Britney Spears: la regina del pop è finalmente libera

Britney Spears è finalmente libera. Il tribunale di Los Angeles ha stabilito che James Spears (padre della cantante) dovrà rinunciare al ruolo di tutore di sua figlia. James dovrà smettere di occuparsi delle finanze di Britney e soprattutto della sua vita privata come fino a poco fa aveva fatto (sin dal 2008).  Al posto del padre e per il momento il tutore legale della Spears sarà Jhon Zabel (commercialista). Tutto ebbe inizio quando, in seguito ad una crisi nervosa, la giovane cantante fu sottoposta ad una condizione di tutela legale in cui si trattava dell’impedimento del libero controllo del suo patrimonio e addirittura della gestione autonoma della sua vita privata.

Britney sosteneva da tempo di subire gravi forme di abuso da parte del padre ed è per questo motivo che chiedeva insistentemente che smettesse di essere il suo tutore. A dirla tutta, a inizio settembre James Spears, aveva proposto di terminare la tutela legale nei confronti della figlia e la giudice del tribunale ha accolto la sua richiesta. A causa del padre, Britney, avrebbe trascorso un lunghissimo periodo subissata dalla sofferenza. Un vero incubo per la cantante che, per tredici lunghi anni, sembra non abbia potuto vivere la sua vita liberamente ed è per questo che non voleva più debuttare fin quando il padre non sarebbe uscito dalla sua vita.

“E’ un uomo crudele, tossico e violento, Britney lo vuole fuori dalla sua vita oggi stesso e merita di svegliarsi domani sapendo che suo padre non è più il suo tutore”. L’avvocato sembra aver sostenuto anche che James fosse stata una persona violenta non solo in questi ultimi tredici anni, ma fin quando Britney era solo una bambina. “Per tutti questi anni non ho vissuto. Sto portando questa vicenda all’attenzione del pubblico perché non voglio che pensino che la mia vita sia perfetta, perché sicuramente non lo è affatto… Ovviamente ora sapete davvero che non lo è. L’ho fatto a causa del mio orgoglio ed ero imbarazzata a condividere ciò che mi è successo. Vi raccontavo che la mia vita era una completa favola: in realtà era un inferno”. Le parole della regina del pop fanno comprendere chiaramente lo stato d’animo, la sua sofferenza.  Era l’inizio del 2007 quando la vita di Britney è cambiata del tutto, quando la sua vita è finita nelle mani di chi prima l’ha messo al mondo e poi l’ha distrutta. Il padre di Britney avrebbe preso questa decisione in seguito ad una particolare vicenda; Britney, non appena aveva lasciato il centro di riabilitazione, si recò in un salone di bellezza a Los Angeles per radersi la testa, questo atto impulsivo fu causato  dal rifiuto del suo ex dopo la sua richiesta di farle vedere i figli. Da quel momento in poi Britney soffrì più volte di diverse crisi nervose e decise quindi, di sua spontanea volontà, di trascorrere un po’ di tempo in più strutture di trattamento. Nonostante ciò la giovane cantante l’anno successivo pubblicò il suo album Blackout vendendo tre milioni di copie in tutto il mondo.  Ma la vita della pop star era ugualmente sotto tutela del padre che aveva ottenuto il controllo assoluto di ogni aspetto della sua vita, da quella privata a quella professionale o sentimentale facendole perdere anche il diritto di tutela dei suoi figli; le persone sotto tutela legale non hanno il permesso di guidare, votare, nemmeno avere figli nè sposarsi. Poco tempo dopo ci fu un susseguirsi di numerose visite e valutazioni psichiatriche involontarie della durata di  settantadue ore e da quel momento in poi Britney si limitò a sopravvivere. Adesso che ha ottenuto la piena libertà le auguriamo di riprendersi tutto il tempo perso e di essere finalmente padrona della sua vita.

Alessandra Federico

Raffaella Carrà: è morta la regina della televisione italiana

“Raffaella… non posso crederci. Il cuore a pezzi. Il mio sogno da bambina era di diventare un po’ come te, ed essere ospite in una tua trasmissione era la mia più grande ambizione. Ti ho incontrata molto presto e ho anche avuto il privilegio di passare del tempo con te, fuori dal piccolo schermo, con amici e con una cara amica in particolare. Tu eri così, semplicemente meravigliosa. Eri raggiante, positiva, umile, sempre. La tua inconfondibile risata risuonerà con forza per sempre e dentro ciascuno di noi. Grazie per tutto quello che ci hai donato, grazie per tutto quello che ci hai insegnato, soprattutto. Grazie per la tua anima bella e grazie per esserci stata. “

Saluta così, Elena Sofia Ricci la sua amica Raffaella, attraverso un post su Instagram dove dimostra tutto l’affetto e la stima che nutre nei confronti della regina della televisione italiana. Tante sono state le dediche da parte di chi ha amato Raffaella perché la televisione ha perso una delle sue più grandi stelle dello spettacolo italiano.

La vita privata della Carrà

Raffaella Maria Roberta Pellone nasce a Bologna il 18 giungo del 1943. Figlia di Padre romagnolo e madre siciliana, trascorreva molto tempo, sin da bambina, nella gelateria del padre (Rimini) dove era solita seguire la trasmissione in tv  Il Musichiere e dove, grazie  a questo programma, imparò a memoria tutti i balletti e le canzoni.  E fu proprio lì che nacque la sua passione per il ballo e per la musica, infatti, all’età di soli 8 anni si trasferì a Roma per proseguire gli studi presso l’Accademia Nazionale di Danza, poi al centro sperimentale di cinematografia. Da lì a poco iniziò la sua carriera cinematografica (anni ‘50), partecipò come attrice bambina (età 8 anni) al film di Mario Bonnard Tormento del passato. Da quel momento in poi la sua carriera come attrice fu rapida e in ascesa, partecipando ad uno svariato numero di film, seppur bambina, interpretando anche piccole parti.

La vita sentimentale

La bella e affascinante Raffaella è stata fidanzata per 8 anni con il calciatore della Juventus Gino Stacchini. Ha avuto, in seguito, altre relazioni importanti tra cui quella con l’autore televisivo Gianni Boncompagni, con il regista e coreografo Sergio Japino e con il cantante Little Tony. La bella Carrà era anche molto corteggiata da Frank Sinatra con il quale divise il set del film Il colonnello Von Ryan. Purtroppo Raffaella non ha mai avuto figli ma l’adozione a distanza le è sempre stata a cuore tanto da farle adottare molti bambini in diverse parti del mondo,  nel 2006 condusse un programma televisivo chiamato amore e nel 2004 uno speciale alla tv spagnola chiamato Contigo, in cui parlava di bambini e adozioni.

Il cinema

Nel 1960 conseguì il diploma al Centro sperimentale di cinematografia e nello stesso periodo debuttò anche al teatro con Un giallo Romano (1960) Il seduttore  (1965) Processo di famiglia e tanti altri meravigliosi spettacoli. Raffaella col microfono a tracolla (1962) fu il suo primo programma alla radio. A seguire: Gran varietà (1972- 1976 Incontro con Raffaella  Carrà (1979) Carràdio che sorpresa (1996) .

In quel periodo interpretò diversi ruoli in diversi film: Tormento del passato, (1952; Valeria ragazza poco seria (1958); Europa di notte (1958);­ La lunga notte del 43 (1960); Il peccato degli anni verdi (1960); Ulisse contro Ercole (1961); L’ombra di Zorro (1962); Giulio Cesare, il conquistatore delle Gallie (1962); I compagni (1963); Dopo i buio (1964); Il colonnello Von Ryan (1965); Il santo prende la mira (1966); Rose rosse per Angelica (1968); Professione bigamo (1969); Il caso “venere privata (1970); Barbare (1980); Colpi di fortuna 2013; Ballo Ballo (2020) e tanti altri ancora.  

Lo spettacolo

“Io Agata  e tu” fu il suo primo spettacolo in cui Raffaella si cimentava nel suo stile di showgirl moderna. Poco dopo debuttò in Canzonissima al fianco di Corrado in cui mostrò per la prima volta l’ombelico durante il ballo della sigla Ma che musica maestro.  Mentre per la stagione successiva di Canzonissima entrarono in classifica tre singoli i quali Maga Maghella per il pubblico infantile, Chissà se va e il mitico Tuca Tuca . Sono ancora tanti gli spettacoli di Raffaella da citare: Musica Hotel (1963);  Il paroliere questo sconosciuto (1962-1963); Musica Hotel (1963); Incontro con la New Vaudeville Band (1967); Tempo di samba (1968); Vedettes d’America (1968); Milleluci (1974)  e il più ricordato e amato da tutta Italia Carràmba!che sorpresa. La showgirl italiana più famosa al mondo ha, inoltre, lavorato come doppiatrice e ha interpretato diversi ruoli in diverse serie tv.

Icona della televisione italiana, Raffaella, è stata, difatti, una showgirl, ballerina, attrice, cantante, autrice televisiva italiana, conduttrice televisiva, radiofonica. Presente nei palinsesti televisivi dalla fine degli anni 60 riscontra grande successo anche all’estero. La showgirl, nel corso di tutta la sua carriera, ha venduto oltre 60 milioni di dischi.

“Il Tuca Tuca lo ballai la prima volta con Enzo Paolo Turci, e L’osservatore Romano fece pressioni in Rai per stopparlo. Riuscii a riportarlo in tv solo grazie ad Alberto Sordi, a cui nessuno diceva no, io mi vestivo così, pantaloni e top corto, senza nessun secondo fine. Certo, le donne italiane hanno grande simpatia per me perché non sono una mangia uomini: si può avere sex appeal insieme a dolcezza e ironia, non bisogna per forza essere Rita Hayworth” . Dichiarava, la regina della televisione italiana.

Raffaella ha insegnato, alle donne di tutto il mondo, non solo a ribellarsi per ottenere i propri diritti (come indossare ciò che si desidera senza pensare di provocarne scandalo) e a sentirsi libera di essere ma soprattutto che la vera bellezza e sensualità non risiede nella volgarità bensì nella dolcezza e nell’eleganza di una donna, così come lo è stata lei; un mix di sensibilità, allegria, ribellione e delicata sensualità che facevano di lei una donna passionale senza cadere nella sgarbatezza. L’audace showgirl è stata una donna evoluta, capace di eliminare tabù riguardo al sesso e di andare contro ogni  pregiudizio sull’abbigliamento femminile dimostrandolo anche attraverso i suoi balli e le sue canzoni moderne. E infatti, nel 2020, è stata definita “’Icona culturale che insegnato all’Europa le gioie del sesso” dal quotidiano britannico The Guardian. Insomma, la carriera della Carrà è stata ricca di soddisfazioni e rivincite.

Raffaella Carrà è morta il 5 luglio alle ore 16.20 a Roma, all’età di 78 anni a causa di una malattia, Ma il mondo intero la ricorderà per il grande entusiasmo con il quale affrontava la vita, per l’emozione che ha trasmesso con ogni suo spettacolo, per ogni sua risata che donava a tutti gioia e spensieratezza.

Alessandra Federico

Oscar: Laura Pausini candidata con “Io Si”

Con il Golden Globe appena vinto, e la gioia ancora nel cuore, un altro ambito premio, forse il più importante, potrebbe portare Laura Pausini ad arrivare dove nessun altro cantante italiano fino ad ora è arrivato, gli Oscar. Dopo essere entrata nella shortlist dei prossimi Oscar, la cantante emiliana dovrà vedersela con le sole altre quattro canzoni finaliste: ‘Fight for you’ da ‘Judas and the blackmessiah’, ‘Hearmy voice’ da ‘The trial of the Chicago 7’, ‘Husavik’ da ‘Eurovision song contest: the story of fire saga’ e ‘Speaknow’ da ‘One night in Miami’. Se nella magica notte tra il 25 e 26 aprile, si aggiudicasse l’Oscar, sarebbe la prima volta per una canzone cantata in italiano. “Una canzone in italiano nominata agli Oscar!!!! Sono così onorata di rappresentare l’Italia in una delle cerimonie più importanti dell’industria dell’intrattenimento mondiale” ha twittato l’artista subito dopo l’annuncio “Sapere che sono nominata agli Oscar va oltre qualunque desiderio o aspettativa potessi sognare”. Una canzone che ha avuto un ruolo importantissimo per l’artista romagnola, che prima dell’estate aveva smesso di fare musica e persino di ascoltarla a causa del lockdown. Ha raccontato: “Sophia Loren mi ha detto: tu non devi cantare una canzone, devi essere la mia voce nell’ultima frase del film. Ha creduto in me, mi ha voluto e mi ha scelto, lei così attenta a ogni dettaglio, così puntigliosa. Un’intesa perfetta, e pensare che in questo anno non ci siamo mai incontrate di persona: non ce n’era bisogno e comunque non si può. Io avevo sempre detto no al cinema, spesso la canzone non c’entra niente col film. Forse me lo sentivo che un bel giorno sarebbe arrivata una cosa del genere, una storia piena di significato, un messaggio forte di inclusione. E poi, accidenti, io sarò anche Laura Pausini ma lei è la Loren”.

Nicola Massaro

Grammy Award 2021: Eilish è disco dell’anno, H.E.R. miglior brano, Swift album, Beyoncé da guinness

Con il singolo ‘Everything I Wanted’, Billie Eilish ha vinto, il premio più importante ed ambito, il Grammy per il disco dell’anno, aggiudicandosi la vittoria per la seconda volta dopo il trionfo dell’anno scorso.  Il secondo premio più importante, ‘Album dell’anno’, è stato vinto dalla cantautrice Taylor Swift con ‘Folklore’.  Tuttavia a fare la storia della musica è stata, l’inarrivabile Beyoncé che, con un totale di 28 Grammy vinti da un’artista femminile, ha superato il primato finora detenuto alla violinista statunitense Alison Krauss di 27 premi.

All’edizione 2021 degli Oscar della musica, Queen Bey ha vinto il premio per il miglior video musicale con ‘Brown Skin Girl’, quello per ‘la migliore performance rap’ e ‘migliore canzone rap’ con ‘Savage’ insieme a Megan Thee Stallion e quello per la ‘migliore performance R&B’ con ‘Black Parade’. Per Brown Skin Girl il premio è andato anche alla figlia di Beyoncé e Jay-Z, Ivy Carter, nove anni, facendo di lei una delle più giovani vincitrici nella storia dei Grammy. Ed anche i Grammy 2021 sono stati segnati dalla pandemia, con performance miste, alcune dal vivo ela maggior parte già registrate.

In diretta da Los Angeles a condurre è stato il comico del The Daily Show, Trevor Noah. I premi più importanti hanno visto protagoniste quote rosa, cui si aggiunge Megan Thee Stallion premiata come miglior artista emergente, la prima rapper donna a vincere per la miglior canzone rap.  Ottimo risultato anche per Harry Styles che ha vinto il Grammy come ‘Best Pop Solo Performance’ con Watermelon Sugar. Per l’artista inglese, ex One Direction, si tratta della prima partecipazione nonché prima vittoria. Styles ha anche aperto la serata cantando lo stesso brano.  A Lady Gaga e Ariana Grande è andato il premio per il miglior duo pop. Tra gli uomini, menzione per James Taylor, che ha vinto il Grammy per il miglior album di pop tradizionale, con “American Standard”. Grande assente The Weeknd che fino a qualche ora prima ha continuato a scagliarsi contro i Grammys: prima ha affermato che sono corrotti poi ha annunciato che boicotterà tutte le future edizioni, dopo che il suo ultimo album “After Hours” e in singolo “Blinding Lights” sono stati completamente snobba.

Nicola Massaro

Whitney Houston: I Will Always Love You supera 1 miliardo di views

 Un successo senza tempo per la terza volta disco di diamante.

Il fulminante debutto con l’omonimo “Whitney Houston” del 1985, la portò in vetta alle classifiche mondiali, grazie a brani memorabili come “Saving All My Love for You”, “How Will I Know” e la cover di “Greatest Love of All”. La cantante statunitense ottenne lo stesso successo internazionale due anni dopo con il suo secondo album, pubblicato il 2 giugno 1987 dall’ Arista Records. L’album “Whitney” conteneva ben cinque canzoni capaci di raggiungere la Top Ten Usa. “I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)”, “Didn’t We Almost Have It All”, “So Emotional” e “Where Do Broken Hearts Go”. I primi quattro singoli, raggiunsero il primo posto nella Billboard Hot 100, un record assoluto che ha fatto dell’ interprete, la prima artista donna a realizzare questa impresa. “Whitney” comprendeva anche “Love Will Save the Day”, l’unico singolo dell’album non trainato da un videoclip, fondamentale all’apice dell’era di MTV, capace di raggiungere lo stesso la top ten. Il perdurare della popolarità di colei che la presentatrice Oprah Winfrey ribattezzò “The Voice” è stato confermato nei giorni scorsi, quando il video di “I Will Always Love You” ha raggiunto il miliardo di visualizzazioni su YouTube. Garth Brooks, cantante country statunitense, detiene il record per il maggior numero di album certificati come diamanti, ben nove. Altri con tre o più album che hanno raggiunto lo status di diamante sono i Beatles, i Led Zeppelin, Shania Twain e gli Eagles. Non si tratta del primo brano capace di raggiungere questo straordinario traguardo. La gran parte dei pezzi che ci sono riusciti sono più recenti hit e tormentoni degli anni Duemila. Ma anche qualche brano storico ha già raggiunto tale successo, come ad esempio Bohemian Rhapsody, prima canzone degli anni Settanta a superare il miliardo di views.

Anche dopo la morte Whitney Houston continua a fare storia, per la terza volta un suo album è disco di diamante. Questa volta si tratta di ‘Whitney’ (1987). Lo status di diamante equivale a dieci milioni di album venduti. Lo stesso status era stato ottenuto da ‘Whitney Houston’ (1985) e ‘Bodyguard’ (1992). E’ la prima volta che un’artista afro-americana raggiunte un tale primato.

Nicola Massaro

Sanremo 2019: Claudio Bisio e Virginia Raffaele conducono il Festival con Claudio Baglioni

Da Arisa a Nek, tutti i cantanti in gara

Le indiscrezioni circolavano ormai da tempo, ma sabato 5 gennaio è arrivata la conferma: saranno Claudio Bisio e Virginia Raffaele ad affiancare Claudio Baglioni nella conduzione del Festival di Sanremo 2019. Il 9 gennaio, Bisio e Raffaele hanno tenuto con Baglioni al Teatro Ariston la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Lo scorso anno, ad affiancare il direttore artistico del Festival erano stati la showgirl Michelle Hunziker e l’attore Pierfrancesco Favino. Per Claudio Bisio e Virginia Raffaele non sarà la prima volta in assoluto sul palco dell’Ariston. Entrambi infatti sono stati invitati come ospiti in passato, la Raffaele anche durante l’edizione 2018.

Il Festival della canzone italiana andrà in onda, in prima serata, da martedì 5 febbraio a sabato 9 febbraio 2019. La kermesse verrà trasmessa, come sempre in diretta tv su Rai1 e in diretta radio su Rai Radio 2. Non è ancora stato precisato l’orario della messa in onda. Ogni anno però, anche a causa dell’alto numero di cantanti che devono esibirsi, Sanremo inizia sempre un po’ prima rispetto alle normali trasmissioni della sera.

Lo spettacolo di Sanremo non si ferma solo a quello che accade sul palco dell’Ariston. Subito dopo lo show, ogni anno c’è anche spazio per una cornice di puro divertimento e spensieratezza, utile a smorzare la tensione della kermesse musicale più importante d’Italia: il DopoFestival. Quest’anno, a condurlo sarà l’attore comico Rocco Papaleo.

Di seguito tutti i cantanti: Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta, Patty Pravo e Briga – Un po’ come nella vita, Negrita – I ragazzi stanno bene, Daniele Silvestri – Argento vivo, Ex otago – Solo una canzone, Achille Lauro – RollsRoyce, Arisa – Mi sento bene, Francesco Renga – Aspetto che torni, Boomdabash – Per un milione, Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood, Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce, Paola Turci – L’ultimo ostacolo, Simone Cristicchi – Abbi cura di me, Zen Circus – L’amore è una dittatura, Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte, Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me, Irama – La ragazza col cuore di latta, Ultimo – I tuoi particolari, Nek – Mi farò trovare pronto, Motta – Dov’è l’Italia, Il Volo – Musica che resta, Ghemon – Rose viola, Mahmood (vincitore di Sanremo Giovani 2018 – titolo da definire), Einar (vincitore di Sanremo Giovani 2018 – titolo da definire).

Nicola Massaro

 

 

 

Antonio Mezzancella vince l’ottava edizione di Tale e Quale Show 2018

Antonio Mezzancella è il vincitore dell’ottava edizione di “Tale e Quale Show”, il varietà cult di Raiuno che, dalla prossima settimana, tornerà con il torneo dei campioni dove i migliori protagonisti del 2017 incontreranno i migliori del 2018, in una gara al miglior trucco e alla miglior imitazione.
Lo show di Carlo Conti vince la prima serata televisiva con il primo gran finale di “Tale e Quale show”con 4 milioni 425 mila spettatori e uno share del 22.

Al giro di boa, nella classifica finale, Antonio Mezzancella ha confermato la prima posizione con l’interpretazione di Francesco Renga di “Vivendo adesso”, trionfando davanti ad Alessandra Drusian, medaglia d’argento e Roberta Bonanno, medaglia di bronzo, grandiosa nell’interpretazione di Mina.Vladimir Luxuria, pur essendosi piazzata all’ottavo posto della classifica, parteciperà lo stesso al torneo al posto di Mario Ermito che si è piazzato al settimo posto.

Carlo Conti ha ammesso che quest’anno prenderanno parte al super torneo tre donne e quattro uomini e nel caso in cui ci fosse stato Mario Ermito, diventavano cinque uomini. Una scelta che tuttavia non ha reso contento il pubblico social, che avrebbe voluto rivedere Mario anche al torneo dei campioni.

Nicola Massaro

Il Vizio della Speranza trionfa al Festa di Roma 2018

ll pubblico della Festa del Cinema di Roma ha scelto Il Vizio della Speranza di Edoardo De Angelis come Miglior Film tra la selezione di quest’anno.

Edoardo De Angelis, come già in Indivisibili, non teme di risultare retorico, pur di gridare il proprio disperato messaggio umanista. In Il vizio della speranza il regista rende Castel Volturno uno scenario apocalittico per coltivare lì, dove e più difficile farla crescere, la speranza di una nuova vita e di una nuova civiltà. Simboli forti, dal percorso mariano ai cavalli selvaggi in riva al mare, per una pellicola a tinte fortissime sulla battaglia per la sopravvivenza del sacro, nella disperazione dello sfruttamento. Gli applausi di Roma, Tokyo e Montpellier, dove nel giro di una settimana il film è stato presentato, raccontano molto sull’universalità di una nuova voce del cinema italiano.

“Offrire un dono può essere un gesto invadente ma scoprire che quel dono è gradito rappresenta il premio più importante. Faccio film per regalarli a chi li guarda” dichiara Edoardo De Angelis

Nel cast Pina Turco, Massimiliano Rossi e Marina Confalone. Il film sarà al cinema dal prossimo 22 novembre, distribuito da Medusa.

Un film “spirituale e cristiano”: la stessa Maria ammantata di cinismo si troverà di fronte a una scelta difficile e coraggiosa quando sarà lei ad aspettare un bambino. “La resistenza umana è la più grande delle rivoluzioni”, ha detto il regista napoletano di Indivisibili.

Nicola Massaro

A Salerno Oscar Di Maio interpreta Gaetano Di Maio

Sabato e domenica prossima, al Teatro Nuovo di Salerno, “Mettimmece d’accordo e ce vattimme”, commedia di Gaetano Di Maio. Protagonista, Oscar Di Maio, per la prima volta interprete di questo lavoro dello zio. Con lui, Alessandra Borrelli, Angelo Di Gennaro, Rosario Barra, Diego Consiglio, Carolina Cozzolino, Ada de Rosa, Marzia Di Maio, Aurora Giglio, Fabio Reale, Rosaria Russo, Ciro Scherma e Stefano Sannino che dello spettacolo cura pure la regia. Ulteriori prossime tappe: il 17 novembre al Teatro Barone di Melito; il 20 dicembre al Teatro Totò di Napoli.

Addio a Keiichiro Kimura, character designer de L’Uomo Tigre e di tanti altri successi

 Addio a Keiichiro Kimura, “papà” dell’Uomo Tigre. Kimura, deceduto per un infarto, era un regista giapponese di animazione e creatore di numerosi cartoni animati mitici degli anni ‘80.

E’ stato infatti character designer di “Cyborg 009”, “L’uomo tigre”, passando per “Mimì e la nazionale di pallavolo”, “Trider G7”, “Sam ragazzo del West”, “Sally la maga”. Aveva 80 anni ed aveva iniziato a lavorare alla mitica Toei Animation nel 1961.

Nato nel 1938, aveva iniziato a lavorare per la Toei Animation nel 1961, dove poi era diventato direttore delle animazioni. Il suo ultimo lavoro, Mobile SuitGundam SEED, è datato 2002.

Noto per il suo stile vibrante e per la sua volontà di discostarsi dalla realtà con movimenti e pose ai limiti dell’inverosimile, Kimura lavorò all’Uomo Tigre con il chiaro intento di evidenziarne la forza, la potenza espressiva e soprattutto i movimenti e le pose dei personaggi.

Kimura mise anima e corpo nel progetto relativo all’Uomo Tigre, chiedendo al suo team di concentrarsi particolarmente sugli scontri, sullo spazio degli stessi (memorabili le lunghe corse sul ring, quasi questo fosse immenso) e sulle pose plastiche delle particolari mosse di lotta del personaggio come dei suoi antagonisti.

Kimura si è spento in modo improvviso e inatteso per un infarto al miocardio, le esequie si sono tenute in forma privata, per volontà della sua famiglia, lo scorso 22 ottobre.

Nicola Massaro

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