Riprende il campionato di serie A

Il Napoli piace e sta trascinando l’entusiasmo dei tifosi che dopo il maggio caldo vissuto tra striscioni contro De Laurentis e Spalletti oltre alle critiche nei confronti della squadra che non aveva vinto lo scudetto, ha ritrovato l’euforia di un tempo.

Attesi circa 50000 tifosi sabato allo stadio Maradona per la sfida con il Torino e sono andati esauriti i tickets per la trasferta in casa dell’Ajax anche se ieri è stato forte il disagio dei tremila fan presentatisi a Fuorigrotta per ritirare i biglietti.

Per circa sei ore sono rimasti in fila davanti ai soli due botteghini messi a disposizione per il ritiro del tagliando.

Importante rientro in campo per Politano che oggi ha svolto tre quarti dell’allenamento in gruppo e proprio il rientro in extremis di Lozano alimenta i dubbi di Spalletti sull’out destro.

Danilo Pisapia

Audrey Mestre, la storia della famosa apneista

Audrey Mestre è stata un’apneista francese di fama mondiale. Nata a Saint-Denis in Francia l’11 agosto del 1974, Audrey, ebbe presto la possibilità di dimostrare le sue doti quando, nel 1977, all’età di soli 3 anni, vinse la sua prima gara di nuoto contro i suoi coetanei. L’immensa dedizione per l’apnea nacque grazie al forte interesse che la sua mamma, insieme con suo padre, (nonno materno), aveva per la pesca subacquea in apnea, una passione che esercitava quasi ogni giorno; fu proprio nel corso di quelle occasioni che la piccola Audrey ebbe l’opportunità di entrare in intimità con il mare e rendersi conto di quanto si sentisse a suo agio in acqua. Da lì a poco, la Mestre, capì quale sarebbe stato il suo destino: diventare la più brava apneista. Se sin da bambini si è consapevoli di qual è il proprio posto nel mondo si parte con un piccolo vantaggio: non perdere mai di vista sé stessi andando dritti verso l’obiettivo che ci si prefigge per concretizzare i propri sogni e, difatti, la piccola aspirante apneista non smise un solo giorno di lottare per realizzare le sue aspirazioni e per divenire una delle più brave apneiste al mondo. Tuttavia ogni anno, Audrey, raggiungeva un nuovo traguardo: a soli 13 anni riuscì ad immergersi con l’autorespiratore d’aria nelle acque del Mediterraneo ottenendo il brevetto di immersione della Federazione francese dopo soli 3 anni. Poco tempo dopo l’intero nucleo familiare si trasferì nel Messico e, nel 1993, Audrey scelse di frequentare l’università della Baja California (Sur di la Paz) per seguire la sua grande passione per la Biologia Marina. Il percorso universitario proseguiva a gonfie vele; Audrey fu in grado di terminare gli esami nei tempi richiesti fino a conseguire la laurea. Nella tesi di laurea, la Mestre parlò di Fisiologia marina e, per approfondire l’argomento, chiese consiglio e supporto al grande profondista Francisco Pipin Ferreras con il quale, sin da subito, instaurò un sincero rapporto di amicizia.

Un anno dopo la laurea, nel 1996, per eseguire dei video durante uno dei record di Pipin, Audrey scese con l’autorespiratore a -135 metri. Nello stesso periodo la campionessa dell’apnea entrò a far parte del team di Pipin e per lei fu motivo di grande soddisfazione. Nel 1997 riuscì a scendere a -80 metri stabilendo il record francese di immersione in apnea assetto variabile assoluto a Grand Cayman. Nel 1998 scese con Francisco Pipin a -115 metri stabilendo il mondiale in coppia.

L’amicizia tra Audrey e Francisco diventava sempre più forte e il fatto di essere l’uno accanto all’altro durante ogni esperienza, soprattutto in quella lavorativa, fu di grande giovamento per i loro sentimenti che, in brevissimo tempo, si mutarono in amore puro fino a coronare il loro sogno unendosi in matrimonio. Furono anni felici quelli tra la Mestre e Pipin; quest’ultimo era sempre pronto a sostenere sua moglie nel bene e nel male, per spronarla a migliorare sempre più nel campo degli apneisti, e questo per Audrey era fondamentale per crescere nella sua carriera e, infatti, la giovane apneista maturava di giorno in giorno e, nell’ottobre del 2002, scese a -166 metri. Anche se la Mestre tentava di scendere sempre più in profondità marina, sottovalutando, purtroppo, ogni eventuale pericolo: il 12 ottobre del 2002 Audrey cercò di superare i -171 metri di profondità, ma diversi problemi sorsero al meccanismo di risalita nel momento in cui la donna sarebbe dovuta risalire in superficie. Audrey rimase sott’acqua per 8 minuti e mezzo in più e, al suo ritorno, ogni tentativo di salvarla fu invano perché aveva già perso i sensi una volta arrivata in ospedale. Fu solo questione di attimi e il suo cuore cessò di battere. Innumerevoli le accuse a Pipin per la morte di sua moglie per averla incoraggiata a spingersi oltre ogni limite, ma nonostante le diverse supposizioni al riguardo, non si è mai indagato a fondo sulla questione, non si è mai arrivato al vero colpevole.

Audrey ci ha lasciati quando era solo una giovane donna, ma con la fierezza di chi aveva raggiunto tanti importanti traguardi e di aver lottato  da sempre per conquistarli, ottenendo tutto ciò che desiderava, senza alcun rimpianto, nella carriera come nell’amore.

Alessandra Federico