Apocalisse di fuoco in Portogallo, incendio senza precedenti devasta ed uccide

Una intensa ondata di caldo africano, unita a venti molto forti e un fulmine che in queste condizioni climatiche estreme ha innescato, nella notte tra il 16 e il 17 giugno, un incendio di proporzioni gigantesche nella foresta di Pedrograo, nella zona centrale del Portogallo, a 30 km dalla città patrimonio Unesco di Coimbra.

Per giorni le fiamme non sono state domate, tanto era estesa l’area colpita, ma ad oggi, pur con il fuoco circoscritto e comunque ancora attivo, il bilancio tra vittime e feriti è pesantissimo: 63 morti accertati, tra cui 4 bambini, e 119 feriti. Delle vittime accertate, tra cui intere famiglie che campeggiavano nella zona, buona parte sono state ritrovate carbonizzate nelle proprie automobili, sorprese e rimaste bloccate dalle fiamme sulla strada statale 236, che attraversa la fitta foresta di pini ed eucalipti e che si è trasformata in una trappola impenetrabile.

“La più grande tragedia con vittime in un incidente di questo tipo”, ha dichiarato il Premier Antonio Costa, mentre il Ministro della Difesa, Jorge Gomes, ha spiegato che la nube di fumo generatasi dalla vastità dell’incendio ha rallentato gli elicotteri e gli aerei antincendio nell’opera di spegnimento dei vastissimi focolai.  Intanto sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale.

Tuttavia si è fatto il possibile e l’impossibile per domare le fiamme.

Il dispiegamento delle forze messe in campo è stato imponente: 700 pompieri attivi su quattro fronti, due ancora violenti, e squadre di psicologi a dare sostegno ai sopravvissuti, molti dei quali in stato di shock per la perdita dei loro familiari; ma anche l’Unione Europea sta facendola sua parte e il Presidente della Commissione Junker ha subito annunciato l’attivazione del meccanismo UE di protezione civile che porterà a Lisbona uomini e risorse. Spagna e Francia hanno inviato mezzi aerei per aiutare il Portogallo a lottare contro le fiamme e anche due canadair italiani sono partiti a dare manforte.

Escluso il dolo, la natura è, dunque, l’unica responsabile della tragedia, con delle condizioni climatiche estreme alle quali, evidentemente, l’uomo ancora non sa far fronte.

Tutto questo all’indomani dell’uscita degli Stati Uniti, secondo inquinatore globale dopo la Cina, dagli Accordi di Parigi sulla lotta ai cambiamenti climatici e dei tweet di Trump sul concetto di riscaldamento globale, inventato, a suo dire, da e per i cinesi con l’obiettivo di annullare la competitività dell’industria americana.

Rossella Marchese

 

Si chiude un Giugno Giovani ricco di iniziative

Un ricco calendario quello che ha visto impegnate le realtà associative e non che hanno raccolto l’invito dell’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli di partecipare all’iniziativa promossa anche quest’anno.
Tanti gli eventi, tanti i luoghi e i giovani coinvolti. Tanto l’entusiasmo e la passione con cui si sono realizzati i numerosissimi appuntamenti. Il bilancio è positivo e molto incoraggiante.
Il 27 giugno presso la Galleria Principe di Napoli nel corso dell’incontro con i giovani attori e video makers di Casa Surace, si è parlato di creatività e start up.
Evento di chiusura il 30 giugno al Parco Totò di Bagnoli, nell’ambito dell’Iniziativa Music Life durante la quale sono intervenuti alcuni tra gli artisti più apprezzati della scena partenopea tra cui Mariotto e Dj Diego Barretta.
L’Assessore Alessandra Clemente, ancora una volta, ha fatto centro con l’iniziativa che è riuscita a coinvolgere per un intero mese giovanissimi, giovani e non più giovani in tante iniziative culturali, artistiche, musicali e non solo.
Appuntamento al prossimo Giugno Giovani.
Salvatore Adinolfi

Sviluppo del Mezzogiorno, per Confcommercio fondamentale la portualità

Non si può prescindere dalla portualità parlando di sviluppo ed in particolare di sviluppo del Mezzogiorno. Confcommercio ne è convinta tanto da riuscire a coinvolgere sul tema ben cinquecento operatori della logistica al convegno recentemente tenuto a Napoli.
“Napoli, la Campania e tutto il Mezzogiorno possono diventare centrali nel rilancio del sistema imprenditoriale attraverso la crescita di tutto ciò che ruota attorno alla portualità. Di qui l’esigenza di uno studio di analisi e proposta presentato da Confcommercio”, è quanto ha dichiarato il commissario di Confcommercio Giacomo Errico.
I porti rappresentano nel nostro Paese veri e propri nodi di interfaccia di un complesso sistema logistico. Confcommercio li ritiene uno dei più̀ interessanti temi da affrontare per lo sviluppo dell’economia delle Imprese e del Terziario avanzato.
“Le analisi sviluppate sul Porto di Napoli nel periodo 2008-2016, a cavallo della più̀ grave crisi finanziaria dell’ultimo secolo in un periodo connotato dall’assenza di una governace stabile dello scalo partenopeo, hanno evidenziato una sostanziale tenuta dei traffici marittimi, alcuni dei quali caratterizzati anche da una crescita; una stabilizzazione ed una parziale crescita del sistema imprenditoriale; volumi di fatturato aggregato che confermano che lo scalo partenopeo risulta ancora il primo datore di lavoro della Campania”. E’ quanto emerge dallo studio presentato alla Stazione Marittima dal commissario Giacomo Errico e dal Segretario Generale Conftrasporto e Direttore Confcommercio Imprese per l’Italia della Campania Pasquale Russo. I dati dello studio sono stati illustrati da Marco Di Stefano.
Il sistema di portualità rappresenta una vera e propria sfida per lo sviluppo del Mezzogiorno e presenta notevoli criticità che vanno analizzate e affrontate se si vuole creare valore economico per il Sud, sistema che può rappresentare un vero e proprio volano di sviluppo. Confcommercio ha quindi illusytrato le sue proposte per rendere operativi i progetti.
Presenti al convegno, tra gli altri, Pietro Spirito, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Pasquale Legora De Feo, Vicepresidente Assiterminal e Amministratore Delegato Conateco, Raffaele Aiello, presidente Fedarlinea, Paolo Uggè, presidente Nazionale Conftrasporto e Vice Presidente Confcommercio Imprese per l’Italia, Sergio Iasi, Amministratore Delegato CIS – Interporto, Francesco Pagni Direttore Operations presso Interporto Servizi Cargo Spa e il presidente della commissione trasporti della Regione Luca Cascone.
Salvatore Adinolfi

Stefano Rodotà: “la mia Napoli delle idee, nell’ingegno e nella vitalità la sua forza”

Quando, nel 2014, Stefano Rodotà partecipò alla “Repubblica delle Idee”, che si teneva a Napoli, con un intervento dal titolo “il tempo della democrazia ibrida”, egli era già l’encomiabile giurista, il grande accademico e il brillante politico conosciuto da tutti, nonché da tutti ribattezzato “il Garante”; tuttavia non tutti conoscevano l’intimo rapporto che lo legava a Napoli ed alla intellighenzia partenopea. Intervistato, alla domanda su quale delle iniziative di quella manifestazione avrebbe posto la sua attenzione, rispose: “vengo spessissimo a Napoli e una storia straordinaria, tra le altre, trovo che sia quella di Gerardo Marotta e il problema della biblioteca  deve trovare una soluzione. Napoli è piena di eccellenze. Se ne dovrebbe parlare di più fuori da Napoli: non possiamo chiuderla nelle difficoltà amministrative, nei problemi noti, perché c’è anche quest’altra. Esistono iniziative di punta nei campi che io frequento, del diritto e delle tecnologie: direi una vera Napoli delle Idee. A parte che è bellissima”. Legato a doppio filo con l’Avvocato Marotta, da stima e comunanza di vedute, Rodotà fu, tra le altre cose, anche parte viva dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici,  come membro del consiglio direttivo e non solo, spesso e volentieri anche come relatore; ultimo contributo lo scorso febbraio, con un suo intervento sui beni comuni e l’inaspettata rinascita degli usi collettivi.

Stefano Rodotà fu sempre sensibilissimo alle questioni sui diritti civili, intesi come essenziale  riconoscimento di libertà in democrazia, e fiero promotore della giustizia sociale, ma non solo, le sue serie battaglie libertarie hanno riguardato i temi della bioetica istituzionale e delle biotecnologie, nonché internet e la comunicazione telematica, con un’unica idea di fondo: la centralità del diritto di autodeterminazione e la sostanziale eguaglianza di accesso alle informazioni per tutti i soggetti.

Il diritto di avere diritti, titolo di un suo rinomato saggio, è la chiara summa del suo pensiero e della sua azione.

Con questo campione del pensiero laico se ne va un altro pezzo di quella “vecchia generazione” che tanto ha avuto a cuore il sentire delle nuove generazioni.

Rossella Marchese

Antonio Lanzaro: una vita da Presidente

 

Significativo titolo quello scelto da Antonio Lanzaro per il suo libro: “Una vita da Presidente. Ricordi di un Lasalliano, Napoletano e Democristiano”, il racconto della sua vita e dei suoi molteplici impegni.

Ne parliamo con lui nella sede della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus di cui è, appunto, Presidente.

Professor Lanzaro, come è nato questo libro autobiografico?

Ho iniziato a buttar giù le idee per questo libro molte volte, ma sempre, per un motivo o per un altro, nel corso di questi ultimi dieci anni ho dovuto desistere dal completarlo. Ora la mia creatura che racconta la storia della mia vita e dei miei molteplici interessi ed impegni ha visto la luce.

Ho voluto raccontarmi soprattutto per i miei nipoti, affinché sappiano chi è stato il nonno.

Ricordi di un Lasalliano, Napoletano, Democristiano…

Lasalliano perché ho studiato all’Istituto De La Salle e ho partecipato attivamente e fattivamente alla vita dell’associazione degli ex alunni, Napoletano non necessita spiegazione, Democristiano perché ho militato nelle fila della DC e ho avuto incarichi politici diventando anche consigliere comunale.

Attraverso la sua storia si ripercorre anche la storia di una città, Napoli, meravigliosa nelle sue mille contraddizioni?

Sì, ho dedicato il libro, alla mia Napoli. Attraverso gli eventi, i fatti, le vicissitudini della mia vita, ho voluto rendere omaggio a Lei, alla sua storia, alla sua cultura, alle sue tradizioni, alla poesia, alla musica, alla pittura e perché no anche al calcio.

Perché anche il calcio?

Con il calcio il popolo napoletano, quello vero, quello genuino che non tradisce, manifesta il suo amore per la città.

Una vita intensa la sua?

Sì, ho incominciato molto giovane a 19 anni a seguito della morte di mio padre, ho dovuto rimboccarmi le maniche e lasciarmi alle spalle quella che si può definire una vita dorata, ho dovuto studiare e mandare avanti le aziende familiari, e nel poco tempo rimasto cercare di vivere anche la gioventù. Marito felice e ancora innamorato di Anna e padre altrettanto felice di Bianca, Daniela e Ugo. Nonno orgoglioso di Antonio e Roberto, sono stato impegnato nell’associazionismo, nella cultura, nel sociale, nella politica e nell’insegnamento.

Professor Lanzaro è docente universitario, quanto importante è questa esperienza nella sua vita?

Fondamentale, nel 1982 cominciai la carriera universitaria, con passione, abnegazione, sempre vicino ai giovani: ne ho laureati circa 500. Ho tenuto contemporaneamente gli insegnamenti di Diritto dell’Unione Europea, Tutela internazionale dei diritti umani, Diritto internazionale privato presso la scuola di specializzazione della Facoltà di Giurisprudenza. E altri insegnamenti che sinceramente ora non ricordo più.

Anche la sua attività di conferenziere è stata ricca?

Sì, ho tenuto moltissime conferenze.

Veniamo alla Fondazione Casa dello Scugnizzo…

Ho assunto la presidenza della Fondazione Casa dello Scugnizzo perché ritengo importante, nel panorama napoletano e non solo, questa esperienza fondamentale per il territorio su cui insiste. Sono consapevole delle tantissime quotidiane difficoltà in cui ci dibattiamo ma sono certo che la Fondazione, anche con l’aiuto di tutti coloro che vi collaborano, sta svolgendo, seppure fra grandi difficoltà economiche, la sua missione.

Alessandra Desideri

 

 

 

 

A Los Angeles è stato acceso il bat-segnale per salutare Adam West, ed anche Napoli omaggia l’attore statunitense

È stato il volto di Batman per un’intera generazione, icona del piccolo schermo prima che il cinema si appropriasse dei tormenti interiori e delle prodezze di Bruce Wayne. Adam West, protagonista della sere tv Batman, è morto a 88 anni dopo “una breve ma coraggiosa” battaglia contro la leucemia. L’annuncio è stato dato dalla famiglia: “Nostro padre si è sempre visto come il Cavaliere luminoso, aspirava a influenzare in modo positivo la vita dei suoi ammiratori, è stato e resterà il nostro eroe”.

William West Anderson era nato a WallaWalla, Washington, e a 15 anni si era trasferito con la madre a Seattle, dopo il divorzio dei genitori. Alla fine del servizio militare l’approdo a Hollywood. Cambia il proprio nome il Adam West, inizia a lavorare nelle serie tv, da Bonanza a Perry Mason Bewitched. Nel 1966 Batman debutta sulla Abc, West  è il protagonista e Burt Ward interpreta Robin. Sullo sfondo Gotham City e, intorno, cattivissimi dai costumi eccentrici e coloratissimi. Il telefilm fu subito un successo, grazie allo stile ironico, camp, lontano dalle atmosfere dark che in futuro avrebbero caratterizzato le produzioni cinematografiche dedicate al personaggio. Scazzottate a tempo di musica, le scritte onomatopeiche a mo’ di fumetto, il tema musicale composto da Neal Hefti: questi alcuni degli elementi che contribuirono a rendere un cult la serie che si rivolgeva soprattutto a un pubblico di giovani e giovanissimi ai quali ricordava, ad esempio, l’importanza di allacciare le cinture di sicurezza, di bere latte, di mangiare verdure, di fare i compiti.Molti gli omaggi in suo ricordo. La promessa è stata mantenuta, di fatti a poche ore dalla sua scomparsa, il cielo di Los Angeles si è illuminato per salutare il divo. Una commemorazione che non poteva essere fatta altrimenti.

Alla presenza del sindaco della città degli angeli, Eric Garcetti, e del capo della polizia, Charlie Beck, il Bat-segnale – la trovata del commissario Gordon per chiedere aiuto all’eroe col mantello per vegliare su Gotham City – è apparso sulla facciata del municipio. Il primo cittadino, come racconta The Hollywood Reporter, ha dichiarato alla folla scesa in strada per ricordare West: “Come voi, tutti noi abbiamo trascorso molte ore davanti alla tv, alla stessa Bat-ora, sullo stesso Bat-canale. Adam West ci ha insegnato che ognuno di noi ha un cuore d’oro”.

Anche Napoli non si è sottratta all’onere, infatti Lorenzo Ruggiero, disegnatore Dc Comics e Marvel, firma un nuovo tributo a Batman-Adam West prendendo spunto dall’omaggio fattodalla città di Los Angeles. Spiega la matita napoletana dei super eroi Usa: “L’idea alla base del mio disegno nasce dall’iniziativa della città di Los Angeles in collaborazione con la Warner Bros di concedere un ultimo saluto a Adam West, l’attore che ha interpretato Batman nella celebre serie tv degli anni ’60 e scomparso qualche giorno fa, accendendo il classico faro con il simbolo di Batman nel cielo della città californiana. Ho voluto tributare anche io un ultimo saluto a colui che resterà sempre per me l’interprete meraviglioso del Batman colorato della mia infanzia, illuminando il cielo notturno della mia città con il bat-segnale luminoso”.

Nicola Massaro

Unisin Campania: NO alle discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro

 

Si è svolta  ieri presso l’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino la tavola rotonda  avente ad oggetto  il “Benessere aziendale e sicurezza sul lavoro. Oltre le discriminazioni di genere” –  tema che  interessa le lavoratrici e lavoratori di tutti i comparti e settori produttivi sia pubblici che privati – organizzata da Arcigay Napoli e Unisin Regionale Campania nell’ambito delle iniziative sulla sicurezza sul lavoro promosse dall’Osservatorio “Napoli Città Sicura”, presieduta dal consigliere Vincenzo Solombrino.

Il fenomeno della discriminazione di genere sui luoghi di lavoro se non adeguatamente monitorato e contrastato può condurre a gravi problemi organizzativi, che portano ad un progressivo deterioramento del clima aziendale con ripercussioni a livello economico-produttivo e di salute. L’iniziativa è stata concepita come un primo momento di forte riflessione e confronto per proporre nuove buone prassi o mettere a frutto esempi di quelle già esistenti e allo stesso tempo testimoniare con casi reali quelle che sono le difficoltà e i fattori discriminanti che lavoratrici e lavoratori incontrano sui luoghi di lavoro.

Hanno partecipato ai lavori, Enrico Panini, assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Vincenzo Solombrino, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza sui luoghi di lavoro, Antonello Sannino presidente dell’Arcigay Napoli, Giuseppe Cantisano, Capo dell’Ispettorato  Territoriale del lavoro di Napoli, Adele Pomponio, direttrice vicaria Direzione regionale INAIL, Consigliera supplente regionale di Parità Luisa Festa, Salvatore Adinolfi e Bianca Desideri rispettivamente presidente e segretario regionale di Unisin Regionale Campania e Daniela Foschetti, segretario nazionale UNISIN e segretario di riferimento Unisin Donne & Pari Opportunità.

La tavola rotonda è stata arricchita dall’intervento dei professori dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Luigi Maria Sicca del Dipartimento Economia, Fabio Corbisiero dell’Osservatorio LGBT e Antonella Batà della facoltà di ingegneria, nonché dagli approfondimenti dell’Avv. Antonella Verde, di  Marianna Piccirillo dell’Ordine degli Psicologici della Campania e di Pietro Di Nono dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Maria Grazia Palmarini

 

Brexit: la proposta di Theresa May e i cittadini dell’Unione europea

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Il Presidente della Commissione europea accoglie con freddezza la proposta del Premier britannico Theresa May.

Al Consiglio europeo di giovedì 22 giugno a Bruxelles, il Primo Ministro Theresa May ha proposto di concedere ai cittadini europei non britannici uno status definitivo a condizione che questi ultimi abbiano risieduto legalmente nel Regno Unito per almeno 5 anni. Pertanto, secondo la proposta del premier britannico, dopo la Brexit, i cittadini dell’Unione europea potranno restare a vivere nel Regno Unito dove hanno costruito la loro carriera e la loro vita e contribuito alla società britannica. Il politicamente indebolito Primo Ministro May (avendo perso la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni in seguito alle elezioni anticipate dell’8 giugno) spera in questo modo di rinforzare almeno in parte la sua posizione all’interno delle negoziazioni sulla Brexit.

Secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel, la proposta britannica rappresenta un buon inizio, tuttavia restano ancora molte questioni su cui negoziare. Il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker reputa il primo passo del Regno Unito insufficiente. Secondo il premier belga Charles Michel occorrerà aspettare i dettagli tecnici. La conservazione della competenza giuridica della Corte di Giustizia europea sui cittadini Ue sino all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, resta uno dei nodi centrali della negoziazione  sulla Brexit.

Danilo Turco

 

 

 

 

Un NO deciso alle discriminazioni di genere sul lavoro. Se ne discute al Maschio Angioino

“Benessere aziendale e sicurezza sul lavoro. Oltre le discriminazioni di genere” è il titolo della tavola rotonda che si terrà a Napoli lunedì 26 giugno 2017 ore 10 presso l’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino, organizzato da Arcigay Napoli e Unisin Regionale Campania nell’ambito delle iniziative sulla sicurezza sul lavoro promosse dall’Osservatorio “Napoli Città Sicura” presieduta dal consigliere Vincenzo Solombrino, con la preziosa partecipazione dei partners dell’Osservatorio.

Una mattinata di approfondimento su una tematica che interessa le lavoratrici e lavoratori di tutti i comparti e settori produttivi sia pubblici che privati e da cui non è esente neppure la Pubblica Amministrazione. Fenomeno, quello della discriminazione di genere sui luoghi di lavoro, che se non adeguatamente monitorato e bloccato sul nascere può condurre a gravi problemi organizzativi che portano ad un progressivo deterioramento del clima aziendale con ripercussioni a livello economico-produttivo e di salute.

“Sarà una giornata di lavori interessante e proficua” dichiara l’Assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Enrico Panini. “Un’occasione unica per mettere al centro dell’attenzione dei cittadini e per affrontare da più punti di vista un tema delicato come quello della discriminazione di genere sui luoghi di lavoro. La tutela e il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori è un fatto imprescindibile e qualsiasi forma di comportamento discriminatorio in azienda va, di fatto, censurato con fermezza”.

“Credo sia assurdo che – dichiara il Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza sui luoghi di lavoro, Cons. Vincenzo Solombrino –  al giorno d’oggi, ci siano ancora discriminazioni nei confronti di donne, comunità LGBT o diversamente abili, e sono convinto che debellare questa odiosa piaga, può solo favorire una migliore resa lavorativa da parte di quelle persone che -anzi- spesso si distinguono per doti fuori dal comune, proprio al fine di raggiungere un sereno “benessere aziendale”.

“L’evento del 26 giugno voluto da Arcigay Napoli e Unisin Regionale Campania insieme all’Osservatorio del Lavoro del Comune di Napoli – evidenzia il presidente dell’Arcigay Napoli Antonello Sannino – è un evento centrale nel calendario del Pride napoletano di quest’anno. Il benessere dei lavoratori e della lavoratrici – prosegue – passa necessariamente da nuove prospettive di tutela del genere sui luoghi di lavoro. Non possiamo assolutamente accontentarci di politiche strutturate su quote, rosa o arcobaleno, ma dobbiamo spingere verso un profondo cambiamento culturale solo parzialmente costruito negli ultimi anni. Il mondo del lavoro è ancora fortemente discriminatorio nei confronti delle donne e della comunità LGBT, – continua Sannino – e in questa in particolar modo per le persone transessuali che spesso vedono negato l’accesso al mondo del lavoro. Ma bisogna soprattutto aiutare percorsi che portino finalmente a denunciare con maggiore facilità comportamenti discriminatori, che difficilmente emergono in quadro di forte precariato.”

“Benessere organizzativo, sicurezza sul lavoro e clima aziendale – dichiarano Salvatore Adinolfi e Bianca Desideri rispettivamente presidente e segretario regionale di Unisin Regionale Campania – sono gli ingredienti imprescindibili per la salute psico-fisica delle lavoratrici, dei lavoratori e per la stessa crescita delle imprese, mentre la costrittività organizzativa, le pressioni commerciali, le molestie sessuali, i comportamenti discriminatori di genere e verso le persone con disabilità, l’utilizzo di linguaggio verbale e non verbale distorti e non rispettosi della Persona, della professionalità e della dignità umana non fanno altro che provocare disagio e stress e cattivo funzionamento dell’impresa. Cosa fare? Quali tutele? Come difendersi? La tavola rotonda organizzata in collaborazione con Arcigay Napoli e con la collaborazione dei partners dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro del Comune di Napoli – proseguono Adinolfi e Desideri – vuole essere un primo momento di forte riflessione e confronto per far emergere le difficoltà incontrate sui luoghi di lavoro dalle lavoratrici e dai lavoratori e proporre nuove buone prassi o mettere a frutto esempi di buone prassi già esistenti e allo stesso tempo testimoniare con casi reali quelle che sono le difficoltà e i fattori discriminanti che lavoratrici e lavoratori incontrano sui luoghi di lavoro”.

“Le continue modifiche organizzative che in molti settori, fra i quali quello bancario, si stanno verificando nel corso di questi anni – evidenzia Daniela Foschetti, segretario nazionale UNISIN e segretario di riferimento Unisin Donne & Pari Opportunità – portano immancabilmente criticità nell’organizzazione aziendale. Il benessere aziendale è tema di grande attenzione, anche in fase di contrattazione nazionale e di secondo livello, nel settore bancario, interessato, purtroppo, in quest’ultimo periodo da una forte tensione sulle lavoratrici e sui lavoratori che risultano sottoposti a varie forme di pressioni anche commerciali che immancabilmente gravano maggiormente sulle donne, sulle persone con disabilità e su coloro che si trovano in una condizione di difficoltà. UNISIN è da sempre attenta, come Organizzazione Sindacale, – prosegue Daniela Foschetti – al tema delle discriminazioni di genere e sta ponendo in campo molte iniziative e campagne di sensibilizzazione per favorire il loro superamento”.

La partecipazione all’evento vale ai fini dell’acquisizione di n. 4 crediti formativi per gli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli  e n. 2 crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Avvocati di Napoli.

Tutti gli interventi nella locandina al link:

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/33188

 

Per il Natale 2017, dopo Nalbero arriva il Corno

E dopo Nalbero, il progetto per il prossimo Natale è ancora più strepitoso e ambizioso. Alla Rotonda Diaz verrà innalzato un gigantesco corno portafortuna di colore rosso fuoco, con dimensioni impressionanti, tanto da far impallidire l’albero di tubi realizzato lo scorso anno. Infatti il corno sarà più alto di venti metri e raggiungerà quota sessanta metri, sarà anche più largo dei venti metri misurati per Nalbero e arriverà a trenta metri di diametro alla base, un vero gigante, visibile a occhio nudo dall’isola di Capri.

La proposta per la nuova installazione natalizia, è stata presentata a Palazzo San Giacomo dalla Italstage, l’azienda che ha creato il discusso albero nel 2016 e che spesso riesce a vincere bandi per la realizzazione di palchi e strutture nel Comune di Napoli. Evidentemente la proposta dev’essere piaciuta molto al Comune, perché senza indugio è scattata la procedura ufficiale per chiedere la presentazione di progetti alternativi per riempire la Rotonda Diaz: potranno partecipare consorzi, associazioni, fondazioni, società. Ma tutti  avranno un obbligo da rispettare che è quello del tema imposto dal Comune stesso ed il tema quest’anno è «Napoli e la scaramanzia». In sostanza, potrà anche esserci qualcosa di diverso rispetto al gigantesco corno, ma sarà comunque collegato al principio della scaramanzia.

Così com’è stato per Nalbero, anche il progetto ufficiale del corno prevede la possibilità di accesso all’interno, con le stesse modalità dello scorso anno, solo che questa volta si potrà arrivare più in alto e ci saranno ambienti molto più grandi per lo shopping center che verrà installato alla base della struttura. Il documento che presenta la proposta dell’Italstage e chiede la presentazione di proposte alternative, porta la firma della dirigente Gerarda Vaccaro la quale, evidentemente, era estremamente ispirata quando ne ha dettato il contenuto, dichiarando: “Napoli, con il suo popolo ricco di sensibilità e fantasia, è considerata la città scaramantica per eccellenza. Il malocchio, la jella, la sfortuna, la scaramanzia, sono parti integranti della cultura di Napoli e dei napoletani da sempre legati a questo rito propiziatorio – scrive la dirigente Vaccaro di suo pugno. E prosegue – Magia e superstizione si diffondono fin dai tempi più remoti nell’atmosfera partenopea: ‘o munaciello, ‘a bella ‘mbriana, la smorfia, il corno portafortuna sono solo alcuni degli elementi distintivi delle credenze napoletane”

Nicola Massaro

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