La Fotografia in Italia con FOTOIT

Il numero di luglio/agosto 2026 di FOTOIT si presenta come sempre di particolare interesse per il mondo della fotografia FIAF. La rivista presenta al pubblico di appassionati, fotografi professionisti e amatoriali un ricco panorama di mostre, incontri, pubblicazioni, personaggi, autori.

Per il mondo FIAF ampio spazio al resoconto del 78° Congresso Nazionale tenutosi a maggio a Garda con il titolo significativo “Io c’ero” e Wiki Loves Monuments 2025.

Foto iconica quella presentata in “Storie di una fotografia” con l’immagine di Sergio Magni del 1971 che ritrae “Il Pirellone”, il grattacielo della Pirelli.

Autore di questo numero Giacomo Infantino con “il paesaggio come stato mentale, tra fotografia e immaginario cinematografico”.

“Visti per Voi” presenta l’autrice e la mostra con la mostra “Francesca Woodman. Lately I find a sliver of mirror is simply to slice an eyelid” e la retrospettiva “Bernd & Hilla Becher. History of a Method” presentata dalla Fondazione MAST a Bologna aperta fino al 27 settembre.

Ampio spazio al Festival della fotografia italiana 2026 (Bibbiena, Pioppi, Portovecchio Stia) dal 12 giugno al 6 settembre che presenta scatti della manifestazione e di opere fotografiche.

“Portfolio Italia 2025” da voce a Andrea Bettancini “Il rumore di fondo” opera seconda classificata al 34° Premio Portfolio Colonna di Savignano sul Rubicone (FC) e Camilla Pedretti con “A thousand times the fate of a charge” opera prima classificata.

La mostra “Lanterne magiche” ospitata presso il Museo Bilotti di Roma fino al 6 settembre è il protagonista dell’intervista che presenta la collezione raccolta da Valerio De Paolis.

Per “Diamoci del Noi” è Michele Macinai, direttore della FIAP World Cup for Clubs”  il protagonista dell’intervista sulla sua attività di fotografo.

“Singolarmente fotografia” mette in luce alcuni degli autori vincitori o premiati de “La foto dell’anno” FIAF.

Antonio Desideri

 

FMPI, PRESIDENTE TERRANOVA: “IL TALENTO FEMMINILE È IL VERO ACCELERATORE DI PIL PER LE PMI, URGENTE SBLOCCARE LE LEVE DELLA CONCILIAZIONE”

La Presidente Nazionale di FMPI Antonina Terranova analizza le prospettive di rilancio del tessuto produttivo: “La parità non è una questione assistenziale o di quote, ma una priorità macroeconomica per il Paese. Le micro e piccole imprese siano l’avanguardia del cambiamento”.

L’occupazione e l’imprenditoria femminile non rappresentano un capitolo da confinare nella responsabilità sociale d’impresa, ma la più importante risorsa economica parzialmente inespressa del Paese. È questo il focus del forte richiamo di Antonina Terranova, Presidente Nazionale di FMPI (Federazione Medie e Piccole Imprese), che solleva una questione cruciale per il futuro del sistema produttivo italiano: la necessità di un cambio di passo strutturale nella valorizzazione del talento femminile all’interno delle PMI.

“Oggi ci muoviamo in un mercato globale complesso, che richiede risposte rapide, una profonda flessibilità e una costante capacità di innovare per superare le crisi”, spiega Antonina Terranova. “In questo scenario, le competenze trasversali, la resilienza e la visione strategica delle donne non sono elementi accessori, ma fattori determinanti per la tenuta e la crescita delle aziende. Eppure, continuiamo a registrare divari di genere profondi e una carenza cronica di servizi di welfare di prossimità che, di fatto, frenano questo enorme potenziale e rallentano il Paese”.

“Il merito non ha genere e il mercato non può più permettersi il lusso di ignorarlo”, prosegue con fermezza la Presidente di FMPI. “Sostenere le donne che fanno impresa o che ricoprono ruoli chiave nei reparti produttivi o che lavorano in qualsiasi mansione non significa fare concessioni o adempiere a un obbligo morale, ma investire concretamente sulla componente più dinamica dell’economia reale. Per le micro e piccole imprese, che costituiscono la spina dorsale del nostro Paese, il talento femminile e il lavoro delle donne rappresentano un acceleratore immediato di produttività e competitività”.

La Presidente Terranova sposta poi l’analisi su un altro tema collegato quello delle barriere strutturali che le professioniste incontrano quotidianamente: “Non basta invocare il cambiamento culturale se non si rimuovono i blocchi di partenza. Le donne portano nei board e nei processi produttivi una capacità di gestione della complessità unica, ma per liberare questa forza servono risposte contrattuali flessibili, un accesso al credito facilitato e meno burocrazia per chi decide di fare impresa al femminile. Il futuro del Made in Italy passa inevitabilmente da qui”.

Secondo la presidente della Federazione, la vera sfida per il sistema-Paese si gioca sul terreno dell’organizzazione interna e del welfare aziendale: “Il dibattito sulla denatalità e sulla bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro non si risolve con i bonus temporanei o con interventi spot. Serve una visione d’insieme. Le PMI hanno per loro natura una struttura snella che permette di sperimentare modelli organizzativi avanzati e misure di conciliazione vita-lavoro sostenibili prima e meglio delle grandi multinazionali. Quando un’azienda crea le condizioni affinché una donna non debba essere costretta a scegliere tra carriera e famiglia, quell’azienda diventa automaticamente più forte e più attrattiva per i nuovi talenti”.

Abbattere il gender gap – conclude la Presidente FMPI Antonina Terranova – significa iniettare nuova linfa nel nostro Prodotto Interno Lordo. FMPI è in prima linea per fornire agli imprenditori gli strumenti normativi, contrattuali e operativi necessari a trasformare i principi di equità in valore economico concreto. Il mercato del domani si costruisce solo se merito e inclusione diventano pilastri industriali e non semplici slogan”.

CARO CARBURANTI: FMPI, TERRANOVA: “RINCARI INSOSTENIBILI PER LE PMI, EFFETTO DOMINO SUL TURISMO. INSUFFICIENTI LE MISURE VARATE. SONO NECESSARI INTERVENTI RAPIDI E STRUTTURALI”

La Presidente Nazionale della Federazione delle Medie e Piccole Imprese Antonina Terranova analizza l’impatto dei costi energetici nel cuore della stagione estiva: “Il turismo non è un settore isolato: se aumentano i trasporti e i servizi di filiera, le imprese ricettive e i tour operator rischiano di lavorare senza margini. Servono interventi strutturali per le piccole imprese”.

Antonina Terranova, Presidente Nazionale di FMPI (Federazione Medie e Piccole Imprese), dichiara: “L’impennata costante dei prezzi dei carburanti sta imponendo quasi una sorta di tassa invisibile ma devastante sul tessuto delle micro, piccole e medie imprese italiane, colpendo al cuore la logistica e il comparto manifatturiero e minando direttamente la tenuta del settore turistico proprio nel momento clou della stagione estiva. Pur guardando con attenzione allo sforzo del Governo di varare norme seppur temporanee e parziali per calmierare gli aumenti, chiediamo provvedimenti immediati e tarati sulle necessità dell’economia reale”.

“Dobbiamo renderci conto che la spirale dei rincari alla pompa si traduce in un immediato aumento dei costi vivi per tutte le aziende che dipendono dalla movimentazione delle merci e dei passeggeri”, dichiara Antonina Terranova. “Questo innesca inevitabilmente una reazione a catena che va a colpire i consumatori finali e i flussi turistici nei mesi più caldi dell’anno. La crescita dei costi del carburante non è affatto una variabile isolata, ma un fattore che drena liquidità direttamente dalle casse delle nostre PMI”.

“Parliamo di micro, piccole e medie realtà che operano capillarmente nei settori nevralgici dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura e dell’accoglienza su tutto il territorio nazionale”, prosegue la Presidente di FMPI. “Queste imprese costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo, guidando lo sviluppo economico e l’innovazione dal basso, ma hanno dinamiche e margini di resistenza inevitabilmente ridotti rispetto ai grandi gruppi industriali. Per chi gestisce una flotta di trasporti, una rete di distribuzione o un’attività manifatturiera, ogni centesimo in più al litro si trasforma in un pesante aggravio che mette a rischio i bilanci aziendali e i livelli occupazionali. Non possiamo assistere passivamente a questa emorragia finanziaria”.

La Presidente si sofferma in modo specifico sull’impatto subito dall’industria dell’accoglienza e dai comparti collegati in questi mesi e in quelli a seguire: “Il turismo italiano vive di accessibilità e di una filiera logistica complessa. Dai trasporti passeggeri su gomma ai servizi di approvvigionamento per il settore alberghiero e della ristorazione, il caro gasolio sta gonfiando i costi operativi a dismisura. Il rischio reale è un effetto domino: gli operatori, per non lavorare in perdita, rischiano di essere costretti a rivedere al rialzo le tariffe dei pacchetti e dei servizi ricettivi. Questo rischia di renderci meno competitivi rispetto alle destinazioni estere concorrenti, proprio in un momento in cui dovremmo consolidare l’attrattività internazionale del nostro Paese”.

In merito ai provvedimenti già adottati dal Consiglio dei Ministri per far fronte al caro carburanti — interventi mirati esclusivamente al gasolio e limitati nel tempo fino al prossimo 24 agosto —, la presidenza della Federazione assume una posizione di cautela critica.

“Abbiamo preso atto dei provvedimenti del Governo, ma non possiamo esimerci dall’esprimere forte delusione per la loro limitatezza”, sottolinea Terranova. “Concentrare l’intervento unicamente sul diesel e circoscriverlo temporaneamente prima fino al 6 agosto e successivamente fino al 24 agosto significa offrire una risposta del tutto inadeguata e a termine a un’emergenza strutturale che sta strangolando la logistica, le PMI e la filiera turistica nel pieno dell’estate. Una misura così restrittiva continua a rischiare di escludere troppi settori produttivi e svanire, come è avvenuto, nel giro di pochissimi giorni, senza dare alcuna certezza agli operatori”.

“FMPI – conclude la Presidente Terranova – ribadisce con forza che servono interventi di ampio respiro e strutturali. Chiediamo all’esecutivo di estendere le tutele, di includere strumenti flessibili come il credito d’imposta per l’acquisto di carburante e di stabilizzare le misure ben oltre l’emergenza immediata. Intervenire con provvedimenti parziali e a scadenze ravvicinate non basta a salvaguardare la continuità aziendale delle nostre imprese”, conclude la Presidente Nazionale.

ANTONINA TERRANOVA, PRESIDENTE FMPI: L’ARCHIVIO MINISTERO LAVORO-CNEL E LA SFIDA DELL’INCLUSIONE TOTALE DEI CONTRATTI

L’intesa istituzionale sottoscritta tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), in attuazione dell’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla legge n. 112 del 2026 (noto come decreto Primo Maggio), introduce l’archivio amministrativo dei contratti collettivi aziendali e territoriali presso il CNEL, integrandosi nell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro gestito ai sensi dell’articolo 17 della legge n. 936 del 1986, nel quarantennale della cosiddetta legge Mattarella.

Al centro di questo nuovo quadro normativo viene valorizzato il Trattamento Economico Complessivo (TEC) — inteso come parametro di riferimento per la misurazione del trattamento economico complessivo delle lavoratrici e dei lavoratori ai fini del riconoscimento dei benefici normativi e previdenziali — configurandosi come lo strumento fondamentale di trasparenza salariale e di tutela nel mercato del lavoro.

I contratti e gli accordi depositati saranno consultabili in modo trasparente e strutturato attraverso apposite applicazioni web dedicate e strumenti di interoperabilità telematica.

Fin dalle prime battute, la Presidente della FMPI (Federazione Medie e Piccole Imprese), Antonina Terranova, rimarca con fermezza la posizione dell’Associazione: “Accogliamo con favore la spinta verso la trasparenza salariale e la tracciabilità del TEC promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal CNEL. Ciononostante, ribadiamo con assoluta fermezza che le piattaforme digitali e gli strumenti di archiviazione gestiti tramite le software house devono rigorosamente rispettare, accogliere e inserire tutti i contratti e gli accordi collettivi aziendali e territoriali stipulati, senza alcuna esclusione né eccezione. Non possiamo tollerare barriere digitali o filtri selettivi che penalizzino la contrattazione decentrata e reale delle imprese e dei professionisti”.

Il successo di questa infrastruttura di dati, basata sullo scambio di informazioni in interoperabilità tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati nel pieno rispetto della sicurezza informatica, dipenderà interamente dalla capacità degli operatori informatici di garantire un’inclusione reale, totale e senza riserve.

Sul punto, la Presidente Terranova sottolinea: “Il sistema delle software house, incaricato di adeguare i gestionali paghe e i flussi di trasmissione, si trova di fronte a una responsabilità storica. L’adeguamento tecnologico non deve trasformarsi in un collo di bottiglia burocratico o in un meccanismo di preselezione selettiva. È fondamentale che le piattaforme siano programmate per recepire e registrare tutti i contratti depositati senza alcuna esclusione, includendo pienamente ogni accordo aziendale e territoriale siglato dalle diverse realtà datoriali e sindacali sul territorio, al di là di rigidi schemi che potrebbero risultare monopolistici o di interpretazioni che potrebbero essere restrittive”.

 

 

 

 

Entrando nel merito degli strumenti digitali, della consultazione tramite applicazione web e del valore economico dell’intesa, la Presidente Terranova aggiunge: “La digitalizzazione, la consultabilità via web e l’interoperabilità non devono diventare un meccanismo di esclusione o un’arma a doppio taglio per il tessuto produttivo diffuso. I gestori delle piattaforme pubbliche e private hanno il dovere di garantire la massima inclusività tecnica: ogni singolo contratto aziendale o territoriale firmato da parti sociali legittime deve trovare cittadinanza, visibilità e accessibilità nell’archivio, senza alcuna esclusione”.

Sottolineando l’importanza cruciale della salvaguardia dei salari e della retribuzione globale, Antonina Terranova evidenzia ulteriormente: “Qualificare il lavoro sul piano salariale significa valorizzare la trasparenza come primo e vero strumento di tutela del salario. La chiara indicazione del TEC all’interno di ogni contratto archiviato deve servire a qualificare e tutelare l’effettivo trattamento economico, evitando che si creino asimmetrie o distorsioni a danno della contrattazione di prossimità”.

In chiusura, la Presidente Terranova ribadisce l’impegno strategico della Federazione: “Come FMPI continueremo a vigilare e a dialogare con tutte le istituzioni affinché il nuovo archivio e i flussi telematici siano sinonimo di reale progresso. La tutela della libertà negoziale e la valorizzazione del lavoro autentico restano la nostra bussola: innovare sì, ma per includere e valorizzare l’intero sistema economico nazionale, senza escludere nessun contratto e senza lasciare indietro nessuno”.

Sicurezza Integrata: a Nola un confronto multidisciplinare per invertire la rotta sugli infortuni

Si è svolto lo scorso venerdì 5 giugno presso “La Polveriera Concept Space” di Nola il convegno dal titolo “Sicurezza Integrata: Il Valore della Prevenzione tra Tecnica, Salute, Diritto e Bilancio”. L’evento, promosso dalla Commissione coordinata dall’Ing. Giuseppe Angri del Lions Club Nola Host “Giordano Bruno”, ha rappresentato un momento di confronto interessante, configurandosi non solo come un consesso di aggiornamento tecnico, ma come un vero e proprio “incubatore” di riflessioni concrete sul tema della sicurezza sul lavoro.

L’evento ha goduto del patrocinio di numerosi ordini professionali e associazioni, mettendo attorno allo stesso tavolo avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, medici, ingegneri, imprenditori e rappresentanti degli organi ispettivi. Ha spaziato su temi cruciali: dalla sostenibilità e il modello organizzativo 231, fino alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale applicata alla protezione dei lavoratori, passando per la sicurezza delle macchine e le dinamiche degli infortuni in itinere.

Hanno partecipato la Dott.ssa Giovanna Sepe, Presidente Lions Club Nola Host “Giordano Bruno”, il Dott. Giuseppe Destro (Assodimi Assonolo), l’Ing. Rosario Bruzzano (Presidente Associazione Ingegneri del Nolano), l’Ing. Mariangela Crisci (Ordine Ingegneri Napoli), il Dott. Pasquale Forni (Ordine Commercialisti Nola) e il Dott. Francesco Duraccio (Presidente Ordine Consulenti del Lavoro di Napoli).

La valenza dell’incontro, moderato dall’Ing. Giuseppe Angri (responsabile delle attività sui luoghi di lavoro di FMPI Nola), è stato testimoniato dalla folta partecipazione di pubblico, segno di una crescente consapevolezza collettiva. Come emerso dai contributi dei relatori – tra i quali l’Avv. Olga Velotti, il Dott. Antonio Russo, il Prof. Francesco Napolitano, l’Ing. Francesco Gargiulo, l’Ing. Ada Minieri e l’Arch. Valeria Santurelli – l’obiettivo primario dell’incontro è stato pienamente raggiunto: favorire una percezione del rischio più accurata e promuovere una visione condivisa.

Nel suo intervento di saluto il Dott. Andrea Castaldo, Presidente FMPI Nola e Vicepresidente Nazionale FMPI, ha ribadito l’importanza strategica della formazione continua e di una cultura della sicurezza diffusa come pilastri fondamentali per il tessuto produttivo. In questa cornice, ha dato notizia di un passaggio di grande rilievo per il settore: la firma, da parte di FMPI, del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dedicato specificamente al comparto della sicurezza.

In un momento storico in cui il trend degli infortuni sul lavoro appare drammatico, iniziative di questo spessore offrono un contributo necessario e concreto per riflettere sulle dinamiche di controllo, ispezione e prevenzione, con la finalità ultima di tutelare la vita e la salute di ogni lavoratore.

Orsola Grimaldi

“Noi siamo… Pinocchio”. La scena è di tutti: “I Fuori Ritmo” trasformano il teatro in un laboratorio di inclusione

Cosa succede quando il burattino più famoso della letteratura smette di essere un simbolo solitario e diventa, invece, il battito condiviso di un gruppo? Succede che la storia si scioglie per lasciare spazio alla vita vera. Mercoledì 10 giugno 2026, ore 17.30, il teatro dell’Istituto “Paolo Colosimo” a Napoli ospiterà “Noi siamo… Pinocchio”, un musical che rompe gli schemi tradizionali per raccontare, attraverso la musica e il teatro, l’autenticità di chi vive nello spettro autistico.

La forza di questo spettacolo risiede tutta nella sua genesi: a calcare il palcoscenico sarà il gruppo teatrale “I Fuori Ritmo”, composto da persone con spettro autistico. Sotto la cura sensibile e attenta dell’Associazione Voce di… Vento APS, il teatro si libera della sua funzione di semplice intrattenimento per farsi strumento di emancipazione. Qui, la celebre storia di Collodi non è solo un copione da recitare, ma una tela su cui ogni attore proietta la propria esperienza, il proprio modo unico di percepire il mondo e, soprattutto, la propria capacità di essere parte integrante della comunità.

Per i protagonisti de “I Fuori Ritmo”, la scena del “Colosimo” rappresenta un territorio di conquista e visibilità. Non c’è margine, non c’è esclusione: c’è solo una narrazione collettiva che sfida i pregiudizi. L’iniziativa mira infatti a trasformare questa serata di musica ed emozioni in un sostegno concreto per le attività dedicate alle persone autistiche e con disabilità intellettive, grazie al ricavato delle donazioni raccolte durante l’evento.

A fare da collante in questo ponte tra palco e platea saranno figure di grande sensibilità artistica: la serata sarà condotta da Ida Piccolo, con la partecipazione straordinaria di Michele Selillo, Pino e Antonio Iovino. Insieme, dimostreranno che l’arte è, prima di tutto, un linguaggio universale capace di azzerare le distanze e valorizzare, in ogni sua forma, la bellezza della differenza.

Partecipare non significa solo assistere a un musical, ma contribuire a costruire, tassello dopo tassello, una società più sensibile, in cui la diversità smetta di essere un concetto astratto e diventi, finalmente, una ricchezza condivisa.

Bianca Desideri

 

L’Albero delle Donne ha fatto tappa alla Fondazione Casa dello Scugnizzo ETS

L’Albero delle Donne ha fatto tappa alla Fondazione Casa dello Scugnizzo ETS.

Comunità unita contro la violenza: tutte e tutti uniti per un momento di condivisione e riflessione, progetto realizzato dalla Municipalità 2 del Comune di Napoli.

Venerdì 5 Giugno 2026 alle ore 10:30 presso la Fondazione Casa dello Scugnizzo ETS in Piazzetta San Gennaro a Materdei n. 3, Napoli, ha fatto tappa “L’Albero delle Donne. Comunità unita contro la violenza” accolto da una nutrita rappresentanza dello “Spazio Donne a confronto” della Fondazione coordinato dall’assistente sociale dott.ssa Matilde Colombrino e dall’Associazione Culturale Napoli è.

Erano presenti all’evento oltre a Matilde Colombrino e Bianca Desideri per la Fondazione, il vice presidente della Municipalità 2 Giuseppe Brandolini, la presidente e il vice presidente della Commissione Politiche sociali Immacolata Raiano e Enrico Platone, il presidente della Commissione Lavori pubblici Francesco Polio.

Il Progetto “L’Albero delle Donne” è un simbolo potente della nostra lotta comune contro la violenza. Un’iniziativa che cresce e si nutre del coinvolgimento di tutte e tutti. “Siamo stati orgogliosi – sottolinea la dott.ssa Bianca Desideri, direttore del Centro Studi e Ricerche Mario Borrelli e Vice presidente dell’Associazione Culturale Napoli è – di ospitare questa tappa speciale presso la nostra Fondazione, un progetto che ha già coinvolto e sensibilizzato gli studenti delle scuole del territorio della Municipalità 2 e che ora prosegue il suo percorso tra le Associazioni, gli Enti e le Fondazioni che come le nostre hanno aderito”.

Fai crescere con le tue azioni e con la sensibilizzazione l’albero contro la violenza!

 

Disabilità e Inclusione: una giornata di confronto e progettualità con i Lions

Si è svolta lo scorso 3 giugno, presso il Museo Storico Archeologico di Nola, la quarta edizione della tavola rotonda “Disabilità e diritti per una società sempre più inclusiva. Invecchiamento attivo e tutela delle persone anziane”. L’evento è stato promosso dalla Commissione Disabilità del Lions Club Nola Host “Giordano Bruno”, coordinata dalla dott.ssa Bianca Desideri, in sinergia con il Lions Club Napoli Megaride e il Lions Club Napoli Europa “Gianpaolo Cajati”.

Il dibattito ha visto la partecipazione oltre di illustri esponenti del mondo lionistico, giuridico, medico, istituzionale e del Terzo Settore, che hanno analizzato l’evoluzione normativa del Paese, con un focus particolare sull’effettiva operatività del nuovo sistema di accertamento della disabilità e sulle sfide legate all’invecchiamento attivo, con l’obiettivo comune di trasformare le norme in diritti esigibili.

Un contributo di particolare rilievo è arrivato dalla Fondazione Casa dello Scugnizzo ETS. Attraverso l’intervento della psicologa e psicoterapeuta, dott.ssa Assunta Landri, è stato analizzato il ruolo cruciale del Terzo Settore nel supporto ai caregiver e a supporto delle persone anziane. Sono state approfondite le attività della Fondazione, in particolare il prezioso lavoro svolto tramite gli sportelli di ascolto e i progetti dedicati alla promozione dell’invecchiamento attivo.

I lavori sono stati chiusi dal Primo Vice Governatore Eletto del Distretto 108 YA, Gianfranco Ucci, che ha tracciato la rotta per le prossime sfide associative, ribadendo l’importanza del servizio concreto al territorio e della collaborazione e sinergia dei Lions con le Istituzioni e gli enti del Terzo Settore.

L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Garante delle persone con disabilità della Regione Campania e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

 

 

UNICEF Italia lancia la pubblicazione “Alla scoperta dei diritti di bambine, bambini e adolescenti”: una guida per genitori, familiari e tutori

UNICEF Italia ha incontrato giovani studenti e studentesse che hanno condiviso i fattori che percepiscono come maggiori cause di discriminazione nella loro vita quotidiana: il 90% ha indicato l’aspetto fisico; il 61% l’orientamento sessuale; il 57% il colore della pelle; il 32% le disabilità. L’attività rientra fra le azioni che l’UNICEF Italia realizza per la promozione del Diritto all’Ascolto, nell’ambito del Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

In occasione della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minorenni (domani 9/4), l’UNICEF Italia lancia la pubblicazione “Alla scoperta dei diritti di bambine, bambini e adolescenti” e ricorda l’importanza di un cambiamento culturale concreto nelle modalità con cui gli adulti si relazionano a bambine, bambini e adolescenti in ogni ambito della loro vita: familiare, scolastico, sanitario, sociale e giudiziario.

La pubblicazione è scaricabile dal sito UNICEF.

Quest’anno celebriamo 80 anni di attività della nostra organizzazione e di impegno per la promozione e le realizzazione dei diritti dei minorenni in tutto il mondo” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “Promuovere una cultura dell’ascolto significa educare gli adulti a sviluppare sensibilità, strumenti e tempi adeguati. Non si tratta di delegare responsabilità adulte, ma di riconoscere bambine, bambini e adolescenti come soggetti capaci di partecipare attivamente alla costruzione del proprio percorso di crescita e di contribuire in modo significativo alle scelte che riguardano l’intera comunità.”

Ascoltare le persone di minore età significa riconoscere la loro identità, sostenere il loro benessere emotivo e costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca. L’UNICEF Italia promuove in ogni contesto l’ascolto e la partecipazione delle persone di minore età come strumenti fondamentali per tutelare i loro diritti e il loro benessere.

Nell’ambito di questo impegno, recentemente l’UNICEF ha incontrato studentesse e studenti dei Gruppi di Progettazione per i Diritti degli istituti che aderiscono al Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Durante gli incontri, 134 studenti hanno condiviso i fattori che percepiscono come maggiori cause di discriminazione nella loro vita quotidiana. Tra loro il 90% ha indicato l’aspetto fisico; il 61% l’orientamento sessuale; il 57% il colore della pelle; il 32% le disabilità.

Questi dati confermano quanto l’ascolto sia fondamentale non solo per favorire il benessere dei più giovani, ma anche per riconoscere e contrastare tempestivamente situazioni di discriminazione, difficoltà e violenza.

In occasione della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minorenni, inoltre, l’UNICEF sarà presente il 9 e 10 aprile a Roma, al Palazzo Mazzoni – Accademia INPS, al Festival dell’Ascolto, organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in una serie di panel e tavoli di lavoro.

Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo: il diritto all’autonomia e alla partecipazione sociale

Ogni anno il 2 aprile invita a riflettere sul percorso di vita delle persone con disturbo dello spettro autistico (ASD, Autism Spectrum Disorder) e sulle sfide che affrontano, soprattutto quando diventano adulte.

Secondo i dati di settembre dello scorso anno dell’Osservatorio Nazionale Autismo del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, più di 90.000 persone sono in carico ai servizi sanitari, mentre oltre 830.000 accedono ai servizi socio-sanitari. Questi numeri raccontano una realtà complessa che richiede attenzione continua e interventi mirati.

Ci sono due realtà che i genitori e i caregiver si trovano a dover affrontare nel percorso di vita di una persona autistica, distinti ma complessi. Durante l’infanzia e l’adolescenza, percorsi educativi e terapeutici strutturati aiutano le famiglie a garantire supporto ai minori. Ma superati i 18 anni, molti diritti non si trasferiscono automaticamente. Inserimento lavorativo, autonomia abitativa e partecipazione sociale diventano sfide concrete: i genitori e i caregiver devono spesso attivarsi personalmente per richiedere servizi, completare pratiche burocratiche e assicurare la continuità dei percorsi. Le famiglie chiedono una maggiore uniformità dei servizi, strumenti chiari e percorsi personalizzati che rendano i diritti effettivi e fruibili anche nell’età adulta.

Le linee guida nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornate al 2025 evidenziano l’importanza di interventi specifici per adulti con ASD, raccomandando strategie integrate che includano assistenza sanitaria, educativa, sociale e lavorativa. L’obiettivo è garantire che ogni persona possa partecipare attivamente alla vita della comunità, sviluppando competenze e relazioni, e non limitarsi a ricevere sostegni occasionali.

La transizione verso l’età adulta rimane un momento critico. Le famiglie segnalano difficoltà nel coordinare servizi diversi, nel reperire informazioni chiare e nel superare le disomogeneità tra territori. La richiesta principale è che i diritti formalmente riconosciuti diventino strumenti concreti per vivere con dignità, autonomia e partecipazione piena.

Investire in percorsi integrati significa, dunque, garantire un futuro in cui le persone nello spettro autistico non siano isolate o marginalizzate, ma parte attiva della comunità, con pari opportunità di lavoro, relazioni sociali e sviluppo personale. La Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo diventa così non solo un momento simbolico, ma un richiamo concreto a costruire continuità, inclusione e cittadinanza reale per tutti.

Bianca Desideri

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