Credito cooperativo: i vertici a Napoli per confrontarsi sulla Marca e sull’etica dello sviluppo

Un confronto sui temi di grande attualità bancaria al centro del convegno dal titolo “Il Credito Cooperativo della Campania e della Calabria: analisi del posizionamento competitivo della marca e definizione delle azioni evolutive.

“La marca racchiude in sé un insieme di elementi tra cui i valori che ispirano e segnano il carattere distintivo delle aziende. Sono i valori a base della nascita e della vita di una Banca di Credito Cooperativo. Un progetto ambizioso che parte dai fabbisogni delle Comunità che si mettono insieme per realizzare scopi comuni. Un modello di banca con radici antiche e forti che ha superato avversità politiche, economiche e sociali. La BCC non è solo un’azienda bancaria, perché la sua missione comprende lo sviluppo economico dei propri soci e clienti e dei territori ripreso dell’art. 2 dello statuto di ogni BCC. Coniugare l’anima sociale con quella dell’azienda bancaria è la vera sfida di un cooperatore per evitare derive e omologazioni che tradirebbero le volontà di tante persone che hanno dato origine a questo progetto di Banca. Per questi motivi al centro della nostra azione ci sono il rating umano, la biodiversità creditizia e l’algoretica per dare maggior valore all’uomo, alle sue idee e ai suoi progetti, utilizzando gli algoritmi in maniera più umana ed efficiente”. Amedeo Manzo, presidente della Federazione Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania e Calabria, traccia così le linee del confronto tra i relatori – tutti ai vertici del credito cooperativo italiano – partendo dalla relazione del professore Cantone davanti a tanti studenti e al mondo del credito cooperativo nella sede della Università Federico II a Monte Sant’Angelo.
Efficacia, trasparenza, presenza, solidità e radicamento sono le cinque parole chiave che le BCC aderenti alla Federazione delle Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania e Calabria applica sui territori per raggiungere risultati straordinari. Parole chiave che hanno consentito alle Banche di credito cooperativo di raggiungere risultati davvero notevoli alla Federazione che conta numeri notevoli oggi: 16 banche, 236 sportelli, 1578 dipendenti, 63.241soci, 470.912 clienti, 8.775 milioni di euro la raccolta complessiva, 4.841 milioni di impieghi, 13.617 milioni il prodotto lordo, 694 milioni di euro di patrimonio per un CET1 al 23,83%.

“Dalle Banche di Credito Cooperativo del Sud arriva la spinta a un credito più umano, sostenibile, utile al territorio. È la dimostrazione che unire i valori all’efficienza ci conduce all’efficacia e rappresenta un modello di fare banca per il territorio in difesa delle comunità riuscendo a ottenere al contempo importanti risultati economici. Ciò seguendo i principi fondanti del rating umano e della biodiversità creditizia”, ha proseguito Manzo.

Banche e Federazioni forti vicine al territorio, che contano dell’appoggio di due Gruppi Bancari Cooperativi che consentono di poter offrire prodotti e ogni servizio con alti standard di qualità. A dimostrare ciò al convegno sono presenti tutti i vertici nazionali e i presidenti delle principali Federazione del credito cooperativo con i rappresentanti sia del Gruppo BCC ICCREA che di Cassa Centrale Banca.

“Da Napoli dunque nel solco della tradizione abbiamo fatto una proposta di innovazione nel sistema per raggiungere importanti risultati economici ma anche sociali sul territorio mostrata in maniera particolare anche attraverso le celebrazioni lo scorso anno di Antonio Genovesi, che ci hanno consentito di aprire importanti interlocuzione con la società civile, culturale, istituzionale”, sottolinea Manzo.

I lavori del convegno si sono aperti con i saluti di Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania; Adele Caldarelli, Università degli Studi di Napoli Federico II, Direttrice del Dipartimento di Economia Management, Istituzioni, Antonio Garofalo rettore dell’Università Parthenope, il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Giuseppina Castiello.

La relazione sul tema è stata tenuta dal Luigi Cantone, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II del Dipartimento di Economia Management, Istituzioni, e docente di Marketing e strategia d’impresa sulla quale si sono confrontati Mauro Pastore, direttore generale del Gruppo BCC ICCREA Banca; Giorgio Fracalossi, Presidente del Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca; Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione “Tertio Millennio” Augusto Dell’Erba, Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo – C. R. che ha dichiarato: “Il rilancio del sistema del credito cooperativo di Campania e di Calabria passa per questa unificazione e oggi appunto danno prova della loro forza e della loro capacità di interpretare il territorio. Oggi ci sono inoltre gli esponenti di entrambe le capogruppo bancarie e questo è segno che il credito cooperativo al di là delle declinazioni industriali è uno e unitario”.
“Una conclusione sulla proporzionalità, nel senso che si fa tanto per le comunità, come banche meno rischiose però ugualmente assoggettate alla normativa di altri Gruppi Bancari, creando uno svantaggio competitivo e costi di compliance elevati. Federcasse unitamente alle Capogruppo si sta attivando proprio nella direzione di far riconoscere una proporzionalità maggiore alle BCC. In tal senso di recente, la Banca d’Italia ha osservato che si dovrebbe tenere conto delle “peculiarità” delle BCC. E riteniamo che anche il nuovo governo possa impegnarsi in tale direzione riconoscendo il valore particolare delle BCC con una maggiore proporzionalità”, una riflessione di Amedeo Manzo accolta con favore dalla sottosegretaria Giuseppina Castiello intervenuta alla iniziativa che ha osservato che “siamo qui per evidenziare quanto sia importante il ruolo del credito cooperativo. Il presidente Manzo ha dimostrato quanto sia importante essere a contatto col territorio. E la politica deve fare insieme questo lavoro”.

“Partendo dallo scenario presente in cui ci muoviamo, contrassegnato da una diffusa mancanza di ottimismo e sfiducia, interessante è rilevare quanto la Marca BCC continui ad essere “depositaria di fiducia”. Fiducia che rappresenta uno dei quattro ingredienti chiave dell’Economia civile, insieme a mutualità, bene comune e pubblica felicità. Una fiducia ed una stima, quella dei clienti e dei dipendenti delle BCC, che si dimostra svincolata dalla mera dimensione funzionale e ‘prestazionale’ relativa alla fruizione di un prodotto/servizio, ed è legata invece ad una matrice valoriale condivisa. Da qui l’importanza di confermare e rinnovare il nesso fondante con quanto riportato nel nostro Statuto, per valorizzare la vocazione etica e solidale delle BCC; ponendo sempre al centro del nostro operare l’essere umano e il bene(ssere) comune, nel solco tracciato dalla Dottrina Sociale della Chiesa”. Lo ha dichiarato Alessandro Azzi, presidente della Fondazione Tertio Millennio.

Giorgio Fracalossi, Presidente del Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca ha sottolineato “il ruolo di banca inclusiva e partner affidabile per le comunità del territorio, a maggior ragione nell’attuale contesto complesso. Il gruppo Cassa Centrale Banca, Credito Cooperativo Italiano valorizza le peculiarità del ‘Nostro modo di fare banca’ con una evidente identità forte con un richiamo alla rilevanza della riconoscibilità del marchio, sviluppata in collaborazione con le Banche del Gruppo. In tal senso ribadiamo l’impegno a proseguire nel percorso di crescita riaffermando la vocazione locale ed autonoma del nostro Gruppo. L’incontro di oggi è molto importante per tutto il credito cooperativo e spero che oggi si possa dibattere in serenità di quello che sono alcuni aspetti che toccano anche il modo in generale di parlare di marca, di marchio, di visioni, di parlare di distintività dei gruppi e spero di poter dare il mio contributo”.

Mauro Pastore Direttore Generale Gruppo BCC Iccrea ha invece sottolineato: “Il Gruppo BCC Iccrea dalla sua costituzione nel 2019 ad oggi ha realizzato una vera e propria un percorso di crescita evolutiva. Ha lavorato nella direzione dell’efficientamento delle sue strutture per renderle più funzionali alle richieste delle sue banche e alle esigenze dei soci e clienti di queste ultime. Ha rafforzato la solidità patrimoniale complessiva. Ha realizzato partnership per arricchire l’offerta con prodotti sempre più competitivi. Ha rinnovato nella continuità preservando la storia e i valori delle sue BCC che sono riuscite ogni anno ad incrementare il proprio sostegno finanziario ai loro territori. Oggi è il quarto gruppo bancario italiano per totale attivo e si compone di 120 banche di credito cooperativo con oltre 2.400 filiali in tutta Italia. Un brand riconosciuto e riconoscibile, sinonimo di coesione, affidabilità, professionalità”.

Il vicepresidente della Federazione Campania Calabria Nicola Paldino ha sottolineato che “oggi è una giornata importante per le BCC di tutta Italia e in particolare per la Federazione Campania Calabria perché siamo certi di riuscire a realizzare ancora qualcosa di interessante per tutto il mondo del credito cooperativo grazie ai suggerimenti che vengono da questa indagine”.
Tanti i messaggi istituzionali di vicinanza al credito cooperativo ben rappresentati dal saluti del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ha fortemente sottolineato che “il credito cooperativo è molto importante per la nostra città e in questi anni difficili Amedeo Manzo è sempre stato al fianco dei napoletani e sappiano di poter sempre contare su di voi”.

Casa dello Scugnizzo: “Un sorriso alla salute”

Nell’ambito del programma di celebrazione del centenario della nascita di Mario Borrelli (1922 – 2022), fondatore a Napoli della Casa dello Scugnizzo, in piazzetta San Gennaro a Materdei n. 3 sarà possibile partecipare all’iniziativa di prevenzione dentale “Un sorriso alla salute” grazie alla collaborazione con lo Studio odontoiatrico del dott. Vincenzo Surrianelli, sito all’interno della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus, presieduta dal prof. Antonio Lanzaro.

La prevenzione, anche nel caso di quella odontoiatrica, è essenziale per mantenere la salute dei denti ed evitare che patologie  anche che non manifestano immediati sintomi od evidenze possano nel tempo mettere a rischio l’integrità del sorriso e la salute stessa dell’apparato dentale e della bocca.

Presso lo Studio  Surrianelli sarà possibile sottoporsi a visita di controllo odontoiatrica a titolo gratuito nel mese di novembre 2022 nei giorni  14 – 21 – 28  dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

Per prenotare la visita è possibile contattare la Segreteria della Fondazione allo 081-5641419 o direttamente lo Studio Surrianelli al 3803241167.

Un’iniziativa che si inserisce  nelle attività della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus che vengono realizzate non solo a supporto del territorio di Materdei in cui si trova la sua sede ma estesa a quanti vogliono conoscere una realtà che da oltre settant’anni lavora e opera in favore delle fasce più deboli della popolazione.

4 novembre: per non dimenticare

Stamani le note della leggenda del Piave, conosciuta anche come La canzone del Piave, Il Piave mormorava o semplicemente Il Piave, brano composto nel giugno 1918 dal maestro napoletano Ermete Giovanni Gaeta (noto con lo pseudonimo di E. A. Mario) e quelle dell’inno nazionale, sono risuonate nell’aria accompagnando le celebrazioni del 4 novembre all’Altare della Patria in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.

Nei giorni scorsi il “Treno della Memoria” aveva percorso il nostro Paese  in ricordo del convoglio che 101 anni fa trasportò a Roma la salma del milite ignoto e che quest’anno, dopo il viaggio del centenario, ha di nuovo attraversato l’Italia, da Trieste a Palermo, transitando in 730 stazioni e sostando in 17.  Nel 1921 la salma del “Milite Ignoto” fu scelta tra 11 corpi non identificati da Maria Bergamas, una madre italiana che aveva perso un figlio nella Prima Guerra Mondiale, in rappresentanza di tutte le donne che avevano avuto figli caduti in guerra. La salma, trasportata su un convoglio speciale che partì da Aquileia per arrivare a Roma dove sarebbe stata tumulata.

La celebrazione del 4 novembre fu istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale. Fu scelta questa data che coincideva con l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918) che sancì la resa dell’Impero austro-ungarico all’Italia.

Un giorno in cui ricordare non solo i caduti della Prima Guerra Mondiale ma anche del Secondo conflitto mondiale e di tutte le guerre combattute o che si stanno combattendo.

In questo giorno il mio pensiero va in particolare al giovane Francesco Altomonte, insignito di riconoscimento al valor militare, caduto a soli 23 anni a Tobruk il 12 ottobre 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale mentre era imbarcato su una torpediniera di scorta ad un convoglio. Il sacrificio e il nome di Francesco, che non ho potuto conoscere se non attraverso le fotografie e i ricordi di famiglia, è stato giustamente ricordato con altri caduti in guerra nella lapide collocata in piazza dei Martiri a Palizzi Marina in provincia di Reggio Calabria.

Bianca Desideri

Naples Fashion Week

Anche a Napoli ha visto finalmente il momento più amato per gli appassionati di moda: la Naples Fashion Week. Da giovedì 20 ottobre fino a sabato 22, un’emozionante ed appassionante sfilata di moda si è svolta nella città partenopea dove meravigliosi abiti, indossati da elegantissime modelle, sono stati presentati presso il Complesso di San Domenico Maggiore e fotografati sul Red Carpet addobbato per il grande evento.

A progettare l’evento è stata l’associazione NoiNo Polo Moda di Alessandro Di Laurenzio con la collaborazione di Bottega Ferrigno, Sorbillo Lievito Madre, NaFashion Magazine, TeleA e CapriEvent TV e Fashion Week MAG  magazine.

L’obiettivo di questa sfilata-evento moda, è stato quello di lanciare idee di outfit cercando di abbinare abiti semplici alla portata di tutti e adatti ad ogni tipo di circostanza e, difatti, allo show erano presenti diverse influencer di moda che, grazie alla loro notorietà nel mondo dei Social Network, erano pronte ed entusiaste di collaborare postando foto e video degli outfit.  Un altro fruttuoso intento è stato, con questo evento, quello di restituire alla città di Napoli il suo valore, la sua importanza che da troppi anni le era stata ingiustamente sottratta. Pare proprio che, negli ultimi tempi Napoli stia rifiorendo: si organizzeranno una serie di entusiasmanti eventi di moda e non solo; mostre, spettacoli e tanto altro. D’altro canto, tutti i  turisti  presenti sono rimasti piacevolmente incantati dalla accattivante atmosfera che si era creata, non solo per lo show e il clamore circostante, bensì per tutto lo scenario che la spettacolare città partenopea è riuscita a regalare anche stavolta.

 

“Questo evento è stato emozionante, non perché sia stata la prima fashion week a cui ho partecipato, ma perché è stata organizzata e realizzata a Napoli”

Marina è una ragazza di 26 anni napoletana ed è un’appassionata di moda. Ci racconta la sua esperienza alla Naples Fashion Week.

Marina, cosa in particolare ti ha colpito di questa sfilata?

Di certo i meravigliosi outfit che proponevano e anche l’obiettivo che gli organizzatori avevano per questo evento, che a mio parere risulta molto interessante e costruttivo perché è ora che Napoli torni a splendere. E gli sguardi del pubblico, prima di ogni cosa. Quelli dei napoletani e quelli di tutti i turisti che osservavano lo show e fotografando esclamavano: stupendo, stupendo come Napoli! Erano tutti affascinati dagli abiti ma soprattutto dalla bella Napoli che contribuisce, e non poco, a rendere tutto più magico.

Ti piace vivere a Napoli?

Come in tutti i posti nel mondo ci sono i pro e contro. Ma se c’è una cosa che posso affermare con fierezza della mia città è che Napoli è un teatro a cielo aperto.  Per me questa frase racchiude due cose: la bellezza estetica di Napoli e quella del suo popolo che collabora a renderla tale. Perché il calore dei cittadini con il loro entusiasmo, la musica, il profumo costante di buon cibo, il buon clima, l’arte dell’artigiano, e tanto altro fanno la storia di Napoli, una storia che ti racconta ogni angolo della città.

Studi moda oppure è solo una tua passione?

Sono una grande appassionata di moda ma non ho mai frequentato alcun corso, anche se in realtà è come se l’avessi studiata perché sono sempre informatissima su tutto ciò che riguardi il mondo del fashion. Studio per diventare Social Media Manager ma non escludo un giorno di frequentare l’accademia di fashion designer e chissà, le cose potrebbero anche andare di pari passo. Napoli, per quanto riguarda le facoltà di design e cucito, penso sia una delle città migliori, soprattutto per quanto riguarda la sartoria.

Dunque consiglieresti di studiare moda a Napoli?

Se si ha intenzione di diventare fashion design consiglio di studiare anche a Napoli ma poi emigrare verso Milano, che è sempre la capitale della moda, per quanto riguarda l’Italia. altrimenti direi Parigi o New York. Per quanto riguarda la sartoria, invece, Napoli offre anche di più, i migliori capi di artigianato sono da sempre quelli napoletani.

Alessandra Federico

Kit Teller il piccolo Ranger in edicola con una nuova avventura

Lo scorso giugno in edicola con la Gazzetta dello Sport è ritornato un personaggio che nel passato ha appassionato i ragazzi, il mitico Kit Teller nato nel 1958 dalla fantasia di Andrea Lavezzolo e disegnato da Francesco Gamba che hanno raccontato a grandi e piccini del secolo scorso le avventura di un ragazzo che era cresciuto nel west tra i ranger.

Il primo numero uscì nel lontano dicembre del 1963 in edicola al costo di 200 lire con una bella copertina realizzata da Franco Donatelli.

Era nato come striscia settimanale dal costo di 50 lire pubblicato dal 1958 al 1971, per trasformarsi proprio nel 1963 in un albo da 128 pagine.

Le due serie di fumetti incentrate sul giovane Kit furono edite in Italia dalle Edizioni Audace di Gian Luigi Bonelli dal 1963 al 1985.  L’ultimo numero fu scritto da Guido Nolitta.

A partire dal febbraio 2012, il Piccolo Ranger è stato ristampato in un’edizione per le edicole dalla If Edizioni ed oggi ritorna nella bella veste a colori frutto di restauro degli originali e con le copertine storiche di Donatelli per la Gazzetta dello Sport.

100 albi da raccogliere fino ad aprile 2024.

Antonio Desideri

Riprende il campionato di serie A

Il Napoli piace e sta trascinando l’entusiasmo dei tifosi che dopo il maggio caldo vissuto tra striscioni contro De Laurentis e Spalletti oltre alle critiche nei confronti della squadra che non aveva vinto lo scudetto, ha ritrovato l’euforia di un tempo.

Attesi circa 50000 tifosi sabato allo stadio Maradona per la sfida con il Torino e sono andati esauriti i tickets per la trasferta in casa dell’Ajax anche se ieri è stato forte il disagio dei tremila fan presentatisi a Fuorigrotta per ritirare i biglietti.

Per circa sei ore sono rimasti in fila davanti ai soli due botteghini messi a disposizione per il ritiro del tagliando.

Importante rientro in campo per Politano che oggi ha svolto tre quarti dell’allenamento in gruppo e proprio il rientro in extremis di Lozano alimenta i dubbi di Spalletti sull’out destro.

Danilo Pisapia

Tragedia nelle Marche: la tempesta di pioggia ha distrutto la regione

29Strazio e terrore in una delle regioni italiane: lo scorso 15 settembre una vera catastrofe si è abbattuta nelle Marche dove case, negozi, e strade sono state sommerse da quintali di acqua distruggendo così l’intera regione, causando 10 vittime, 3 dispersi tra cui un bambino di 8 anni.

“Sono stati momenti di vero orrore in quelle poche ore, sembrava che il cielo si stesse spaccando e ci stesse piombando addosso”.

Lucia ha 26 anni e vive a Jesi, nelle Marche. La giovane donna ha vissuto l’esperienza terrificante della tempesta d’acqua dello scorso 15 settembre. Lucia, per fortuna, si trovava in casa durante la tempesta, ma sua sorella minore Benedetta da qualche ora si era recata a scuola di danza e la loro madre Silvia era da poco uscita di casa per andare a prenderla, mentre suo marito Carlo, il padre delle ragazze, era rimasto a casa con la primogenita a causa di una leggera influenza.

La vicenda per la famiglia di Lucia si è conclusa nel migliore dei modi grazie ad una persona dal cuore grande. La signora Jolanda stava osservando la tempesta di pioggia dal balcone della cucina di casa sua che affaccia proprio sulla strada dove si trova l’accademia di danza e dove, Benedetta e Silvia, assieme ad altre 5 mamme con figlie e con la loro insegnante di ballo, si erano fermate lì, spaventate e pietrificate, indecise se scappare via in macchina o ritornare nella scuola di danza. Ma la struttura si trovava al piano terra e quindi sarebbe stato imprudente fare marcia indietro. Per buona sorte, esistono persone pronte a soccorrere il prossimo, pur mettendo a rischio la propria vita; Jolanda non ha esitato un solo istante a scendere ed aprire il portone del palazzo per far entrare quelle 14 persone terrorizzate e infreddolite, nonostante la situazione fosse rischiosa e stesse degenerando attimo dopo attimo. Tuttavia, Jolanda era ben consapevole che se non avesse aiutato quelle persone non se lo sarebbe mai perdonato.

La donna salvatrice abita al settimo piano, il mese prossimo compirà 74 anni e vive con due meravigliosi gatti, Luna e Chicco. Dunque le 15 donne, in compagnia dei due felini, hanno trascorso le ore del temporale insieme, dandosi forza e coraggio a vicenda e cercando di proteggere i gatti dai rumori frastornanti del temporale e di distrarre le bambine, quelle più piccole, con giochi e favole.

Al termine del temporale la città era distrutta e per tornare a casa hanno dovuto farsi trasportare dai Vigili del Fuoco a bordo di un gommone.

“Sono felice che sia andato tutto bene, sono però molto afflitta per le persone disperse, per quelle che hanno perso i loro parenti e per quelle che hanno perso la vita. Credo che non me ne sarei mai fatta una ragione se fosse capitato qualcosa di brutto a qualcuno a me caro.”

Lucia parla della sua esperienza durante la notte del 15 settembre a Jesi e ci narra, tramite i racconti di sua sorella minore e di sua madre, come hanno vissuto quella notte e come oggi cercano di superare il brutto accaduto.

Lucia, come hai vissuto il momento in cui tua madre e tua sorella si trovavano per strada il 15 settembre?

Ho vissuto nel terrore, nella paura più grande che potessi mai provare in tutta la mia vita: quella di non rivedere mai più mia madre e mia sorella.  Per fortuna hanno avuto la grazia di incontrare questa donna meravigliosa che le ha accolte e trattate come figlie dando loro dei vestiti asciutti, cibo e dedicando molto tempo a mia sorella e alle sue compagne di danza. Ho saputo che la signora Jolanda è stata un’insegnante alla scuola materna e che ama profondamente i bambini, forse per questo ha un animo così gentile e generoso.

Tua madre e tua sorella hanno superato la brutta vicenda?

Mia madre è ancora molto turbata anche se non vuole darlo a vedere per proteggerci, per dare lei forza a noi; lei è una donna molto altruista e non ha mai voluto mostrare le sue paure per non farci sentire il peso delle sue preoccupazioni. La piccola Benedetta, invece, inizialmente pareva stesse bene e che avesse superato alla grande e in fretta l’accaduto, o addirittura si comportava come se non fosse successo a lei. Ma dopo solo un giorno dal loro ritorno ha iniziato ad avere incubi durante il sonno; chiaramente tutti tormentati da tempeste, uragani, tornadi, o mostri fatti di acqua, perché è pur sempre una bambina e la fantasia gioca anche nei momenti bui. Anche se credo che qualcosa l’abbia pur romanzata, ma le lascio raccontare liberamente ciò che vuole, forse la creatività la aiuta a liberarsi dalle paure.

Che provvedimenti pensate di prendere per la bambina?

Deve passare un po’ di tempo prima che Benedetta si riprenda del tutto, io e mia madre abbiamo pensato di portarla in terapia da uno psicanalista per poter affrontare la situazione in modo consapevole e non solo in famiglia che, per quanto il nostro amore per lei incondizionato le sarà di supporto, non siamo in grado di sostenerla come farebbe uno specialista.

Cosa pensa Benedetta per quanto riguarda andare in terapia?

Posso dire che mia sorella, per avere solo otto anni, è una bambina abbastanza matura, forse perché i nostri genitori ci hanno dato, a mio parere, un’ottima educazione facendoci comprendere il valore delle cose materiali e dei rapporti umani, coccolandoci ma senza viziarci, essendoci di supporto ma lasciandoci anche libere di fare le nostre scelte senza condizionarci. Dunque Benedetta è contenta di andare dallo psicologo anche perché sa bene che può parlargli di qualsiasi cosa senza essere giudicata ma venendo soltanto aiutata. Lei sa bene di cosa si tratta perché nostra zia, la sorella di nostro padre, è psicoterapeuta e quindi conosce bene, tramite i racconti di zia, le dinamiche di uno psicologo con i bambini e ne pare divertita e interessata quando la ascolta. Purtroppo, però, zia Nilde non può analizzare Benedetta perché in questi casi si è coinvolti emotivamente, anche se ha ugualmente espresso il suo parere, dicendo che la bambina è molto sveglia ed ha un carattere molto forte e che quindi supererà tutto molto presto e con grande caparbia. Tutti noi speriamo che questa tragedia diventi soltanto un ricordo assopito.

Alessandra Federico

Milano Fashion Week 2022 presenta le collezioni primavera estate 2023

La settimana più entusiasmante nella sfera della moda è ormai alle porte e gli appassionati dell’alta moda potranno godersi questo momento tanto atteso dal giorno 20 al giorno 26 settembre 2022. Durante lo spettacolo scenderanno in passerella le collezioni Donna Primavera/Estate 2023 con un cospicuo calendario di incontri: 30 eventi all’interno del Fashion Show con 11 presentazioni, 210 appuntamenti e ben 68 sfilate.

Camera Moda ha rivelato, durante la conferenza stampa di presentazione, tantissime novità che ci saranno nel corso della Fashion Week; celebrazioni, esibizioni, commemorazioni, esordi e premi.

Questa volta, la Fashion Week, presenterà anche collezioni di diversi stilisti emergenti come quella di Matty Bivan (stilista sostenuto da Dolce & Gabbana) e di Stella Jean, abiti indossati e sfilati dalla affascinante  modella svizzera Bally.

Il compito di Laura Biagiotti, invece, sarà quello di chiudere lo show con la sua collezione, prima di cedere il posto agli eventi digitali che si terranno l’ultimo giorno della fashion week: il 26 settembre debutteranno Mmusomaxwell, Durazzi Milano e Viviers (Brand sudafricano supportato da Lezanne Viviers). Act N.1 invece, presenterà la sua sfilata live sul canale Instragam di Valentino. Anche Diesel presenterà la sua collezione attraverso in digitale e, inoltre, a questo evento digitale, potranno partecipare tutti gli appassionati di moda attivando semplicemente una registrazione online. Anche Andrea Incontri debutterà con la direzione creativa di Benetton e Maximilian Davis e direzione creativa di Salvatore Ferragamo. Tuttavia, ad aprire la fashion week, sarà lo stilista sardo Antonio Marras (che fa parte del team Calzedonia). Ma non finisce qui, perché oltre alla presentazione di tanti meravigliosi e accattivanti creazioni di abiti, ci sarà un altro motivo fondamentale per il quale festeggiare: due anniversari di due illustri stilisti, ad oggi fra le icone nel mondo del fashion che hanno contribuito a fare la storia della moda, Moncler e Anteprima che celebrano 70 e 30 anni di successo. Ancora, ce ne saranno delle belle, potremmo dire, per questa settimana della moda di Milano: anche stavolta hanno preferito dare voce all’arte e alla sostenibilità: il 25 settembre si terranno i Cnmi Sustainable Fashion Awards in collaborazione con la Ethical Fashion Initiative (Efi) delle Nazioni Unite, con il sostegno del ministero degli Affari Esteri, Agenzia Ice e Comune di Milano. “Siamo orgogliosi di presentare un programma ricco di attività e di grande respiro internazionale. Il programma riflette il nostro impegno verso tematiche di primaria importanza, tra cui la promozione della sostenibilità, il supporto di giovani talenti e la costruzione di una cultura della moda inclusiva.”, ha dichiarato il presidente di Camera Moda, Carlo Capassa, durante la conferenza stampa. Con queste parole, Capassa, ha consentito di celebrare la moda sostenibile con una serata esclusiva, all’interno del Teatro più importante di Milano, il Teatro alla Scala. Tanti saranno gli eventi speciali nel corso di questa Fashion Week, all’insegna della passione, divertimento, e forti emozioni che ci regalerà ogni fashion stylist.

Alessandra Federico

La regina Elisabetta II scompare a 96 anni

La notizia della scomparsa della regina Elisabetta II è stata data alle 19.30 ore italiane. Nata il 21 aprile 1926 ha regnato per ben 70 anni, affrontando gli eventi a cavallo di due secoli spesso molto complessi caratterizzati anche purtroppo da guerre, cambiamenti epocali, crisi economiche, innovazione, pandemia.

Nata il 21 aprile 1926, figlia maggiore del Duca di York, salito al trono col nome di Giorgio VI, diventa erede al trono nel 1936, in occasione dell’abdicazione dello zio Edoardo VIII.

Una vita, ben 73 anni, trascorsi con il principe Filippo Mountbatten, sposato nel 1947 e scomparso nel 2021, dal quale ha avuto quattro figli: Carlo, principe del Galles, Anna, principessa reale, Andrea, duca di York, ed Edoardo, conte di Wessex.

Alla morte del padre, mentre era lontana dal Paese, Elisabetta diventa regina ad appena venticinque anni, il 6 febbraio 1952, viene incoronata il 2 giugno 1953 nell’Abbazia di Westminster come Elisabetta II.

Ha incontrato nel suo lungo regno capi di stato, papi, primi ministri, ben 15 quelli del Regno Unito, primi ministri e governatori degli altri stati membri del Commonwealth delle nazioni.

Per tutta la giornata si sono succedute le notizie sulla gravità selle condizioni della sovrana, fino alla notizia della sua scomparsa.

Le succede il figlio Carlo III.

Bianca Desideri

Cristobàl Balenciaga: il designer della moda innovativa

Cristobàl Balenciaga fondò la “maison Balenciaga” nel 1917 a San Sebastiàn in Spagna. Viaggiava di continuo per arricchire il suo bagaglio artistico e culturale e per trovare continui stimoli e ispirazioni per  le nuove collezioni, ma dopo essere stato in America e aver appreso le tecniche di confezionamento che utilizzavano oltreoceano, ebbe la certezza che nel suo atelier avrebbe continuato a far produrre pezzi singoli per abiti lavorati a mano e che mai e poi mai avrebbe permesso l’utilizzo di macchinari per confezionarne.

Sebbene la notevole fama stava portando lo stilista dritto al successo, egli soffrì di grave depressione che lo stava spingendo verso una drastica decisione: chiudere per sempre la sua casa di moda.

“Il maestro di tutti noi” è così che lo considerava Christian Dior. Quest’ultimo, era per Balenciaga, non solo un ottimo collega, ma un vero e caro amico, infatti, fu proprio lui a sostenerlo e ad aiutarlo a superare quel momento di malessere, eliminando del tutto la possibilità di chiudere la maison anzi, da lì a poco, Cristobàl Balenciaga, scoprì una nuova tecnica all’avanguardia: l’invenzione delle camicie senza colletto, conquistando un gran numero di clientela, tanto da far ottenere maggior fiducia nelle sue capacità di designer e rimettersi in gareggiata.

Ormai ritenuto architetto degli stilisti, Balenciaga, era capace di creare abiti con stoffa rigida in modo tale che restassero perfettamente in piedi nella forma da lui progettata. L’accostamento di colori che preferiva il designer di moda, per le sue collezioni, era spesso il marrone con il nero e, per la maggior parte delle sue creazioni, egli si ispirava ai colori, ai tagli della stoffa e allo stile della danza flamenco.

Nel 1937, Balenciaga, aprì la sua casa di moda a Parigi e la strada verso il successo fu rapida e in ascesa: in breve tempo fu definito rivoluzionario della moda, soprattutto per l’invenzione del cappotto a spalla quadrata che in quel periodo fu una vera e propria innovazione, particolarmente per le maniche tagliate in un unico pezzo con il carrè e per i suoi disegni con pizzo nero. A quanto pare, le sue linee stavano diventando sempre più coerenti, delicate e raffinate. Nel 1951, Cristobàl, modificò la silhouette con la rimozione della vita e allargando le spalle, inoltre, inventò l’abito a tunica che, nel 1958, diventò l’abito chemise. Ancora, nel 1963 realizzò la giacca a palloncino sferica, l’abito baby doll a vita alta, il cappotto cocoon, la gonna a palloncino, e l’abito a sacco nel 1957.

Negli Anni ‘60, lo stilista iniziò ad utilizzare tessuti completamente diversi; stoffe pesanti, rigide, allo stesso tempo con ricami armoniosi, insoliti, ma ugualmente rivoluzionari. Di fatti, le sue meravigliose creazioni come l’abito di raso rigido, furono valutati come abiti di alta moda. Per la regina Fabiola del Belgio, Balenciaga nel 1960, disegnò l’abito da sposa fatto di raso ducale avorio bordato di visone bianco al collo e ai fianchi. La maison Balenciaga chiuse nel 1968 e il suo fondatore morì nel 1972. Nel 1986, fu acquistata da Jacques Bogart aprendo una nuova linea di prêt-à-porter. Ad oggi, il designer della casa di moda Balenciaga è Demna Gvasalia.

Alessandra Federico

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