Scrivere in Jazz 2016, a Sassari Enrico Rava

“Non sono seduto perché sono stanco ma perché sono vecchio…”. Così la sequoia gigante dalla chioma bianca e fluente, rompe il silenzio e, riposta la tromba, saluta il pubblico accorso ad applaudirlo.

Per una occasione importante, a Palazzo di Città, il Teatro Civico, gioiello fine incastonato nella Sassari vecchia, Enrico Rava ritrova la sua Orchestra Jazz di Sardegna ventidue anni dopo la sua ultima collaborazione. Tanti gli anni trascorsi da quel 1994 quando fu protagonista nel progetto originale di Bruno Tommaso “Seven steps about Carmen”.

L’occasione è data dal doppio appuntamento (8 e 9 settembre) serale per le fase finale della quattordicesima edizione di “Scrivere in Jazz”,  il concorso internazionale di composizione ed arrangiamento  organizzato dall’associazione Blue Note Orchestra di Sassari. Il concorso propone a compositori di qualunque estrazione artistica e provenienza geografica di misurarsi con il jazz attraverso la realizzazione di arrangiamenti per un organico orchestrale di 20 elementi.dsc_0055-jazz2

Alle due serate realizzate con il contributo del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, del MIBACT e della Fondazione di Sardegna ha partecipato un variegato  pubblico di appassionati e i tanti finalisti che hanno avuto l’occasione di ascoltare  per la prima volta le loro composizioni eseguite dall’Orchestra jazz della Sardegna diretta da Paolo Silvestri.

Nella serata conclusiva dell’8 settembre, si è consumato un vero capolavoro con il musicista triestino, torinese di adozione. Un evento memorabile il concerto  “OJS Meets Rava”.

La big band sassarese fra le più longeve d’Europa, ha proposto alcuni brani storici del repertorio del grande jazzista internazionale arrangiati da Paolo Silvestri, in questa occasione direttore d’orchestra. L’evergreen “Senza Fine” è stato il preludio di standard entusiasmanti che hanno esaltato l’interplay degli orchestrali sardi.  “Adulti e con figli, davvero molto bravi” – ha ricordato al termine Rava. Non nascondendo la velata malinconia della prima volta con la stessa OJS, all’epoca foriera di quegli stessi  “bravi ragazzi che sono cresciuti davvero bene”, Rava ha dedicato “dialoghi” con tutti i musicisti della band. Alti i fraseggi in duo con l’altra tromba Giovanni Sanna Passino, con la chitarra elettrica di Antonio Pitzoi.  Senza dimenticare i virtuosismi al piano di Mariano Tedde efficaci con i tamburi di Luca Piana e tutto l’ensamble  nella entusiasmante versione di “My Funny Valentine”.

La serata ha acceso il pubblico, in estasi nei fantasiosi assoli del trombettista, superbo in alcune sue composizioni: “Spider Blues”, “Il Viaggio” e “Certi Angoli Segreti”.  Ovazione all’epilogo per l’indimenticabile “Cidade Do Amor Demais”.  Di chiaro respiro europeo, il concorso ha premiato rappresentanti di Germania e Spagna nelle competizioni in gara. Christina Fuchs (classe 1963,  Monaco di Baviera, Germania), con “Newton’s Cradle”,  sì è aggiudicata il premio per le composizioni originali a tema libero. Per la sezione ai temi della musica etnica della Sardegna, quest’anno dedicata al “Canto a chitarra”, si è imposto lo spagnolo Eduardo Rojo Gonzàlez  con  “Images from Sardinia”.  Per la terza sessione, dedicata in questa edizione agli arrangiamenti di brani appartenenti al repertorio del Maestro Rava, nessun finalista si è invece aggiudicato il premio. A giudizio della commissione i brani non raggiungevano infatti gli standard richiesti dalla giuria. “Questi musicisti sono degli eroi  – ha detto il presidente di giuria Mario Raia l’Orchestra Jazz della Sardegna è una rarità in Italia, una delle pochissime realtà a portare avanti progetti culturali preziosi e fondamentali per la musica jazz  esistenti in Italia”.

Durante le premiazioni Gavino Mele, presidente OJS e giurato aggiunto nella commissione esaminatrice,  ha confermato con soddisfazione di avere raggiunto l’obiettivo della tradizionale rassegna biennale: dare luce ai migliori talenti musicisti sparsi nel mondo.  

Decisiva l’esperienza di Mario Corvini, fra i migliori trombonisti in circolazione nel mondo, che a Roma sta portando avanti con grandi sacrifici ed enormi soddisfazioni un laboratorio aperto a tutti i giovanissimi talenti italiani, innamorati di Jazz. Chiudiamo con il pensiero del pianista Mariano Tedde, decano OJS, affidate ai social network, a poche ore dal calare del sipario : “essere coinvolti in un contesto come questo può solo giovare alla salute musicale oltre che mentale. Grazie quindi a tutti quelli che ci hanno sostenuto, prima di tutto il pubblico e poi tutti gli altri. Alla prossima!…”.

Luigi Coppola

Musica a “L’angolo DiVino”

Domenica, 11 settembre, a “L’angolo DiVino” in via San Biagio dei Librai, 11, spettacolo ideato dal pianista Antonio Landolfi, protagonista con Titti Aruta ,cantante, e Lucia Landolfi, voce recitante, di un programma che offrirà  generi a confronto: musica classica, jazz, leggera, successi internazionali, canzoni napoletane e popolari.

Campania e Sardegna più vicine nel segno delle identità culturali

È stato firmato nella Piazza Umberto I a Camposano, nella serata del 26 agosto, il gemellaggio tra i Comuni di Camposano (NA) e Porto Torres (SS), entrambi protetti da San Gavino Martire.  I sindaci Franco Barbato e Sean Christian Wheeler hanno firmato l’intesa nel corso della cerimonia ripresa in diretta streaming  su Videonola.  I due amministratori che in mattinata avevano reso omaggio ai Caduti in Guerra e alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino, hanno annunciato una iniziativa comune di raccolta fondi a sostegno dei paesi terremotati. Il legame esistente fra i due luoghi si rafforza e diviene  istituzionale nel nome del Santo patrono turritano, il martire Gavino, venerato nei due centri. In occasione dell’atto di gemellaggio, i sindaci hanno ricordato le vittime del sisma che si è abbattuto sul centro Italia mietendo morte e devastazione.

“Per il forte senso etico e morale che condivido con il mio collega, propongo di dare il via, durante il giuramento di fratellanza, ad una raccolta fondi tra i cittadini di Camposano e di Porto Torres da consegnare a due sindaci dei Comuni flagellati dal terremoto di mercoledì scorso. Daremo così significato concreto alle iniziative che intendiamo portare a termine per rinvigorire la nostra fede e per favorire la crescita sociale e culturale delle nostre rispettive comunità. Oggi, da Sindaco, stringo la mano, con piacere, al collega di Porto Torres, Sean Christian Wheeler, formalizzando in Camposano il gemellaggio tra i nostri Comuni con solenne giuramento. Vogliamo rafforzare la fratellanza tra i nostri cittadini, unire i popoli ora più di prima e portare ancora più rispetto a tutti i martiri tra cui ci onoriamo di annoverare il comune patrono San Gavino”. Queste le dichiarazioni pubbliche di Franco Barbato.

“Ho vissuto nelle zone interessate dal sisma, a me molto care, e a nome della cittadinanza di Porto Torres – ha risposto il sindaco Sean Wheeler – mi sento di condividere il pensiero del sindaco di Camposano, esprimendo la vicinanza a tutte le persone che sono costrette ad affrontare le grandi difficoltà provocate da questa enorme tragedia. L’unione tra le due città nasce dalla condivisione della fede e si è trasformata nel tempo anche in un’amicizia che abbiamo voluto suggellare insieme, dando ad essa una forma istituzionale. La firma dell’atto di gemellaggio favorirà ora e in futuro l’incontro tra le nostre comunità. È per me un onore partecipare per la prima volta quest’anno alle celebrazioni per San Gavino in un comune diverso da quello che amministro. È il proseguimento naturale di un cammino culturale, di confronto e di conoscenza che può diventare un valore sia per Porto Torres che per Camposano”.

L’iniziativa avviata a Camposano suggella un forte legame culturale e sociale che lega da sempre la Campania alla Sardegna con una particolare rilevanza nelle due province di Napoli e Sassari. Accomunate da commistioni legate al lavoro, alla tradizione delle economie del mare, ai vari idiomi culturali che hanno generato nuove famiglie con origini diverse. Favorendo un ponte sociale di scambi e di reciproca crescita. La rete virtuosa fra i piccoli comuni, avviata a Camposano favorirà nuove azioni di scambio solidale che potrà solo migliorare la crescita delle piccole comunità italiane.

Luigi Coppola

Le passioni di un poeta, Roberto Di Roberto si racconta

Cultore della tradizione napoletana, Roberto Di Roberto è stato ed è frequentatore assiduo di numerosi salotti peotico-letterari napoletani sin dagli Anni Sessanta contribuendo attivamente con la sua produzione poetica.

Sfogliando le pagine dell’antologia “Il Pianeta dell’Anima” curato da Gianni Ianuale le fotografie raccontano parte della sua storia strettamente collegata a quella di artisti, critici letterari, giornalisti, poeti, operatori culturali napoletani che hanno fatto parte in questi anni dell’intesa vita culturale dei salotti.

I sentieri dell’anima umana sono i principali ispiratori della sua poesia.

Salvatore Adinolfi

Aria all’Arte a Palazzo Cavalcanti

A Verbicaro, oggi e domani, nelle sale dello storico Palazzo Cavalcanti, dalle 10 alle 12,30 e dalle 17 alle 20,30, ad ingresso gratuito, curata dall’associazione “La casa degli Artisti”, la mostra fotografica collettiva “Verbicaro… tra luoghi, volti e tradizioni”.

Ad illustrare gli aspetti più caratteristici e significativi del verdeggiante paesino collinare in provincia di Cosenza, le immagini di Agostino Cirimele, Gina Raimondi, Carmela Errico, Maria Franca Raimondi, Maddalena Spingola, Maria Grazia Grispino, Giuseppe Ciottariello, Giovanni Fazio, Luciano Russo, Carla Tufo, Gino Silvestri, Francesco Spingola, Angelo Garufi e Francesca Pisciotta.

L’esposizione rientra nell’evento “Aria all’Arte”, quest’anno alla sua quinta edizione, iniziativa che in entrambe le serate, a partire dalle 20, ospiterà anche liberamente opere di pittura, scultura ed altre espressioni artistiche, già compiute o prodotte estemporaneamente, vivacizzando così simpaticamente l’ampia scalinata adiacente all’antico palazzo signorile.

La tranquilla località calabrese conferma in tal modo, pure quest’anno, un’offerta estiva, come sempre, ampia, ricca, piacevole, interessante ed economicamente accessibile che, non contenta di affascinanti convegni, di concerti di musica classica, folcloristica e leggera, di un particolare carnevale estivo e di altro ancora, ha trovato un suo punto di maggior forza nella decima edizione della piacevolissima “Soap Box Race” che in solo due appuntamenti ha raccolto complessivamente ben circa diecimila persone lì giunte ad ammirare simpatici veicoli originali, a quattro ruote, senza motore, provenienti da tutta Italia, sfilare in discesa, nonché acrobazie ciclistiche e spericolati equilibrismi su tavole a rotelle (skate-board) di autentici campioni nazionali, illustrazioni di tecnologia automobilistica innovativa e premiazioni di interessanti progetti studenteschi.

Tutto ciò ad evidente, consolatrice prova di una attenta amministrazione cittadina, di un’encomiabile sensibilità degli abitanti ed a chiara dimostrazione che anche dai centri più piccoli ed appartati ci può essere senza dubbio talvolta proficuamente da apprendere e, con ammirazione, plaudire.

 

Rosario Ruggiero

Gesuino Nemus, scrittore felice nell’isola che c’è

Pubblicare il primo romanzo a 58 anni con un editore indipendente e vincere la cinquantaquattresima edizione del Premio Campiello “Opera prima” nel 2015. Un riconoscimento giunto “solo” 45 anni dopo averne scritto la prima pagina in un istituto religioso, nel memorabile 14  maggio 1975.  Nel mezzo aver consumato decine di mestieri più diversi in giro per il mondo.

La parola “felicità” è spesso bandita anche nel gergo degli scrittori, come un rito scaramantico quasi che il migliore stato d’animo umano possa evaporare nelle contingenze di vendita dei principali produttori editoriali nazionali.

La gioiosa anomalia traspare da subito nell’incontro con Matteo Locci, al secolo Gesuino Nemus, autore de “La teologia del cinghiale”, distribuito nella primavera 2015 per i tipi di Elliot editore.

La presentazione del libro, recentissimo caso editoriale, avviene nella fresca serata dello scorso cinque agosto a Porto Torres, nel programma regionale Entula, festival del libro diffuso, promosso da Liberos (http://liberos.it/). Nutrito il parterre all’aperto presso la libreria Koinè al corso Vittorio Emanuele dove con Aldo Addis è Barbara Proli a interloquire con lo speciale autore originario dell’Ogliastra. Sin dalle prime battute esterna una personalità unica dai toni inediti, rispetto ai consueti canoni di un reading letterario: “… questo libro è la Salerno Reggio Calabria della letteratura…”.

La modestia di Locci non è uno stratagemma manicheo ad uso di strategie editoriali di vendita.

La narrazione del suo vissuto sovrappone, in un incastro antropologico, la trama del romanzo. Un complicato caso di cronaca nera avvolto in una ambientazione noir carica di visioni autoctone, sospese fra la tradizione di una terra insulare e antica con l’avviata modernità di una nuova era universale scandita con i primi passi umani sulla Luna nel 1969.

Stupefacente risulta la semplicità fiabesca, congenita alla scrittura di Nemus. Uno pseudonimo scelto non a caso, quasi a rimarcare l’imposizione di una scelta relazionale di tenue profilo. Inversamente proporzionale ad una produzione bulimica di un testo dalla lunghezza spropositata nella sua bozza originaria. Quest’ultima alimentata da una lettura onnivora dell’Autore, ritrovatosi, ancora dopo i cinquant’anni, senza un lavoro stabile. L’eccessiva non autostima nelle proprie potenzialità, descritta con una ironia ruvida e tragicomica, ben rappresenta la cifra neorealistica del mancato decollo sociale dell’isola. Sarà proprio l’ostinato tentativo di affrancarsi dal giogo dell’appiattimento passivo, dall’unanime pianto di un percepito isolamento culturale oltre l’oggettiva insularità del luogo natio, il paradosso vincente in una sfida dall’apparente esito scontato.

“Il 12 febbraio 2015 invio per la prima volta il testo ad una casa editrice, il 18 ho un contratto…” – insiste Nemus, nell’emozione di un ricordo simile al pellegrino reduce da Lourdes, guarito miracolosamente da una atroce infermità. Il neo romanziere aggiunge l’incredibile requisito, richiesto all’epoca dall’editore romano: l’invio del testo su carta. Un invito a nozze per l’autore di Jerzu  (centro barbaricino noto in tutto il mondo per l’eccellente Cannonau), amanuense sin dall’infanzia che, solo sul crepuscolo del secolo breve, aveva socializzato con i primi dispositivi automatici di videoscrittura.

Barbara Proli, docente di lettere, ricercatrice competente nella letteratura sarda emergente, declina la prosa complessa e composita di Nemus (sul tavolo della discussione anche il secondo romanzo – Elliot 2016 – “ I bambini sardi non piangono mai”), estraendone la leggerezza essenziale della lettura. Focale decisiva nel successo popolare che è valsa la conquista del Campiello oltre l’accesso alla finale del premio Bancarella. Un’impresa titanica per un testo esordiente con un editore indipendente. Una storia felice nel terzo millennio in un’isola che c’è, seppure piegata su se stessa. Un evento che insegna quella rivoluzione culturale possibile espressa nelle potenzialità di ciascuno, nessuno escluso. Lo stimolo all’emulazione virtuosa, nella consapevolezza dei propri mezzi è la lezione migliore nella notte d’agosto turritana.

Il prossimo appuntamento con Entula nel centro turritano è il 18 agosto. In arrivo lo scrittore russo Nicolai Lilin, autore de  “Spy story love story”, Einaudi 2016.

 

Luigi Coppola

XV Premio nazionale di poesia “Napoli è”

Tre i temi della XV edizione del “Premio Nazionale di Poesia Napoli è” bandito dall’Associazione Culturale Napoli e prorogato al 30 settembre 2016.

Il “XV Premio nazionale di poesia Napoli è” in lingua italiana e in napoletano, è aperto a tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia.

Potranno essere inviate poesie sui seguenti temi:

  • tema libero
  • I cinque sensi
  • Il gusto

Il concorso si divide in due sezioni: a) lingua italiana, b) lingua napoletana.

Sono, inoltre, previsti un premio speciale “under 25” riservato a tutti i giovani che alla data di scadenza del bando non abbiano compiuto i 25 anni di età e un premio speciale riservato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che potranno partecipare per il tramite dei Docenti della Scuola/Istituto di appartenenza.

I concorrenti potranno partecipare al concorso con un numero non superiore a tre poesie per ciascuna sezione per una lunghezza massima di trentadue versi ciascuna.

Gli elaborati dovranno pervenire a mezzo posta non raccomandata alla ASSOCIAZIONE CULTURALE NAPOLI E’ – casella postale 333 – 80133 Napoli – nei modi e termini indicati dal bando entro e non oltre il 30 SETTEMBRE 2016 e dovranno essere in regola con tutte le norme del bando di concorso.

La giuria esaminatrice, composta da personalità del mondo della poesia, del giornalismo, della cultura e da docenti, con parere insindacabile ed inappellabile selezionerà per ciascuna sezione le tre finaliste e la vincitrice assoluta della sezione under 25, che verranno premiate nel corso della serata finale la cui data di svolgimento sarà comunicata ad ogni partecipante.

Le poesie classificatesi in posizione utile, scelte ad insindacabile ed inappellabile giudizio della giuria potranno essere pubblicate in una eventuale raccolta anche multimediale e/o sul sito dell’Associazione.

Il bando di concorso può essere richiesto all’Associazione Culturale Napoli è per e-mail agli indirizzi premiopoesianapolie@gmail.com o associazionenapolie@libero.it

 

Si rinnova il successo di Monumentiam@ci

Locandina Monumentiamoci 2016Si è conclusa a Palomonte, rinnovando il successo della precedente edizione, Monumentiam@ci 2016, la manifestazione ambientale giunta alla sua seconda edizione. L’iniziativa mira a coinvolgere  spontaneamente, come evidenziato dagli organizzatori, gruppi di cittadini o associazioni culturali del salernitano che nel proprio paese intendano restituire decoro a piazze, strade, monumenti, giardini che versano in stato di abbandono.

Hanno aderito oltre al comune di Palomonte cittadini nei paesi di Buccino, Sant’Arsenio, Pertosa. “In ogni paese – secondo gli organizzatori – si sono svolti momenti ecologici, attraverso la rimozione di rifiuti ed erbacce o la pulizia di graffiti e detriti, presso fontane storiche, piazze, monumenti”. La manifestazione si è conclusa con la festa finale il 4 agosto a Palomonte, serata alla quale hanno partecipato associazioni e gruppi di volontari aderenti a Monumentiam@ci. In mostra le foto (del prima e dopo) dei luoghi ripuliti e presentazione presso il Giardino della Biblioteca comunale del libro “Acqua da tutte le parti” del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Antonello Caporale, a conclusione il concerto della lyrically rock band salernitana Ars Divina.

L’iniziativa, inoltre, è stata inserita nel programma didattico del Primo Presidio dell’ Acropoli dei Giovani, creato nell’agosto del 2014 dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici per volontà dell’avvocato Gerardo Marotta.

La tutela e la gestione di piazze, strade, monumenti, giardini, ecc. è elemento essenziale per garantire la tutela del “Bene comune” che secondo Salvatore Settis “vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire prestare prioritaria attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità. In Italia è questo un tema assai antico, che prese la forma della publica utilitas, del “pubblico interesse” o del bonum commune, incarnandosi negli statuti di cento città e generando, prima di ogni costrizione mediante le norme, qualcosa di molto più importante: un costume diffuso, un’etica condivisa, un sistema di valori civili, che ogni generazione, per secoli, consegnò alle successive.”

Appuntamento allora alla terza edizione di Monumentiam@ci.

Alessandra Desideri

Museo Madre gratis tutto agosto

Per chi resta in città o per chi viene a visitare Napoli il Museo Madre offre un agosto tutto gratis. E’ ormai dal 2013 che si ripete questa iniziativa che consente gratuitamente di visitare le mostre in corso e le collezioni ma anche di partecipare alle attività estive messe in campo dal Madre.

“L’iniziativa, ribadendo il successo riscosso negli anni precedenti, viene riproposta – si legge in un comunicato – con l’obiettivo di offrire nuovamente, a, la possibilità di avvicinarsi alle ricerche artistiche del presente visitando il museo d’arte contemporanea regionale: un museo non solo aperto ad agosto, ma gratuito per tutti e che propone a tutti, anche a chi non conosce o frequenta già il museo, di affrontare il caldo della stagione estiva camminando piacevolmente in mezzo a capolavori di arte contemporanea e ad “aria condizionata”.

Già dall’ingresso il Museo offre al visitatore una full immersion nelle opere che ospita iniziando con Axer/Désaxer, l’opera in situ di dimensioni architettoniche dell’artista francese Daniel Buren.

Al piano terra Attesa. 1960-2016, la retrospettiva dedicata a Mimmo Jodice, maestro della fotografia contemporanea. La mostra che resterà aperta fino al 24 ottobre si articola in più sezioni connesse tra loro. Partendo dalla sala Re_PUBBLICA MADRE al piano terra, dove è messa in scena, nel formato di una grande proiezione cinematografica (Teatralità quotidiana a Napoli, 2016), una selezione di immagini dalle serie dedicate, negli anni Sessanta e Settanta, alla città di Napoli, lavori di matrice sociale e di impegno civile degli anni Sessanta e Settanta. Al terzo piano la mostra presenta più di cento opere.

Sono proposti, in un allestimento unitario, tutti i più importanti cicli fotografici di Jodice – dedicati al mondo antico, alla natura morta, alla dimensione urbana, al rapporto con la storia dell’arte – in cui si articolano i principali aspetti e temi della sua ricerca.

Mentre l’inizio e la fine del percorso espositivo al terzo piano vedono protagoniste le ricerche sperimentali degli anni Sessanta e Settanta, nelle tre ali del terzo piano “si succedono in una stringente contiguità e continuità fra i tre differenti tempi del passato (prima sezione), del futuro (seconda sezione) e del presente (terza sezione) – opere da tutte le principali serie di Jodice, a partire dagli anni Ottanta”.

La mostra di Camille Henrot è ospitata nella Sala delle Colonne al primo piano. Luna di latte il titolo  della mostra dell’artista francese, Leone d’argento quale migliore artista giovane alla 55.Biennale di Venezia del 2013. La mostra resterà visibile fino al 3 ottobre 2016, con il patrocinio di Institut français di Napoli e in collaborazione con la Fondazione Memmo di Roma. 

Tante opere ospitate nei vari piani del Museo Madre. Fra queste anche quelle della nuova collezione permanente in progress del MADRE Per_formare una collezione, progetto avviato nel 2013 e dedicato dal museo alla costituzione progressiva della sua collezione permanente

T utti i weekend di agosto i Servizi Educativi del museo MADRE offrono un programma di visite didattiche #in_mostra, anch’esse gratuite, ogni sabato, domenica e lunedì, alle ore 11:00 e alle ore 17:00, dedicate alle due mostre della stagione espositiva estiva del museo: Mimmo Jodice Attesa. 1960-2016 e Camille Henrot Luna di latte.

Fino al 29 agosto sarà possibile visitare la Casa “do ut do”, su progetto di Alessandro Mendini. 

Il progetto – evidenziano  gli organizzatori – presenta l’edizione 2016 di “do utdo”, contenitore di iniziative culturali a scopo benefico promosso dall’Associazione Amici della Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus e piattaforma biennale che organizza eventi dedicati alle arti e alle eccellenze della cultura italiana coinvolgendo istituzioni, imprese e collezionisti e che, quest’anno ha come testimonial il premio Nobel Dario Fo. Le stanze della Casa “do ut do” sono progettate da tredici importanti architetti e designer, e ognuna è dedicata ai valori che compongono la qualità della vita,elementi che danno il senso più profondo di una casa, di una comunità, di una città, di un paese: Alberto Biagetti (“vitalità”), Mario Cucinella (“empatia”), Riccardo Dalisi (“sogno”), Michele De Lucchi (“civiltà”), Stefano Giovannoni (“gioco”), Alessandro Guerriero (“attesa”), Massimo Iosa Ghini (“inclusione”), Daniel Libeskind (“incontro”), Angelo Naj Oleari (“natura”), Terri Pecora (“complicità”), Renzo Piano (“luce”), Claudio Silvestrin (“amore”), Nanda Vigo (“coraggio delle donne”)”.

Per informazioni tel. 081.19313016 (lunedì-venerdì ore 9:00 -18:00; sabato ore 9:00 -14:00).

Alessandra Desideri

Sassari si prepara alla Faradda 2016

E’ stata presentata alla stampa nella sala conferenza a Palazzo Ducale, lo scorso 27 luglio, l’edizione 2016, con tutti gli appuntamenti della Discesa dei Candelieri, La Faradda, l’appuntamento più atteso dell’anno per i sassaresi.

Una festa che è assieme spettacolo e devozione che aggiunge quest’anno importanti novità. La prima riguarda il numero dei gremi e dei Candelieri che il 14 agosto scenderanno lungo corso Vittorio Emanuele per arrivare alla chiesa di Santa Maria. Saranno undici infatti i Ceri votivi che danzeranno per sciogliere il voto alla Madonna. Il consiglio comunale di Sassari, il 12 luglio scorso, all’unanimità ha decretato la modifica al regolamento della discesa dei Candelieri, formalizzando così l’ingresso del gremio dei Macellai che ha San Maurizio come santo patrono. Il nuovo Candeliere è stato presentato nella serata del 30 luglio, nella chiesa della Santissima Trinità. Altra novità,  la nuova location dell’arrostita dei Candelieri, in programma l’11 agosto, durante la quale sarà cucinato anche lo zimino. Sarà la piazza Sant’Antonio ad ospitare il tradizionale spuntino conviviale.

Una scelta che si inserisce nella volontà dell’amministrazione comunale di valorizzare quest’area che, nella tradizione e nella cultura popolare, ha rappresentato un’importante porta d’accesso alla città. “La preparazione alla discesa dei Candelieri dura tutto l’anno con saperi e competenze diverse. Le feste patronali (il 2 agosto sarà per  i muratori,  il 7 quella dei viandanti) ne fanno le tappe importanti” – ha ribadito Salvatore Spada, presidente dell’Intergremio cittadino. Ha anche ricordato la ricorrenza quest’anno del  ventennale dei piccoli candelieri ai quali sarà dedicata la loro vestizione nella mattina del 5 agosto presso il vecchio mercato. “Si crea così una ricucitura tra la parte alta e quella bassa della città antica – ha detto il sindaco Nicola Sanna – quest’ultima considerata da alcuni quasi come abbandonata mentre, in questi ultimi anni, ha ottenuto dalla nostra amministrazione una particolare attenzione. Questa è una festa che parla al mondo intero – ha proseguito il primo cittadino – e si confermano numerose presenze dalle città della Rete delle macchine a spalle e dall’estero. Saranno presenti, infatti, rappresentanti di Viterbo, Nola, Palmi e Gubbio e l’assessora alla Cultura del Comune di Bratislava”.

Il primo cittadino, inoltre, ha ricordato che per tutte le manifestazioni della Faradda, come da disposizioni perentorie della questura di Sassari per esigenze di sicurezza, dalle ore 14 sino a conclusione degli eventi, non sarà consentito l’accesso a nessun veicolo, privato o commerciale, nelle aree interessate dagli appuntamenti. Per questo motivo, le attività commerciali presenti nelle varie aree interessate dagli eventi dovranno provvedere per tempo a programmare le loro necessità.

“L’amministrazione comunale – ha aggiunto l’assessora alla cultura Raffaella Sau, che ha illustrato il programma – nel promuovere la festa dei sassaresi, ha voluto dedicare uno sguardo attento ai Gremi e alle loro feste patronali. Un’occasione, come già anticipato da Spada, per significare che la festa dei Candelieri non deve e non può esaurirsi il 14 agosto, ma si sviluppa per tutto l’anno”.

Nel mese di agosto, in prossimità della Discesa, si moltiplicano gli appuntamenti che “preparano” sassaresi e turisti al grande appuntamento. L’amministrazione comunale infatti ha previsto una serie eventi culturali, enogastronomici, musicali e di spettacolo che rispecchiano l’aspetto identitario della città e della sua comunità. Anche quest’anno, da piazza Azuni, dalle 10 e fino alle 13.30 del 14 agosto, il trenino Aiò partirà per portare turisti e curiosi nelle sedi della vestizione dei Candelieri. In onore della tradizione, nonostante ormai i detenuti si trovino nel nuovo carcere di Bancali, anche quest’anno si è scelto di mantenere per questo importante appuntamento il nome di “Candeliere di San Sebastiano”.

L’11 agosto, alle 10.30, nella nuova struttura, si rinnoverà l’appuntamento. Il candeliere a fine manifestazione sarà trasportato nel cortile di Palazzo Ducale e sarà poi esposto il 13 agosto, in occasione della manifestazione delle premiazioni per i Candelieri d’oro, d’argento, di bronzo e speciale.

Alla presentazione hanno partecipato i delegati di alcuni sponsor che insieme agli enti istituzionali sostengono la manifestazione. Fra i presenti anche Luca Parodi che ha presentato “Archeos”, lo spettacolo concerto che sarà offerto dai Tazenda la sera dell’undici agosto. Cuore e madre di tutti gli eventi in programma, La Faradda del 14 agosto, vedrà la partenza del primo Candeliere da piazza Castello intorno alle 18.

Il calendario completo degli eventi è disponibile sul portale istituzionale (http://www.comune.sassari.it/servizi/cultura/candelieri/candelieri_2016/candelieri_2016_indice)

 

Luigi Coppola

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