XIX edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli

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Il 13 e 14 maggio in occasione della XIX edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli, in Italia saranno castelli solitamente preclusi alla visita. Un calendario ricco di tavole rotonde, mostre e dibattiti per la valorizzazione dell’immenso patrimonio castellano del nostro paese è consultabile, regione per regione sul sito www.istitutoitalianocastelli,it.
“Le iniziative organizzate in Campania – evidenzia il presidente arch. Luigi Maglio – si articoleranno in tutte e cinque le provincie. A Napoli, a Castel S. Elmo, sabato 13, in collaborazione con il Polo Museale Campano”, sarà organizzato un convegno sul tema: Castel Sant’ Elmo tra storia e nuove strategie di valorizzazione, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del direttore del Polo Anna Imponente, degli arch. Fabio Pignatelli della Leonessa e Luigi Maglio, rispettivamente presidenti nazionale e regionale dell’istituto Italiano dei Castelli, della direttrice Anna Maria Romano, del direttore generale politiche culturali della Regione Campania Rosanna Romano, del prof. Leonardo Di Mauro e di studiosi delle università napoletane.
La manifestazione che si terrà a Castel S. Elmo sarà arricchita, sia sabato che domenica, da numerose visite guidate condotte dagli esperti dell’Istituto che, attraverso un percorso esclusivo, sveleranno ai partecipanti gli aspetti inediti di questo straordinario gioiello dell’architettura militare del XVI secolo, unico a scala mondiale.
Sarà così possibile scoprire tanti gioielli di architettura che altrimenti non sarebbero visitabili al grande pubblico.
Per info e prenotazioni: castellicampania@virgilio,it.

Salvatore Adinolfi

Cina: un orizzonte commerciale dal profilo più preciso

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Le esportazioni commerciali cinesi sono aumentate. La Cina sta giovando di una favorevole congiuntura internazionale e della ripresa della domanda a livello globale.
Secondo le statistiche pubblicate il 13 Aprile dall’amministrazione delle dogane, a marzo le esportazioni commerciali cinesi hanno subito un forte incremento (pari al 16,4% su base annua). Questa crescita – la più forte da due anni – rappresenta una novità positiva insieme al tono più conciliante che il Presidente degli USA sembra voler adottare con Pechino.
Una ripresa della domanda a livello globale è segnalata dall’aumento degli scambi commerciali cinesi non solo con i Paesi emergenti, ma anche con gli Stati Uniti e con l’Europa (i suoi due principali partner commerciali). Secondo il centro studi Oxford Economics, nel primo trimestre 2017, il commercio mondiale sarebbe cresciuto con un ritmo, il più veloce da sei anni. Inoltre anche le importazioni continuano sensibilmente ad aumentare (+ 20,3 %) soprattutto nei settori del petrolio e del ferro.
Durante il primo trimestre, il PIL cinese sarebbe aumentato del 6,8% (con lo stesso ritmo dell’ultimo trimestre 2016 secondo gli economisti sondati da Reuters). E’ probabile che le esportazioni cinesi continuino a giovare di una migliore domanda mondiale nei prossimi mesi secondo Louis Kuijs (Oxford Economics). L’incontro fra Trump e il Presidente cinese Xi Jinping – dello scorso 6 e 7 aprile in Florida – ha contribuito a ridurre la tensione e i rischi commerciali.
Tuttavia, permangono ancora dei fattori destabilizzanti per la Cina. Il Presidente statunitense è disponibile a un compromesso se Pechino contribuisce a risolvere il problema della Corea del Nord. Trump e Xi (dopo l’incontro) si sono accordati sull’istituzione di un piano di 100 giorni per sviluppare delle soluzioni per le loro controversie commerciali (soprattutto il cronico deficit commerciale che gli USA registrano rispetto alla Cina). In che modo, però, le autorità cinesi ancora non lo hanno affermato. Pertanto, in Cina, il commercio estero rimane ancora un settore complesso e ricco di fattori potenzialmente destabilizzanti.

Danilo Turco

Le Acropoli dei Giovani ricordano Gerardo Marotta

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L’ultima creatura di Gerardo Marotta, le Acropoli dei Giovani, hanno concluso il 29 aprile la prima parte dell’articolato calendario di iniziative che vedono coinvolte molte regioni, realizzate in ricordo dell’avvocato, scomparso a gennaio, e promosse per ricordare che avrebbe compiuto 90 anni.
Sabato 8 aprile 2017 nell’aula magna dell’I.S.I.S. “EpicarmoCorbino” di Contursi Terme in provincia di Salerno, si è svolto il primo di tre appuntamenti inseriti nel ciclo di seminari intitolato “La Filosofia in soccorso dei Governi” e dedicato a grandi autori della filosofia moderna che hanno segnato il percorso intellettuale dell’Avvocato Gerardo Marotta.
L’iniziativa nata “come omaggio alla straordinaria personalità del presidente e fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici”, è stata promossa dall’Acropoli dei Giovani Primo Presidio Permanente Palomonte, nato nel 2014 dalla collaborazione fra l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e il Comune di Palomonte e che si avvale del sostegno del gruppo spontaneo di cittadini “Amici della Biblioteca Palomonte”.
Il coordinamento scientifico della rassegna è stato curato dai docenti del Liceo Classico “Epicarmo Corbino” di Contursi Terme, che si è contraddistinto per il costante sostegno a tutte le iniziative promosse dall’Acropoli dei Giovani. Tema del primo incontro “La filosofia civile e la tradizione meridionalistica: Vico e il Settecento Napoletano”, che ha analizzato le opere principali e le definizioni di storia, cultura, società, politica dell’intellettuale.
Il secondo appuntamento, dal titolo “Benedetto Croce Giustino Fortunato: cultura liberale e meridionalismo”, si è tenuto il 22 aprile presso l’aula consiliare del Comune di Palomonte. Il prof. Vincenzo Martorano del Liceo di Contursi Terme ha analizzato due figure emblematiche del pensiero filosofico italiano. Ultimo seminario in programma, “Gli hegeliani di Napoli e lo Stato unitario”, il 29 aprile, presso Liceo Scientifico “Assteas” di Buccino, grazie alla collaborazione del dirigente scolastico Gianpiero Garone e della prof.ssa Vincenzina Di Leo, docente di Storia e Filosofia. A tenere la relazione su “Gli Hegeliani di Napoli” il prof. Arturo Martorelli dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Ad ogni appuntamento è stato proiettato il docu-film “La Seconda Natura” del regista Marcello Sannino, ideato e dedicato a Gerardo Marotta. La rassegna ha visto anche la proiezione del cortometraggio “E lessero felici e contenti”, realizzato da La Balena, un ulteriore omaggio al grande Gerardo Marotta e alla sua immensa biblioteca.
Gli incontri sono stati moderati dalla giornalista e conduttrice radiofonica – Radio Mpa Valentina Risi. Presenti per l’Acropoli dei Giovani la dott.ssa Bianca Desideri, responsabile scientifico nazionale del progetto e il prof. Gerardo Grossi responsabile scientifico del Primo Presidio Permanente Palomonte dell’Acropoli dei Giovani.
Salvatore Adinolfi

Un Maggio tutto dedicato a Totò

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Il Maggio dei Monumenti 2017,  storica rassegna del Comune di Napoli dedicata all’ineguagliabile patrimonio artistico e culturale della città, quest’anno, in occasione dei 50 anni dalla morte del Principe della Risata, ha per titolo  ‘O Maggio a Totò.

La rassegna è stata presentata a Palazzo San Giacomo dall’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, che ha sottolineato come “la copresenza di due anime differenti rende la figura dell’attore assolutamente emblematica: un nobile, un principe, affiancato da un guitto, un personaggio comico e tragico allo stesso tempo, un romantico riferimento alla nostra città, elegante e ricca di fascino, divertente e sopra le righe ma con una certa vis drammatica”.

Il ricco calendario delle iniziative è consultabile sul sito del Comune di Napoli www.comune.napoli.it.

Nel calendario delle iniziative anche il nutrito programma dell’Associazione Culturale Napoli è che a Palazzo Serra di Cassano inaugurerà il 16 maggio la mostra “Totò, i Sedili e la Settima Arte” con il patrocinio dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e la preziosa collaborazione con l’Istituto Superiore “G. Marconi” di Giugliano in Campania.

Sarà possibile consultare il programma delle iniziative sul nostro giornale e sulla pagina face book Napoli è.

Alessandra Desideri

Incontro con l’autore dell’anno Fiaf 2016

Fra le numerose iniziative fotografiche che si svolgono nella regione Campania organizzate dalla FIAF (Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche) il 26 aprile il Circolo Fotografico Salernitano, presieduto da Aldo Iannuzzi, ha ospitato nella Sala “Tommaso Locecere” del DopoLavoro Ferroviario di Salerno tutti gli autori selezionati al Concorso Regionale FIAF Autore dell’Anno 2016.
Nel corso dell’iniziativa gli autori 2016 hanno proiettato e commentato le loro immagini. A vincere l’edizione 2016 del concorso, Fabio De Michele, socio del Circolo Fotografico Salernitano. Tutte interessanti sia per i temi affrontati sia per la qualità delle immagini prodotte i lavori sottoposti alla giuria.
L’intento della manifestazione è quello di realizzare un tessuto di coesione e collaborazione tra quanti nella regione operano in nome della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

Maggiori informazioni sulla pagina FB https://www.facebook.com/Cirfos/ e sul sito del Circolo www.cirfos.it

Alessandra Desideri

Coachella Valley Music and Arts Festival, mito e storia dell’evento cult di primavera

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È il 1999 quando nella città di Indio, in California, apre per la prima volta un festival destinato a fare la storia: il Coachella Valley Music and Arts Festival.

La location è davvero particolare: a due ore di macchina da Los Angeles, letteralmente in mezzo al deserto. Eppure, con il passare degli anni Coachella ha preso forma diventando un appuntamento internazionale, tappa a cui tutti gli artisti ambiscono partecipare, e meta di “pellegrinaggio” per gli appassionati di musica rock e giù di lì.

E pensare che la prima volta che la città di Indio venne associata alla musica fu quasi per caso, quando i Pearl Jam, dopo una feroce lite con i proprietari di Ticket Master, che lucravano sui biglietti dei loro concerti, scelsero proprio quel luogo sperduto per esibirsi, portandosi dietro 25mila persone.

Da allora diverse pagine di storia sono state scritte al Coachella.

La lineup del Festival è sempre stata molto variegata: è iniziato come contenitore di musica Alternative ed Elettronica, ma si è esteso a contaminazioni rock, pop, hip hop, senza dimenticare le band Indie del momento. Il suo palco ha visto mostri sacri come Paul McCartney; Madonna; Prince; Depeche Mode; Amy Winehouse; Oasis; Red hot Chily Peppers; Chemical Brothers; Bjork; Radiohead; Iggy Pop; The Cure e Guns’n’Roses solo per citarne alcuni, ma la lista completa è decisamente più lunga.

Anche l’arte è protagonista al Coachella; in linea con i grandi Festival degli anni ‘70, infatti, si possono ammirare installazioni d’arte e sculture create da affermati nomi del settore, come da giovani artisti provenienti dai quattro angoli del pianeta.

Tuttavia, non sono solo music and arts a muovere il maxi evento primaverile degli States, c’è anche tanto business! Essendo vicini ad Hollywood, celebrità e icone della moda accorrono numerose mescolandosi al pubblico senza problemi. E da quando H&M, marchio di abbigliamento low cost, è diventato sponsor della manifestazione e Moschino e Lacoste hanno organizzato lì i loro Party, dai bordi piscina e dai prati dell’evento si danno i dettami della moda dell’estate successiva! Ma l’outfit must del coachella è da sempre di ispirazione Seventy’s: pantaloni a zampa, sciarpe sottili da usare in vita o come fascia sulla testa; sandali semplici o da schiava, monili etno in metallo e cuoio, occhiali a goccia o con lenti tonde,  stivali con le frange di ispirazione indiana e, infine, le tanto amate corone di fiori fra i capelli! Ultimo pallido retaggio di tempi lontani, persi nel fango di Woodstock, meno modaioli e più sentiti.

Rossella Marchese

Addio a Gianni Boncompagni: se ne va un pezzo della storia della radio e della tv italiana

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L’autore, paroliere, conduttore e regista radiofonico e televisivo scomparso il giorno domenica 16 aprile all’età di 84 anni era considerato una vera colonna dell’intrattenimento leggero del nostro Paese, prima alla radio con programmi come Bandiera Gialla Alto gradimento, dove nacque il sodalizio con Renzo Arbore, poi in tv con DiscoringPronto, Raffaella?, dove iniziò il lungo legane anche sentimentale con la conduttrice e showgirl, Non è la RaiMacao e Carramba che fortuna!, per citarne solo alcuni.  Sul feretro, tra i tanti, tulipani colorati e un cuore di fiori lasciato da Raffaella Carrà. “Ho potuto vivere con lui e godermi Gianni in casa sua con le sue tre figliole. Mi porterò dietro l’uomo. Gianni se n’è andato piano piano, ha avuto un coraggio da leone, è stato molto sereno. Abbiamo potuto ancora ridere e scherzare, abbracciarlo e dargli tanti bacini fino all’ultimo prima di lasciarlo andare”, ha detto tra le lacrime. “Ha cambiato la storia della radio e della televisione”, ha detto Alba Parietti che ha ricordato la sua lunga e fortunata esperienza professionale con Boncompagni. “Voglio ricordare anche il suo cinismo perché Gianni da grande sarcastico si sarebbe annoiato molto ad ascoltare tutte le beatificazioni di questi giorni”. A rendere omaggio a Boncompagni un fiume di volti noti, tra i quali la presidente della Rai Monica Maggioni che ha dichiarato “parlare di Boncompagni è come parlare della storia della Rai”, Marisa Laurito, Gigi Proietti, Enrica Bonaccorti, Alba Parietti, Claudia Gerini, Isabella Ferrari, le ex ragazze di Non è la Rai, Bruno Vespa, Nino Frassica, Dario Salvatori, Benedicta e Brigitta Boccoli, Roberto Zaccaria, Maurizio Ferrini, Bruno Vespa, i membri del cda Rai Arturo Diaconale, Franco Siddi, Rita Borioni e Carlo Freccero, Enrico Mentana, Walter Veltroni, Marco Travaglio, Barbara Palombelli, Fiordaliso, Marco Giusti, Antonella Mosetti, Laura Freddi, Michele Guardì, Luca Barbarossa, Michele Mirabella. E’ stato un innovatore, un talent scout, ma anche l’autore di alcuni brani che hanno fatto la storia della musica leggera italiana, da Ragazzo triste di Patty Pravo a Il mondo di Jimmy Fontana passando per i successi di Raffaella Carrà Tuca tucaTanti auguriA far l’amore comincia tu. Gianni Boncompagni si è spento a 84 anni nella sua casa di Roma. Da tempo non stava bene. A dare l’annuncio sono state le figlie Claudia, Paola e Barbara.

Nicola Massaro

La Cappella della Sindone riapre ai visitatori dopo un lungo restauro

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Vent’anni e qualche mese e trenta milioni di euro. È questo il “conto” da pagare per rivedere la cappella della Sindone com’era prima dell’incendio che la distrusse nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997. Per poterla visitare, inserita nel percorso dei Musei Reali, bisognerà attendere la fine del 2017 o, forse, i primi mesi del 2018. La prudenza, quando si tratta di restauri impegnativi come questi, non è mai troppa. Ma la “Commissione per il completamento del restauro e del recupero funzionale della Cappella della Sacra Sindone” – composta dal ministero dei beni culturali e del turismo, Segretariato regionale, Musei Reali, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio e Diocesi – annuncia che il gioiello del Guarini libero dai ponteggi già entro l’anno sarà restituito allo sguardo di torinesi e turisti. Una volta riaperta alle visite, smontato il castello di impalcature di sostegno, nella cappella gli ultimi interventi, come quello del restauro dell’altare, saranno portati avanti “a vista”.

“Il processo di restauro – osserva Gennaro Miccio, Segretario regionale del MiBACT per il Piemonte – è stata l’occasione per comprendere e approfondire il prezioso patrimonio artistico rappresentato da arredi, affreschi e decorazioni custodito all’interno della Cappella, anch’esso oggetto di recenti studi ed acquisizioni. Ben tredici delle trenta colonne dell’ordine minore sono state sostituite, così come otto lesene dell’ordine maggiore. Restyling anche per le due colonne, per l’arco sghembo di affaccio verso il Duomo e per la trabeazione di un vestibolo.  In tutti i casi, è stato utilizzato il marmo nero di Frabosa Soprana. Si è trattato di un intervento straordinario, perché la cava era stata chiusa in quanto le sue risorse erano quasi esaurite. Per l’opera, invece, la cava cuneese è stata riaperta e utilizzata. Il marmo bigio di Frabosa è stato impiegato per i livelli superiori. Per il resto, sulla totalità della struttura, sono state applicate migliorie e consolidamenti per opere murarie. Ciliegina sulla torta è l’inserimento dei finestroni e della cerchiatura esterna alla base del tamburo. La Cappella della Sindone si presenta dunque in gran forma, per tornare ad accogliere i fedeli e i curiosi dopo oltre due decenni.

Nicola Massaro

1917 – 2017: cento anni del Premio Pulitzer

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Joseph Pulitzer era un appassionato, quasi un fanatico del giornalismo, fu tra i primi a perseguire un’idea di giornalismo militante, per certi versi anche aggressivo, votato alla ricerca della verità dei fatti; storiche le sue inchieste sulla corruzione pubblica apparse sulle colonne prima del St. Louis Post-Dispatch, poi del New York World, entrambi giornali che furono di sua proprietà.

Pulitzer si batté per rendere la professione di giornalista “un modo onesto per guadagnarsi da vivere” e proprio con il World riuscì nell’intento, portandolo ad alti livelli di popolarità e diffusione. Tra i tanti giornali che popolavano la Grande Mela,  il quotidiano si trasformò in qualità e stile diventando una delle più grandi e influenti testate del suo tempo, promotrice di un’informazione libera da ogni interesse politico o aziendale e feroce nel rincorrere la verità dei fatti.

Fedele fino alla fine  a questa sua idea di diffusione delle notizie, nel 1903 donò alla Columbia University svariati milioni di dollari per la costituzione di una scuola di giornalismo, la “Columbia University School of Journalism” e da lì, per sua volontà, venne costituito il celebre premio a lui intitolato.

Il suo lascito diede origine a 12 premi che vengono assegnati ogni anno, a partire dal 1917, per altrettante categorie, dalla fiction alla cronaca, passando per la musica (che comprendono anche disegno umoristico e fotografia).

Prima della morte, che avvenne nel 1911, Joseph Pulitzer delegò la gestione delle premiazioni a un comitato cui demandò i più ampi poteri; oggi il comitato è noto come “Pulitzer Prize Board”, ed è composto da editori, giornalisti, professionisti di altri ambiti e dalle cariche più alte della Columbia University e dal 1917 assegna ogni anno, da cento anni, la maggiore onorificenza per il giornalismo e la letteratura americana.  Tra i vincitori del Pulitzer, Ernest Hemingway con il suo Il vecchio e il mare, Harper Lee, con Il buio oltre la siepe, Philip Roth e la sua Pastorale americana e Michael Cunningam di The Hours.

Rossella Marchese

La lunga rivoluzione delle ragazze della Disney

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Attraverso quasi 80 anni di capolavori animati, dal 1937, data di uscita del primo lungometraggio d’animazione Disney, Biancaneve e i sette nani, nel Natale del 1916, quando nelle sale arriva Oceania, nel 2016, con l’ultima eroina Vaiana, passano ben 56 film e innumerevoli personaggi, tra cui un ruolo di spicco spetta a principesse, regine e altre fanciulle coronate.

A modo loro, le protagoniste delle avventure che hanno fatto sognare generazioni, hanno compiuto un lunghissimo cammino. Da figure in attesa di un principe azzurro, a donne che si rimboccano le maniche e si salvano da sole.

Ogni film Disney, infatti, è figlio della fonte da cui è tratto (una fiaba, una leggenda, un romanzo), ma anche dell’epoca in cui è apparso e spesso ha trasportato nel mondo dei cartoni animati gli indizi del cambiamento nella condizione delle donne nella vita di tutti i giorni.

Se volessimo cercare un punto di svolta, dovremmo trovarlo “in fondo al mar”, infatti è con La sirenetta, nel 1989, che comincia il “rinascimento disneyano” e le figure femminili entrano in una nuova fase. Le giovani eroine acquistano una loro personalità e compiono scelte consapevoli.

Per curiosità e ambizione Ariel infrange le regole del mare; per sete di sapere Belle si azzarda a leggere libri, attività proibita alle donne del suo tempo. Pertanto non sembra un caso che l’attrice Emma Watson, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne, abbia deciso di interpretare la protagonista del remake live campione di incassi di La Bella e la Bestia, ora al cinema. E nell’ultimo decennio le donne disneyane diventano totalmente artefici del proprio destino, eroine pronte a combattere persino una guerra, preferendo la compagnia di una sorella a quella di un uomo.

Questi cambiamenti si riflettono anche nel design dei prodotti Disney al femminile. Al tradizionale rosa sono subentrati l’azzurro e il turchese di Frozen, comincia così la definitiva affermazione di ciascuna principessa, chiamata a manifestare il proprio carattere fin dalla scelta delle tinte di copertina.

Ogni principessa ha il proprio colore per incorniciare la propria storia e per farsi amare, lasciando il dubbio che il finale della fiaba per molte di loro sia ancora da scoprire.

Rossella Marchese

 

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