Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo: il diritto all’autonomia e alla partecipazione sociale

Ogni anno il 2 aprile invita a riflettere sul percorso di vita delle persone con disturbo dello spettro autistico (ASD, Autism Spectrum Disorder) e sulle sfide che affrontano, soprattutto quando diventano adulte.

Secondo i dati di settembre dello scorso anno dell’Osservatorio Nazionale Autismo del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, più di 90.000 persone sono in carico ai servizi sanitari, mentre oltre 830.000 accedono ai servizi socio-sanitari. Questi numeri raccontano una realtà complessa che richiede attenzione continua e interventi mirati.

Ci sono due realtà che i genitori e i caregiver si trovano a dover affrontare nel percorso di vita di una persona autistica, distinti ma complessi. Durante l’infanzia e l’adolescenza, percorsi educativi e terapeutici strutturati aiutano le famiglie a garantire supporto ai minori. Ma superati i 18 anni, molti diritti non si trasferiscono automaticamente. Inserimento lavorativo, autonomia abitativa e partecipazione sociale diventano sfide concrete: i genitori e i caregiver devono spesso attivarsi personalmente per richiedere servizi, completare pratiche burocratiche e assicurare la continuità dei percorsi. Le famiglie chiedono una maggiore uniformità dei servizi, strumenti chiari e percorsi personalizzati che rendano i diritti effettivi e fruibili anche nell’età adulta.

Le linee guida nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornate al 2025 evidenziano l’importanza di interventi specifici per adulti con ASD, raccomandando strategie integrate che includano assistenza sanitaria, educativa, sociale e lavorativa. L’obiettivo è garantire che ogni persona possa partecipare attivamente alla vita della comunità, sviluppando competenze e relazioni, e non limitarsi a ricevere sostegni occasionali.

La transizione verso l’età adulta rimane un momento critico. Le famiglie segnalano difficoltà nel coordinare servizi diversi, nel reperire informazioni chiare e nel superare le disomogeneità tra territori. La richiesta principale è che i diritti formalmente riconosciuti diventino strumenti concreti per vivere con dignità, autonomia e partecipazione piena.

Investire in percorsi integrati significa, dunque, garantire un futuro in cui le persone nello spettro autistico non siano isolate o marginalizzate, ma parte attiva della comunità, con pari opportunità di lavoro, relazioni sociali e sviluppo personale. La Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo diventa così non solo un momento simbolico, ma un richiamo concreto a costruire continuità, inclusione e cittadinanza reale per tutti.

Bianca Desideri

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