto la casa o svincolato i propri investimenti.

Marco Vecchietti, Amministratore Delegato di RBM Assicurazione Salute ha evidenziato che: “La spesa sanitaria privata rappresenta la piú grande forma di disuguaglianza in sanitá. Con l’introduzione di un Secondo Pilastro Sanitario si potrebbe tagliare di 20 miliardi di euro, riducendone l’impatto sui redditi delle famiglie italiane, in particolare per quelli medio bassi”.

Secondo le stime della Ragioneria Generale da oggi a 7 anni nel nostro Paese saranno necessari dai 20 ai 30 miliardi di euro in più per finanziare un Sistema Sanitario ormai gravato dalle sfide demografiche e da mutamenti economici e sociali. “Il che, in altri termini, vuol dire – ha spiegato Marco Vecchietti – che se non si avvierà anche nel nostro Paese un Secondo Pilastro Sanitario attraverso un sistema di Polizze e Fondi Sanitari aperti a tutti, il costo delle cure che i cittadini dovranno pagare di tasca propria finirà per raggiungere (nel 2025) quasi 1.000 Euro a testa”.

Nel 2016-2017 la spesa sanitaria privata (che lo scorso anno era di 37,3 miliardi) è aumentata del +2,9% di contro al +1,5% della spesa totale per consumi delle famiglie italiane. Nel 2013-2017 è invece aumentata del +9,6%, mentre la spesa totale per consumi del +5,3%. La spesa sanitaria privata cresce il doppio rispetto a quella totale per i consumi.

La spesa sanitaria privata “è la più grande forma di disuguaglianza in sanità”, il cittadino, infatti, viene posto di fronte alla scelta tra pagare o non curarsi. Purtroppo accade che non tutti possono permettersi di pagare e quindi sono costretti a non curarsi adeguatamente o a non curarsi per nulla.

Alessandra Desideri

Porto Torres: Bibliospiaggia a Scogliolungo

Un’iniziativa di sicura attrazione quella della Bibliospiaggia promossa dalla Biblioteca di Porto Torres. La cultura non va in vacanza ma sceglie la spiaggia quale location temporanea per promuovere le attività culturali e per invitare tutti alla lettura.

Un appuntamento con libri, fumetti e dvd da prendere in prestito, letture e laboratori per “tenere allenata la mente davanti al mare”, un’esperienza  che si ripete dopo il successo dell’edizione 2017 alle Acque Dolci scegliendo quest’anno il litorale dello Scogliolungo.

“I servizi di promozione della lettura sono un fiore all’occhiello – sottolinea l’Assessora alla Cultura, Mara Rassu – e la Bibliospiaggia è un’idea innovativa per coinvolgere soprattutto i più piccoli nelle attività educative e formative, anche nel tempo libero. Famiglie e giovani possono essere stimolati alla lettura di libri, riviste e quotidiani grazie a questo ulteriore punto prestito, che incrementa i numerosi servizi già offerti all’interno della struttura di via Sassari dalla Comes”.

La bibliospiaggia sarà ancora presente a Scogliolungo nelle giornate del 18 e 25 luglio e dell’1, 22 e 29 agosto.

Alessandra Desideri

Anima Campana: gli scatti dei fotografi FIAF

Al via il secondo appuntamento del Progetto Anima Campana, che vede impegnati i circoli campani della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) molto attivi anche in vista del prossimo incontro nazionale che vedrà Napoli protagonista del Congresso 2019.

Un Progetto che vuole “ricercare l’anima in un luogo, attraverso un reportage fotografico che descriva la realtà di un paese, di una città, di una terra e di vicende, luoghi, persone” evidenziano gli organizzatori FIAF. “ANIMA CAMPANA – proseguono – è un progetto fotografico che intende andare alla ricerca del genius loci della nostra regione, rintracciabile in un luogo, in una comunità, fra le persone e nelle vicende quotidiane”. Non si tratta di una competizione fotografica ma  si concretizza in “una testimonianza iconografica di ciò che contraddistingue una terra nella sua oggettività e nella sua soggettiva appartenenza. Uno sguardo sulla Campania attraverso gli occhi dei campani, un incontro di sguardi tra circoli diversi per esprimere e maturare con consapevolezza il proprio stile espressivo. “Che cos’è oggi la Campania per noi?” L’invisibile che diventa visibile in una fotografia”.

Il 25 Luglio, il C.S.F. di Melito (NA) con il coordinamento dei Delegati Provinciali,avrà luogo la seconda uscita fotografica del Progetto, con appuntamento per i fotografi FIAF alle 9.00 presso la Biblioteca Comunale di Giugliano in Campania in Via Giuseppe Verdi, la passeggiata fotografica si concluderà entro le ore 13. Itinerario: verso Santa Sofia e Palazzo Pinelli.  In loco gli allievi del corso di fotografia del CSF diretti dal mastro Fernando Alfieri, nell’ ambito del progetto “A.Gi.R.E in Comune” approvato nell’avviso pubblico della Regione Campania “Benessere Giovani Organizziamoci”, guideranno i partecipanti, dopo una breve storia del luogo,  in questa escursione fotografica con sessione di introduzione sulla tipologia di servizio fotografico da realizzare.

Alessandra Desideri

Il Portogallo: un paese in netta ripresa

I dati confortanti del 2017 per il Portogallo sono: crescita del 2,6 per cento, calo del debito, deficit all’1,7 per cento e disoccupazione all’8,5.

La suddetta eccezionale performance economica del Portogallo è giunta a tali risultati sotto un governo di coalizione del partito di sinistra con quello di estrema sinistra, eletta in base a un programma di critica ai diktat di Bruxelles che chiedeva il ripudio del debito pubblico, l’uscita dall’euro e dalla Nato, e la rinazionalizzazione di interi settori dell’economia portoghese.

Il simbolo di questa bizzarra combinazione di radicalismo politico e di performance economica, è la figura di Mario Centeno, il ministro delle Finanze che, almeno a parole, ha elaborato il piano per rompere con la logica dell’austerità imposta da Bruxelles ed è stato appena eletto presidente dell’Eurogruppo.

Paradossalmente è stato apprezzato anche dai critici delle politiche di austerità.

Quindi, cosa è successo tra il 2011 e oggi, cioè da quando il Portogallo voleva inizialmente affrontare la crisi smarcandosi da Grecia e Irlanda prima di negoziare un piano di salvataggio da 78 miliardi di euro?

Le crisi del 2008 e del 2010 colpiscono gravemente l’economia del Portogallo, che già si caratterizzava per diversi squilibri. Il continuo aumento del deficit, la crescita del debito, sia pubblico sia privato, l’aumento del disavanzo delle partite correnti, l’improvvisa cessazione dei flussi di capitali dal Nord al Sud, la crisi del credito, chiudono bruscamente al Portogallo le porte di accesso ai mercati finanziari. Il Portogallo cerca quindi l’aiuto dell’Ue e del Fondo monetario internazionale per poi accettare un drastico piano di riforme strutturali elaborato dalla Troika.

A partire dal 2014, la crescita riparte, la disoccupazione vive una fase di calo e la bilancia dei pagamenti lentamente si stabilizza.

In questo contesto, l’arrivo al potere di un governo di sinistra-estrema sinistra non porta con sé il rifiuto delle politiche di austerità iniziate nel 2011, ma produce un moderato alleggerimento dei vincoli alla domanda interna: aumenta il salario minimo e le pensioni più basse, senza indietreggiare sui tagli alla spesa e sulle riforme approvate.

E’ anche la ripresa della crescita nell’area euro che contribuisce anche alla ripresa del Portogallo.

Quindi è accaduto che la combinazione di una competitività che ha dato ripresa alla crescita, un leggero stimolo alla domanda e la difesa del rigore di bilancio, in un contesto di ripresa europea e globale, ha reso possibile il miglioramento del Portogallo nel 2017. Infatti, la contrazione della spesa pubblica e le riforme strutturali hanno consentito di migliorare la solvibilità del Paese, ripristinare l’equilibrio commerciale con l’estero ed eliminare i diversi ostacoli alla crescita.

L’attuale ripresa è sostenuta dalle esportazioni verso l’Ue e dalla adeguata gestione del debito e qualità del governo.

Danilo Turco

Qualche riflessione su politica ed economia nell’Italia di oggi

Sarebbe oltremodo importante riuscire a frenare il diffondersi di dichiarazioni continue che tendono a destabilizzare condizioni e stili di vita che non consentono un ritorno al passato ormai sepolto.

Occorrerebbe non ricercare consenso politico attraverso slogan proponendo una visione del mondo dei tempi passati, con i confini e i muri che delimitano le relazioni internazionali. Occorre una politica moderna, stimolo per l’innovazione, la ricerca e che combatte situazioni di arretratezza nel lavoro, come il caporalato, per concedere il soggiorno a chi ha un lavoro e facilitare gli impieghi stagionali. Poi, per difendere la qualità dei prodotti italiani in agricoltura non andrebbero imposti dazi sul riso asiatico e sudamericano e poi, andrebbe ratificato il Ceta, il trattato Ue-Canada, il più avanzato nella protezione dell’origine dei nostri prodotti.

Inoltre, sui finanziamenti UE impegnati si osserva che negli appalti pubblici si nasconde il rischio di corruzione, come mostrano le cronache e la flessibilità – richiesta dagli operatori e recepita dal Codice dei contratti del 2016 – ha di fatto accresciuto il numero di gare finite a imprese vicine alla politica.

Infine,la modernizzazione dei sistemi di pagamento al dettaglio, che prevedono l’uso di strumenti diversi dal contante per le spese sui consumi, è ormai un fenomeno strutturale in Italia e altrove, anche se avviene si consolida più lentamente rispetto ad altri Paesi. Il dato più significativo al riguardo ci sarà con l’entrata in vigore nel 2018 della direttiva europea Psd2 sui pagamenti digitali. A riguardo la proposta di abolire il limite all’uso dei contanti, risulta in controtendenza rispetto al concreto diffondersi della digitalizzazione dell’economia e nei sistemi di pagamento al dettaglio, in linea con quanto accade nei Paesi più avanzati e con l’effettiva esperienza delle famiglie consumatrici in Italia.

Danilo Turco

La fine del decennio di crisi  per la Grecia

Finalmente la svolta! La Grecia ha rispettato gli impegni e quindi sono state concordate le misure che possono a questo momento sostenerla nel lungo processo di ripresa e che potranno essere allentate in futuro.

I ministri delle Finanze europei hanno accertato che la Grecia ha sostanzialmente rispettato gli impegni assunti in occasione dei tre piani di salvataggio approvati finora. Hanno quindi concordato il 21 giugno scorso una serie di misure per sostenerla nel lungo processo di ripresa. Già su alcuni tweet, Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici e monetari, aveva  anticipato il suo giudizio positivo sulla Grecia ed evidenziando come il governo di Atene avesse introdotto circa 450 provvedimenti legati alle richieste della Troika, come la riforma del catasto per una più efficiente tassazione immobiliare e l’istituzione del reddito di solidarietà, di cui è oggi beneficiario circa il 6 per cento della popolazione.

La Grecia dal 2010 ha usufruito di tre piani di salvataggio (2010, 2012, 2015), ricevendo circa 274 miliardi di euro dai Paesi europei e dal Fondo monetario internazionale, risorse determinanti per il superamento della crisi. Oggi occorre che si realizzi la ripresa con la diminuzione del tasso di disoccupazione(18%), cosa possibile, se la Grecia continuerà sulla strada delle riforme, in modo che i paesi europei decideranno di alleggerire questi vincoli con futuri interventi.

Occorre evitare il rischio che la Grecia, una volta scampato il pericolo, torni sul sentiero poco virtuoso che l’ha condotta a un passo dall’uscita dall’euro, devastando il suo sistema finanziario e riducendo in povertà milioni di suoi cittadini. Talune condizioni imposte sono da ritenere giuste, come la soluzione del processo in cui è imputato l’ex presidente dell’istituto nazionale di statistica e il completamento della riforma del catasto e del piano di privatizzazioni.

Danilo Turco

I cinquant’anni di sacerdozio di Monsignor Meloni, Sassari in festa

“La vita è un cammino verso l’immortalità e l’immortalità è dono di Dio.”

Il saluto escatologico di Monsignor Pietro Meloni termina la solenne cerimonia liturgica celebrata nella Chiesa di san Giuseppe a Sassari per festeggiare il suo cinquantesimo anniversario della ordinazione sacerdotale.

Centinaia di fedeli sassaresi, amici e una corposa schiera di familiari hanno stipato una delle più belle e antiche chiese del centro turritano nella serata estiva della prima domenica di luglio.  Insieme al presule festeggiato che ha presieduto la liturgia,oltre una dozzina di presbiteri e ministranti hanno concelebrato la speciale messa di ringraziamento insieme a Monsignor Gianfranco Saba, Vescovo di Sassari e Monsignor Mauro Maria Morfino, Vescovo alla diocesi di Alghero e Bosa, con il parroco della stessa parrocchia, don Massimiliano Salis.  “Il vescovo è l’immagine del Padre e la sua forza è la dolcezza! È questa la parola di Sant’Ignazio vescovo di Antiochia, martire della Chiesa nascente, che ha ispirato fin dall’inizio la mia missione pastorale.”

Le parole di Monsignor Meloni hanno risuonato nella sua omelia, ribadendo il mantra  (Gaudium et Spes – la gioia e la speranza) che ha distinto il suo intenso magistero nella Chiesa iniziato proprio nella parrocchia di San Giuseppe dove ricevette i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima, per poi coltivarne una feconda crescita nell’Azione Cattolica. Con dolcezza paterna e leggeri spunti ironici, Monsignor Meloni ha ricordato i passi salienti del suo percorso sacerdotale, avviato con l’ordinazione avvenuta con l’imposizione delle mani di Monsignor Paolo Carta il ventotto giugno del 1968.

Un cammino di fede supportato costantemente dalla presenza amorevole dei genitori. Ricordati alcuni momenti decisivi: nel 1983 quando l’allora vescovo sassarese, Monsignor Isgrò, gli consegnò la lettera di Papa Giovanni Paolo II, che lo conferiva Vescovo alla Diocesi di Ampurias e Tempio, incarico ricoperto per nove anni prima di passare alla guida della Diocesi di Nuoro. Non mancano aneddoti divertenti svelati come in un intimo focolare domestico. Nel segno del filiale affetto, il saluto finale di Monsignor Gianfranco Saba, da pochi mesi alla guida pastorale della diocesi sassarese, ha ribadito il solco virtuoso tracciato nell’azione pastorale del suo Maestro. Ha ricordato gli anni in Gallura, quando anche in situazioni di estrema sofferenza per il territorio, il vescovo Meloni è sempre stato un riferimento importante per la comunità locale. Così per il forte impulso dato alla pastorale di mediazione, grazie alla rinascita editoriale della testata editoriale Gallura e Anglona. All’unisono al suo rientro a Sassari, nel rilancio del settimanale diocesano “Libertà”.

Anche il sindaco Nicola Sanna nel congedare l’assemblea ha ricordato il ruolo di prezioso interlocutore con le istituzioni, assolto dall’emerito vescovo Meloni, soprattutto in situazioni di estrema criticità sociale (negli anni di piombo dell’emergenza terrorismo) come nei decisivi passaggi di vertenze economiche occupazionali vissute nel territorio sardo.

L’evento gaudioso del primo luglio rilancia incoraggianti auspici per la Chiesa Episcopale Sarda nove mesi dopo la Settimana Sociale dei Cattolici di Cagliari e pochi giorni dopo l’investitura cardinalizia di Papa Francesco del neo porporato e fraterno amico Angelino Becciu.

Luigi Coppola

 

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