La felicità altrui turba, agita, inquieta

Nadia Terranova, lei è reputata una delle voci più esemplificative del panorama letterario italiano contemporaneo. I suoi scritti paiono avocare a sé la fragilità come imbattibile e temibile milizia espressiva. Perché?

Fragilità è una strana parola, come se comprendesse anche la forza. Per essere fragile,  qualcosa deve aver dato di sé l’impressione di essere forte, prima.

La sua narrazione è lucida, nitida, disincantata, priva di edulcorazioni, scevra da vergogne, a tratti spudorata. C’è un limite a ciò che si può narrare?

Il solo limite è il dovere di essere interessante.

Le protagoniste de “Come una storia d’amore” si fiondano al collo altrui come vampiri per succhiarne la felicità. Cosa inquieta, turba, agita dell’altrui felicità?

Fa tantissimo rumore, e può essere un rumore sgradevole, sgraziato.

Avvincente in “Il primo giorno di scuola” l’apprendere una lingua morta e resuscitata quale l’ebraico. Dove risiede il fascino del lessico?

Ogni tanto sento il bisogno di imparare una lingua nuova, è come rinnovarsi profondamente.

Qual è lo status della narrativa femminile? Occorrono “quote rosa”?

Ci sono libri bellissimi scritti da donne ma sono ancora troppo poco riconosciuti a parità di quelli dei colleghi.

 

Nadia Terranova ha scritto Gli anni al contrario, Torino, Einaudi, 2015; Addio fantasmi, Torino, Einaudi, 2018; Come una storia d’amore, Roma, Perrone, 2020; 2Caro diario ti scrivo… con Patrizia Rinaldi, Casale Monferrato, Sonda, 2011; Bruno. Il bambino che imparò a volare, Roma, Orecchio acerbo, 2012; Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro, Casale Monferrato, Sonda, 2012; Le Mille e una Notte raccontate da Nadia Terranova, Roma, La Nuova Frontiera junior, 2013; Le nuvole per terra, San Dorligo della Valle, Einaudi Ragazzi, 2015; Casca il mondo, Milano, Mondadori, 2016; Omero è stato qui, Milano, Bompiani, 2019; Un’idea di infanzia. Libri, bambini e altra letteratura, Trieste-Roma, Italo Svevo Editore, 2019. Riconoscimenti: Premio Napoli nella categoria Libri per bambini e per ragazzi e  Premio Laura Orvieto per Bruno: il bambino che imparò a volare; Premio Speciale Nisida-Roberto Dinacci (all’interno del “Morante Ragazzi” 2011e Premio Nazionale di Letteratura per Ragazzi Mariele Ventre (2012, Sezione narrativa 12-16 anni) per Caro diario ti scrivo…; Premio Fiesole Narrativa Under 40, Premio Bergamo, Premio Bagutta (Sezione Opera Prima 2016), The Bridge Book Award, Premio Grotte della Gurfa (2015), Premio Viadana (ex aequo con Una storia quasi perfetta, di Mariapia Veladiano), Premio Viadana Giovani (2016), e Premio Brancati per Gli anni al contrario; Finalista alla 73ª edizione del Premio Strega, vincitrice del Premio Letterario Nazionale “Subiaco Città del Libro” 2019, del Premio Alassio Centolibri, del Premio Martoglio, del Premio Penne e del Premio “Mario La Cava” per Addio Fantasmi; Finalista alla 5ª edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi per Omero è stato qui.

 

Giuseppina Capone