Le 4 R a tutela del Pianeta

“Facciamolo insieme, facciamolo tutti” con questo spirito Miriam D’Ambrosio Coordinatrice del Service “Le 4 R” per il Distretto 108 Ya Lions International ha portato avanti l’impegno dei Lions per la sostenibilità ambientale.

Qual è il significato delle 4 R?

Sono le 4 pratiche fondamentali per la tutela del nostro Pianeta: Riduzione, Recupero, Riutilizzo, Riciclo.

Con il Recupero il rifiuto diventa risorsa per ricavare nuova materia o energia.

Con la Riduzione si invita a produrre meno rifiuti attraverso la lotta allo spreco.

Con il Riutilizzo si chiede di riusare più volte un oggetto prima di buttarlo.

Infine il Riciclo è la trasformazione in nuovi oggetti dei materiali raccolti in maniera differenziata, dando loro una seconda vita.

Cosa si propongono i Lions del Distretto 108Ya con questo service?

Il service è iniziato nel nostro Distretto nel 2015 ad opera del Governatore Toto’ Fuscaldo di Vibo Valentia ed è stato portato avanti in tutti questi anni da Sergio Esposito del L.C. Eboli Battipaglia Host.

L’obiettivo è proteggere la natura come la grande casa dell’umanità che per troppo tempo è stata violata. I Lions hanno la capacità di affiancare cittadini imprese ed istituzioni per accelerare la transizione ecologica, in quanto la trasformazione deve essere sia pubblica che privata, sia di impegno personale che di costo collettivo.

Il prossimo appuntamento è a Vibo Valentia, come hanno contribuito i Clubs della Calabria al service?

Hanno contribuito proficuamente; martedì 21 maggio, presso l’Istituto Professionale di Stato “E Gagliardi” il L.C. di Vibo Valentia ha organizzato con successo un incontro con gli studenti, presente anche l’iniziatore del service Totò Fuscaldo. Un altro appuntamento è stato quello di sabato 1 giugno, su Corso Vittorio Emanuele, per sensibilizzare tutta la cittadinanza ad un uso responsabile dei rifiuti, con la raccolta di cellulari e occhiali usati, pile e farmaci scaduti. La serata è stata allietata da musica dal vivo da parte dei musicisti del Conservatorio Musicale di Torrefranca e dalla “zeppolata” offerta dall’Associazione “ La Goccia”.

E Basilicata e Campania? Ci dia qualche dato…

Per la Campania cito un interessante connubio tra le 4 R e il progetto Erasmus STEAM presso l’Istituto Comprensivo “G. Salvemini” di Battipaglia, progetto che la scuola porta avanti con altri partner europei. Il tema è stato come le STEAM (acronimo di Scienze, Tecnologie, Ingegneria, Arte e Matematica) supportano le attività di Riciclo, Riutilizzo, Recupero, Riduzione, attraverso la produzione di elaborati concreti quali: un giardino pensile, la riproduzione di un’opera d’arte, la realizzazione di una touch screen pen, etc.

E poi il service con gli studenti dell’Istituto Superiore “E. Ferrari” di Battipaglia del 26 marzo scorso. Questa volta la tematica è stata: come parlare di problemi ambientali ai giovani col metodo Greenopoli (www.greenopoli.it). E’ stato proprio l’ideatore del metodo il Prof. Giovanni De Feo dell’UNISA che ha dimostrato come si possono trasmettere alle giovani generazioni idee, valori contenuti in maniera accattivante e coinvolgente anche a ritmo di “green rap”.

Per quanto riguarda la Basilicata, domenica 2 giugno si è svolto a Grumento un evento con la collaborazione di 9 Lions Club che condividono gli obiettivi di 3 service distrettuali: La via Herculea, Ambiente economia e lavoro e Le 4 R, durante la giornata sono previste varie attività.

Insieme si può fare la differenza?

Certamente, perché si sa che a livello individuale siamo una goccia, ma insieme diventiamo un oceano. Per vivere meglio dobbiamo impegnarci tutti, solo dallo sforzo collettivo si otterranno i risultati, uniti verso la meta. La causa ambientale per quanto impegnativa riguarda tutti.

Allora il motto deve essere: facciamolo insieme, facciamolo tutti.

Antonio Desideri

Estate 2024: Novità e sfide per la stagione balneare

Mentre l’estate bussa alle porte, il meteo instabile ha ritardato l’inizio della stagione balneare in alcune località, mentre altre spiagge sono già animate da settimane. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (O.N.F.) e la Fondazione Isscon hanno recentemente pubblicato il loro rapporto annuale, che offre uno spaccato sui prezzi e le nuove tendenze della stagione balneare 2024.
Le famiglie italiane dovranno fare i conti con aumenti di prezzo significativi: i costi dei servizi balneari salgono in media del 5,2% rispetto all’anno scorso. Il noleggio di lettini vede un rialzo dell’8%, e le sdraio, recentemente tornate di moda, registrano un incremento del 7%. Non sono esenti dagli aumenti neppure le attività acquatiche come il pedalò, il SUP e le canoe, i cui costi crescono del 10%. Queste attività attirano sempre più bagnanti in cerca di divertimento e sfide sportive. In controtendenza, gli abbonamenti stagionali risultano meno costosi, con una riduzione del 2%. Questo è dovuto a una domanda in calo, in linea con le esigenze delle famiglie che cercano di contenere le spese per le vacanze, tenendo conto dei crescenti costi di trasporto. La situazione economica induce a creatività e flessibilità. Diversi stabilimenti balneari offrono tariffe ridotte per l’accesso nella fascia pomeridiana o mattutina, permettendo ai bagnanti di usufruire dei servizi per mezza giornata a costi più contenuti. Inoltre, stanno prendendo piede app che rendono possibile condividere ombrelloni e lettini non occupati a prezzi scontati. Tra le proposte più interessanti della stagione emergono i pacchetti “all inclusive” che combinano l’accesso alla spiaggia con pasti, aperitivi e il noleggio di attrezzature sportive come canoe e SUP. Questi pacchetti offrono una varietà di opzioni con prezzi che vanno dai 35,00 ai 50,00 euro, a seconda delle specifiche scelte e del giorno della settimana. Gli stabilimenti balneari puntano sempre più sul wellness. Corsi di yoga e pilates sulla sabbia, massaggi rilassanti e idromassaggi sono servizi molto richiesti, anche se con costi in crescita: l’accesso alle aree per animali domestici vede un aumento del 14%, mentre i massaggi salgono dell’11%. L’estate 2024 si presenta con un mix di aumenti di costo e nuove opportunità. Le spiagge italiane, pur affrontando rincari, continuano a offrire una vasta gamma di servizi e attività, mantenendo uno sguardo attento al benessere e alla comodità dei bagnanti. Sarà interessante osservare come gli italiani sapranno sfruttare queste novità, bilanciando la tradizione con soluzioni moderne sotto il sole estivo.
Ivan Matteo Criscuolo

Il patrimonio verde di Napoli e della Campania: il Parco Mascagna

Il Parco Mascagna, fu realizzato nella prima metà del secolo scorso nella zona collinare del capoluogo partenopeo tra i quartieri Vomero e Arenella rappresentando  per molte generazioni l’unico spazio verde dove poter trascorrere  ore   giocando in un ambiente salubre e decoroso.

Una volta conosciuto come  i giardinetti di via Ruoppolo in seguito gli fu dato il  nome di un giovane pediatra ed ambientalista Marco Mascagna, deceduto prematuramente che negli anni novanta si era reso protagonista di una lotta popolare non violenta che coinvolse l’intero quartiere e riuscì a sconfiggere il piano  di cementificazione che prevedeva la realizzazione di un parcheggio interrato di ben 10 piani.

Anche se piuttosto limitato nella sua estensione, circa 12.000 mq, il parco  Mascagna è un polmone verde considerato indispensabile dalla comunità del quartiere che lo frequenta assiduamente. Nel Parco vi sono molte specie  di arbusti  ed alberi d’alto fusto, percorsi ben articolati tra le aiuole ed una  fontana, campi giochi per bambini, due campi di basket e uno di bocce, panchine e bagni per i visitatori.

Dal momento della sua creazione sono state apportate notevoli modifiche e deterioramenti depauperando il prezioso patrimonio arborio e sottraendo spazi   alle strutture  dei giochi dei bambini anche a causa della mancanza di una costante  e adeguata manutenzione.

L’ultima modifica, avvenuta nel 2005 a cura del servizio ambiente del Comune di Napoli, pur mantenendo il patrimonio arborio ha ridefinito l’aspetto dividendo il Parco in due aree distinte:  un’area esterna sempre praticabile ed un’area interna recitata e suscettibile di chiusure orarie.

Nel 2019, il Consiglio Comunale di Napoli approvò una delibera  con la quale  si decideva finalmente di riqualificare il Parco Mascagna restituendolo al suo  splendore, ma  dopo sei anni il progetto di riqualificazione non  vede ancora la luce.

Il 20 novembre del 2023 erano partiti i lavori di riqualificazione che dovevano durare 120 giorni e pertanto il Parco doveva essere riconsegnato ai cittadini  entro il mese di marzo 2024.

Siamo a giugno 2024 ed i lavori non  si sono conclusi nei termini previsti,  mentre si  è assistito all’abbattimento di numerosi lecci e al rinsecchire dei nuovi alberi  piantumati presumibilmente per mancanza di  adeguata innaffiatura.

La popolazione del Vomero attende la fruibilità del Parco.

Alessandra Federico

Argia di Donato: “Voglio vivere così”

Voglio vivere così” è il titolo dell’album di esordio di Argia di Donato, avvocato, giornalista, scrittrice e pittrice, disponibile su tutti gli store di streaming audio e piattaforme social da oggi lunedì 24 giugno 2024.
Il disco, con gli arrangiamenti del talentuoso Dario Della Monica, compositore e musicista napoletano, e le fotografie della brillante Fabiana Privitera per il cofanetto CD, ripropone alcuni dei brani più noti del panorama della musica italiana ed internazionale, ed è un omaggio dell’artista al caro padre scomparso un anno fa: “È stato mio padre ad incoraggiarmi a creare un disco con le canzoni che gli piacevano di più. Voleva che fosse il mio regalo di Natale per lui, poi però, è spirato mesi prima” afferma Argia “Questo disco è una favola d’amore. La mia voce è rimasta silente per trentatré anni ed è uscita solo sette anni fa, portandomi nuovamente in un mondo che credevo fosse soltanto fatto di sogno. Per questo, considero questo album, un vero e proprio dono”.
Dalle note intramontabili dei classici come Moon RiverQuizaz quizaz quizazQue sera, sera, alle incursioni nella musica tradizionale balcanica passando per l’Oriente con due omaggi al compositore pianista nipponico Joe Hisaishi per poi ritornare in Italia con Il cuore è uno zingaro Io che amo solo te, “Voglio vivere così” è un vero e proprio viaggio sonoro composto da 12 tappe, tra gli affetti più cari della memoria familiare dell’interprete.
Con il disco nasce il progetto sociale “Il Senso dell’Arte”: con i proventi della vendita di “Voglio vivere così” saranno realizzate riproduzioni tattili di opere d’arte contemporanea, accompagnate dalle relative schede espositive in italiano e inglese, redatte in Braille, per i non vedenti e ipovedenti: “Mio padre, sin da bambino, avrebbe voluto destinare una parte del proprio denaro proprio in beneficenza per chi, essendo privo della vista, non può godere appieno delle meraviglie del nostro mondo”.
Dal sogno realizzato al sogno da realizzare, dalla memoria di ieri al vivere dell’oggi: “Il ricordo di ciò che abbiamo dato al mondo è ciò che resta di noi” prosegue Argia “Spero che mio padre sia ricordato anche da chi non lo ha conosciuto, così da poter “essere” per sempre nel tempo presente.”

Il libro rosa della filosofia. Da Aspasia a Luce Irigaray, la storia mai raccontata del pensiero femminile

Nel testo lei cita la filosofa e sociologa francese Annabelle Bonnet, autrice de “La barba non fa il filosofo”.

Ebbene, quali e quanti ostacoli deve saltare una filosofa?

Nei tempi passati gli ostacoli sono stati innumerevoli, tant’è vero che purtroppo pochissime ce l’hanno fatta, e qualcuna, tra queste donne coraggiose,  ha addirittura perso la vita, come la celebre Ipazia e Olympe de Gouges, quest’ultima all’epoca della rivoluzione francese. Attualmente  quasi tutti gli storici impedimenti sono stati rimossi, e nelle facoltà di Filosofia le presenze femminili sono considerevoli. Non ancora, però, si è sfiorata o raggiunta la parità negli incarichi universitari e direttivi, sicché per molti versi è ancora vero che per, filosofare, ci vuole la barba, ovvero occorre essere uomini…

Così come avvenuto per tante professioni, l’eredità delle filosofe è stata cancellata, oscurata, dimenticata.

“Che cosa ha perso il mondo, impedendo al genere femminile di esprimere la propria voce e di contare?”

È molto difficile immaginare come sarebbero andate le cose se il pensiero femminile  fosse stato libero di esprimersi: è stata, per così dire, “silenziata” una metà dell’umanità perfettamente in grado di scegliere, di prendere decisioni, di assumersi  responsabilità. Insomma, non stiamo parlando di una metà “minorenne”, come invece parecchi filosofi hanno sentenziato, bensì di adulte che, per farsi ascoltare, hanno invece dovuto agire all’ombra dei maschi o usare dei mezzi traversi (l’attrazione sessuale, lo spirito, la pazienza, la dedizione a un uomo) per poter – almeno parzialmente – contare. Tutto questo è estremamente  umiliante.

Lei scrive nella prefazione: “Filosofe pubbliche o private, filosofe mancate, filosofe perseguitate, filosofe famose o misconosciute, donne che sono scese in piazza a protestare e donne che hanno taciuto, ma hanno spronato le loro figlie a uscire di casa: è di loro, è di noi che si parla in questo libro.”

L’assenza di un pensiero femminile sui libri quanto stride con la consapevolezza contemporanea?

Le ragazze, soprattutto, si indignano; ma non solo le ragazze. A me sembra un’ottima cosa, perché fino a non molto tempo fa lo si dava praticamente per scontato: filosofare è cosa da uomini, di donne filosofe non ce ne sono..il che, peraltro, è una menzogna.

“Filosofare ha in sé qualcosa di rivoluzionario e pericoloso”: quali competenze richiede il filosofare?

Filosofare richiede studi preliminari per impadronirsi dei concetti principali e della terminologia della disciplina, per aver chiaro il divenire e l’evolversi della storia del pensiero; richiede inoltre molte letture e molto confronto, dialoghi e dibattiti, e soprattutto la libertà,  il tempo, il modo e  la volontà e di riflettere.

Da Senofonte ad Aristotele, da Cicerone a Seneca si è reputato che le donne fossero manchevoli della ragione speculativa.

In qual misura la propaganda maschile ha inciso sul sbarrare la strada al pensiero filosofico delle donne?

Probabilmente i filosofi “misogini” (l’assoluta maggioranza) hanno razionalizzato e trasmesso, camuffandolo in modo filosofico, un modo di sentire comune e diffuso nella loro epoca e nella loro società; hanno solo nobilitato – ammesso che si possa usare il termine in questo processo di svilimento – il pregiudizio, anzi spesso lo hanno cavalcato trionfalmente.

Mary Astell, integralista religiosa con un’inclinazione femminista: “Un’ardente fede cristiana la sorresse nella sua strenua lotta per emancipare le donne”

La filosofia femminile non prosperò solo nelle celle dei conventi?

Più o meno, sì; ma anche nelle case nobili, dove alle donne veniva concessa l’istruzione; oppure nel caso delle figlie predilette di uomini di grande cultura;

mosche bianche, malauguratamente.

Olympe de Gouges s’impose nonostante “La donna è la femmina dell’uomo” recitato sentenziosamente nell’Encyclopédie.

Quali sono le ragioni, insospettabili, dell’Illuminismo ostative di una promozione della parità di genere in campo culturale?

Non ci si stupisce (fino a un certo punto, naturalmente)  dei pregiudizio contro le donne delle cosiddette epoche oscure (e le chiamavano così proprio i philosophes francesi), ma ci colma di meraviglia, al contrario,  la chiusura assoluta dell’Illuminismo nei nostri confronti. Quei grandi pensatori ci reputavano, alla stregua del  popolo ignorante della loro epoca (definito la canaille) ancora impreparate, non pronte, inadatte a un ruolo diverso. Forse,- si auguravano- attraverso i secoli, l’educazione, ci saremmo evolute in positivo, tante volte non si sa mai…

Lei ha adottato un criterio cronologico: dalle pitagoriche Teano e Timica fino al postmodernismo di Judith Butler.

Cosa ci attende per il futuro?

La speranza è che non ci sia più il bisogno di scrivere un libro settoriale sulla filosofia femminile, essendo tale filosofia già inserita, e a pieno titolo, in un “normale” testo di storia della filosofia.

 

Simonetta Tassinari – Ha insegnato “Laboratorio di didattica della filosofia” presso l’Università del Molise, è stata tutor universitario del TFA (Tirocinio Formativo Attivo), da anni coltiva la Psicologia relazionale, la Psicologia dell’età evolutiva, il counseling filosofico e la divulgazione filosofica per bambini e ragazzi. È l’animatrice di partecipati “Caffè filosofici” e tiene conferenze e presentazioni in tutta Italia. Ha pubblicato romanzi per Giunti, Meridiano zero e Corbaccio, testi di argomento storico e filosofico (tra gli altri, per Einaudi scuola) e il saggio “brillante” – sull’insegnamento della filosofia nelle scuole – La sorella di Schopenhauer era una escort (Corbaccio). Per Feltrinelli ha pubblicato nel 2019 Il filosofo che c’è in te, alla terza edizione e uscito in edizione speciale come supplemento al quotidiano “la Repubblica”; S.O.S. filosofia. Le risposte dei filosofi ai ragazzi per affrontare le emergenze della vita, rivolto agli adolescenti; Il filosofo influencer. Togliersi i paraocchi e pensare con la propria testa (2020); per Gribaudo Instant Filosofia (2020) e Le 40 parole della filosofia (2021).

 

 

 

 

Dallo scaffale della poesia: Luigi Esposito e il racconto della pandemia in versi

 ‘Ntrasatta (‘o cunto d’ ‘o virusso) è il titolo della raccolta di poesie in napoletano che Luigi Esposito ha voluto dedicare a una delle esperienze peggiori che abbiamo vissuto negli ultimi anni: quello della pandemia da Covid-19.

“Â ‘Ntrasatta. All’improvviso. Un fulmine a ciel sereno senza neanche un tuono premonitore. Come un vento impetuoso che spazza via tutto, obbligandoci a rinchiuderci in casa. La vita non può svolgersi soltanto nelle nostre stanze. Ci siamo dovuti adattare non solo rinunciando a qualcosa ma anche sforza noci per intravedere nuovi spunti di riflessione”, così apre il suo lavoro il poeta Luigi Esposito.

Forti, dense di sentimento e analisi sociale, le liriche contenute in questa raccolta mettono in evidenza la grande capacità di far emergere le sensazioni, i timori, le paure, la sofferenza di chi sta vivendo questa esperienza del tutto nuova e drammatica, un’esperienza, anzi un incubo, che sembrava non dover finire mai e che tanto dolore e tanti strascichi ha lasciato dietro di sé.

Luigi Esposito ha una pesante ma fondamentale eredità da cui però non si è fatto schiacciare, anzi ha mostrato di poter occupare a giusta ragione un posto importante nel panorama della poesia napoletana così come aveva fatto il padre Gennaro, grande indimenticato poeta napoletano, conosciuto anche fuori della città partenopea.

Nella postfazione Ino Fragna, scrittore, poeta e critico letterario evidenzia le tematiche trattate dall’Autore fra cui quella della solidarietà del popolo napoletano anche nella tragedia “…. Ma Luigi non tralascia di sottolineare esempi virtuosi di solidarietà e abnegazione quali il “panaro solidale” e lo strenuo impegno di infermieri e medici” e ancora evidenzia “… Una caratteristica precipua e, direi distintiva della Poesia di Luigi, è l’uso ricercato e sapiente di un dialetto insaporito da termini dal gusto antico. L’Autore non ha paura di usare “arcaismi” che non appaiono come tali perché sono così contestualizzati elle sue liriche da conferire un sapore particolare ai temi e alle situazioni descritte”.

Nelle poesie presenti in questa raccolta l’Autore predilige le rime baciate e il lettore amante del napoletano lo scopre verso per verso, poesia per poesia.

Antonio Desideri

Roberto Andò riconfermato alla direzione artistica del Teatro di Napoli.

In un’atmosfera di piena armonia e unanimità, il Consiglio di Amministrazione del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale ha rinnovato l’incarico di Direttore Artistico a Roberto Andò per il periodo 2025–2029. La decisione, avvenuta durante la seduta tenutasi al Teatro Mercadante di Piazza Municipio e presieduta da Luciano Cannito, segna una nuova era di continuità e sviluppo per una delle istituzioni culturali più prestigiose d’Italia. Il Consiglio di Amministrazione, che oltre a Cannito include rappresentanti del Ministero della Cultura (Emilio Di Marzio), della Regione Campania (Evelina Christillin e Roberto D’Avascio), del Comune di Napoli e della Città Metropolitana (Stefania Brancaccio), si è mostrato compatto nel riconoscere i meriti e la visione artistica di Andò. Luciano Cannito, il presidente del CdA, ha espresso grande soddisfazione e ha lodato il percorso virtuoso tracciato sotto la guida di Andò: «Il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale oggi si conferma come uno dei teatri più virtuosi d’Italia dal punto di vista amministrativo, gestionale e artistico. Continueremo questo cammino nel segno dell’unanimità e dell’armonia progettuale avviata con autorevolezza da Roberto Andò nel 2019». Una delle importanti decisioni annunciate durante la seduta riguarda il ripristino del Comitato Artistico, un organo già presente nello statuto del Teatro. Questa mossa mira a rafforzare il dialogo e la collaborazione con le personalità del mondo teatrale e culturale del territorio, ampliando così la sfera di influenza e innovazione dell’istituzione. Roberto Andò, visibilmente soddisfatto e riconoscente per la fiducia rinnovatagli, ha dichiarato: «Sono molto grato al CdA che mi ha rinnovato all’unanimità l’incarico di direzione del Teatro Nazionale e felice di proseguire il lavoro iniziato in uno dei teatri più importanti d’Italia, un luogo dove confluisce tutta la straordinaria cultura e sensibilità di Napoli e dei napoletani».
I prossimi cinque anni promettono di essere un periodo di ulteriore crescita e innovazione per il Teatro di Napoli, sotto la guida di un direttore artistico che ha già dimostrato di saper coniugare tradizione e modernità in modo eccellente.
Ivan Matteo Criscuolo

Napoli premia la creatività inclusiva.

Si è conclusa l’edizione 2024 del concorso “Raccontami la Disabilità”, promosso dal Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, avv. Paolo Colombo. La cerimonia di premiazione si terrà lunedì 27 maggio alle ore 10:00 nell’Aula multimediale del Consiglio Regionale della Campania, presso il Centro Direzionale di Napoli. L’evento sarà moderato dall’avv. Teresa Canzano.
Sono tre gli istituti scolastici che si sono distinti in questa edizione del concorso:
Per la Categoria Video, l’I.C.S. “26° Imbriani-S. Alfonso de’ Liguori” di Napoli è stato premiato per la grande solarità e lo spirito inclusivo espressi dalla classe 2F. Il loro lavoro ha utilizzato magistralmente le nuove tecnologie per veicolare un messaggio di gioia e appartenenza. La Categoria Disegno ha visto trionfare l’IISS “L. Pacioli” di S. Anastasia, Napoli, con il collage fotografico “Io ti vedo così” e il disegno “L’amore è la cura”. Queste opere sono state riconosciute per la loro immediatezza e l’originale capacità di rappresentare la disabilità in maniera diretta e toccante.
Infine, per la Categoria Testo, il I Circolo Didattico “Basilio Cecchi” di Castellammare di Stabia, Napoli, con la classe 4D, ha ricevuto elogi per il testo poetico accompagnato dalla rappresentazione grafica “Un abbraccio per accogliere”. L’opera ha saputo evidenziare come le imperfezioni individuali possano diventare un punto di forza per creare qualcosa di speciale e abbattere le barriere della diversità.L’avv. Paolo Colombo ha commentato con orgoglio: «Questa iniziativa dimostra quanto sia cruciale educare le nuove generazioni alla comprensione e accettazione delle diversità. I lavori presentati sono stati di grande impatto emotivo, mostrando come la creatività possa fare da ponte verso l’inclusione».
La premiazione di lunedì non sarà solo un riconoscimento formale, ma un momento celebrativo delle giovani menti che, con la loro sensibilità, hanno saputo raccontare la disabilità con un approccio fresco ed emozionante. Questa edizione del concorso ha dato voce a tanti giovani, evidenziando come l’arte e la creatività possano essere potenti strumenti di inclusione e cambiamento sociale.
Ivan Matteo Criscuolo

Francescapia Monti: giovane scrittrice di gialli

E’ stato presentato lo scorso 17 maggio il libro “Assassinio a Green Dwelling” di Francescapia Monti, una giovanissima scrittrice, di appena 15 anni, la quale si è cimentata a scrivere questo libro giallo, ambientato in America in un quartiere di New York, che narra di un duplice omicidio e delle indagini fatte da un investigatore… una trama interessante ed intrigante. Ne parliamo con l’Autrice.
Francesca, quando è nata la passione per la scrittura?

La passione per la scrittura è nata grazie al mio professore di italiano delle scuole medie, poiché ci faceva leggere spesso testi  gialli dal libro di narratologia. Grazie a lui ho iniziato a leggere libri gialli di grandi scrittori (come Agatha Christie) che mi hanno ancora più appassionata.

Come mai la tendenza a scrivere un romanzo giallo?

La tendenza per i gialli è arrivata spontaneamente, in quanto l’intrigo e la ricerca della verità sono insiti nel mio cuore. Il protagonista del racconto, il Dottor Happen, è un uomo zelante, responsabile, intuitivo ed istintivo (spesso anche troppo) e che a volte potrebbe risultare arrogante nei modi solo per portare i personaggi a dire la verità, la cosa più importante. Mi ci rivedo molto in lui, infatti ho cercato di associargli alcune caratteristiche che ritrovo in me.

Chi ti ha incoraggiato ad intraprendere questa avventura nella scrittura di un libro?

Ad incoraggiarmi nel mio percorso è stata mia madre, la quale ha subito avuto l’intuizione che io fossi avvezza alla scrittura. Non avrei mai pensato di poter fare una cosa, per me, così grande, ma mia madre ha sempre visto del potenziale in me, è stata la luce che mi ha guidata in questo nuovo cammino. Le sono grata per tutto ciò che ha fatto, per la pazienza avuta nel fare ogni cosa potesse essere utile a realizzare questo sogno.

Quando scriverai il prossimo libro? Sarà anch’esso un giallo oppure hai in programma un altro genere?

Il prossimo libro è già in elaborazione, anch’esso un giallo. Inoltre, ho intenzione di affrontare altri generi, come i romanzi rosa.

Alessandra Federico

Il patrimonio di Napoli e della Campania: il Museo di Capodimonte

La Reggia Museo di Capodimonte è un palazzo di tre piani con una superficie complessiva di 14mila metri quadrati, con 124 gallerie che ospita una delle pinacoteche più importanti d’Europa; già dal 1758 erano esposte opere d’arte  di famosi pittori,  ma solo nel 1957 è stata inaugurata ufficialmente.

Entrare nelle sale del Museo nazionale di Capodimonte equivale ad iniziare un viaggio nel tempo, ripercorrendo  più di 800 anni di storia dell’arte.

Il primo piano fa rivivere gli ambienti di un palazzo che nasce come museo e che solo in seguito diviene una delle residenze dei sovrani quando nel 1938 Ferdinando II  decide di dargli una nuova veste provvedendo anche a far ultimare le decorazioni del salone delle feste.

Nel secondo piano, nella sala 2 è ospitata la Galleria Farnese con dipinti tra i più importanti della famiglia Farnese con opere di Tiziano, Carracci, Parmigianino, Raffaello ed altri. Sempre al secondo piano, lungo il percorso che i visitatori fannoper giungere alla pinacoteca si attraversano ambienti di una eleganza sfarzosa, arredati con oggetti di lusso,  armi, porcellane, sete ed arazzi fino a raggiungere la sezione di arte napoletana ben rappresentata dal nucleo espositivo delle opere della scuola di Posillipo e da quelle del realismo storico di Filippo Palizzi e Domenico Morelli e della Galleria Napoletana che raccoglie opere provenienti dalle Chiese  della città e dai suoi dintorni che comprendono tele che vanno dal 1200  fino al 1700  di autori del calibro di Simone Martini, Colantonio, Caravaggio, Luca Giordano, Gaspare Traversi e Solimena.

Al terzo piano  troviamo la sezione  di arte contemporanea, al momento chiusa per lavori di restauro. Questa sezione fa detenere al Museo di Capodimonte un importante ed unico  primato in quanto con  le 160  con le opere è l’unica istituzione in Italia  a possedere ed esporre al pubblico di visitatori una collezione d’arte che   va da XIII secolo ai giorni d’oggi.

La collezione che comprende oltre a dipinti anche foto  e stampe d’arte tele  di Andy Warhol, Anselm Kiefer e Alberto Burri si è ulteriormente  arricchita  con le 70 0pere di 30 artisti contemporanei  donate nel  2022  dalla collezione di Ria Rumma.

Alessandra Federico

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