Il riconteggio delle schede elettorali da ragione a Enzo Borriello

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Enzo Borriello, consigliere uscente del PD della IV Municipalità all’indomani delle ultime votazioni, si doleva del fatto che non gli erano state attribuite correttamente le preferenze che gli avrebbero consentito di essere rieletto. La sua doglianza aveva fondamento, infatti, a seguito del suo ricorso al TAR, è stato effettuato presso la Prefettura di Napoli il previsto controllo delle schede elettorali, che gli ha dato ragione.
“Dal riconteggio delle schede della sezione 209 – dichiara Enzo Borriello – risultano, come da Verbale della Prefettura, n. 84 preferenze espresse in mio favore tanto da essere il più votato e primo degli eletti nella Lista PD della IV Municipalità. Pertanto, dopo questa giusta conferma riprenderò la mia attività politica, mai peraltro abbandonata in questo periodo di attesa, di Consigliere alla IV Municipalità”.
Un impegno politico a servizio di un territorio che ha bisogno di un’attività continua e attenta viste le numerose e variegate problematiche che lo interessano. “Continuerò ad operare – dichiara ancora Borriello – sempre con lo stesso entusiasmo e metterò a disposizione la mia ultradecennale esperienza politica per la soluzione delle innumerevoli problematiche sociali ed individuali che interessano un Territorio che necessita di presenza ed autorevolezza nell’impegno sociale e politico di un Amministratore consapevole e serio”.

Alessandra Desideri

 

Gemito al Teatro San Ferdinando

Angela Pagano e Claudio DI Palma

“Io sento tutte ‘e ccose! Comme si chesta fosse cella mentale…”, questa è la confessione di Gemito nell’introdurre la propria condizione di prigioniero della psiche.
E Gemito è il protagonista de Il genio dell’abbandono in scena in prima nazionale al Teatro San Ferdinando di Napoli. Fino al 5 marzo Claudio Di Palma, regista e attore di riferimento dello Stabile di Napoli, porta in scena l’adattamento teatrale del romanzo di Wanda Marasco Il genio dell’abbandono, edito da Neri Pozza, finalista al Premio Strega 2015. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, è interpretato da Angela Pagano (nel ruolo di Giuseppina Baratta), Claudio Di Palma (Vincenzo Gemito), Cinzia Cordella (Mathilde Duffaud), Paolo Cresta (dott. Virnicchi), Francesca De Nicolais (Peppinella Gemito), Giacinto Palmarini (Emanuele Caggiano), Alfonso Postiglione (Antonio Mancini), Lucia Rocco (Nannina Cutolo), Gabriele Saurio (Masto Ciccio).
Quella di Vincenzo Gemito è “una reclusione intima e finale, irredimibile e profonda. Ed è proprio questa reclusione a rappresentare il luogo del presente in cui cercano, sulla scena, senso e dinamica, continuità e tempo i segmenti narrativi della straordinaria biografia sincronica articolata da Wanda Marasco per raccontare del genio e dell’abbandono di Vincenzo Gemito”.
Il racconto portato in scena dal regista Di Palma è quello di un “corpo già finito o forse solo non nato di un folle, un corpo attraversato da ombre occulte che ammuinano il cervello, un corpo alla ricerca di una forma finale… ammacari di piscatoriello, un corpo/cella nel quale risuonano ancora tutte ‘e ccose: affettuosità e violenze, perversioni innocenti, amicizie fernute. Risonanze che, “pure se fosse solo pazzaria del ricordo”, sono ancora dolorose. Risonanze che prendono forma in corpi di matre, di mogliere sbagliate, di buon patre, di spiriti di compagnia in carne…. ed ombra. Sono tutti suoni percepiti e non sentuti per effetto del litio mancante, forse, o del bismuto curativo squagliato nelle serenghe; prodotti di una insana ‘nfrancesatura (sifilide contratta in terra parigina) o meglio ancora effetti di quella naturale distonia tra il reale ed il presunto tale che sempre sostanzia la vita creativa di un artista. Quel che ne risulta, dunque, è un Vicienzo in vorticoso delirio ai cui occhi anche Napoli si prefigura come panorama distorto e ‘nguacchiato, anche la Storia, con le sue presunte verità, si accartoccia e stinge in devianze visionarie. I disegni e le sculture, invece, si concretano solo nelle parole, attendono forma dallo struggimento di interiezioni e diverbi, di urla e sospiri e la lingua si modula, così, sui registri variabili di un dialetto napoletano ad un tempo aspro e colto, basso ed aeriforme che si configura come unica, possibile declinazione del verbo della sofferenza”.
E per Wanda Marasco “le vite che possiedono l’annientamento e la capacità di sopravvivere, ovvero le linee essenziali del dramma, appartengono per loro natura al teatro”.
Uno spettacolo teatrale di sicura presa sul pubblico interessato a meglio conoscere questo “genio dell’abbandono” e a percorrere con lui il percorso dell’arte.
Salvatore Adinolfi

Teatro Stabile. Madame Pink: commedia con canzoni e cane

Flo e Mauro Gioia
Foto: Cesare Accetta

Titolo accattivante quello dello spettacolo firmato da Alfredo Arias scritto in collaborazione con René de Ceccatty che va in scena dal 1° al 12 marzo al Teatro Mercadante di Napoli.
Madame Pink, una commedia con canzoni e cane, il racconto “assai irriverente” di un sogno rosa che diventa un nero incubo. «In Madame Pink – dichiara Alfredo Arias – la complessità del melodramma nel cinema noir americano si sposa con lo spirito diretto ed innocente degli spettacoli di Broadway. In un mondo di animali che parlano – come nei film di Walt Disney – accadono situazioni al limite dell’umano. Madame Pink può essere considerato un lavoro ispirato alla cultura americana anche se totalmente espressione della mia visione del mondo. E’ una commedia con canzoni, non un musical o una commedia musicale. Ci siamo ispirati alla musica americana degli anni ’70 e ’80 rivista da Mark Plati e Mauro Gioia in un largo ventaglio di suggestioni.
Madame Pink, come tutte le eroine del melodramma, è una donna esposta alla crudeltà del mondo ma condannata a finire la sua vita con un “Happy End”. La povera Madame non immaginava che una cagnolina trasformasse la sua esistenza in una vita da cani».
Interpreti della piece teatrale del regista franco-argentino i bravissimi Gaia Aprea (Madame Pink), Flo (Roxie), Mauro Gioia, (Goodman), Gianluca Musiu (Badman) Paolo Serra (Regularman; Dr. Tore; Inspector Shake). Scene di Agostino Iacurci e costumi di Marco De Vincenzo. Le musiche sono di Mark Plati e Mauro Gioia, le luci di Cesare Accetta e la maschera di scena è di Erhard Stiefel, scultore e scenografo franco-svizzero, storico collaboratore di Ariane Mnouchkine e Théâtre du Soleil, di Antoine Vitez e dello stesso Arias.
Gli attori sono accompagnati in scena dai musicisti Giuseppe Burgarella (tastiere), Ben Croze (chitarre), Marco Di Palo (basso) e Salvatore Minale (batteria). Prezioso il contributo dato da Agostino Iacurci, giovane pittore, scultore e scenografo foggiano tra i più considerati protagonisti della street art mondiale autore delle scene dello spettacolo e dell’immagine di locandina; da Marco De Vincenzo, 38enne stilista di Messina, vero e proprio nuovo astro della moda italiana autore dei costumi di scena, indossato da Beyoncé.
Un’ora e 40 minuti di spettacolo, con ben 14 canzone inedite ispirate agli anni ’70 e ’80 americani composte dallo statunitense Mark Plati (collaboratore storico di David Bowie e di Prince, The Cure, Natalie Imbruglia) insieme a Mauro Gioia, su liriche di Arias e dello stesso Mauro Gioia.
Prossima tappa di Madame Pink il Teatro Argentina di Roma. Solo due giorni per tornare in scena dal 14 al 19 marzo nella capitale.
Madame Pink è una nuova produzione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale.
Salvatore Adinolfi

RACNA Magazine, l’arte contemporanea in una rivista

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RACNA Magazine e la sua progettualità saranno protagonisti al museo MADRE di Napoli giovedì 2 marzo 2017 alle ore 18.00. A presentare l’evento il direttore della rivista Carmine De Falco e la project manager Chiara Reale che dialogheranno con Sabrina Vitiello, curatrice del progetto Say no to trash, con il gallerista Piero Renna, con la giornalista e scrittrice Alessandra Farro, con Silvia Scardapane di Inward-Osservatorio sulla Creatività Urbana. Ad introdurre i lavori il direttore del museo, Andrea Viliani.
L’arte contemporanea al centro del progetto della rivista che “si propone di agire quale strumento di riflessione e condivisione su tutti i possibili linguaggi attraverso cui comunicare l’arte, e quale soggetto propulsore di iniziative rivolte alla valorizzazione dei giovani artisti e alla creazione di una rete tra tutti gli operatori culturali operanti sul territorio di riferimento”.
La rivista è stata fondata nel 2015 dalle associazioni Marchese Editore e Componibile 62 come portale multimediale dedicato all’arte contemporanea. L’idea base è quella di coinvolgere i protagonisti del sistema dell’arte che operano a Napoli e in Campania: artisti, galleristi, curatori, collezionisti, centri di produzione ed esposizione, di studio e promozione.
Un progetto destinato a raccogliere consensi e interesse non solo dagli operatori del settore ma anche da quanti amano l’arte e vogliono seguirla.
Alessandra Desideri

Finanze pubbliche italiane, Ue e necessaria manovra correttiva

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L’Italia ha tempo fino ad aprile per eseguire una manovra correttiva dei suoi conti pubblici pari a 3,4 miliardi di euro. Una tale operazione rappresenta un importante banco di prova per il nuovo staff di governo ed è necessaria per evitare una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia per eccessivo deficit.

Mercoledì 22 febbraio, la Commissione europea ha riaffermato l’importanza di una correzione (pari a 3,4 miliardi di euro) dei conti pubblici italiani al fine di evitare l’avvio di una procedura di infrazione per eccessivo deficit. Tale operazione, in apparenza minima, non è facile per il nuovo governo, data la decomposizione politica generale innescata dal referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

L’Italia, oltre a essere interessata da una stagnazione economica ventennale, deve fronteggiare anche un massiccio indebitamento (più del 130% del PIL), nonostante il debole deficit di bilancio (2,4%). Il presidente del Consiglio Gentiloni, privo di un calendario elettorale definito e a causa di un limitato margine di manovra dovuto al frammentato contesto politico italiano, ha difficoltà a rassicurare i suoi omologhi europei. Infatti, venerdì 24 febbraio, nasce anche “Democratici e Progressisti”, un nuovo movimento creato da una scissione dei dissidenti del PD guidati da Roberto Speranza ed Enrico Rossi. Tuttavia, il Premier afferma che attuerà le manovre correttive senza aumentare le imposte, bensì incrementando la tassazione sul gioco e la lotta contro l’evasione fiscale.

La prospettiva di una nuova legge elettorale, di matrice essenzialmente proporzionale, suscita inquietudini circa il raggiungimento di una maggioranza stabile, a causa di uno scenario politico sostanzialmente diviso in 3 parti in cui l’unica forza omogenea è il non classificabile Movimento 5 Stelle. L’Italia ha tempo fino al 30 aprile per comunicare le sue intenzioni a Bruxelles.

Danilo Turco

Alla ricerca di vita altrove, scoperto un nuovo sistema planetario

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La notizia ha certamente del sensazionale, se si tiene conto di quanto sterminato sia l’universo e di come da sempre l’uomo si sia interrogato sulla sua condizione all’interno di questo vasto cosmo. Ebbene, la Nasa ha annunciato la scoperta di un intero sistema solare con sette pianeti simili al nostro, sei dei quali si trovano in una zona temperata in cui la temperatura è compresa fra zero e 100 gradi, e tutto questo a “soli” 39 anni luce dalla Terra.

La ricerca, pubblicata su Nature, è stata coordinata dall’Università belga di Liegi e descrive il più grande sistema planetario mai scoperto, con tanti possibili sosia del pianeta azzurro, tutti attorno alla stella chiamata Trappist-1, il loro Sole.

La straordinarietà della scoperta sta proprio nella particolare struttura di questo sistema planetario: i suoi pianeti hanno tutti dimensioni simili a quelle della Terra e, attraverso il telescopio Trappist, installato in Cile presso lo European Southern Observatory (Eso), i ricercatori hanno scoperto che tre dei sette pianeti si trovano nella zona abitabile, cioè alla distanza ottimale dalla stella per avere acqua allo stato liquido. Potrebbero quindi ospitare oceani e, potenzialmente, la vita. I sei pianeti più vicini alla stella sono paragonabili per dimensioni e temperatura alla Terra e probabilmente potrebbero avere una composizione rocciosa.

Il Sole di questo sistema era già noto agli scienziati; scoperto nel 2016, Trappist-1 è una stella nana ultrafredda, ossia meno calda e più piccola della nostra, la sua massa è pari a un decimo rispetto a quella del Sole e la sua luminosità pari a solo 5 decimillesimi. I pianeti che le ruotano attorno sono molto più vicini tra loro di quanto non lo siano i pianeti del nostro Sistema Solare; essi, infatti, compiono un’orbita completa intorno alla loro stella nell’arco di una manciata di giorni. Vale a dire che il loro anno vola: dalla durata minima di un giorno e mezzo a un massimo di 12 giorni. Proprio questo essere così tanti e stretti vicino alla loro stella ha permesso di caratterizzarli tanto bene e concludere sulla loro similarità rispetto alla Terra.

Adesso non rimane che aspettare la prossima mossa della Nasa, che si prepara a lanciare, già nel 2018, il telescopio spaziale James Webb, il quale potrà dare le prime risposte interessanti sulla più esatta composizione dei pianeti del sistema di Trappist-1.

Rossella Marchese

CETA: approvazione del Parlamento europeo

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L’accordo commerciale CETA – Comprehensive Economic and Trade Agreement – tra Ue e Canada è stato ratificato dal Parlamento europeo mercoledì 15 febbraio.

L’accordo CETA, ratificato dal Parlamento europeo mira a incrementare il commercio di beni, servizi e investimenti tra l’Ue e il Canada. Questo trattato è stato spesso denominato un “Tafta 2” (Trans-Atlantic Free Trade Agreement) suscitando numerose inquietudini. Prima del passaggio attraverso tutti i parlamenti nazionali e regionali dell’Ue, la votazione del Parlamento europeo consente un’applicazione provvisoria del testo già a partire da aprile 2017.

Il CETA mira ad agevolare la creazione di nuove opportunità per le imprese in Ue, le quali potranno risparmiare più di 500 milioni di euro ogni anno, somma spesa fino ad oggi per acquistare i diritti su varie merci esportate verso il Canada. Le imprese dell’Ue beneficeranno di un accesso senza precedenti al mercato canadese a tutti i livelli: federale, provinciale e municipale. Le piccole imprese, spesso impossibilitate a fronteggiare i costi delle procedure amministrative, saranno tra i primi beneficiari di questo accordo e potranno risparmiare tempo e denaro evitando ad esempio, le lunghe procedure doganali e alcune spese legali elevate.

Infine, i consumatori dell’Ue potranno beneficiare di una scelta maggiore pur preservando le normative europee. Solo i prodotti e i servizi in perfetta conformità con le norme europee potranno entrare nel mercato Ue. Infatti, il CETA non modificherà la normativa Ue in materia di sicurezza alimentare concernente l’interdizione di alcuni prodotti tra cui gli OGM e la carne agli ormoni.

Danilo Turco

Grammy 2017, Adele vince cinque premi

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Tributi a David Bowie e George Michael

Adele e David Bowie sono stati i protagonisti della 59esima edizione dei Grammy. La cantante britannica ha sbaragliato tutti ottenendo cinque premi e diventando la prima artista, a 28 anni, a vincere nelle tre categorie principali per la seconda volta consecutiva: a lei infatti sono andati i premi per miglior album dell’anno, miglior album pop (‘25’), miglior disco dell’anno, miglior canzone dell’anno e la migliore performance da solista pop (gli ultimi tre per “Hello”). Adele ha voluto dedicare la sua vittoria a Beyoncè che, secondo lei, avrebbe meritato il premio per miglior album dell’anno. “Sono molto grata ma per me il miglior album era quello di Beyoncè, un lavoro immenso e ben pensato. È un bel lavoro in cui mette a nudo la sua anima e possiamo vedere una parte di lei che non sempre mostra”, ha dichiarato l’artista originaria di Tottenham.

L’altro artista che ha avuto più successo in quest’edizione dei Grammy è stato Chance the Rapper, 23enne rapper di Chicago che ha vinto il premio per il miglior artista emergente, per il migliore disco rap con Coloring Book e per la migliore performance rap con “No problem”.

Tra gli altri premiati, a David Bowie sono stati assegnati i premi postumi per la miglior performance rock e per la miglior canzone rock, per “Blackstar”, e quello per il miglior disco di musica alternativa, per il disco omonimo. Il dj Flume ha vinto con Skin il premio per il miglior disco di musica elettronica, i Cage the Elephant hanno vinto quello per il miglior disco rock con Tell Me I’m Pretty, mentre “Hotling Bling” di Drake ha vinto quello per la migliore canzone rap. Sturgill Simpson ha vinto il Grammy per il miglior disco country con A Sailor’s Guide To Earth, mentre il chitarrista John Scofield ha vinto quello per il miglior disco jazz con Country for Old Men.

Laura Pausini è rimasta a bocca asciutta ai Grammy Awards 2017. La cantante di Solarolo era in lizza per un riconoscimento nella categoria Best Latin Album con “Similares”, edizione spagnola del suo ultimo album “Simili”, ma purtroppo non è riuscita a spuntarla sui suoi rivali. Per lei, tuttavia, è arrivato un premio di consolazione. Laura è stata infatti nominata dalla rivista Vogue l’artista con l’out-fit migliore durante la cerimonia tenutasi allo Staples Center di Los Angeles. Il lungo abito bianco e nero firmato Valentino, stilista che la stessa Pausini ha voluto ringraziare pubblicamente con un post sulle sue pagine social, le ha permesso di sbaragliare una concorrenza “molto agguerrita”, rappresentata, tra le tante, dalla super trasgressiva Lady Gaga, Jennifer Lopez, Katy Perry e Beyoncé.

Nicola Massaro

A Napoli il “gran tour” multisensoriale proposto da Hart Cinema

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Hart Cinema è l’ultimo monosala di Napoli, ma il primo cinema “multisensoriale” della città che coniuga cinema, cucina e spettacolo.

Nato dalla ristrutturazione dello storico cinema Ambasciatori, nel 2015, la sua non è una sala come tutte le altre, con i suoi 100 posti tra poltrone, divani e letti king size gli spettatori sono “accolti” per passare una serata al cinema del tutto fuori dall’ordinario, tant’è che questa visione inconsueta del cultur club Hart l’ha mutuata da format già sperimentati in alcune capitali europee, Londra su tutte con il suo Barbican Centre, anche se la fonte di ispirazione primaria rimane il Paradise garage di New York.

Questa operazione di restyling che ha proiettato Napoli nel futuro, ha tutelato anche la bellezza e la magia del passato. All’esterno del cinema fondato nel 1969 da Antonio Stella e Fritz Jossa, infatti, resta la storica insegna “Ambasciatori” e  l’ingresso introduce ancora lo spettatore in un ambiente anni Quaranta, raffinato e accogliente.

Ma, all’Hart di Napoli c’è anche un Bistrot fuori dal consueto, con un menù firmato da una Stella Michelin tutta partenopea, Marianna Vitale, che per l’occasione, non solo ha rivisitato alcuni classici “cibi da cinema” rendendoli speciali, come i muffin alla pizza margherita o i calzoncini fritti, ma ha addirittura osato, aggiungendoci piatti veri e propri, tipo la zuppa di fagioli o il tortello di bufala, che si possono mangiare comodamente in cofanetti di cartoncino, come quelli per le patatine fritte o per i pop corn, perché pensati proprio per essere consumati in una sala, al buio, e guardando un bel film! Insomma, un’esperienza inconsueta, unica in Italia.

Il messaggio lanciato da Hart è semplice: dare qualità al proprio tempo, soprattutto quello libero, affinché non sia speso in maniera ordinaria, ma trovi un’alternativa insolita e piacevole.

Ebbene, non rimane che provare l’esperienza di sedersi o sdraiarsi sulle poltrone, i divani e i lettoni del Cinema Hart, ordinare dal menù e, al buio della sala, saggiare cosa vuol dire trovarsi nel primo cinema multisensoriale di Napoli.

Rossella Marchese

Cento candeline per Virginia

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Natalina Virginia Altomonte ha compiuto lo scorso 24 dicembre 100 anni. Classe 1916, nata in una ridente cittadina, Palizzi, in provincia di Reggio Calabria, ha dedicato la sua vita al lavoro e alla famiglia. La signorina, così tutti la conoscono e la salutano, ha percorso con grande abnegazione e senso del dovere i gradi della carriera nelle Poste italiane per raggiungere la direzione dell’Ufficio postale della ridente cittadina calabrese. Festeggiata da vicino, seguita amorevolmente da Santina, amata e festeggiata da lontano dalla sorella Lina e dai nipoti, Natalina Virginia è stata sempre punto di riferimento, disponibile ad aiutare gli anziani e le persone in difficoltà e sempre vicina ai propri familiari.
La Redazione di Networknews24 e la sorella e i nipoti da Napoli le hanno fatto pervenire in occasione del centenario i loro auguri affettuosissimi che le rinnovano quotidianamente.

Alessandra Desideri

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