Le passioni di un poeta, Roberto Di Roberto si racconta

Cultore della tradizione napoletana, Roberto Di Roberto è stato ed è frequentatore assiduo di numerosi salotti peotico-letterari napoletani sin dagli Anni Sessanta contribuendo attivamente con la sua produzione poetica.

Sfogliando le pagine dell’antologia “Il Pianeta dell’Anima” curato da Gianni Ianuale le fotografie raccontano parte della sua storia strettamente collegata a quella di artisti, critici letterari, giornalisti, poeti, operatori culturali napoletani che hanno fatto parte in questi anni dell’intesa vita culturale dei salotti.

I sentieri dell’anima umana sono i principali ispiratori della sua poesia.

Salvatore Adinolfi

LIU•JO Luxury  a VicenzaOro

 Il salone della gioielleria e dell’orologeria di Vicenza  vede un ritorno atteso: Liu Jo Luxury Dal 3 al 7 settembre sarà infatti presente. Una decisione, quella di ritornare dopo la parentesi svizzera, anche legata alla nuova formula dell’evento lanciata dal presidente Matteo Marzotto.
“Con quasi tre milioni e mezzo di pezzi venduti tra orologi e gioielli negli ultimi 10 anni Liu Jo Luxury,  è il caso di successo più clamoroso nel mondo dell’orologio e del gioiello fashion  italiano. Un brand che si è imposto tra un pubblico vasto quanto competente, mantenendo stile, proprietà e management italiani” si legge nel comunicato diffuso per l’occasione dal brand italiano.

La società è stata costituita nel 2006 diventando in breve una delle poche realtà imprenditoriali italiane a operare nel settore del fashion a livello internazionale. Un fatturato in continuo aumento e più di 1600 punti vendita in Italia.

Salvatore Adinolfi

Ore 3.36 la terra trema nelle Marche con magnitudo 6.0

Alle 3.36 di questa notte forte sisma nel Centro Italia. Scossa di magnitudo 6.0 a 4 Km. Paesi più colpiti Amatrice, Accumoli, Arcuata. Evacuato l’ospedale di Amandola nelle Marche.

Numero di emergenza 800.840.840.

Il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio: “priorità salvare vittime umane poi si conteranno i danni”. Concentrate presso la Scuola Interforze di Rieti le forze di soccorso pienamente operative, attivato anche Servizio Genio Roma. Allertati anche gli ospedali della Capitale. L’Avis Rieti richiede donatori sangue di tutti i gruppi. Soccorsi difficili 5 morti accertati ad Amatrice (RI) Ancora scosse la più forte di magnitudo 3,7.

Aria all’Arte a Palazzo Cavalcanti

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A Verbicaro, oggi e domani, nelle sale dello storico Palazzo Cavalcanti, dalle 10 alle 12,30 e dalle 17 alle 20,30, ad ingresso gratuito, curata dall’associazione “La casa degli Artisti”, la mostra fotografica collettiva “Verbicaro… tra luoghi, volti e tradizioni”.

Ad illustrare gli aspetti più caratteristici e significativi del verdeggiante paesino collinare in provincia di Cosenza, le immagini di Agostino Cirimele, Gina Raimondi, Carmela Errico, Maria Franca Raimondi, Maddalena Spingola, Maria Grazia Grispino, Giuseppe Ciottariello, Giovanni Fazio, Luciano Russo, Carla Tufo, Gino Silvestri, Francesco Spingola, Angelo Garufi e Francesca Pisciotta.

L’esposizione rientra nell’evento “Aria all’Arte”, quest’anno alla sua quinta edizione, iniziativa che in entrambe le serate, a partire dalle 20, ospiterà anche liberamente opere di pittura, scultura ed altre espressioni artistiche, già compiute o prodotte estemporaneamente, vivacizzando così simpaticamente l’ampia scalinata adiacente all’antico palazzo signorile.

La tranquilla località calabrese conferma in tal modo, pure quest’anno, un’offerta estiva, come sempre, ampia, ricca, piacevole, interessante ed economicamente accessibile che, non contenta di affascinanti convegni, di concerti di musica classica, folcloristica e leggera, di un particolare carnevale estivo e di altro ancora, ha trovato un suo punto di maggior forza nella decima edizione della piacevolissima “Soap Box Race” che in solo due appuntamenti ha raccolto complessivamente ben circa diecimila persone lì giunte ad ammirare simpatici veicoli originali, a quattro ruote, senza motore, provenienti da tutta Italia, sfilare in discesa, nonché acrobazie ciclistiche e spericolati equilibrismi su tavole a rotelle (skate-board) di autentici campioni nazionali, illustrazioni di tecnologia automobilistica innovativa e premiazioni di interessanti progetti studenteschi.

Tutto ciò ad evidente, consolatrice prova di una attenta amministrazione cittadina, di un’encomiabile sensibilità degli abitanti ed a chiara dimostrazione che anche dai centri più piccoli ed appartati ci può essere senza dubbio talvolta proficuamente da apprendere e, con ammirazione, plaudire.

 

Rosario Ruggiero

Gesuino Nemus, scrittore felice nell’isola che c’è

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Pubblicare il primo romanzo a 58 anni con un editore indipendente e vincere la cinquantaquattresima edizione del Premio Campiello “Opera prima” nel 2015. Un riconoscimento giunto “solo” 45 anni dopo averne scritto la prima pagina in un istituto religioso, nel memorabile 14  maggio 1975.  Nel mezzo aver consumato decine di mestieri più diversi in giro per il mondo.

La parola “felicità” è spesso bandita anche nel gergo degli scrittori, come un rito scaramantico quasi che il migliore stato d’animo umano possa evaporare nelle contingenze di vendita dei principali produttori editoriali nazionali.

La gioiosa anomalia traspare da subito nell’incontro con Matteo Locci, al secolo Gesuino Nemus, autore de “La teologia del cinghiale”, distribuito nella primavera 2015 per i tipi di Elliot editore.

La presentazione del libro, recentissimo caso editoriale, avviene nella fresca serata dello scorso cinque agosto a Porto Torres, nel programma regionale Entula, festival del libro diffuso, promosso da Liberos (http://liberos.it/). Nutrito il parterre all’aperto presso la libreria Koinè al corso Vittorio Emanuele dove con Aldo Addis è Barbara Proli a interloquire con lo speciale autore originario dell’Ogliastra. Sin dalle prime battute esterna una personalità unica dai toni inediti, rispetto ai consueti canoni di un reading letterario: “… questo libro è la Salerno Reggio Calabria della letteratura…”.

La modestia di Locci non è uno stratagemma manicheo ad uso di strategie editoriali di vendita.

La narrazione del suo vissuto sovrappone, in un incastro antropologico, la trama del romanzo. Un complicato caso di cronaca nera avvolto in una ambientazione noir carica di visioni autoctone, sospese fra la tradizione di una terra insulare e antica con l’avviata modernità di una nuova era universale scandita con i primi passi umani sulla Luna nel 1969.

Stupefacente risulta la semplicità fiabesca, congenita alla scrittura di Nemus. Uno pseudonimo scelto non a caso, quasi a rimarcare l’imposizione di una scelta relazionale di tenue profilo. Inversamente proporzionale ad una produzione bulimica di un testo dalla lunghezza spropositata nella sua bozza originaria. Quest’ultima alimentata da una lettura onnivora dell’Autore, ritrovatosi, ancora dopo i cinquant’anni, senza un lavoro stabile. L’eccessiva non autostima nelle proprie potenzialità, descritta con una ironia ruvida e tragicomica, ben rappresenta la cifra neorealistica del mancato decollo sociale dell’isola. Sarà proprio l’ostinato tentativo di affrancarsi dal giogo dell’appiattimento passivo, dall’unanime pianto di un percepito isolamento culturale oltre l’oggettiva insularità del luogo natio, il paradosso vincente in una sfida dall’apparente esito scontato.

“Il 12 febbraio 2015 invio per la prima volta il testo ad una casa editrice, il 18 ho un contratto…” – insiste Nemus, nell’emozione di un ricordo simile al pellegrino reduce da Lourdes, guarito miracolosamente da una atroce infermità. Il neo romanziere aggiunge l’incredibile requisito, richiesto all’epoca dall’editore romano: l’invio del testo su carta. Un invito a nozze per l’autore di Jerzu  (centro barbaricino noto in tutto il mondo per l’eccellente Cannonau), amanuense sin dall’infanzia che, solo sul crepuscolo del secolo breve, aveva socializzato con i primi dispositivi automatici di videoscrittura.

Barbara Proli, docente di lettere, ricercatrice competente nella letteratura sarda emergente, declina la prosa complessa e composita di Nemus (sul tavolo della discussione anche il secondo romanzo – Elliot 2016 – “ I bambini sardi non piangono mai”), estraendone la leggerezza essenziale della lettura. Focale decisiva nel successo popolare che è valsa la conquista del Campiello oltre l’accesso alla finale del premio Bancarella. Un’impresa titanica per un testo esordiente con un editore indipendente. Una storia felice nel terzo millennio in un’isola che c’è, seppure piegata su se stessa. Un evento che insegna quella rivoluzione culturale possibile espressa nelle potenzialità di ciascuno, nessuno escluso. Lo stimolo all’emulazione virtuosa, nella consapevolezza dei propri mezzi è la lezione migliore nella notte d’agosto turritana.

Il prossimo appuntamento con Entula nel centro turritano è il 18 agosto. In arrivo lo scrittore russo Nicolai Lilin, autore de  “Spy story love story”, Einaudi 2016.

 

Luigi Coppola

CETA: l’accordo UE-Canada

bandiera europea

L’accordo UE-Canada denominato CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) è diventato un tema molto delicato per la Commissione europea. Martedì 5 luglio, il commissario per il commercio Cecilia Malmström ha dovuto presentare una proposta per la ratifica dell’accordo tra l’Unione europea e il Canada concluso nell’autunno 2014. Diverse fonti europee assicurerebbero che la Commissione sosterrebbe una proposta di accordo “non misto”, soggetta solo all’approvazione del Parlamento europeo e dei 28 governi degli Stati membri dell’UE. Il presidente Juncker aveva difeso pubblicamente questa posizione davanti ai dirigenti europei martedì 28 giugno in occasione di un vertice a Bruxelles. Ciò nonostante, trovare nel Consiglio europeo una maggioranza di Stati disposti a sostenere un accordo “non misto” sembra sempre più complicato.

L’opposizione al CETA, quasi inesistente fino alla metà del 2015, da allora non ha cessato di crescere soprattutto in Francia, Germania, Belgio e Austria. Una parte della sinistra, degli ambientalisti e dei movimenti populisti solleva contro questo testo le stesse rimostranze con cui è stato criticato il TAFTA (Trans-Atlantic Free Trade Agreement) – l’accordo di libero scambio in corso di negoziazione con gli Stati Uniti – e cioè: la mancanza di trasparenza, il rischio di un peggioramento dei servizi pubblici e il perseguimento della liberalizzazione a oltranza.

La Commissione non punta a commettere una negazione della democrazia, ma sostiene che l’accordo CETA possa essere considerato come “non misto”. Bruxelles auspicherebbe una ratifica dell’accordo entro la fine del 2016, in seguito alle votazioni in seno al Consiglio e al Parlamento europeo. Un vertice UE-Canada con il primo ministro Justin Trudeau sarebbe già stato progettato per il mese di ottobre.

Questa primavera, il Parlamento vallone e quello lussemburghese hanno espresso alcune riserve sul CETA. La Slovenia inoltre, ha contestato il meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall’accordo tra gli Stati e le multinazionali.

Al fine di evitare un’entrata in vigore molto tardiva, la Commissione ha studiato la possibilità di raccomandare un’applicazione provvisoria dell’accordo CETA, nell’attesa delle approvazioni nazionali.

Gli attacchi diretti in generale contro la Commissione europea, giudicata troppo politica, e in particolare contro il suo presidente, che non esita a opporsi agli Stati su alcuni temi (come il CETA), si sono intensificati soprattutto dopo la vittoria del Leave in occasione del referendum nel Regno Unito.

 

Danilo Turco

XV Premio nazionale di poesia “Napoli è”

Tre i temi della XV edizione del “Premio Nazionale di Poesia Napoli è” bandito dall’Associazione Culturale Napoli e prorogato al 30 settembre 2016.

Il “XV Premio nazionale di poesia Napoli è” in lingua italiana e in napoletano, è aperto a tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia.

Potranno essere inviate poesie sui seguenti temi:

  • tema libero
  • I cinque sensi
  • Il gusto

Il concorso si divide in due sezioni: a) lingua italiana, b) lingua napoletana.

Sono, inoltre, previsti un premio speciale “under 25” riservato a tutti i giovani che alla data di scadenza del bando non abbiano compiuto i 25 anni di età e un premio speciale riservato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che potranno partecipare per il tramite dei Docenti della Scuola/Istituto di appartenenza.

I concorrenti potranno partecipare al concorso con un numero non superiore a tre poesie per ciascuna sezione per una lunghezza massima di trentadue versi ciascuna.

Gli elaborati dovranno pervenire a mezzo posta non raccomandata alla ASSOCIAZIONE CULTURALE NAPOLI E’ – casella postale 333 – 80133 Napoli – nei modi e termini indicati dal bando entro e non oltre il 30 SETTEMBRE 2016 e dovranno essere in regola con tutte le norme del bando di concorso.

La giuria esaminatrice, composta da personalità del mondo della poesia, del giornalismo, della cultura e da docenti, con parere insindacabile ed inappellabile selezionerà per ciascuna sezione le tre finaliste e la vincitrice assoluta della sezione under 25, che verranno premiate nel corso della serata finale la cui data di svolgimento sarà comunicata ad ogni partecipante.

Le poesie classificatesi in posizione utile, scelte ad insindacabile ed inappellabile giudizio della giuria potranno essere pubblicate in una eventuale raccolta anche multimediale e/o sul sito dell’Associazione.

Il bando di concorso può essere richiesto all’Associazione Culturale Napoli è per e-mail agli indirizzi premiopoesianapolie@gmail.com o associazionenapolie@libero.it

 

Bank of England: il piano di rilancio post-Brexit

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La Banca d’Inghilterra (Bank of England), in seguito al brusco rallentamento dell’economia britannica successivo alla votazione del 23 giugno in favore dell’uscita dall’Unione europea, giovedì 4 agosto ha diminuito i tassi al fine di stimolare l’economia colpita dall’impatto negativo del Brexit. Inoltre l’Istituto monetario britannico ha deciso di impiegare tutti gli strumenti di politica monetaria disponibili per iniettare liquidità nell’economia.

La Banca d’Inghilterra (Bank of England – BoE) giovedì 4 agosto ha deciso di lanciare un vasto programma di misure monetarie per stimolare l’economia britannica post-Brexit. Il governatore della BoE, Mark Carney, ha annunciato una diminuzione dei tassi, abbassando il costo del denaro dallo 0,5% allo 0,25%. Una decisione particolarmente attesa dalle imprese e dai mercati. Inoltre, BoE ha intenzione di incrementare il suo programma di riacquisto delle obbligazioni statali, il cui ammontare totale passerà a 435 miliardi di sterline (518 miliardi di euro). Infine sarà avviato un nuovo programma di acquisto di obbligazioni d’impresa per un ammontare massimo pari a 10 miliardi di sterline (71 miliardi di euro).

Tuttavia, BoE è conscia di quanto sia difficile l’attuale situazione britannica, pertanto ha annunciato una crescita debole in seguito alla scelta di uscire dall’UE. Il governatore Carney auspica che tali misure monetarie permettano di ridurre l’incertezza e di mitigare il rallentamento economico. Queste misure possono ridurre ulteriormente i margini delle banche e penalizzare i risparmiatori. L’istituto monetario britannico certamente non può sostenere da solo l’economia del Paese. Il Ministro delle Finanze, Philip Hammond, ha già escluso altre iniziative del governo prima dell’autunno.

 

Danilo Turco

Si rinnova il successo di Monumentiam@ci

Locandina Monumentiamoci 2016

Locandina Monumentiamoci 2016Si è conclusa a Palomonte, rinnovando il successo della precedente edizione, Monumentiam@ci 2016, la manifestazione ambientale giunta alla sua seconda edizione. L’iniziativa mira a coinvolgere  spontaneamente, come evidenziato dagli organizzatori, gruppi di cittadini o associazioni culturali del salernitano che nel proprio paese intendano restituire decoro a piazze, strade, monumenti, giardini che versano in stato di abbandono.

Hanno aderito oltre al comune di Palomonte cittadini nei paesi di Buccino, Sant’Arsenio, Pertosa. “In ogni paese – secondo gli organizzatori – si sono svolti momenti ecologici, attraverso la rimozione di rifiuti ed erbacce o la pulizia di graffiti e detriti, presso fontane storiche, piazze, monumenti”. La manifestazione si è conclusa con la festa finale il 4 agosto a Palomonte, serata alla quale hanno partecipato associazioni e gruppi di volontari aderenti a Monumentiam@ci. In mostra le foto (del prima e dopo) dei luoghi ripuliti e presentazione presso il Giardino della Biblioteca comunale del libro “Acqua da tutte le parti” del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Antonello Caporale, a conclusione il concerto della lyrically rock band salernitana Ars Divina.

L’iniziativa, inoltre, è stata inserita nel programma didattico del Primo Presidio dell’ Acropoli dei Giovani, creato nell’agosto del 2014 dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici per volontà dell’avvocato Gerardo Marotta.

La tutela e la gestione di piazze, strade, monumenti, giardini, ecc. è elemento essenziale per garantire la tutela del “Bene comune” che secondo Salvatore Settis “vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire prestare prioritaria attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità. In Italia è questo un tema assai antico, che prese la forma della publica utilitas, del “pubblico interesse” o del bonum commune, incarnandosi negli statuti di cento città e generando, prima di ogni costrizione mediante le norme, qualcosa di molto più importante: un costume diffuso, un’etica condivisa, un sistema di valori civili, che ogni generazione, per secoli, consegnò alle successive.”

Appuntamento allora alla terza edizione di Monumentiam@ci.

Alessandra Desideri

Marta Marzotto, stilista e regina dei salotti

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Icona dello stile italiano la Marzotto era nata a Scandiano, una piccola cittadina della provincia di Reggio Emilia nel 1931, morta il 29 luglio scorso. Figlia di un casellante delle ferrovie e di una mondina, nel 1954 sposa il conte Umberto Marzotto dal quale ha cinque figli. Tra questi Paola, nata nel 1955 e madre di Beatrice Borromeo. Stilista ed ex modella, ha lasciato un segno profondo nella vita culturale del Paese.

Marta Marzotto è morta dopo una breve malattia vissuta nella massima riservatezza circondata dall’affetto di tutti i suoi figli e nipoti. “Abbiamo raccolto il suo insegnamento, hanno dichiarato i figli, è stata una madre e una nonna molto affettuosa”. “Ho un ricordo fino all’ultimo di grande ottimismo, di fame della vita, di voracità verso la vita. Ha voluto sapere giorno per giorno le avventure di vita di ognuno di noi figli e dei nipoti. Ci ha sempre spronato ad andare avanti, faceva sempre il  tifo per nuove iniziative, per mettere a frutto i propri talenti”. Così Matteo Marzotto, il figlio più giovane della stilista ed ex modella Marta Marzotto, ha voluto ricordare la madre.

Si trasferì da piccola con la sua famiglia nel Pavese, dove insieme alla madre, Marta andò a lavorare nelle risaie. “Mi fasciavo le gambe con le pezze per proteggermi dalle foglie taglienti del riso e dalle punture di zanzare. Le bisce d’acqua e i topi mi sgusciavano tra i piedi nudi affondati nella melma, ero terrorizzata”, ricordava spesso. La svolta arrivò a Milano nel 1947; lei, adolescente e bellissima, aveva trovato lavoro in un magazzino. Fu notata da Boccassile e scritturata per fare la modella. Quattro anni dopo, durante una sfilata al Lido di Venezia, il suo sguardo incrociò quello di Umberto Marzotto, il “conte corrente” come lo chiamavano allora, per via della sua passione per le corse automobilistiche. Da quel matrimonio durato trent’anni, e piuttosto libero a dire il vero: “nella mia infedeltà ero fedelissima, sono stata un’ottima moglie”, scherzava lei, nacquero cinque figli: Paola, Vittorio Emanuele, Matteo, Maria Diamante e Annalisa, morta di fibrosi cistica nel 1989.

Musa di Renato Guttuso, adorata dal politico Lucio Magri, desiderata da Sandro Pertini: “mi telefonava tutte le mattine alle 7,45 in punto per una chiacchierata che si concludeva sempre con ‘Marta, si ricordi che lei è amata da un grande pittore e adorata da un piccolo presidente’”, ha fatto della sua vita un’opera d’arte. “Non tutti sanno che Marta Marzotto è di Reggio Emilia, che è la città in cui vivo, che ha come caratteristiche la passione, la laboriosità, l’ingegno, e tutte queste caratteristiche molto forti si ritrovano anche in lei”, ha detto Carla Gozzi, esperta di moda e volto noto di Real Time. Perché le radici di quella “libellula d’oro”, nomignolo datole da Guttuso, affondano profonde nella terra reggiana. Reggio, Scandiano, Ca’ de Caroli “aveva gli zii materni Dirce e Davide che vivevano a Ca’ de Caroli; persone umili, lui raccoglieva ferri vecchi e rottami usati, li ricordo perfettamente”, rammenta l’ex sindaco di Scandiano Valda Busani. Ma anche Valle di Albinea, dove la piccola Marta veniva in bici a trovare la nonna, una volta finite le scuole. Guerrino la metteva sulla canna e pedalando arrivavano fino alla casa di Marcellina, “dove assieme dormivano su grandi sacconi di foglie di granoturco e lenzuola che odoravano di pulito”, si legge nelle sue biografie. Di quelle umili origini, Marta Marzotto aveva fatto la sua forza. Il suo punto di rottura. Ciò che la distingueva da tutte le altre cortigiane dei salotti milanesi. La regina, indiscussa, era lei. Anche perché rideva forte, di quel mondo, di quel prendersi sul serio. Lo sapeva che si fa così per riuscire meglio ad andare avanti. “Io alla vita ho sempre sorriso, lei a me non sempre”, diceva ripensando alla morte della figlia Annalisa. E sul tempo che passava, tagliava corto: “Io non ho età, sono immortale. Bloccatemi se siete capaci”.

 

Nicola Massaro

 

 

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