Il coniglio come simbolo della moda 2023

Quest’anno la moda ha scelto, tra tutti gli animali, il coniglio come mascotte per gli shooting fotografici e per i fashion show. Il coniglio, che raffigura longevità, intelligenza, eleganza e salute sarà il simbolo del 2023 (Lunar Year – anno lunare) che, secondo lo zodiaco orientale, sarà un anno ricco di positività, spiritualità e serenità dove ogni forma di negatività tenderà a dissolversi e, dunque, pare proprio che il coniglio sia l’animale capace di trasmettere amore, tenerezza e affetto in assoluto. Non a caso, il coniglio, è fondamentale anche per la pet therapy: la  terapia con animale domestico che consiste nello stare a stretto contatto con il proprio pet secondo diverse tecniche specifiche per aiutare i bambini, adulti ed anziani a superare traumi o blocchi psicologici.

La pet therapy è una tecnica molto efficace per diminuire l’ansia e abbassare la pressione sanguigna, per far aumentare, così, gli ormoni del buon umore.

Il simbolo del coniglietto è molto apprezzato nel mondo della moda, soprattutto dal momento in cui la stilista Luisa Spagnoli cominciò, negli Anni ‘40, ad usare il pelo di coniglio d’angora per le creazioni di t-shirt e cappotti di cachemire. Una tecnica differente da tutte le altre quella per ottenere il pelo del coniglio d’angora perché non implica alcuna sofferenza alla bestia, basta pettinarla con una spazzola e il pelo viene via delicatamente, e automaticamente. Insomma, il coniglio è da sempre molto amato e stimato nel mondo del fashion e, ad oggi, grazie all’iniziativa di prediligerlo come animale per le sfilate di moda, i designer si sono appassionati e divertiti ad elaborare le loro collezioni ispirate a questi teneri animali; per quanto riguarda le creazioni di Ferragamo (capsule collection Ferragamo) il colore predominante è il rosso, seguito dal bianco e dal blu cobalto, unicamente per ispirarsi ai colori dell’anno lunare. Per Valentino la storia non cambia; abiti total red, per ispirarsi al colore più importante dell’anno lunare.

Al contrario, c’è chi ha preferito dare un tocco di vivacità alla collezione con la stampa del coniglietto Miffy (cartone animato) che  appare su tutta la collezione playful di Tommy hilfiger. Mentre il brand Acne Studios ha deciso di applicare i meravigliosi disegni del coniglio Bun Bun (dell’artista Apollinaria Bronche). Ma sono state le borse Bunny di Loewe a vincere il premio accessori per il Lunar Year.

Il mercato orientale è oramai una forte influenza per tutto il mondo della moda che, affascinato dai colori e dai meravigliosi tessuti di quei luoghi incantevoli, ha deciso di dare spazio anche a modelle e modelli orientali per il casting. Insomma, sarà un anno in cui gli appassionati di moda potranno sbizzarrirsi sia con gli outfit stile orientale, sia con la rabbit new collection.

Alessandra Federico

Questa mattina è morto il Papa emerito Benedetto XVI

Questa mattina alle 9.34 si è spento, all’età di 95 anni, nella sua residenza del Monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano, il Papa emerito Benedetto XVI.

Joseph Aloisius Ratzinger è stato il 265mo Papa della Chiesa cattolica dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013. L’11 febbraio 2013 aveva rinunciato al ministero petrino. Teologo, professore, musicista, Paolo VI  lo nominò arcivescovo di Monaco di Baviera e cardinale nel 1977, Giovanni Paolo II lo volle a Roma, nel 1981, come prefetto della congregazione per la Dottrina della fede.

Laurent Simons: bambino prodigio si laurea ad undici anni

“Questo è il primo pezzo del puzzle nel mio obiettivo di sostituire parti del corpo con parti meccaniche. Voglio essere in grado di sostituire quante più parti del corpo possibile con parti meccaniche.”

L’obiettivo di Simons è quello di riuscire ad allungare la vita degli esseri umani, e magari perchè no, arrivare all’immortalità, così come afferma: “L’immortalità è il mio obiettivo”.

Laurent Simons ha undici anni ed ha conseguito la laurea triennale in fisica e, poco dopo aver concluso gli studi, ha iniziato uno stage presso la facoltà di Fisica all’Università Ludwing Maximilian e il Max Planck Institute for Quantum Optics.

Simons è da sempre stato incoraggiato e sostenuto dalla sua famiglia che, fiera ed orgogliosa, ha creduto in lui sin da quando era molto piccolo e, infatti, i genitori non hanno mai dubitato un solo istante che il loro primogenito avrebbe portato al termine il percorso di studi in brevissimo tempo (viste le sue straordinarie capacità di apprendimento). Ed è proprio grazie al suo QI di almeno 145 (certificato dagli scienziati) che ha potuto ottenere la possibilità di unirsi al team attoworld presso Ludwing-Maximilians – Universität (LMU) e il MAx Planck Institute for Quantum Optics (MPQ) per lo stage.

Il giovane aspirante scienziato ha le idee ben chiare riguardo il suo futuro: da qui a poco vuole concludere lo stage per iniziare la sua tesi di dottorato. Un vero e proprio piccolo genio, un bambino prodigio eppure ciò che più le persone apprezzano di lui è il suo modo di essere semplice e modesto, è il modo umile con cui racconta di sé, nonostante sia ben consapevole del suo talento e della sua spiccata intelligenza.

Simons ama leggere e impara tutto in brevissimo tempo infatti, in soli 3 mesi, ha sostenuto 10 esami per ottenere il master presso l’Università belga di Anversa. “Avevo iniziato alcuni corsi di meccanica classica e fisica quantistica. Ho subito voluto sapere tutto su di esso. Ora ho messo tutto il mio altro lavoro in attesa per approfondire.” dichiara Simons.

Un futuro ricco di soddisfazioni per il giovane undicenne, soddisfazioni che non stanno tardando ad arrivare grazie anche  alla  ricerca all’interno del team BIRD nel quale è stato coinvolto: “è stato emozionante imparare come preparare i campioni per l’analisi, come le misurazioni FTIR di composizioni molecolari nel lavoro del sangue e come la tecnologia laser per applicazioni mediche è sviluppato qui”. Le parole di Simons sono stracolme di entusiasmo, di grinta  e di certezze, quelle che gli faranno realizzare tutti i suoi sogni.

Alessandra Federico

La riapertura del Padiglione Tavolara. Una scommessa vincente per la Sardegna.

Sulla riapertura del Padiglione Tavolara, realizzatasi lo scorso 20 dicembre a Sassari, con un’adeguata cerimonia istituzionale, sono stati espressi evidenti e legittimi riscontri positivi, soprattutto quando l’ultima di pochi giorni fa, segue due analoghe iniziative  –  con le rispettive giunte regionali dell’epoca  –  nel 2013 e nel 2018.

Questa terza apertura potrà costituire un “evento storico” come sottolineato più volte nella presentazione dell’evento alla stampa, tenutasi nella sala consiliare del comune di Sassari nella mattinata del 14 dicembre. In quell’occasione erano stati descritti tutti i processi salienti degli ultimi anni per riconsegnare non solo alla città di Sassari  – “un unicum in tutta la Regione” – come espresso, con legittima soddisfazione, dal sindaco Nanni Campus.

Alla presentazione ufficiale erano presenti anche i rappresentanti dei principali soggetti istituzionali che hanno percorso insieme il lungo percorso di progettazione, oltre la riallocazione dei locali ideati per la piena funzionalità del rinnovato sito.

Fra questi la Fondazione Nivola che nell’articolato processo di definizione del “Museo per l’artigianato e il design Eugenio Tavolara”, ha assunto  –  con apposita convenzione di fine 2020 con l’amministrazione comunale  –  la direzione scientifica, l’organizzazione dell’attività espositiva, lo sviluppo d’iniziative culturali nel Padiglione.

Nella fattispecie, la professoressa Giuliana Altea, presidente della stessa Fondazione Nivola, ha definito il suo, “un incarico oltre l’impegno istituzionale che tocca le corde della mia infanzia”.

Il padiglione ospiterà inoltre il “Salone delle Botteghe” uno spazio espositivo commerciale, ubicato al piano terra dedicato ai prodotti dell’artigianato sardo.

L’allestimento e la gestione saranno curati da Confartigianato imprese Sassari, altro protagonista nella riapertura del padiglione.

Il presidente Marco Rau nella stessa presentazione alla stampa ha affermato l’intento “di lavorare con le altre associazioni di categoria. Affinché la struttura sia uno spazio di tutti”.

Laura Useri, assessora comunale alla cultura, evidenzia a tal proposito, l’importante opportunità di “una finestra per gli artigiani sardi verso il mondo”.

Il museo ospiterà importanti mostre. Collezioni pubbliche attualmente non esposte quale la collezione storica ISOLA. La convenzione biennale tra il Comune e la Fondazione Nivola realizzerà esposizioni, eventi di artigianato, design e arte, con cadenza regolare nel salone principale del Padiglione Tavolara.

La prima iniziativa partita nella mattinata dell’inaugurazione è  il progetto espositivo “Faccio con la mente, Penso con le mani – Il nuovo design artigiano in Sardegna”, con la curatela di Giuliana Altea.

La mostra (http://museonivola.it/padiglionetavolara) è visitabile fino al 31 maggio 2023. Promossa dal Comune di Sassari con il supporto di Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna e organizzata dal Museo Nivola di Orani, Con la cura di Giuliana Altea partecipano al progetto: Antonella Camarda e Luca Cheri.

L’esposizione esplora gli ultimi quindici anni di creatività e progetti realizzati in Sardegna nel comparto vasto del design. Una visione di colori e manufatti rappresentanti l’estro delle produzioni isolane. Una puntata sul disegno industriale con il recupero di antiche tecniche artigianali. Dall’high-tech sino all’archeologia sperimentale. Valorizzando una prospettiva innovativa di una Sardegna che produce. Affrancandosi dai preconcetti di una proposta in una passiva tradizione senza tempo.

Innumerevoli i motivi di soddisfazione per l’importante lavoro corale fra i vari enti istituzionali, regionali e comunali, partecipati dal primo cittadino sassarese appena dopo il canonico taglio inaugurale del nastro tricolore.

Una sfida che, per i numeri espressi, non solo in termini di risorse economiche investite, dovrà solo continuare crescere.  Attirando con le dovute collaborazioni  aperte a soggetti e operazioni di adeguata comunicazione internazionale, nuovi operatori economici, locali e internazionali, artisti, esponenti della cultura, turisti e cittadini sardi, in un circolo virtuoso dalle potenzialità certamente importanti.

Luigi Coppola

 

(Foto Luigi Coppola: taglio del nastro inaugurale; Nanni Campus, sindaco di Sassari)

Napoli: arriva la pista di pattinaggio sul ghiaccio a Edenlandia

A Napoli arriva finalmente la pista di ghiaccio per il pattinaggio; per molti anni l’area è stata costruita alle spalle del Castel Nuovo, a piazza Municipio (comunemente chiamato Maschio Angioino, storico Castello medioevale e rinascimentale, uno dei più importanti castelli della città partenopea). Quest’anno, però, ma già da diverso tempo, ad ospitare la pista sarà Edenlandia (parco divertimenti situato in viale Kennedy Fuorigrotta, Napoli) da venerdì 18 dicembre fino al 12 febbraio 2023.

Chi ama pattinare sul pavimento glaciale non può non precipitarsi al divertente ed entusiasmante parco giochi dove, oltre alla spassosa pista di ghiaccio, potrà trovare le magiche innovazioni Sweet Christmas (fatte di giochi, dolci, casette golose), assieme ai simpaticissimi animatori che accolgono, con grande entusiasmo, chiunque desideri trascorrere un Natale all’insegna del divertimento e magia. Sweet Christmas è un evento dove caramelle giganti addobbano l’intera Edenlandia; donano maggiore allegria e dolcezza a tutti i bambini ma anche agli adulti affezionati al parco. Ma non finisce qui perché l’incantevole parco ospiterà anche due delle case di cioccolato più famose e deliziose: Lindt e la Caffarel che, per le feste natalizie, decoreranno graziose casette di gadget simpatici e squisiti cioccolatini dalle forme natalizie, caramelle gommose, e marshmallows.

Ancora, il magico parco giochi regalerà momenti indimenticabili questo Natale con l’animazione e spettacoli per grandi e piccini, con i laboratori di Natale con i suoi “truccabambini” (animatori pronti a soddisfare ogni desiderio dei bambini con trucchi per il viso adatti all’occasione), la grande parata e l’arrivo di Babbo Natale per divertire i bambini con giochi e doni. Numerosi i divertimenti che aspettano il pubblico nel parco giochi napoletano questo Natale 2022, pronto, come sempre, a far vivere a tutti gli effetti l’atmosfera natalizia.

Edenlandia è il parco giochi più grande di Napoli, la sua costruzione iniziò nel lontano 1937. L’intenzione era quella di creare un parco divertimenti dove i bambini potessero passare giornate intere nella spensieratezza assicurando i  genitori di aver lasciato i loro figli in un posto accogliente e sicuro. Disgraziatamente, però, a causa della guerra la costruzione del parco fu interrotta e riprese solo negli anni sessanta.

Edenlandia fu inaugurata nel 1965. Giochi, dolci e peluche erano una grande novità per i bambini italiani di quel tempo e, infatti, soprattutto la domenica, molte famiglie si precipitavano nel meraviglioso parco per trascorrere una piacevole giornata.  Chiunque abbia avuto il piacere di vivere anche solo una volta una giornata all’Edenlandia, è senza dubbio tornato a casa con un piacevole  e dolce ricordo.

Alessandra Federico

Credito cooperativo: i vertici a Napoli per confrontarsi sulla Marca e sull’etica dello sviluppo

Un confronto sui temi di grande attualità bancaria al centro del convegno dal titolo “Il Credito Cooperativo della Campania e della Calabria: analisi del posizionamento competitivo della marca e definizione delle azioni evolutive.

“La marca racchiude in sé un insieme di elementi tra cui i valori che ispirano e segnano il carattere distintivo delle aziende. Sono i valori a base della nascita e della vita di una Banca di Credito Cooperativo. Un progetto ambizioso che parte dai fabbisogni delle Comunità che si mettono insieme per realizzare scopi comuni. Un modello di banca con radici antiche e forti che ha superato avversità politiche, economiche e sociali. La BCC non è solo un’azienda bancaria, perché la sua missione comprende lo sviluppo economico dei propri soci e clienti e dei territori ripreso dell’art. 2 dello statuto di ogni BCC. Coniugare l’anima sociale con quella dell’azienda bancaria è la vera sfida di un cooperatore per evitare derive e omologazioni che tradirebbero le volontà di tante persone che hanno dato origine a questo progetto di Banca. Per questi motivi al centro della nostra azione ci sono il rating umano, la biodiversità creditizia e l’algoretica per dare maggior valore all’uomo, alle sue idee e ai suoi progetti, utilizzando gli algoritmi in maniera più umana ed efficiente”. Amedeo Manzo, presidente della Federazione Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania e Calabria, traccia così le linee del confronto tra i relatori – tutti ai vertici del credito cooperativo italiano – partendo dalla relazione del professore Cantone davanti a tanti studenti e al mondo del credito cooperativo nella sede della Università Federico II a Monte Sant’Angelo.
Efficacia, trasparenza, presenza, solidità e radicamento sono le cinque parole chiave che le BCC aderenti alla Federazione delle Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania e Calabria applica sui territori per raggiungere risultati straordinari. Parole chiave che hanno consentito alle Banche di credito cooperativo di raggiungere risultati davvero notevoli alla Federazione che conta numeri notevoli oggi: 16 banche, 236 sportelli, 1578 dipendenti, 63.241soci, 470.912 clienti, 8.775 milioni di euro la raccolta complessiva, 4.841 milioni di impieghi, 13.617 milioni il prodotto lordo, 694 milioni di euro di patrimonio per un CET1 al 23,83%.

“Dalle Banche di Credito Cooperativo del Sud arriva la spinta a un credito più umano, sostenibile, utile al territorio. È la dimostrazione che unire i valori all’efficienza ci conduce all’efficacia e rappresenta un modello di fare banca per il territorio in difesa delle comunità riuscendo a ottenere al contempo importanti risultati economici. Ciò seguendo i principi fondanti del rating umano e della biodiversità creditizia”, ha proseguito Manzo.

Banche e Federazioni forti vicine al territorio, che contano dell’appoggio di due Gruppi Bancari Cooperativi che consentono di poter offrire prodotti e ogni servizio con alti standard di qualità. A dimostrare ciò al convegno sono presenti tutti i vertici nazionali e i presidenti delle principali Federazione del credito cooperativo con i rappresentanti sia del Gruppo BCC ICCREA che di Cassa Centrale Banca.

“Da Napoli dunque nel solco della tradizione abbiamo fatto una proposta di innovazione nel sistema per raggiungere importanti risultati economici ma anche sociali sul territorio mostrata in maniera particolare anche attraverso le celebrazioni lo scorso anno di Antonio Genovesi, che ci hanno consentito di aprire importanti interlocuzione con la società civile, culturale, istituzionale”, sottolinea Manzo.

I lavori del convegno si sono aperti con i saluti di Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania; Adele Caldarelli, Università degli Studi di Napoli Federico II, Direttrice del Dipartimento di Economia Management, Istituzioni, Antonio Garofalo rettore dell’Università Parthenope, il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Giuseppina Castiello.

La relazione sul tema è stata tenuta dal Luigi Cantone, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II del Dipartimento di Economia Management, Istituzioni, e docente di Marketing e strategia d’impresa sulla quale si sono confrontati Mauro Pastore, direttore generale del Gruppo BCC ICCREA Banca; Giorgio Fracalossi, Presidente del Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca; Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione “Tertio Millennio” Augusto Dell’Erba, Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo – C. R. che ha dichiarato: “Il rilancio del sistema del credito cooperativo di Campania e di Calabria passa per questa unificazione e oggi appunto danno prova della loro forza e della loro capacità di interpretare il territorio. Oggi ci sono inoltre gli esponenti di entrambe le capogruppo bancarie e questo è segno che il credito cooperativo al di là delle declinazioni industriali è uno e unitario”.
“Una conclusione sulla proporzionalità, nel senso che si fa tanto per le comunità, come banche meno rischiose però ugualmente assoggettate alla normativa di altri Gruppi Bancari, creando uno svantaggio competitivo e costi di compliance elevati. Federcasse unitamente alle Capogruppo si sta attivando proprio nella direzione di far riconoscere una proporzionalità maggiore alle BCC. In tal senso di recente, la Banca d’Italia ha osservato che si dovrebbe tenere conto delle “peculiarità” delle BCC. E riteniamo che anche il nuovo governo possa impegnarsi in tale direzione riconoscendo il valore particolare delle BCC con una maggiore proporzionalità”, una riflessione di Amedeo Manzo accolta con favore dalla sottosegretaria Giuseppina Castiello intervenuta alla iniziativa che ha osservato che “siamo qui per evidenziare quanto sia importante il ruolo del credito cooperativo. Il presidente Manzo ha dimostrato quanto sia importante essere a contatto col territorio. E la politica deve fare insieme questo lavoro”.

“Partendo dallo scenario presente in cui ci muoviamo, contrassegnato da una diffusa mancanza di ottimismo e sfiducia, interessante è rilevare quanto la Marca BCC continui ad essere “depositaria di fiducia”. Fiducia che rappresenta uno dei quattro ingredienti chiave dell’Economia civile, insieme a mutualità, bene comune e pubblica felicità. Una fiducia ed una stima, quella dei clienti e dei dipendenti delle BCC, che si dimostra svincolata dalla mera dimensione funzionale e ‘prestazionale’ relativa alla fruizione di un prodotto/servizio, ed è legata invece ad una matrice valoriale condivisa. Da qui l’importanza di confermare e rinnovare il nesso fondante con quanto riportato nel nostro Statuto, per valorizzare la vocazione etica e solidale delle BCC; ponendo sempre al centro del nostro operare l’essere umano e il bene(ssere) comune, nel solco tracciato dalla Dottrina Sociale della Chiesa”. Lo ha dichiarato Alessandro Azzi, presidente della Fondazione Tertio Millennio.

Giorgio Fracalossi, Presidente del Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca ha sottolineato “il ruolo di banca inclusiva e partner affidabile per le comunità del territorio, a maggior ragione nell’attuale contesto complesso. Il gruppo Cassa Centrale Banca, Credito Cooperativo Italiano valorizza le peculiarità del ‘Nostro modo di fare banca’ con una evidente identità forte con un richiamo alla rilevanza della riconoscibilità del marchio, sviluppata in collaborazione con le Banche del Gruppo. In tal senso ribadiamo l’impegno a proseguire nel percorso di crescita riaffermando la vocazione locale ed autonoma del nostro Gruppo. L’incontro di oggi è molto importante per tutto il credito cooperativo e spero che oggi si possa dibattere in serenità di quello che sono alcuni aspetti che toccano anche il modo in generale di parlare di marca, di marchio, di visioni, di parlare di distintività dei gruppi e spero di poter dare il mio contributo”.

Mauro Pastore Direttore Generale Gruppo BCC Iccrea ha invece sottolineato: “Il Gruppo BCC Iccrea dalla sua costituzione nel 2019 ad oggi ha realizzato una vera e propria un percorso di crescita evolutiva. Ha lavorato nella direzione dell’efficientamento delle sue strutture per renderle più funzionali alle richieste delle sue banche e alle esigenze dei soci e clienti di queste ultime. Ha rafforzato la solidità patrimoniale complessiva. Ha realizzato partnership per arricchire l’offerta con prodotti sempre più competitivi. Ha rinnovato nella continuità preservando la storia e i valori delle sue BCC che sono riuscite ogni anno ad incrementare il proprio sostegno finanziario ai loro territori. Oggi è il quarto gruppo bancario italiano per totale attivo e si compone di 120 banche di credito cooperativo con oltre 2.400 filiali in tutta Italia. Un brand riconosciuto e riconoscibile, sinonimo di coesione, affidabilità, professionalità”.

Il vicepresidente della Federazione Campania Calabria Nicola Paldino ha sottolineato che “oggi è una giornata importante per le BCC di tutta Italia e in particolare per la Federazione Campania Calabria perché siamo certi di riuscire a realizzare ancora qualcosa di interessante per tutto il mondo del credito cooperativo grazie ai suggerimenti che vengono da questa indagine”.
Tanti i messaggi istituzionali di vicinanza al credito cooperativo ben rappresentati dal saluti del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ha fortemente sottolineato che “il credito cooperativo è molto importante per la nostra città e in questi anni difficili Amedeo Manzo è sempre stato al fianco dei napoletani e sappiano di poter sempre contare su di voi”.

Casa dello Scugnizzo: “Un sorriso alla salute”

Nell’ambito del programma di celebrazione del centenario della nascita di Mario Borrelli (1922 – 2022), fondatore a Napoli della Casa dello Scugnizzo, in piazzetta San Gennaro a Materdei n. 3 sarà possibile partecipare all’iniziativa di prevenzione dentale “Un sorriso alla salute” grazie alla collaborazione con lo Studio odontoiatrico del dott. Vincenzo Surrianelli, sito all’interno della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus, presieduta dal prof. Antonio Lanzaro.

La prevenzione, anche nel caso di quella odontoiatrica, è essenziale per mantenere la salute dei denti ed evitare che patologie  anche che non manifestano immediati sintomi od evidenze possano nel tempo mettere a rischio l’integrità del sorriso e la salute stessa dell’apparato dentale e della bocca.

Presso lo Studio  Surrianelli sarà possibile sottoporsi a visita di controllo odontoiatrica a titolo gratuito nel mese di novembre 2022 nei giorni  14 – 21 – 28  dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

Per prenotare la visita è possibile contattare la Segreteria della Fondazione allo 081-5641419 o direttamente lo Studio Surrianelli al 3803241167.

Un’iniziativa che si inserisce  nelle attività della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus che vengono realizzate non solo a supporto del territorio di Materdei in cui si trova la sua sede ma estesa a quanti vogliono conoscere una realtà che da oltre settant’anni lavora e opera in favore delle fasce più deboli della popolazione.

4 novembre: per non dimenticare

Stamani le note della leggenda del Piave, conosciuta anche come La canzone del Piave, Il Piave mormorava o semplicemente Il Piave, brano composto nel giugno 1918 dal maestro napoletano Ermete Giovanni Gaeta (noto con lo pseudonimo di E. A. Mario) e quelle dell’inno nazionale, sono risuonate nell’aria accompagnando le celebrazioni del 4 novembre all’Altare della Patria in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.

Nei giorni scorsi il “Treno della Memoria” aveva percorso il nostro Paese  in ricordo del convoglio che 101 anni fa trasportò a Roma la salma del milite ignoto e che quest’anno, dopo il viaggio del centenario, ha di nuovo attraversato l’Italia, da Trieste a Palermo, transitando in 730 stazioni e sostando in 17.  Nel 1921 la salma del “Milite Ignoto” fu scelta tra 11 corpi non identificati da Maria Bergamas, una madre italiana che aveva perso un figlio nella Prima Guerra Mondiale, in rappresentanza di tutte le donne che avevano avuto figli caduti in guerra. La salma, trasportata su un convoglio speciale che partì da Aquileia per arrivare a Roma dove sarebbe stata tumulata.

La celebrazione del 4 novembre fu istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale. Fu scelta questa data che coincideva con l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918) che sancì la resa dell’Impero austro-ungarico all’Italia.

Un giorno in cui ricordare non solo i caduti della Prima Guerra Mondiale ma anche del Secondo conflitto mondiale e di tutte le guerre combattute o che si stanno combattendo.

In questo giorno il mio pensiero va in particolare al giovane Francesco Altomonte, insignito di riconoscimento al valor militare, caduto a soli 23 anni a Tobruk il 12 ottobre 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale mentre era imbarcato su una torpediniera di scorta ad un convoglio. Il sacrificio e il nome di Francesco, che non ho potuto conoscere se non attraverso le fotografie e i ricordi di famiglia, è stato giustamente ricordato con altri caduti in guerra nella lapide collocata in piazza dei Martiri a Palizzi Marina in provincia di Reggio Calabria.

Bianca Desideri

Naples Fashion Week

Anche a Napoli ha visto finalmente il momento più amato per gli appassionati di moda: la Naples Fashion Week. Da giovedì 20 ottobre fino a sabato 22, un’emozionante ed appassionante sfilata di moda si è svolta nella città partenopea dove meravigliosi abiti, indossati da elegantissime modelle, sono stati presentati presso il Complesso di San Domenico Maggiore e fotografati sul Red Carpet addobbato per il grande evento.

A progettare l’evento è stata l’associazione NoiNo Polo Moda di Alessandro Di Laurenzio con la collaborazione di Bottega Ferrigno, Sorbillo Lievito Madre, NaFashion Magazine, TeleA e CapriEvent TV e Fashion Week MAG  magazine.

L’obiettivo di questa sfilata-evento moda, è stato quello di lanciare idee di outfit cercando di abbinare abiti semplici alla portata di tutti e adatti ad ogni tipo di circostanza e, difatti, allo show erano presenti diverse influencer di moda che, grazie alla loro notorietà nel mondo dei Social Network, erano pronte ed entusiaste di collaborare postando foto e video degli outfit.  Un altro fruttuoso intento è stato, con questo evento, quello di restituire alla città di Napoli il suo valore, la sua importanza che da troppi anni le era stata ingiustamente sottratta. Pare proprio che, negli ultimi tempi Napoli stia rifiorendo: si organizzeranno una serie di entusiasmanti eventi di moda e non solo; mostre, spettacoli e tanto altro. D’altro canto, tutti i  turisti  presenti sono rimasti piacevolmente incantati dalla accattivante atmosfera che si era creata, non solo per lo show e il clamore circostante, bensì per tutto lo scenario che la spettacolare città partenopea è riuscita a regalare anche stavolta.

 

“Questo evento è stato emozionante, non perché sia stata la prima fashion week a cui ho partecipato, ma perché è stata organizzata e realizzata a Napoli”

Marina è una ragazza di 26 anni napoletana ed è un’appassionata di moda. Ci racconta la sua esperienza alla Naples Fashion Week.

Marina, cosa in particolare ti ha colpito di questa sfilata?

Di certo i meravigliosi outfit che proponevano e anche l’obiettivo che gli organizzatori avevano per questo evento, che a mio parere risulta molto interessante e costruttivo perché è ora che Napoli torni a splendere. E gli sguardi del pubblico, prima di ogni cosa. Quelli dei napoletani e quelli di tutti i turisti che osservavano lo show e fotografando esclamavano: stupendo, stupendo come Napoli! Erano tutti affascinati dagli abiti ma soprattutto dalla bella Napoli che contribuisce, e non poco, a rendere tutto più magico.

Ti piace vivere a Napoli?

Come in tutti i posti nel mondo ci sono i pro e contro. Ma se c’è una cosa che posso affermare con fierezza della mia città è che Napoli è un teatro a cielo aperto.  Per me questa frase racchiude due cose: la bellezza estetica di Napoli e quella del suo popolo che collabora a renderla tale. Perché il calore dei cittadini con il loro entusiasmo, la musica, il profumo costante di buon cibo, il buon clima, l’arte dell’artigiano, e tanto altro fanno la storia di Napoli, una storia che ti racconta ogni angolo della città.

Studi moda oppure è solo una tua passione?

Sono una grande appassionata di moda ma non ho mai frequentato alcun corso, anche se in realtà è come se l’avessi studiata perché sono sempre informatissima su tutto ciò che riguardi il mondo del fashion. Studio per diventare Social Media Manager ma non escludo un giorno di frequentare l’accademia di fashion designer e chissà, le cose potrebbero anche andare di pari passo. Napoli, per quanto riguarda le facoltà di design e cucito, penso sia una delle città migliori, soprattutto per quanto riguarda la sartoria.

Dunque consiglieresti di studiare moda a Napoli?

Se si ha intenzione di diventare fashion design consiglio di studiare anche a Napoli ma poi emigrare verso Milano, che è sempre la capitale della moda, per quanto riguarda l’Italia. altrimenti direi Parigi o New York. Per quanto riguarda la sartoria, invece, Napoli offre anche di più, i migliori capi di artigianato sono da sempre quelli napoletani.

Alessandra Federico

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