Più tutele per i turisti?

Con l’entrata in vigore il 1° luglio del nuovo decreto sui pacchetti e i servizi turistici, sono state introdotte una serie di garanzie per i turisti. E’  stata ampliata la nozione di pacchetto turistico, che comprende anche i contratti on-line, i pacchetti “su misura” e i c.d. pacchetti “dinamici”.

Per “pacchetto turistico” è individuata la combinazione di almeno due tipi di servizi turistici di trasporto, alloggio, noleggio veicoli o altro servizio turistico ai fini dello stesso viaggio acquistata da un unico professionista. Nella stessa nozione rientrano, riferisce Federconsumatori, anche i casi in cui “i contratti per l’erogazione di tali prestazioni vengano conclusi separatamente con singoli fornitori e siano acquistati presso un unico punto vendita, offerti ad un prezzo forfettario, pubblicizzati sotto denominazione di “pacchetto” (o denominazione analoga) e combinati entro 24 ore dalla conclusione di un primo contratto”.

Ma vediamo quali sono le novità più rilevanti a tutela dei turisti: possibilità di cessione del contratto di pacchetto turistico ad un altro viaggiatore; revisione del prezzo e di altre condizioni del contratto; introduzione del diritto di recesso per gli acquisti fuori dai locali commerciali; obblighi informativi a carico del venditore e dell’organizzatore del viaggio; difetti di conformità con relative responsabilità; maggior tutela dell’utente in caso di insolvenza e fallimento.

Il recepimento della Direttiva Europea rappresenta un passo in avanti sul fronte dei diritti dei consumatori-turisti, ma per Federconsumatori “non è comprensibile quali siano le ragioni che hanno portato il legislatore a non ratificare tale direttiva così come disposta dall’Unione Europea.

Ci riferiamo alla riduzione del periodo utile per l’esercizio del diritto di recesso – la direttiva prevede 14 gg lavorativi e non 5 – e alla definizione di pacchetto viaggio come quello che composto almeno dal 25% di servizi diversi da trasporto, alloggio e noleggio – la UE non ha ordinato alcun vincolo –“ .

Per Federconsumatori, quindi, “si tratta di due importanti limitazioni che riteniamo assolutamente irragionevoli, poiché modificano negativamente quanto disposto dall’Unione Europea non consentendo così, attraverso una piena armonizzazione della norma, il giusto ampliamento dei diritti dei consumatori italiani”.

L’Associazione dei consumatori sta verificando “l’opportunità e la possibilità di ricorrere anche in sede europea per chiedere la piena applicazione di quanto disposto con la direttiva originaria”.

ALesandra Desideri

Ue: chiede embargo in Arabia Saudita

ll Parlamento europeo ha approvato il 13 settembre 2017 a Strasburgo una risoluzione che chiede l’embargo sulla vendita delle armi in Arabia Saudita agli Stati membri, ma il Consiglio non ha ancora una sua posizione. A destare preoccupazione tra gli eurodeputati sono i crimini di guerra commessi dall’esercito saudita in Yemen, nel sanguinoso conflitto per il predominio della regione.

L’embargo è stato sollecitato il 20 ottobre scorso con una lettera all’Alto rappresentante Federica Mogherini firmata da alcuni presidenti di gruppi parlamentari: Ska Keller e Philippe Lamberts dei Verdi, Gianni Pittella dei Socialdemocratici, Guy Verhofstadt dell’Alde e da Gabriele Zimmer della Sinistra unita europea.

La denuncia su questo è arrivata dalla europarlamentare verde Valero Bodil che ha criticato il fatto che al momento sono prodotte “troppe armi”, perché ci sono “numerosissime industrie di armamenti in Europa”, e quindi “per questo c’è grande bisogno di esportarle”. I maggiori paesi che le esportano e fanno pressioni all’Ue affinché l’embargo non sia approvato, ha spiegato, sono Francia, Germania, e Gran Bretagna, secondo uno studio condotto dall’Istituto di ricerca internazionale per la pace di Stoccolma.

“È uno scandalo che gli Stati membri dell’Ue continuino a fornire armi e competenze all’Arabia Saudita per la guerra contro lo Yemen. L’Alto rappresentante Mogherini dovrebbe lanciare urgentemente un’iniziativa per imporre un embargo sulle armi dell’Ue”, ha chiesto Valero, e l’Arabia Saudita “dovrebbe immediatamente fermare il blocco del mare, della terra e dell’aria dello Yemen e consentire il pieno accesso per gli aiuti umanitari al Paese”.

Danilo Turco

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