Tragedia nelle Marche: la tempesta di pioggia ha distrutto la regione

29Strazio e terrore in una delle regioni italiane: lo scorso 15 settembre una vera catastrofe si è abbattuta nelle Marche dove case, negozi, e strade sono state sommerse da quintali di acqua distruggendo così l’intera regione, causando 10 vittime, 3 dispersi tra cui un bambino di 8 anni.

“Sono stati momenti di vero orrore in quelle poche ore, sembrava che il cielo si stesse spaccando e ci stesse piombando addosso”.

Lucia ha 26 anni e vive a Jesi, nelle Marche. La giovane donna ha vissuto l’esperienza terrificante della tempesta d’acqua dello scorso 15 settembre. Lucia, per fortuna, si trovava in casa durante la tempesta, ma sua sorella minore Benedetta da qualche ora si era recata a scuola di danza e la loro madre Silvia era da poco uscita di casa per andare a prenderla, mentre suo marito Carlo, il padre delle ragazze, era rimasto a casa con la primogenita a causa di una leggera influenza.

La vicenda per la famiglia di Lucia si è conclusa nel migliore dei modi grazie ad una persona dal cuore grande. La signora Jolanda stava osservando la tempesta di pioggia dal balcone della cucina di casa sua che affaccia proprio sulla strada dove si trova l’accademia di danza e dove, Benedetta e Silvia, assieme ad altre 5 mamme con figlie e con la loro insegnante di ballo, si erano fermate lì, spaventate e pietrificate, indecise se scappare via in macchina o ritornare nella scuola di danza. Ma la struttura si trovava al piano terra e quindi sarebbe stato imprudente fare marcia indietro. Per buona sorte, esistono persone pronte a soccorrere il prossimo, pur mettendo a rischio la propria vita; Jolanda non ha esitato un solo istante a scendere ed aprire il portone del palazzo per far entrare quelle 14 persone terrorizzate e infreddolite, nonostante la situazione fosse rischiosa e stesse degenerando attimo dopo attimo. Tuttavia, Jolanda era ben consapevole che se non avesse aiutato quelle persone non se lo sarebbe mai perdonato.

La donna salvatrice abita al settimo piano, il mese prossimo compirà 74 anni e vive con due meravigliosi gatti, Luna e Chicco. Dunque le 15 donne, in compagnia dei due felini, hanno trascorso le ore del temporale insieme, dandosi forza e coraggio a vicenda e cercando di proteggere i gatti dai rumori frastornanti del temporale e di distrarre le bambine, quelle più piccole, con giochi e favole.

Al termine del temporale la città era distrutta e per tornare a casa hanno dovuto farsi trasportare dai Vigili del Fuoco a bordo di un gommone.

“Sono felice che sia andato tutto bene, sono però molto afflitta per le persone disperse, per quelle che hanno perso i loro parenti e per quelle che hanno perso la vita. Credo che non me ne sarei mai fatta una ragione se fosse capitato qualcosa di brutto a qualcuno a me caro.”

Lucia parla della sua esperienza durante la notte del 15 settembre a Jesi e ci narra, tramite i racconti di sua sorella minore e di sua madre, come hanno vissuto quella notte e come oggi cercano di superare il brutto accaduto.

Lucia, come hai vissuto il momento in cui tua madre e tua sorella si trovavano per strada il 15 settembre?

Ho vissuto nel terrore, nella paura più grande che potessi mai provare in tutta la mia vita: quella di non rivedere mai più mia madre e mia sorella.  Per fortuna hanno avuto la grazia di incontrare questa donna meravigliosa che le ha accolte e trattate come figlie dando loro dei vestiti asciutti, cibo e dedicando molto tempo a mia sorella e alle sue compagne di danza. Ho saputo che la signora Jolanda è stata un’insegnante alla scuola materna e che ama profondamente i bambini, forse per questo ha un animo così gentile e generoso.

Tua madre e tua sorella hanno superato la brutta vicenda?

Mia madre è ancora molto turbata anche se non vuole darlo a vedere per proteggerci, per dare lei forza a noi; lei è una donna molto altruista e non ha mai voluto mostrare le sue paure per non farci sentire il peso delle sue preoccupazioni. La piccola Benedetta, invece, inizialmente pareva stesse bene e che avesse superato alla grande e in fretta l’accaduto, o addirittura si comportava come se non fosse successo a lei. Ma dopo solo un giorno dal loro ritorno ha iniziato ad avere incubi durante il sonno; chiaramente tutti tormentati da tempeste, uragani, tornadi, o mostri fatti di acqua, perché è pur sempre una bambina e la fantasia gioca anche nei momenti bui. Anche se credo che qualcosa l’abbia pur romanzata, ma le lascio raccontare liberamente ciò che vuole, forse la creatività la aiuta a liberarsi dalle paure.

Che provvedimenti pensate di prendere per la bambina?

Deve passare un po’ di tempo prima che Benedetta si riprenda del tutto, io e mia madre abbiamo pensato di portarla in terapia da uno psicanalista per poter affrontare la situazione in modo consapevole e non solo in famiglia che, per quanto il nostro amore per lei incondizionato le sarà di supporto, non siamo in grado di sostenerla come farebbe uno specialista.

Cosa pensa Benedetta per quanto riguarda andare in terapia?

Posso dire che mia sorella, per avere solo otto anni, è una bambina abbastanza matura, forse perché i nostri genitori ci hanno dato, a mio parere, un’ottima educazione facendoci comprendere il valore delle cose materiali e dei rapporti umani, coccolandoci ma senza viziarci, essendoci di supporto ma lasciandoci anche libere di fare le nostre scelte senza condizionarci. Dunque Benedetta è contenta di andare dallo psicologo anche perché sa bene che può parlargli di qualsiasi cosa senza essere giudicata ma venendo soltanto aiutata. Lei sa bene di cosa si tratta perché nostra zia, la sorella di nostro padre, è psicoterapeuta e quindi conosce bene, tramite i racconti di zia, le dinamiche di uno psicologo con i bambini e ne pare divertita e interessata quando la ascolta. Purtroppo, però, zia Nilde non può analizzare Benedetta perché in questi casi si è coinvolti emotivamente, anche se ha ugualmente espresso il suo parere, dicendo che la bambina è molto sveglia ed ha un carattere molto forte e che quindi supererà tutto molto presto e con grande caparbia. Tutti noi speriamo che questa tragedia diventi soltanto un ricordo assopito.

Alessandra Federico

Milano Fashion Week 2022 presenta le collezioni primavera estate 2023

La settimana più entusiasmante nella sfera della moda è ormai alle porte e gli appassionati dell’alta moda potranno godersi questo momento tanto atteso dal giorno 20 al giorno 26 settembre 2022. Durante lo spettacolo scenderanno in passerella le collezioni Donna Primavera/Estate 2023 con un cospicuo calendario di incontri: 30 eventi all’interno del Fashion Show con 11 presentazioni, 210 appuntamenti e ben 68 sfilate.

Camera Moda ha rivelato, durante la conferenza stampa di presentazione, tantissime novità che ci saranno nel corso della Fashion Week; celebrazioni, esibizioni, commemorazioni, esordi e premi.

Questa volta, la Fashion Week, presenterà anche collezioni di diversi stilisti emergenti come quella di Matty Bivan (stilista sostenuto da Dolce & Gabbana) e di Stella Jean, abiti indossati e sfilati dalla affascinante  modella svizzera Bally.

Il compito di Laura Biagiotti, invece, sarà quello di chiudere lo show con la sua collezione, prima di cedere il posto agli eventi digitali che si terranno l’ultimo giorno della fashion week: il 26 settembre debutteranno Mmusomaxwell, Durazzi Milano e Viviers (Brand sudafricano supportato da Lezanne Viviers). Act N.1 invece, presenterà la sua sfilata live sul canale Instragam di Valentino. Anche Diesel presenterà la sua collezione attraverso in digitale e, inoltre, a questo evento digitale, potranno partecipare tutti gli appassionati di moda attivando semplicemente una registrazione online. Anche Andrea Incontri debutterà con la direzione creativa di Benetton e Maximilian Davis e direzione creativa di Salvatore Ferragamo. Tuttavia, ad aprire la fashion week, sarà lo stilista sardo Antonio Marras (che fa parte del team Calzedonia). Ma non finisce qui, perché oltre alla presentazione di tanti meravigliosi e accattivanti creazioni di abiti, ci sarà un altro motivo fondamentale per il quale festeggiare: due anniversari di due illustri stilisti, ad oggi fra le icone nel mondo del fashion che hanno contribuito a fare la storia della moda, Moncler e Anteprima che celebrano 70 e 30 anni di successo. Ancora, ce ne saranno delle belle, potremmo dire, per questa settimana della moda di Milano: anche stavolta hanno preferito dare voce all’arte e alla sostenibilità: il 25 settembre si terranno i Cnmi Sustainable Fashion Awards in collaborazione con la Ethical Fashion Initiative (Efi) delle Nazioni Unite, con il sostegno del ministero degli Affari Esteri, Agenzia Ice e Comune di Milano. “Siamo orgogliosi di presentare un programma ricco di attività e di grande respiro internazionale. Il programma riflette il nostro impegno verso tematiche di primaria importanza, tra cui la promozione della sostenibilità, il supporto di giovani talenti e la costruzione di una cultura della moda inclusiva.”, ha dichiarato il presidente di Camera Moda, Carlo Capassa, durante la conferenza stampa. Con queste parole, Capassa, ha consentito di celebrare la moda sostenibile con una serata esclusiva, all’interno del Teatro più importante di Milano, il Teatro alla Scala. Tanti saranno gli eventi speciali nel corso di questa Fashion Week, all’insegna della passione, divertimento, e forti emozioni che ci regalerà ogni fashion stylist.

Alessandra Federico

La regina Elisabetta II scompare a 96 anni

La notizia della scomparsa della regina Elisabetta II è stata data alle 19.30 ore italiane. Nata il 21 aprile 1926 ha regnato per ben 70 anni, affrontando gli eventi a cavallo di due secoli spesso molto complessi caratterizzati anche purtroppo da guerre, cambiamenti epocali, crisi economiche, innovazione, pandemia.

Nata il 21 aprile 1926, figlia maggiore del Duca di York, salito al trono col nome di Giorgio VI, diventa erede al trono nel 1936, in occasione dell’abdicazione dello zio Edoardo VIII.

Una vita, ben 73 anni, trascorsi con il principe Filippo Mountbatten, sposato nel 1947 e scomparso nel 2021, dal quale ha avuto quattro figli: Carlo, principe del Galles, Anna, principessa reale, Andrea, duca di York, ed Edoardo, conte di Wessex.

Alla morte del padre, mentre era lontana dal Paese, Elisabetta diventa regina ad appena venticinque anni, il 6 febbraio 1952, viene incoronata il 2 giugno 1953 nell’Abbazia di Westminster come Elisabetta II.

Ha incontrato nel suo lungo regno capi di stato, papi, primi ministri, ben 15 quelli del Regno Unito, primi ministri e governatori degli altri stati membri del Commonwealth delle nazioni.

Per tutta la giornata si sono succedute le notizie sulla gravità selle condizioni della sovrana, fino alla notizia della sua scomparsa.

Le succede il figlio Carlo III.

Bianca Desideri

Cristobàl Balenciaga: il designer della moda innovativa

Cristobàl Balenciaga fondò la “maison Balenciaga” nel 1917 a San Sebastiàn in Spagna. Viaggiava di continuo per arricchire il suo bagaglio artistico e culturale e per trovare continui stimoli e ispirazioni per  le nuove collezioni, ma dopo essere stato in America e aver appreso le tecniche di confezionamento che utilizzavano oltreoceano, ebbe la certezza che nel suo atelier avrebbe continuato a far produrre pezzi singoli per abiti lavorati a mano e che mai e poi mai avrebbe permesso l’utilizzo di macchinari per confezionarne.

Sebbene la notevole fama stava portando lo stilista dritto al successo, egli soffrì di grave depressione che lo stava spingendo verso una drastica decisione: chiudere per sempre la sua casa di moda.

“Il maestro di tutti noi” è così che lo considerava Christian Dior. Quest’ultimo, era per Balenciaga, non solo un ottimo collega, ma un vero e caro amico, infatti, fu proprio lui a sostenerlo e ad aiutarlo a superare quel momento di malessere, eliminando del tutto la possibilità di chiudere la maison anzi, da lì a poco, Cristobàl Balenciaga, scoprì una nuova tecnica all’avanguardia: l’invenzione delle camicie senza colletto, conquistando un gran numero di clientela, tanto da far ottenere maggior fiducia nelle sue capacità di designer e rimettersi in gareggiata.

Ormai ritenuto architetto degli stilisti, Balenciaga, era capace di creare abiti con stoffa rigida in modo tale che restassero perfettamente in piedi nella forma da lui progettata. L’accostamento di colori che preferiva il designer di moda, per le sue collezioni, era spesso il marrone con il nero e, per la maggior parte delle sue creazioni, egli si ispirava ai colori, ai tagli della stoffa e allo stile della danza flamenco.

Nel 1937, Balenciaga, aprì la sua casa di moda a Parigi e la strada verso il successo fu rapida e in ascesa: in breve tempo fu definito rivoluzionario della moda, soprattutto per l’invenzione del cappotto a spalla quadrata che in quel periodo fu una vera e propria innovazione, particolarmente per le maniche tagliate in un unico pezzo con il carrè e per i suoi disegni con pizzo nero. A quanto pare, le sue linee stavano diventando sempre più coerenti, delicate e raffinate. Nel 1951, Cristobàl, modificò la silhouette con la rimozione della vita e allargando le spalle, inoltre, inventò l’abito a tunica che, nel 1958, diventò l’abito chemise. Ancora, nel 1963 realizzò la giacca a palloncino sferica, l’abito baby doll a vita alta, il cappotto cocoon, la gonna a palloncino, e l’abito a sacco nel 1957.

Negli Anni ‘60, lo stilista iniziò ad utilizzare tessuti completamente diversi; stoffe pesanti, rigide, allo stesso tempo con ricami armoniosi, insoliti, ma ugualmente rivoluzionari. Di fatti, le sue meravigliose creazioni come l’abito di raso rigido, furono valutati come abiti di alta moda. Per la regina Fabiola del Belgio, Balenciaga nel 1960, disegnò l’abito da sposa fatto di raso ducale avorio bordato di visone bianco al collo e ai fianchi. La maison Balenciaga chiuse nel 1968 e il suo fondatore morì nel 1972. Nel 1986, fu acquistata da Jacques Bogart aprendo una nuova linea di prêt-à-porter. Ad oggi, il designer della casa di moda Balenciaga è Demna Gvasalia.

Alessandra Federico

Nina Ricci, la casa di moda italiana a Parigi

Nina Ricci, nome d’arte di Maria Nielli, è stata una stilista italiana. Nina nacque a Torino nel 1883 ma all’età di dodici anni si trasferì in Francia dove, solo un anno dopo, iniziò a lavorare come stilista apprendista e nel 1908 entrò a far parte dello staff della casa di moda parigina di Raffin con cui collaborò per ben 20 anni. Pochi anni prima di cooperare con la Ruffin, nel 1904, Maria si unì in matrimonio con Luigi Ricci, con il quale, nel 1905, diede alla luce il primo ed unico figlio Robert. L’affinità e la complicità tra madre e figlio era molto forte sin da quando Robert era bambino e, nel 1932, nella capitale francese, fondarono insieme la maison Nina Ricci. Nella maison, il ruolo di Robert era quello di amministratore degli affari e delle finanze, mentre Nina si occupava della parte creativa; disegnava e aveva una grande dimestichezza nel gestire i tessuti tanto da riuscire a sviluppare i modelli direttamente sul manichino o sul corpo dell’indossatrice.

In poco tempo, gli abiti realizzati dalla Nina furono apprezzati da molte donne parigine soprattutto per la scelta della qualità della stoffa, per la raffinatezza del taglio e dello stile e per la femminilità, grazia e originalità che la designer di moda donava ad ogni abito che creava.

Nel 1945, dopo la guerra, l’obiettivo di Robert Ricci per sostenere il ripristino post-bellico, fu quello di mettere in mostra al Louvre 150 manichini vestiti da 40 maison parigine (tra cui Balenciaga e Madame Grès). La mostra ebbe un successo inaspettato tanto da essere mandata in tour per l’Europa e negli Stati Uniti. L’idea della mostra al Louvre e del tour fu approvata e messa in atto da Lucien Lelong, Presidente della Camera francese.

La maison Ricci continuava la sua attività con la realizzazione di strepitosi abiti soprattutto dal design floreale; ricamato, dipinto, applicato o stampato su tessuto; Nina amava molto i colori delicati e le clienti iniziavano a fidarsi completamente di lei fino a lasciarle decidere addirittura il colore del tessuto o il design. Robert diede vita alla sua prima fragranza nel 1946 e la seconda nel 1948 con L’Air du temps diventata, da lì a poco, una delle profumazione più amate e vendute ancora oggi. Nel 1954 Nina decise di cedere il suo incarico lasciando scegliere il nuovo direttore artistico a suo figlio Robert che, in breve tempo, riuscì a trovare il designer all’altezza delle loro aspettative: Jules-Francois Crahay (belga). Jules lavorò per la maison per 9 anni per poi passare a Lanvin. Diversi sono stati i designer che, dalla morte di Nina ad oggi, hanno lavorato per la Maison Ricci; Gerard Pipart fu il nuovo designer della casa di moda Ricci dopo Jules, continuando la realizzazione di meravigliosi ed eleganti abiti proprio come quelli che realizzava Nina.

Quando Maria morì nel 1970, Robert continuò con la creazione dei profumi e nel campo della contabilità fino al suo ultimo giorno di vita (1988). Ma, poco dopo la morte della madre, nel 1970, a dirigere la maison fu Crahay e, nel 1988, appunto dopo la morte di Robert, la famiglia Massimo Guissan acquistò la casa di moda dove Massimo lavorò per diversi anni come stilista, fino a quando, nel maggio 2002, fu lo stilista statunitense James Aguiar ad acquisire il ruolo di designer disegnando le collezioni per due intere stagioni. Prese poi il posto di Aguair, nel 2003, Lars Nilsson che rivisitò in parte lo stile classico sostituendo alcune stoffe a quelle più moderne, ma mantenendo ugualmente la stessa classe della fondatrice della maison. Nel 2006, Lars, fu sostituito da Olivier Theyskens. Ad oggi, dal 2010, il direttore creativo della casa di moda Nina Ricci è Peter Copping.

Alessandra Federico

 

Cento anni fa nasceva Enrico Berlinguer. A Sassari celebrazioni alla presenza del Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alle celebrazioni in ricordo di Enrico Berlinguer all’Università di Sassari.

“Voi mi avete ricordato delle frasi che mi sono piaciute particolarmente, di quelle dette da nostro padre. Io ne vorrei ricordare una che dà il senso giusto di come è stata la sua vita. Almeno per come l’ho pensata io. Quella che dice: – noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, possa essere conosciuto, interpretato, trasformato. In vista del servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obbiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita. – E la sua vita è stata interamente dedicata al raggiungimento di questo obbiettivo.”.

Un velo di emozione, contenuto nella consolidata esperienza professionale al pubblico confronto, accompagna il saluto finale di Bianca Berlinguer.

La giornalista romana, già direttrice della terza rete Rai, ha concluso, con alcuni intensi, intimi ricordi di famiglia, la cerimonia in ricordo del centenario della nascita del papà Enrico.

L’iniziativa, promossa dal Senato Accademico dell’Ateneo sassarese, ha preso il via, intorno alle 11.00 del 25 maggio, con l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Prima dell’ingresso in Aula Magna, dopo l’esecuzione del brano “Su patrioutu sardu a sos feudatarios” ad opera del Coro dell’Università di Sassari, diretto dalla Maestra Laura Lambroni, è stata scoperta una lapide dedicata alla vita di Enrico Berlinguer. Posta nel piano superiore del loggiato, accanto a quella in memoria del Presidente Francesco Cossiga.

L’impeccabile esecuzione dell’inno di Mameli è stata realizzata dal tenore turritano Francesco Demuro.

“Enrico Berlinguer ha portato queste virtù e anche qualche difetto di noi sardi, nel grande mondo dell’impegno politico. Per capire quale sia la sua influenza, il suo carisma, la sua eredità basterebbe ricordare il giorno triste ed epico dei suoi funerali.”.

Nel saluto iniziale il Magnifico Rettore Gavino Mariotti ha tratteggiato alcuni aspetti umani del politico sassarese. Valori che il Governatore della Regione Sardegna Christian Solinas, ha ampliato in un quadro storico. Presidiato da una selezione importante di politici e intellettuali sardi che precedettero o incrociarono l’impegno e l’azione di Berlinguer.

“Lavorare insieme. Essere uniti non significa pensare tutti allo stesso modo ma saper ascoltare.

Per dare il giusto valore a ogni contributo. Il programma europeo PNRR deve essere attuato.

Per un cambiamento che tutti comprendano. In questo ambito è determinante una adeguata comunicazione della ricerca scientifica.”

L’apertura al dialogo, lo sforzo di operare azioni sociali per il bene di tutti, riconosciute nel pensiero di Berlinguer sono state recepite dalla rappresentante del Governo nazionale intervenuta da Roma.

Sintetica e diretta, la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.

La figura politica dello statista è stata visitata nella prolusione del professor Omar Chessa, ordinario di Diritto Costituzionale, presso il dipartimento di giurisprudenza dell’ateneo sassarese.

“L’eredità morale e politica di Enrico Berlinguer”, il titolo conferito dal docente sassarese incentrato nella cifra etica insita nel pensiero berlingueriano.

“In realtà, l’eredità è una sola e si tratta perciò di un’endiadi. E’ questa, a mio avviso, la cifra specifica del lascito berlingueriano. Non c’è un’eredità politica che non sia anche morale e viceversa.”

L’incipit del giurista è il preludio di una lettura della vita politica culturale di Berlinguer a tutto tondo.

In una visione geo politica di quell’epoca, denominata talvolta in una vulgata approssimativa della così detta “Prima Repubblica”. 

L’attrattiva popolare che circonda la statura internazionale di Berlinguer, rendendolo degno del massimo rispetto da ogni differente credo politico, è espresso nella forma più lucida e fluida dal relatore.

“Non ci può essere una scissione tra agire pubblico e postura privata. Sotto questo profilo lo “stile Berlinguer” fu esemplare. Norberto Bobbio, in un articolo comparso nell’Unità del 12 giugno 1984, scrisse che la <<caratteristica fondamentale di Berlinguer>> era di <<non avere i tratti negativi che contraddistinguono tanta parte della classe politica italiana>>: la <<vanità>>, l’<<esibizionismo>>, il <<desiderio di primeggiare>>. La sua vita privata era nettamente separata da quella pubblica. La sua convinta e tenace riservatezza era una condizione imprescindibile del suo agire come politico.”.

Prima del congedo, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo consegna alla famiglia Berlinguer, rappresentata in sala dai quattro figli, un attestato di Alta Benemerenza.

Nel saluto finale del Capo dello Stato: “da un lato l’orgoglio dell’ateneo per aver concorso a formare un protagonista della vita democratica del nostro Paese e dall’altro l’omaggio a questa figura, appunto, protagonista della vita del nostro Paese.”.

Una figura con “la tensione morale e il profondo rispetto per la Costituzione e le sue regole, due aspetti inscindibili, strettamente collegati che rappresentano un messaggio sempre attuale per la nostra Repubblica”.

Anche l’amministrazione comunale ha ricordato la ricorrenza alle 12.30, dopo la cerimonia in Università, con l’inaugurazione di un monumento ad opera dell’artista Igino Panzino.

Il video della cerimonia in ateneo è fruibile al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=cqNY-1_IUMQ&t=839s

Luigi Coppola

Furfaro: I Fondi del PNRR per superare i ritardi storici del Sud

Carfagna: 4 milioni in più a Napoli per attivare 500 posti negli asili nido.

Parte da Napoli la sfida del nuovo sistema educativo integrato per i bambini da zero a sei anni. Si è tenuto oggi alla Fondazione FOQUS dei Quartieri Spagnoli, la sessione per il Sud Italia del XXII Convegno del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, al quale ha inviato un videomessaggio il ministro per il Sud Mara Carfagna.

I temi discussi sono stati direttamente collegati alle profonde novità che stanno segnando i prossimi anni per i bambini, i servizi educativi, la scuola: dalle linee  guida 0-6 agli orientamenti 0-3 appena pubblicati, dalle risorse del PNRR ai Lep, dalle strategie alla    gestione integrata dei servizi educativi.

“Con l’approvazione e il finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni per gli asili nido, – ha dichiarato il ministro nel suo videomessaggio – solo quest’anno Napoli potrà contare su quasi 4 milioni di euro in più per attivare oltre 500 posti. Sono dunque 500 i bambini che potranno contare su una formazione più precoce e più vantaggiosa. E ci sono anche 500 mamme che potranno cercare lavoro o gestire meglio il loro tempo tra famiglia e carriera”. Le risorse, ha spiegato il ministro, sosterranno anche le associazioni che si occupano della formazione da 0-6 anni “perché questi soldi – ha aggiunto – non andranno necessariamente agli asili nido comunali, ma potranno servire anche per favorire convenzioni con le strutture private o ad aiutare le famiglie a pagare le rette”.

L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro intitolato La sfida: Costruire il sistema educativo integrato 0-6. Al centro del dibattito, temi chiave per gli attori del sistema educativo della prima infanzia che riguardano le politiche pubbliche per la definizione, nei prossimi mesi, delle linee di sviluppo del Paese e del futuro delle sue più giovani generazioni.

L’incontro napoletano è stato curato del Gruppo Regionale Nidi e Infanzia Campania, che riunisce più di 40 tra imprese sociali, consorzi, cooperative e privati autorizzati nell’ambito del sistema 0-6 (nidi e scuole d’infanzia).

“I fondi straordinari stanziati dal PNRR – ha detto Rachele Furfaro, Presidente del Gruppo Regionale Campano Nidi e Infanzia e Presidente di Foqus – rappresentano per l’educazione un’occasione unica per rendere attuabile il diritto all’educazione di tutti i bambini del Paese. Per il Sud è l’occasione per avviare al più presto il percorso istituzionale in grado di far superare i ritardi storici e prefigurare una ‘scuola’ che sia il centro, il motore del futuro, per la ricostruzione delle nostre comunità”.

“La sfida della costruzione del sistema integrato 0-6 ha detto Antonia Labonia, Presidente del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia – interessa tutto il Paese, ancor più quei territori dove i bambini hanno meno opportunità di accedere ai servizi educativi per la prima infanzia. Tutti, hanno il diritto a servizi di qualità educativa eccellente, perché anche così si interviene sulla povertà educativa, sulla lotta alle disuguaglianze e sulla costruzione di partecipazione attiva e democratica”.

”La vera sfida che hanno davanti il Paese e Napoli è quella educativa –  ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi – che si vince con le risorse ma anche con un nuovo modello di cooperazione e coprogettazione tra pubblico e privato”.

“In città abbiamo circa 70 asili nido, di cui per l’anno prossimo 21 saranno a gestione indiretta – ha commentato Mia Filippone assessore all’Istruzione del Comune di Napoli – un sistema che finora ha funzionato molto bene”.

FoCS: La condizione delle Donne negli eventi bellici

“La condizione delle Donne negli eventi bellici e nelle situazioni di conflitto” è il titolo dell’incontro tenutosi alla Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus.

“L’iniziativa – ha evidenziato il prof. Antonio Lanzaro, presidente della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus – raccoglie e rilancia, come focus di discussione, quanto emerso dalle riflessioni e istanze rappresentate a più voci in questi tragici mesi”

Si è trattato di una mattinata dedicata alla forte riflessione, così come nella tradizione della Fondazione, sulla condizione della Donna nelle situazioni di conflitto e guerra non solo di quelle in corso ma anche come non sia sostanzialmente mutata nel corso dei secoli.

Sono intervenuti: il presidente della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus prof. Antonio Lanzaro, la dott.ssa Bianca Desideri, Giornalista-Giurista, Direttore “Centro Studi e Ricerche Mario Borrelli della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus”; la dott.ssa Matilde Colombrino, assistente sociale della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus; Gaetano  Bonelli, Direttore del Museo di Napoli-Collezione Gaetano Bonelli e della Casa Museo “Enrico Caruso”; la dott.ssa Assunta Landri psicologa – psicoterapeuta, consulente Procura della Repubblica presso Tribunale di Napoli Sportello d’ascolto psicologico ”FocsAscolto” Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus.

Gli interventi, tutti di particolare interesse, hanno analizzato –  partendo dall’importanza fondamentale del rispetto del diritto internazionale, troppo spesso calpestato nelle situazioni di guerra e conflitto, per non dire completamente ignorato – la condizione delle donne e le violenze che nei loro confronti vengono perpetrate.  Al temine degli interventi la parola è passata al pubblico presente in sala che ha partecipato attivamente alla discussione con osservazioni e ponendo domande.

Un incontro dedicato a tutte le Donne ucraine e alle Donne di tutto il mondo coinvolte in situazioni di conflitto e violenza per sensibilizzare sempre più tutti a lavorare per la pace in ogni situazione e in ogni luogo.

Orsola Grimaldi

Lo stilista Valentino Garavani compie 90 anni

 Il celebre stilista di moda Valentino Garavani compie 90 anni. “Happy Birthday Mr.V” è la scritta che è apparsa sulla felpa Valentino il giorno del suo compleanno. La felpa, che è in edizione limitata, si può acquistare sul sito valentino.com  e il ricavato andrà alla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.

“ I love beauty, it’s not my fault” è la frase che il re dell’alta moda italiana ha espresso il giorno del suo novantesimo compleanno lo scorso 11 maggio. Ma non finisce qui, per festeggiare i 90 anni dello stilista, all’interno del Teatro Sociale di Voghera, fino al 5 giugno, si terrà una mostra con le creazioni di Valentino dagli Anni Sessanta ai Duemila.

Gli amanti dell’alta moda potranno ammirare tutte le meravigliose creazioni Valentino; dai disegni, bozzetti, ritagli originali, illustrazioni, fotografie e trentasei elegantissimi abiti rossi ricavati dall’archivio.

Valentino  Clemente Ludovico Garavani, noto come Valentino, è nato a Voghera (provincia di Pavia in Lombardia) l’11 maggio del 1932. Valentino ha da sempre avuto le idee molto chiare su quale sarebbe stato il suo futuro; sin da bambino era nota la sua dedizione al disegno, all’arte e alla moda e, infatti, la sua carriera nel campo del fashion iniziò molto presto; nella sua città di origine, Valentino, presso l’atelier della stilista Ernestina Salvadeo, iniziò ad apprendere le prime nozioni. Sempre più motivato a voler migliorare nel campo del designer, il giovane aspirante stilista decise di frequentare una scuola di figurino a Milano. Poco tempo dopo  studiò presso l’Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture a Parigi. Ancora, terminato il percorso a Parigi, Valentino perfezionò i suoi studi da Emilio Schuberth a Roma. Collaborò con Guy Laroche e, nel 1957,  riuscì finalmente a dare vita alla propria maison: la maison Valentino.

Il vero successo lo raggiunse quando, nel 1962, presentò la sua prima collezione al Pitti Moda di Firenze.  Fu un vero e proprio trampolino di lancio per Valentino  lo show tenuto al Pitti di Firenze; da quel momento iniziò per lui la collezione di premi prestigiosi e l’apertura di atelier anche in città internazionali e non solo, anche le più celebri star del cinema iniziarono a vestire Valentino.

“Ho un primato: otto attrici hanno ritirato un Oscar vestite da me.”- Valentino

Alessandra Federico

Dior presenta la collezione in Corea del Sud

Dopo la sfilata dello scorso anno a Shanghai, durante la quale presentò per la prima volta  in passerella la sua pre-fall donna, Dior, decide di  proporre la sua pre-fall 2022 il prossimo 30 aprile a Seul, in Corea del Sud.

Maria Grazia Chiuri, designer del marchio Dior, ha disegnato l’intera collezione,  (presentata online a dicembre 2021). La stampa internazionale ha diffuso l’annuncio della maison, seguendo quello attinente alla sfilata P/E 2023 uomo, che si terrà il 19 maggio a Los Angeles.  Lo show si svolgerà all’interno di un’università femminile privata a Seul (Ewha Womans University 1886). La casa di moda francese collabora con la Ewha Womans University ai programmi educativi che promuovono l’uguaglianza di genere. Difatti, a sostenere la sfilata, sarà proprio un programma di eventi educativi organizzato in collaborazione con l’università. Il flagship House of Dior, aperto nel 2015 a Seul, è uno dei dodici negozi donna in Corea del Sud della griffe di avenue Montaigne.

La partecipazione  della cantante e attrice sudcoreana Jisoo (del gruppo Blackpink), allo show come fashion e beauty ambassador globale, ha consolidato di gran lunga il rapporto tra Dior e il Paese asiatico, e non solo; è stata di grande contributo per ottenere 140 milioni di visualizzazioni sui canali di Dior durante la settimana della moda di Parigi dello scorso mese.  “Quest’anno, la maison sta creando nuovi e forti legami con la Repubblica di Corea. Dalla nostra collaborazione con la Ewha Womans University — nell’ambito del nostro programma Women@Dior che promuove la trasmissione di conoscenze, l’educazione e la sorellanza — fino a questa sfilata a Seul, siamo più determinati che mai a celebrare gli scambi creativi e la pluralità culturale”, ha dichiarato Pietro Beccari, CEO di Christian Dior Couture.

Per la realizzazione di questa nuova collezione, la designer della casa di moda francese, si è lasciata persuadere dall’eleganza di Catherine Dior (2 agosto 1917- 17 giugno 2008), la sorella minore del fondatore, nonché sua musa ispiratrice. Catherine era appassionata di fiori e coltivava rose a Naÿssè, la fattoria di famiglia a Provenza. Infatti, gli abiti prevedono raffinati modelli tra lo stile punk e giardinaggio; abiti da contadino, grembiuli da giardinaggio e una borsa ispirata ai sacchi di iuta (sacchi che l’azienda di famiglia utilizzava per imballare il compost). Non resta altro che attendere il 30 aprile per ammirare queste meravigliose creazioni Dior.

Alessandra Federico

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