22° Concerto di Capodanno della Nuova Orchestra Scarlatti

Foto Fabio Sasso

Il 22° compleanno del Concerto di Capodanno della Nuova Orchestra Scarlatti si festeggia il 1° gennaio 2017. Appuntamento al Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare di Napoli alle ore 19.30 per vivere l’evento di inizio anno con nuovi ritmi, nuovi colori, nuove emozioni con le musiche di G. Rossini, J. Strauss, M. de Falla, P. de Sarasate, G. Gershwin e molti altri. L’orchestra è diretta dalla ventiseienne  M° Beatrice Venezi e violino solista è il giovanissimo diciannovenne Gennaro Cardaropoli, salernitano, vincitore del Premio Abbado 2015.

Gli organizzatori promettono “un programma variegato adatto a tutte le età, gusti e provenienza, non solo per il pubblico napoletano dunque ma anche per i tantissimi turisti presenti in città, inserito tra gli eventi di punta del “Natale a Napoli 2016 – ‘e pazzielle”, la rassegna promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli”.

Per gli amanti della musica il brio del Rossini italiano e anche un po’ “napoletano” della Sinfonia dall’opera Elisabetta, regina d’Inghilterra, la Vienna delle vivacissime Polke di Strauss ma anche la Spagna di de Falla, di Pablo de Sarasate con la Fantasia su temi della Carmen di Bizet per proseguire con l’America e una particolare versione della Rhapsody in Blue di Gershwin.

Il gran finale è affidato a Napoli e alle sue più note pagine strumentali e melodie, diventate ormai indiscusse e amate ambasciatrici della città del Vesuvio nel mondo.

Buon concerto e buon 2017!

 

Rossella Marchese

Alla riscoperta dell’antico Acquedotto del Serino

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Recupero e conservazione di un bene archeologico tutto da scoprire da napoletani e turisti e dalla suggestiva storia è  uno dei progetti dell’Associazione VerginiSanità che da anni è impegnata in una serie di studi, fra cui appunto “La riscoperta dell’antico Acquedotto Augusteo del Serino”.

Il recupero del sito è stato possibile grazie all’appoggio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini proprietaria dei locali.  I responsabili dell’Associazione sottolineano come “il senso identitario tra abitati e “pietre” è un segno chiaro e forte di consapevolezza della rilevanza del proprio patrimonio culturale”.

Per poter proseguire l’azione di recupero e conservazione del bene archeologico attraverso una serie di interventi migliorativi nei locali e opere di protezione delle strutture antiche ed altri interventi, l’Associazione ha avviato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Meridonare.it (www.meridonare.it) attraverso la quale è possibile effettuare donazioni a favore del progetto dell’Associazione. L’obiettivo da raggiungere è quello di raccogliere 8.500 euro in 90 giorni.

Alessandra Desideri

 

Eugenio Tibaldi e le architetture minime

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Uno STUDIO  sulle  “ARCHITETTURE MINIME”, quello del progetto di Eugenio Tibaldi a cura di Brunella Velardi. Si tratta del quarto appuntamento di Art, do not disturb, un ciclo espositivo dedicato all’arte contemporanea, promosso e ospitato dall’Hotel Palazzo Caracciolo – MGallery by Sofitel. A mettere in modstra le loro opere sono giovani artisti e curatori che sono invitati a a pensare e realizzare opere site-specific per l’antica residenza aristocratica di via Carbonara.

Per gli organizzatori dell’evento “l’intervento di Tibaldi, dislocato tra il chiostro grande e i piani superiori, si pone in continuità con la ricerca che l’artista porta avanti nei lavori degli ultimi anni, rivolta a osservare i diversi meccanismi con cui l’uomo si appropria degli spazi urbani, riallacciando  le fila di un’estetica che parte dalla raccolta di segni residuali rispetto alla cultura dominante”.  Ma qual è il punto di partenza di questo quarto appuntamento? “Il punto di partenza – evidenziano gli organizzatori – è, questa volta, una meticolosa indagine sui giacigli dei senzatetto, classificati in base alle loro caratteristiche strutturali e stilistiche alla stregua di edifici tradizionali e definiti dall’artista stesso “architetture minime”. La convivenza fra la macrostoria del complesso antico e le microstorie innestate da Tibaldi diviene specchio di una coesistenza che è in atto nelle nostre città e non si risolve in un conflitto ma prevede, fin dal principio, una tacita resa”. Interessante il concetto alla base dell’architettura minima che non ambisce “all’eternità ma, come la permanenza in un albergo, dura in media due o tre giorni: installazioni e documentazione fotografica innescano allora una riflessione sulle differenti forme dell’abitare transitorio”. Il lavoro dell’artista e del curatore quindi varia di volta in volta. “Attraverso il costante lavorio di dinamiche informali e lontano dal fascino immobile della storicizzazione, è possibile secondo l’artista rintracciare altre possibili declinazioni dell’estetica che scardinano il nostro modo di concepire il conformarsi dello spazio urbano e le dinamiche con cui esso si fa dimora dell’uomo”.

Il ciclo di eventi di Art, do not disturb è immerso nel contemporaneo e coinvolge un nucleo di curatori composto da Luciana Berti, Claudia Borrelli, Mario Francesco Simeone, Brunella Velardi, con il coordinamento scientifico di Angela Tecce. A questi  si aggiungeranno ulteriori contributi. A conclusione di ciascuna mostra, le opere degli artisti andranno a far parte di una collezione permanente, visitabile negli ambienti di Palazzo Caracciolo.

Un’iniziativa destinata a far parlare e a costituire un modello da riproporre.  La mostra è visitabile fino al 31 gennaio 2017.

 

Alessandra Desideri

“The Bank of England”: l’opposizione di Mark Carney

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I sostenitori del Brexit chiedono la destituzione, a partire dal 2018, del Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, ritenuto politicamente troppo coinvolto. Carney resterà fino al 2019.

Il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, è stato criticato dai sostenitori del Brexit per aver svolto un ruolo politico e non di alto funzionario, supportando la causa della permanenza del Regno Unito nell’Unione europea.

I critici ambiscono alla sua destituzione da governatore della Bank of England (BoE)a partire dal 2018, tuttavia i sostenitori di Carney, tra i quali vi è anche Philip Hammond il Cancelliere dello Scacchiere, desiderano la sua permanenza fino al limite massimo del 2021.

Un compromesso è stato raggiunto lunedì 31 ottobre: il Governatore ha annunciato che lascerà l’incarico nel 2019. Carney ha avanzato delle motivazioni personali per giustificare la sua decisione. Teoricamente, questa data dovrebbe consentire la permanenza di Carney fino all’uscita effettiva del Regno Unito dall’Ue prevista per la primavera del 2019, permettendo una transazione strutturata verso le nuove relazioni tre Regno Unito e Unione europea.

Janan Ganesh, editorialista Financial Times, ritiene che le problematiche riguardanti la BoE – la cui indipendenza risale agli Anni ‘90 – e il suo Governatore rappresentano solo un colpo di avvertimento esploso dalla diffamazione euroscettica dei sostenitori del Brexit. Secondo l’editorialista il prossimo obiettivo potrebbe essere il Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, deciso sostenitore di un Brexit dolce.

 

Danilo Turco

COP21:  Stati Uniti e Cina insieme per il clima

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Per Pechino e Washington la ratifica dell’accordo firmato a Parigi il 12 dicembre 2015 in occasione della conferenza COP21 per la lotta contro riscaldamento globale è un dato di fatto.

La crescita verde è stato uno dei temi principali dell’incontro e la Cina vuole dare una buona impressione e trainare le altre 19 potenze mentre la maggioranza resta indietro. Almeno 55 paesi, che rappresentano il 55% delle emissioni globali di gas serra devono ratificare l’accordo per l’entrata in vigore come previsto nel 2020. Un obiettivo non facile da realizzare. La Cina, estremamente dipendente dal carbone, da sola produce un quarto delle emissioni globali e pertanto la sua comunicazione appare di grande peso.

Pechino ha sorpreso Washington. Il Presidente statunitense Barack Obama e quello cinese Xi Jinping, leader dei due maggiori paesi inquinanti del mondo, insieme hanno consegnato al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon gli strumenti di ratifica della convenzione di Parigi.

L’accordo marcherà un punto di svolta per gli Stati Uniti secondo Obama. La posizione di Ban Ki-moon è di generale ottimismo.

 

Danilo Turco

Il “Profumo d’anima” di Caterina De Simone

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“Profumo d’anima” una raccolta che si legge tutta d’un fiato,  ogni poesia apre la finestra dell’anima affacciandosi su sensazioni e immagini che scorrono davanti agli occhi mentre gli stessi seguono bramosi le righe per immergersi nei pensieri e nei sentimenti di Caterina De Simone per far riscoprire un mondo che può essere letto in “positivo”.

Poetessa, ma anche attrice e letterata, riesce con una semplicità davvero apprezzabile a rendere i suoi versi forti e penetranti abbracciando una vasta gamma di tematiche (religiose, ambientaliste, sociali) che ruotano attorno ad un grande tema centrale: l’amore, che pervade ogni azione umana.

Donna di forte fede religiosa la trasfonde nei suoi versi esprimendo con attenta sequenza sentimenti universali e senza età.

Fausto Marseglia nella sua prefazione al libro riassume il vero senso della poesia dell’Autrice: “In un  mondo in cui tutto si muove a ritmi tanto veloci da travolgerci e non farci assaporare le gioie della vita, fermarsi un attimo per riscoprire e gustare, significa quasi rinascere”. Ma qual è il grande merito di Caterina De Simone? Quello di riuscire “Con la dolcezza dei suoi versi”  ad indicarci “un’area di sosta nel viaggio furibondo della nostra esistenza”.

 

Salvatore Adinolfi

 

 

Figlia ‘e nisciuno: Roberto Di Roberto interprete del dolore

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Il poeta Roberto Di Roberto è autore di numerose liriche che spaziano in un arco temporale e in un panorama di parole e sentimenti molto ampio lasciando testimonianza indelebile nei circoli letterari napoletani e campani.

Bella e densa di significato la poesia Figlia ‘e nisciuno che spesso viene declamata dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Giovanni Bovio durnte il Maggio dei Monumenti anche alla presenza del Cardinale Crescenzio Sepe.

Nei versi carichi di forza emotiva il dramma di una donna dell’Ottocento che lascia nella Ruota dell’Annunziata la sua figlioletta. Una storia vecchia di secoli ma che ben può rappresentare anche il dramma di tante mamme di ogni secolo compreso il nostro che devono abbandonare la propria creatura per motivazioni varie, sperando che possano avere una vita migliore di quella che avrebbero potuto offrire loro.

Presente nei principali salotti letterari della città, Di Roberto è attivo interprete della vita culturale napoletana, fautore convinto dell’avvicinamento dei giovanissimi alla poesia è di stimolo a numerose iniziative.

 

Salvatore Adinolfi

A Napoli i “tesori nascosti” dell’arte si svelano al pubblico

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Una mostra inaspettata, in un luogo inaspettato, così si presenta l’esposizione curata da Vittorio Sgarbi dal titolo: “I Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito”, centocinquanta capolavori dal XIII secolo fino al `900, provenienti da collezioni private, che lo stesso Sgarbi ha definito “un vero museo, una immensità di bellezza davanti alla quale vi sentirete storditi”.

E non potrebbe essere altrimenti; per l’occasione unica è stato concesso di allestire la mostra nella magnifica basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, appena restaurata grazie ai fondi pervenuti dall’Unesco e dall’Associazione Pietrasanta, circa 2 milioni di euro in totale, che sono serviti per riportare all’antico splendore uno degli edifici religiosi più importanti di Napoli,  risalente al VI secolo, fino a qualche anno fa abbandonato e trasformato nell’officina di un meccanico, come testimoniano le macchie d’olio ancora visibili sul pavimento.

Tutte le opere d’arte esposte, fino al prossimo maggio, sono il frutto di una ricerca portata avanti tra fondazioni bancarie, istituzioni e privati, svolta con l’intenzione di svelare al grande pubblico capolavori altrimenti celati ed inarrivabili, ecco spiegato perché si parla di “tesori nascosti” e perché è stata scelta la basilica alla Pietrasanta quale luogo ideale dell’allestimento: un prezioso scrigno dimenticato a contenere bellezze artistiche sconosciute.

Da una testa di maestro federiciano del 1250 fino al un autoritratto di Antonio Ligabue, nell’allestimento, che ricorda i corridoi di un museo, si passeggia nella storia dell’arte e in quella  di Napoli, fatta dal collezionismo: da Paolo Veronese a Guido Reni, da Tiziano a Battistello Caracciolo a Guercino, da Mattia Preti a Luca Giordano, da Solimene a Pitloo, sino a Cammarano, Mancini, Notte, Viti, de Pisis, de Chirico e Morandi, oltre ai tre maestri che danno il nome alla mostra. Di Tino di Camaino c’è il San Giovanni Evangelista, di Gemito in mostra Lo scugnizzo e il ritratto di Fortuny, mentre il posto d’onore è riservato alla Maddalena addolorata del Caravaggio.

Un percorso che tratteggia un quadro della geografia artistica italiana ricchissimo e unico.

 

Rossella Marchese

La signora della moda Franca Sozzani

Nata a Mantova, un destino borghese che sembrava già scritto: matrimonio, famiglia, vacanze, frivolezze. Dopo il diploma al liceo classico “Virgilio” nella sua città, si laurea a Milano, alla Cattolica, in lettere e filosofia. Si sposa e dopo tre mesi di separa. A 25 anni quella grande passione per la moda, quella curiosità di capire e quelle idee, tante, tantissime. “Sì che sono una vincente! Non perché sia presuntuosa, ma perché tutte le mie idee hanno avuto successo”. Erano gli anni Settanta ed entra a Vogue Bambino: «Ho deciso che volevo lavorare e fare la stylist e ho preso subito tutto sul serio. Nel 1980 è già a dirigere una rivista femminile Lei e nel 1983 le affidano anche la versione maschile Per lui. Nell’88 arriva a Vogue Italia e per la sua audacia più di una volta il direttore di Condé Nast International Jonathan Newhouse minaccia di licenziarla perché le sue “impertinenze”, cioè foto e messaggi, sono troppo forti agli occhi di troppi pubblicitari perbenisti. Che dire del numero, luglio 2008, tutto con servizi con protagoniste solo modelle di colore e con articoli contro il razzismo? O quello contro la chirurgia estetica? O per le donne curvy? O contro le violenze domestiche? E tutto questo sul palcoscenico di un teatro di sete e lustrini. Da una parte le denunce sociali, nel 2014 è stata nominata anche ambasciatrice Onu per il programma alimentare. Dall’altra l’intuito per i talenti: da Gianni Versace a Giorgio Armani da Bruce Weber a Peter Lindbergh a Steven Meisel. E la consapevolezza che i giovani vanno aiutati, per esempio con i premi e i concorsi come per esempio Who’s Next. Dal 2006 è anche direttore di Vogue Uomo e dal 2015 è responsabile di tutti i periodici Vogue (Bambino e Sposa). In settembre a Venezia, durante la mostra del Cinema, è uscito il film documentario sulla vita di Franca Sozzani. La regia è del figlio, Francesco Carozzini, nato nel 1982, “Chaos and creation”: “La fama quella vera, deriva dalle capacità vere, dall’avere fatto cose vere. Questa è la vera fama”. E ancora:  “Il successo ce lo si guadagna, oserei dire ce lo si inventa. Niente arriva per caso anche se la fortuna di cadere al posto giusto, nel momento giusto, con la persona giusta agevola parecchio. Ma la sorte, si sa, è alterna. Non è proprio la base su cui costruire il proprio successo. Il talento, il tuo, è la vera forza”.  Vincendo la commozione per la perdita della madre, durante il funerale celebrato a Portofino, Francesco Carrozzini ha raccontato la sua Franca Sozzani. Confidando l’eredità che gli ha lasciato: “Oggi sono fiero di poter dire che invece di vivere nella sua ombra, vivrò nella sua luce”. Parole che sciolgono commozione ed emozione degli amici del direttore di Vogue Italia in un applauso che abbraccia “la Franca” e quel suo figlio amatissimo. Proprio l’amore, ha ricordato Francesco Carrozzini, “è il vero tema della sua vita: ha amato me, il suo lavoro, le persone intorno a lei”. E poi, “ha amato la vita”.

 

Nicola Massaro

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