FMPI: «LA SICUREZZA URBANA SI DIFENDE CON IL LAVORO E IL RILANCIO DEI QUARTIERI. LE IMPRESE SONO IL PRIMO PRESIDIO DEL TERRITORIO»

La Presidente di FMPI (Federazione Medie e Piccole Imprese) Antonina Terranova è intervenuta oggi a Torino al convegno “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”. Servono politiche integrate e incentivi strutturali per chi investe nelle aree fragili, valorizzando la nostra identità nel rispetto di una società multiculturale.

“La sicurezza urbana non può essere considerata esclusivamente una questione di ordine pubblico o di polizia. Una saracinesca alzata è, prima di tutto, un fondamentale presidio del territorio, un argine contro il degrado e il primo vero motore della vivibilità urbana”. Con queste parole la Presidente FMPI, Antonina Terranova, è intervenuta oggi a Torino al convegno “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”, al centro del dibattito nazionale sulla sicurezza e sulla qualità della vita nelle città italiane. La Federazione datoriale apartitica ha voluto chiarire fin da subito lo spirito dell’intervento: un approccio costruttivo, lontano dalle polemiche di parte, ma fermo nell’affrontare i problemi reali che toccano quotidianamente il tessuto economico e sociale del Paese, dal Nord al Sud.

Quando in un quartiere cresce la percezione di insicurezza — tra microcriminalità, episodi di violenza e atti vandalici — si innesca un pericoloso circolo vizioso che colpisce direttamente la vita dei cittadini e delle attività economiche. “Quando le persone hanno paura di uscire la sera e i commercianti devono fare i conti con furti e danneggiamenti continui, non siamo di fronte a un semplice problema di ordine pubblico, ma a una vera emergenza economica e sociale”, ha sottolineato la Presidente Antonina Terranova, aggiungendo che dietro a quelle saracinesche ci sono microimprese, artigiani e commercianti che hanno investito anni di sacrifici. “Quando un’attività chiude, non perdiamo soltanto un’impresa: perdiamo un pezzo della nostra comunità, dei nostri servizi e della nostra identità di quartiere”.

Nel corso del suo intervento, la Presidente ha posto l’accento sulla necessità di ritrovare una forte coesione sociale, che passi anche attraverso la valorizzazione della nostra identità e delle nostre tradizioni civiche, intese come pilastri di una convivenza ordinata. “Dobbiamo avere il coraggio di riappropriarci della nostra identità, della cultura del decoro e del rispetto delle regole, che sono le fondamenta della nostra comunità”, ha dichiarato Antonina Terranova. “Questo non significa chiusura, ma la capacità di integrarsi e di vivere insieme nel pieno rispetto di una società moderna e multiculturale, senza subire passivamente il degrado, l’illegalità o modelli di vita che calpestano il vivere civile”.

Per invertire la rotta, la FMPI chiede di superare la logica dei bonus occasionali, introducendo misure strutturali capaci di sostenere chi sceglie di fare impresa nelle zone più difficili. “Chiediamo strumenti concreti e di lungo periodo per chi apre, rimane o assume nelle aree urbane in difficoltà: incentivi stabili alle assunzioni, sgravi per il recupero dei locali commerciali e un sostegno reale alla sicurezza delle attività”, ha spiegato la Presidente Terranova, ricordando che il vero investimento a lungo termine resta quello sui giovani. La sicurezza non si fa solo con la repressione a reato compiuto, ma prevenendo il disagio e offrendo alle giovani generazioni alternative concrete alla marginalità attraverso formazione, sport e opportunità di lavoro dignitose, così da sottrarre braccia alla criminalità.

“La sfida per il futuro non è avere semplicemente città più controllate, ma quartieri più vivi e sicuri, dove valga la pena investire e far crescere una famiglia”, ha concluso Antonina Terranova. “Per farlo, serve una nuova e solida alleanza tra istituzioni, scuole, associazioni e imprese, perché la sicurezza non è responsabilità di uno soltanto, ma una responsabilità collettiva. Come FMPI siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo per restituire futuro e vitalità alle nostre città”.

FMPI, PRESIDENTE TERRANOVA: “IL TALENTO FEMMINILE È IL VERO ACCELERATORE DI PIL PER LE PMI, URGENTE SBLOCCARE LE LEVE DELLA CONCILIAZIONE”

La Presidente Nazionale di FMPI Antonina Terranova analizza le prospettive di rilancio del tessuto produttivo: “La parità non è una questione assistenziale o di quote, ma una priorità macroeconomica per il Paese. Le micro e piccole imprese siano l’avanguardia del cambiamento”.

L’occupazione e l’imprenditoria femminile non rappresentano un capitolo da confinare nella responsabilità sociale d’impresa, ma la più importante risorsa economica parzialmente inespressa del Paese. È questo il focus del forte richiamo di Antonina Terranova, Presidente Nazionale di FMPI (Federazione Medie e Piccole Imprese), che solleva una questione cruciale per il futuro del sistema produttivo italiano: la necessità di un cambio di passo strutturale nella valorizzazione del talento femminile all’interno delle PMI.

“Oggi ci muoviamo in un mercato globale complesso, che richiede risposte rapide, una profonda flessibilità e una costante capacità di innovare per superare le crisi”, spiega Antonina Terranova. “In questo scenario, le competenze trasversali, la resilienza e la visione strategica delle donne non sono elementi accessori, ma fattori determinanti per la tenuta e la crescita delle aziende. Eppure, continuiamo a registrare divari di genere profondi e una carenza cronica di servizi di welfare di prossimità che, di fatto, frenano questo enorme potenziale e rallentano il Paese”.

“Il merito non ha genere e il mercato non può più permettersi il lusso di ignorarlo”, prosegue con fermezza la Presidente di FMPI. “Sostenere le donne che fanno impresa o che ricoprono ruoli chiave nei reparti produttivi o che lavorano in qualsiasi mansione non significa fare concessioni o adempiere a un obbligo morale, ma investire concretamente sulla componente più dinamica dell’economia reale. Per le micro e piccole imprese, che costituiscono la spina dorsale del nostro Paese, il talento femminile e il lavoro delle donne rappresentano un acceleratore immediato di produttività e competitività”.

La Presidente Terranova sposta poi l’analisi su un altro tema collegato quello delle barriere strutturali che le professioniste incontrano quotidianamente: “Non basta invocare il cambiamento culturale se non si rimuovono i blocchi di partenza. Le donne portano nei board e nei processi produttivi una capacità di gestione della complessità unica, ma per liberare questa forza servono risposte contrattuali flessibili, un accesso al credito facilitato e meno burocrazia per chi decide di fare impresa al femminile. Il futuro del Made in Italy passa inevitabilmente da qui”.

Secondo la presidente della Federazione, la vera sfida per il sistema-Paese si gioca sul terreno dell’organizzazione interna e del welfare aziendale: “Il dibattito sulla denatalità e sulla bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro non si risolve con i bonus temporanei o con interventi spot. Serve una visione d’insieme. Le PMI hanno per loro natura una struttura snella che permette di sperimentare modelli organizzativi avanzati e misure di conciliazione vita-lavoro sostenibili prima e meglio delle grandi multinazionali. Quando un’azienda crea le condizioni affinché una donna non debba essere costretta a scegliere tra carriera e famiglia, quell’azienda diventa automaticamente più forte e più attrattiva per i nuovi talenti”.

“Abbattere il gender gap – conclude la Presidente FMPI Antonina Terranova – significa iniettare nuova linfa nel nostro Prodotto Interno Lordo. FMPI è in prima linea per fornire agli imprenditori gli strumenti normativi, contrattuali e operativi necessari a trasformare i principi di equità in valore economico concreto. Il mercato del domani si costruisce solo se merito e inclusione diventano pilastri industriali e non semplici slogan”.

CARO CARBURANTI: FMPI, TERRANOVA: “RINCARI INSOSTENIBILI PER LE PMI, EFFETTO DOMINO SUL TURISMO. INSUFFICIENTI LE MISURE VARATE. SONO NECESSARI INTERVENTI RAPIDI E STRUTTURALI”

La Presidente Nazionale della Federazione delle Medie e Piccole Imprese Antonina Terranova analizza l’impatto dei costi energetici nel cuore della stagione estiva: “Il turismo non è un settore isolato: se aumentano i trasporti e i servizi di filiera, le imprese ricettive e i tour operator rischiano di lavorare senza margini. Servono interventi strutturali per le piccole imprese”.

Antonina Terranova, Presidente Nazionale di FMPI (Federazione Medie e Piccole Imprese), dichiara: “L’impennata costante dei prezzi dei carburanti sta imponendo quasi una sorta di tassa invisibile ma devastante sul tessuto delle micro, piccole e medie imprese italiane, colpendo al cuore la logistica e il comparto manifatturiero e minando direttamente la tenuta del settore turistico proprio nel momento clou della stagione estiva. Pur guardando con attenzione allo sforzo del Governo di varare norme seppur temporanee e parziali per calmierare gli aumenti, chiediamo provvedimenti immediati e tarati sulle necessità dell’economia reale”.

“Dobbiamo renderci conto che la spirale dei rincari alla pompa si traduce in un immediato aumento dei costi vivi per tutte le aziende che dipendono dalla movimentazione delle merci e dei passeggeri”, dichiara Antonina Terranova. “Questo innesca inevitabilmente una reazione a catena che va a colpire i consumatori finali e i flussi turistici nei mesi più caldi dell’anno. La crescita dei costi del carburante non è affatto una variabile isolata, ma un fattore che drena liquidità direttamente dalle casse delle nostre PMI”.

“Parliamo di micro, piccole e medie realtà che operano capillarmente nei settori nevralgici dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura e dell’accoglienza su tutto il territorio nazionale”, prosegue la Presidente di FMPI. “Queste imprese costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo, guidando lo sviluppo economico e l’innovazione dal basso, ma hanno dinamiche e margini di resistenza inevitabilmente ridotti rispetto ai grandi gruppi industriali. Per chi gestisce una flotta di trasporti, una rete di distribuzione o un’attività manifatturiera, ogni centesimo in più al litro si trasforma in un pesante aggravio che mette a rischio i bilanci aziendali e i livelli occupazionali. Non possiamo assistere passivamente a questa emorragia finanziaria”.

La Presidente si sofferma in modo specifico sull’impatto subito dall’industria dell’accoglienza e dai comparti collegati in questi mesi e in quelli a seguire: “Il turismo italiano vive di accessibilità e di una filiera logistica complessa. Dai trasporti passeggeri su gomma ai servizi di approvvigionamento per il settore alberghiero e della ristorazione, il caro gasolio sta gonfiando i costi operativi a dismisura. Il rischio reale è un effetto domino: gli operatori, per non lavorare in perdita, rischiano di essere costretti a rivedere al rialzo le tariffe dei pacchetti e dei servizi ricettivi. Questo rischia di renderci meno competitivi rispetto alle destinazioni estere concorrenti, proprio in un momento in cui dovremmo consolidare l’attrattività internazionale del nostro Paese”.

In merito ai provvedimenti già adottati dal Consiglio dei Ministri per far fronte al caro carburanti — interventi mirati esclusivamente al gasolio e limitati nel tempo fino al prossimo 24 agosto —, la presidenza della Federazione assume una posizione di cautela critica.

“Abbiamo preso atto dei provvedimenti del Governo, ma non possiamo esimerci dall’esprimere forte delusione per la loro limitatezza”, sottolinea Terranova. “Concentrare l’intervento unicamente sul diesel e circoscriverlo temporaneamente prima fino al 6 agosto e successivamente fino al 24 agosto significa offrire una risposta del tutto inadeguata e a termine a un’emergenza strutturale che sta strangolando la logistica, le PMI e la filiera turistica nel pieno dell’estate. Una misura così restrittiva continua a rischiare di escludere troppi settori produttivi e svanire, come è avvenuto, nel giro di pochissimi giorni, senza dare alcuna certezza agli operatori”.

“FMPI – conclude la Presidente Terranova – ribadisce con forza che servono interventi di ampio respiro e strutturali. Chiediamo all’esecutivo di estendere le tutele, di includere strumenti flessibili come il credito d’imposta per l’acquisto di carburante e di stabilizzare le misure ben oltre l’emergenza immediata. Intervenire con provvedimenti parziali e a scadenze ravvicinate non basta a salvaguardare la continuità aziendale delle nostre imprese”, conclude la Presidente Nazionale.

ANTONINA TERRANOVA, PRESIDENTE FMPI: L’ARCHIVIO MINISTERO LAVORO-CNEL E LA SFIDA DELL’INCLUSIONE TOTALE DEI CONTRATTI

L’intesa istituzionale sottoscritta tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), in attuazione dell’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla legge n. 112 del 2026 (noto come decreto Primo Maggio), introduce l’archivio amministrativo dei contratti collettivi aziendali e territoriali presso il CNEL, integrandosi nell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro gestito ai sensi dell’articolo 17 della legge n. 936 del 1986, nel quarantennale della cosiddetta legge Mattarella.

Al centro di questo nuovo quadro normativo viene valorizzato il Trattamento Economico Complessivo (TEC) — inteso come parametro di riferimento per la misurazione del trattamento economico complessivo delle lavoratrici e dei lavoratori ai fini del riconoscimento dei benefici normativi e previdenziali — configurandosi come lo strumento fondamentale di trasparenza salariale e di tutela nel mercato del lavoro.

I contratti e gli accordi depositati saranno consultabili in modo trasparente e strutturato attraverso apposite applicazioni web dedicate e strumenti di interoperabilità telematica.

Fin dalle prime battute, la Presidente della FMPI (Federazione Medie e Piccole Imprese), Antonina Terranova, rimarca con fermezza la posizione dell’Associazione: “Accogliamo con favore la spinta verso la trasparenza salariale e la tracciabilità del TEC promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal CNEL. Ciononostante, ribadiamo con assoluta fermezza che le piattaforme digitali e gli strumenti di archiviazione gestiti tramite le software house devono rigorosamente rispettare, accogliere e inserire tutti i contratti e gli accordi collettivi aziendali e territoriali stipulati, senza alcuna esclusione né eccezione. Non possiamo tollerare barriere digitali o filtri selettivi che penalizzino la contrattazione decentrata e reale delle imprese e dei professionisti”.

Il successo di questa infrastruttura di dati, basata sullo scambio di informazioni in interoperabilità tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati nel pieno rispetto della sicurezza informatica, dipenderà interamente dalla capacità degli operatori informatici di garantire un’inclusione reale, totale e senza riserve.

Sul punto, la Presidente Terranova sottolinea: “Il sistema delle software house, incaricato di adeguare i gestionali paghe e i flussi di trasmissione, si trova di fronte a una responsabilità storica. L’adeguamento tecnologico non deve trasformarsi in un collo di bottiglia burocratico o in un meccanismo di preselezione selettiva. È fondamentale che le piattaforme siano programmate per recepire e registrare tutti i contratti depositati senza alcuna esclusione, includendo pienamente ogni accordo aziendale e territoriale siglato dalle diverse realtà datoriali e sindacali sul territorio, al di là di rigidi schemi che potrebbero risultare monopolistici o di interpretazioni che potrebbero essere restrittive”.

 

 

 

 

Entrando nel merito degli strumenti digitali, della consultazione tramite applicazione web e del valore economico dell’intesa, la Presidente Terranova aggiunge: “La digitalizzazione, la consultabilità via web e l’interoperabilità non devono diventare un meccanismo di esclusione o un’arma a doppio taglio per il tessuto produttivo diffuso. I gestori delle piattaforme pubbliche e private hanno il dovere di garantire la massima inclusività tecnica: ogni singolo contratto aziendale o territoriale firmato da parti sociali legittime deve trovare cittadinanza, visibilità e accessibilità nell’archivio, senza alcuna esclusione”.

Sottolineando l’importanza cruciale della salvaguardia dei salari e della retribuzione globale, Antonina Terranova evidenzia ulteriormente: “Qualificare il lavoro sul piano salariale significa valorizzare la trasparenza come primo e vero strumento di tutela del salario. La chiara indicazione del TEC all’interno di ogni contratto archiviato deve servire a qualificare e tutelare l’effettivo trattamento economico, evitando che si creino asimmetrie o distorsioni a danno della contrattazione di prossimità”.

In chiusura, la Presidente Terranova ribadisce l’impegno strategico della Federazione: “Come FMPI continueremo a vigilare e a dialogare con tutte le istituzioni affinché il nuovo archivio e i flussi telematici siano sinonimo di reale progresso. La tutela della libertà negoziale e la valorizzazione del lavoro autentico restano la nostra bussola: innovare sì, ma per includere e valorizzare l’intero sistema economico nazionale, senza escludere nessun contratto e senza lasciare indietro nessuno”.

Mirko Basilisco è stato eletto Vice Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria

Mirko Basilisco è stato eletto Vice Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria nel corso dell’Assemblea Nazionale tenuta il 29 novembre scorso a Roma.

Si tratta di un risultato importante per la regione Abruzzo che vede per la prima volta eletto un proprio rappresentante ai vertici dei Giovani Imprenditori di Confindustria

“È un onore essere stato scelto per rappresentare i giovani imprenditori a livello nazionale,” ha dichiarato Mirko Basilisco. “Lavorerò con determinazione e responsabilità per dare voce alle esigenze di chi, come me, crede nella forza del fare impresa. Accanto a Maria Anghileri e a una squadra così dinamica e preparata, ci impegneremo a promuovere soluzioni concrete e innovative per lo sviluppo del nostro Paese.”

Il neo eletto ha 36 anni è di Pescara ed  è Consigliere di Amministrazione con delega allo Sviluppo Commerciale di un’azienda che è eccellenza nazionale nel settore del confezionamento conto terzi, specializzata in soluzioni per i settori alimentare, agroalimentare e medicale.

Nel corso dell’Assemblea sono state anche delineate le linee strategiche per il lavoro che la nuova dirigenza si troverà a portare avanti nel corso dei prossimi anni.

Antonio Desideri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto credits Confindustria Abruzzo Medio Adriatico:  Gruppo Presidenza, Mirko Basilisco secondo da sinistra

Confcommercio Imprese per l’Italia ha un nuovo Vice Presidente

Confcommercio Imprese per l’Italia ha un nuovo  Vicepresidente: Pasquale Russo,  Presidente di Conftrasporto-Confcommercio.
“La nomina a Vicepresidente è un passaggio importante di un percorso condiviso tra Conftrasporto e Confcommercio, iniziato sin dal 2001 portando un significativo aumento di capacità di rappresentanza della logistica”, ha dichiarato il Presidente Pasquale Russo.

La sua nomina è un riconoscimento per il lavoro svolto nel corso di questi anni come presidente di Confcommercio Campania e rafforza dunque anche il ruolo del Mezzogiorno.
“Conftrasporto è riconosciuta come la casa delle imprese di trasporto e logistica all’interno di Confcommercio, contribuendo così a dare una rappresentanza sistemica del nostro tessuto economico all’intero della Confederazione. Un settore strategico come quello del trasporto e della logistica ha certamente un valore aggiunto nel legame consolidato con Confcommercio”, prosegue Russo.

“Ringrazio il Presidente Carlo Sangalli per la fiducia accordatami e sono certo che il lavoro sinergico contribuirà a rendere ancora più forte Confcommercio e a portare avanti in maniera efficace le istanze di Conftrasporto”.

Antonio Desideri

Cento anni fa nasceva la Giornata mondiale del risparmio

1924 – 2024, la Giornata Mondiale del Risparmio compie 100 anni come evidenziato nel titolo di questa edizione “1924 – 2024. Cento anni di cultura”.

L’iniziativa è organizzata, come ogni anno, dall’ACRI (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio SpA). Fu l’economista Maffeo Pantaleoni l’ispiratore della sua proclamazione con un discorso tenuto a Milano nel 1924 durante il Congresso Internazionale del Risparmio organizzato dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde.

Da quell’anno in poi ogni 31 ottobre si celebra questa ricorrenza.

La sala gremita ha visto la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e gli interventi del Presidente di ACRI, Giovanni Azzone; del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli; del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta; del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha evidenziato nel suo discorso fra l’altro che “Quello che appare evidente è la natura stessa di bene individuale e collettivo allo stesso tempo rappresentato dal risparmio, risorsa per il futuro, questa è la seconda caratteristica che gli è propria. L’inserimento in Costituzione del tema risparmio è esso stesso valore per il futuro delle famiglie e del Paese” e ancora “Incoraggiare il risparmio, per rifarci alla previsione costituzionale, significa incentivarlo come fonte importante del processo economico”.

Nel suo intervento il Presidente di ACRI, Giovanni Azzone, ha sottolineato che negli ultimi 10 anni “Il risparmio degli Italiani ha continuato a crescere, arrivando oggi a superare 5mila miliardi, attestando l’Italia ai primi posti tra i Paesi della Ue per propensione al risparmio, pur se con una distribuzione non omogenea sul territorio e tra classi di età”. Ha anche sottolineato due punti rilevanti: “Si tratta di un dato importante, che però non deve portare a dimenticare alcuni punti meritevoli di attenzione. Innanzitutto, dobbiamo continuare a lavorare sul fronte dell’educazione finanziaria delle giovani generazioni. Il dato sull’alfabetizzazione finanziaria degli Italiani, seppur in crescita negli ultimi anni, ci pone ancora al di sotto della media dei Paesi Ocse”, e ancora “La direzione però è corretta: penso a titolo di esempio al Mese dell’educazione finanziaria promosso da MEF, Banca d’Italia, ABI e Feduf (cui partecipa anche l’Acri) e alla recente introduzione dell’educazione finanziaria nei programmi della scuola a partire dalla primaria”. E ancora “Il secondo aspetto che vorrei richiamare è quello dell’inclusione finanziaria delle donne e delle persone anziane”. Il Presidente Azzone ha anche messo in evidenza come una donna su tre non ha un conto corrente intestato a proprio nome, mentre “la transizione tecnologica e digitale rischia di escludere dall’accesso a servizi essenziali una fascia importante e crescente della popolazione, quella delle persone anziane”.

Il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha ricordato a tutti i presenti l’importanza del risparmio, evidenziando anche che “la riduzione dei tassi BCE, l’ulteriore calo dei tassi di mercato che anticipa nuove diminuzioni dei tassi BCE, spingono e spingeranno famiglie e imprese a maggiori investimenti e a crescenti richieste di prestiti”. Ha aggiunto che “Il risparmio ben collocato tramite le banche è e sarà sempre più determinante fattore di sviluppo e di occupazione e di sottoscrizione del debito pubblico”, evidenziando anche che “Il risparmio va meglio tutelato anche perché i prestiti si fanno con la stabile liquidità derivante dal risparmio ben investito”. Il Presidente Patuelli ha, inoltre,  fatto una chiara richiesta: “Chiediamo che le leggi tributarie rispettino meglio il risparmio che oggi è gravato dall’imposta ordinaria del 26%, che si aggiunge alla pressione fiscale sulle società quando in esse viene investito. Grava sul risparmio, pure sulla liquidità nei conti correnti, anche l’imposta di bollo che è una patrimoniale da abolire. Occorre che la Repubblica tuteli meglio la stabilità degli investimenti del risparmio sia in strumenti basati sulla liquidità, sia in azioni.Il risparmio investito in azioni di società subisce una tassazione di ben oltre la metà del reddito lordo prodotto, assommandosi la “cedolare secca” del 26% sul reddito netto già gravato dall’IRES del 24% e dalle addizionali regionali e comunali, dal 4,5% circa dell’IRAP, dall’IMU e dall’imposta di bollo”.

Per il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta “il flusso annuo di risparmio privato supera oggi i 400 miliardi, un quinto del reddito nazionale ma solo parte di esso finanzia gli investimenti in Italia. Nel quinquennio precedente la pandemia le risorse interne impiegate all’estero erano in media il 2,5% del PIL; se utilizzate per finanziare capitale produttivo in Italia, avrebbero accresciuto gli investimenti di quasi un quinto”. Ha sottolineato per quanto riguarda stabilità finanziaria e tutela del risparmio, che “Il sistema bancario italiano è oggi ben capitalizzato e redditizio. In prospettiva, l’elevata dotazione patrimoniale e la prevedibile riduzione della redditività potranno spingere le banche verso operazioni di concentrazione, anche su base transfrontaliera”. Anche il Governatore Panetta ha evidenziato l’importanza dell’educazione finanziaria: “La protezione del risparmio si attua anche accrescendo le competenze dei cittadini in campo economico e finanziario, proteggendo il sistema finanziario dal riciclaggio di denaro o dal finanziamento del terrorismo, contrastando i rischi cibernetici per le infrastrutture finanziarie e di mercato e vigilando affinché gli intermediari finanziari adottino le misure necessarie”.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento ha evidenziato che “Nei prossimi anni l’Unione europea dovrà colmare il divario di competitività rispetto alle altre principali economie mondiali e affrontare diverse sfide strategiche, tra cui la doppia transizione, verde e digitale, il rafforzamento della difesa comune e lo sviluppo di nuove infrastrutture. Saranno necessari ingenti investimenti che non potranno essere soddisfatti solo da fonti pubbliche, dati i vincoli di bilancio esistenti. Occorrerà mobilitare anche il risparmio privato, che assumerà di nuovo il ruolo di risorsa fondamentale per lo sviluppo. Ma questo sarà possibile solo se sapremo realizzare un ‘ecosistema’ regolamentare e amministrativo che faciliti l’accesso delle imprese al mercato dei capitali, così favorendo anche l’accesso dei risparmiatori a strumenti di investimento diversificati per rischio, rendimento e orizzonte temporale. È questo il modo in cui il risparmio privato agirà da fattore di crescita sostenibile ed inclusiva”.

Una giornata molto importante che conclude il mese di ottobre dedicato all’educazione finanziaria e celebra il centenario della Giornata mondiale del risparmio.

Antonio Desideri

 

Turismo a Napoli

L’ambiente antropizzato è il luogo dove viviamo ed è l’insieme delle condizioni sociali, morali, culturali, storiche ed economiche in cui un individuo vive e che lo definiscono.

Esistono  dieci tipologie di turismo, di cui di  norma, solo alcune sono realizzate  nella stessa area:

  1. Turismo balneare
  2. Turismo montano
  3. Turismo lacuale
  4. Turismo verde
  5. Turismo termale
  6. Turismo culturale (anche l’archeoturismo)
  7. Turismo scolastisco
  8. Turismo religioso
  9. Turismo congressuale
  10. Turismo esperienziale (insieme di proposte attraverso cui fruire del patrimonio del luogo in modo attivo immergendosi nella vita e nelle tradizioni della comunità) in questa tipologia rientra l’enogastronomia.

Nella nostra area Metropolitana, che si estende per 1171 Kmq e che comprende 92 comuni, consentendo di ampliare area interessata, tutte le tipologie di turismo sono presenti, praticate e praticabili e rappresentano un formidabile strumento per valorizzare il territorio e di solido sviluppo economico.

Un tale avvenimento sarà possibile solo attraverso una effettiva collaborazione tra le Istituzioni pubbliche  e l’imprenditoria privata nel rispetto reciproco dei propri ruoli e delle proprie funzioni.

Le istituzione, Comune, Regione, Prefettura devono provvedere alla sicurezza e al decoro del territorio e al funzionamento ottimale di tutti i servizi pubblici, assicurando che i livelli di vivibilità per la propria popolazione non subiscano alcuna modifica ma che si accrescano grazie all’incremento delle entrate dell’erario che dovrà essere utilizzato per  migliorare le condizioni del territorio  evitando spese improprie.

Gli imprenditori devono assicurare la qualità dei servizi, il rispetto delle normative  e del territorio  che non può essere ridotto a semplice  sfondo delle loro attività.

Sarà necessario dalle Istituzione e dai privati  l’impegno chiaro, professionale  e competente  capace di trasformare l’evidente pericolo di un over turismo senza regole e limiti, in un turismo sostenibile, ovvero capace di soddisfare sia le esigenze dei turisti, i cui flussi devono essere regolati ed incanalati, che dei cittadini delle località ospitanti programmando nei tempi e modalità  giuste  tutti gli interventi necessari  ad accrescere le opportunità per il futuro.

Il turismo sostenibile rappresenta, pertanto, anche un poderoso valore economico che contribuisce   allo sviluppo locale come una attività trasversale che copre vasti ambiti, creando reddito e occupazione, aumenti le entrate fiscali e secondo il luogo comune faccia ritornare la ricchezza estratta  al territorio  a beneficio di tutti i cittadini.

Alessandra Federico

 

 

Inflazione a +0,9%: Famiglie Italiane sotto pressione

Aprile vede un moderato abbattimento dell’inflazione a +0,9%, tuttavia, le famiglie si preparano a fronteggiare un extra costo annuo di circa +283,50 euro, evidenziato dall’Osservatorio Federconsumatori. Questo scenario esacerba le pressioni sul potere d’acquisto, specialmente per i segmenti più deboli. Preoccupazioni crescono con tagli ai consumi essenziali, come carne e pesce (-16%), e una maggiore dipendenza dalle offerte. Federconsumatori invoca un intervento governativo con proposte chiave: istituire un Fondo Anti-Povertà Energetica, rivedere le aliquote IVA sui beni di uso quotidiano, e promuovere equità fiscale attraverso rinnovi contrattuali giusti, pensioni adeguati e una riforma fiscale che favorisca i redditi medi-bassi. Finanziare tali misure richiede una lotta più incisiva all’evasione fiscale, estensione della tassazione sugli extraprofitti e transazioni finanziarie. In un clima di crescente difficoltà economica, l’appello è forte: azioni rapide e mirate sono essenziali per sostenere le famiglie e prevenire ulteriori squilibri sociali.
Ivan Matteo Criscuolo

Consorzio Parmiggiano Reggiano, Nicola Bertinelli riconfermato presidente

 Nicola Bertinelli è stato riconfermato per acclamazione presidente dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio Parmigiano Reggiano. Bertinelli, parmigiano classe 1972, guiderà il Consorzio per altri quattro anni e sarà affiancato da Kristian Minelli, vicepresidente vicario e Alessandro Bezzi, vicepresidente, insieme al terzo vicepresidente che sarà nominato nel corso del prossimo Cda fissato per giovedì 22 aprile durante il quale verrà costituito anche il Comitato Esecutivo.

“Ringrazio la nostra base e tutti membri del Consiglio per la rinnovata fiducia – ha affermato Bertinelli–continueremo a lavorare affinché questa sia sempre di più la casa di tutti i consorziati. Un luogo di confronto costruttivo tra persone che condividono non solo un nobile mestiere ma anchei valori e quella passioneche fanno del Parmigiano Reggiano un’eccellenza assoluta.Il nostro compito è stato e sarà quello di tutelarla, di difenderla dalle contraffazioni, di valorizzarla sia in Italia sia all’estero edi favorire la transizione verso una filiera ancora più sostenibile e in linea con le richieste dei consumatori”.

La  filiera del Parmigiano Reggiano è composta da 321 caseifici e oltre 2.600 allevatori per un totale di50.000 persone coinvolte. Nel 2020 sono state prodotte 3,94 milioni di forme pari a circa 160.000 tonnellate.

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