Maison Signore in crescita cerca personale

Maison Signore (www.maisonsignore.it) è un’azienda con ottimi numeri, che continua a crescere e in un panorama economico complesso offre lavoro: sono 15 le posizioni ricercate per per l’inserimento in organico entro il 2017: Sarte premiere, Sales Consultant, Responsabile Eventi per le sedi di Napoli e Caserta.
300 modelli di abiti da sposa, più di 40 anni di attività nel mondo del bridal fashion, nuove acquisizioni, 2000 metri quadrati di esposizione, quattro collezioni – EXCELLENCE – SEDUCTION – VICTORIA F. e GIOVANNA SBIROLI, storico marchio Italiano acquisito solo pochi mesi fa.
Un Made in Italy realizzato rigorosamente a mano da sarte e ricamatrici esperte. Tra i punti di forza dell’azienda, la personalizzazione del prodotto. A richiesta, tessuti, materiali e pietre preziose possono essere scelti dalle clienti.
Le collezioni 2018 sono state presentate in anteprima assoluta a New York e è stato fatto conoscere alle esigenti spose americane il design, l’artigianalità e la professionalità italiana che caratterizza la Maison.

“Siamo molto soddisfatti – dichiara il fondatore della Maison Gino Signore – di proseguire la nostra crescita offrendo opportunità di sviluppo in un’area che, dopo anni di difficoltà, comincia a mostrare graduali ma duraturi segni di ripresa. Il prodotto made in Italy, che mixa eccellenza artigianale e sguardo rivolto al futuro può costituire l’arma in più per la crescita del Mezzogiorno.

“Cerchiamo sarti perché crediamo fermamente nel talento dei giovani”, dichiara il Direttore generale della Maison Geri Natale, . “C’è bisogno di creatività, che è fatta di idee, di capacità di sognare e di credere nella realizzazione dei sogni. Sono i giovani che possono dare un’immagine concreta alla bellezza del nostro Made in Italy, continuare a perpetuarne fama e riconoscimenti all’estero. Dalla loro energia nascerà l’avvenire del comparto, così come una nuova stagione di rilancio del Sud. Cerchiamo ragazzi che sappiano coniugare cervello e sentimenti, idee e abilità manuale per profili come sarti, modellisti in modo contemporaneo e cioè utilizzando sì ago, forbici, filo ma anche laser, da veri artigiani della contemporaneità. Dobbiamo saper inventare, avere visione.
Per i sarti, in particolare, la ricerca è più difficile, perché per anni si è trascurata la dimensione artigianale, a torto ritenuta poco qualificante a dispetto di lavori più intellettuali dove l’uso delle mani non è richiesto. In realtà anche e soprattutto per il lavoro di sartoria, è richiesta la testa, oltre che il cuore. I nostri giovani lo hanno capito e, a poco a poco, stanno tornando ad amare questo antico, nobilissimo mestiere.
Maison Signore, azienda leader a livello internazionale nella produzione di abiti da sposa di alta manifattura e completamente Made in Italy, è sempre in cerca di nuovi talenti e risorse intelligenti, motivate e con tanta voglia di entrare nel nostro team per aiutarci e supportarci nel nostro percorso di crescita. L’area JOB nasce per dare opportunità e visibilità a giovani e meno giovani che hanno voglia di misurarsi con grinta con il favoloso mondo dell’alta moda sposa.”
E allora in bocca al lupo alle candidate e ai canditati alla ricerca di personale.

Francobollo e Annullo postale per Pontelandolfo

La storia di Pontelandolfo, in provincia di Benevento, è legata a dolore e distruzione ma anche ad una forte volontà dei suoi abitanti di rinascere e ricordare. E per ricordare oggi 31 luglio è stato emesso un francobollo dedicato a Pontelandolfo, inserito nell’edizione 2017 del Festival Folk.
Presso lo stand di Poste Italiane è stato possibile fino alle 20 ottenere un annullo speciale su due cartoline, appositamente stampate.
La presentazione dell’iniziativa è stata curata dal sindaco, Pasquale Iacovella.
Pontelandolfo è stata “città martire” (titolo di cui Casalduni è stata insignita), lì il 14 agosto del 1861 vennero uccise dal regio esercito alcune centinaia di persone in rappresaglia per l’uccisione di alcuni militari. Ma la crudeltà non si fermò a quell’episodio e la città fu bruciata.
Il Ministero dello Sviluppo economico ha voluto emettere, dedicato a questo luogo di storia e bellezza, un francobollo, assieme ad altri 3 “ordinari” appartenenti alla serie tematica “il Patrimonio naturale e paesaggistico” dedicati al Turismo.
Il francobollo del valore di € 0,95 raffigura una veduta del borgo in cui spiccano la Chiesa del SS. Salvatore e la Torre Medioevale. Bozzettista Isabella Castellana.
Salvatore Adinolfi

E’ uscito il nuovo numero di Professione Bancario

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Con l’editoriale, il Segretario Generale Unisin Emilio Contrasto apre il nuovo numero della rivista Professione Bancario, che nella sua nuova veste editoriale scientifico-giuridica sta riscuotendo molto interesse sia nel mondo accademico che in quello delle professioni allargando così l’orizzonte delle lettrici e dei lettori dello storico giornale.
L’apertura è dedicata alla notizia che “un’altra prestigiosa Organizzazione si è unita ad Unisin, il Sinfub, che ha voluto aderire al progetto nato nel 2011 tra Falcri e Silcea, allargandone così i confini sindacali”.
Emilio Contrasto evidenzia anche l’attenzione “alle giovani generazioni che con difficoltà si affacciano al mondo del lavoro e nello stesso tempo l’attenzione verso tutti coloro che si trovano nell’ultima fase del proprio percorso lavorativo” e una vicinanza non solo nella difesa dei diritti nel mondo del lavoro ma soprattutto alla Persona nel suo complesso, impegno che porta Unisin a partecipare, dando il “fattivo contributo, ad azioni e iniziative sociali, culturali, educative, su tutto il territorio nazionale, a partecipare a gruppi di lavoro e di studio per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle Persone”.
Di grande interesse le iniziative che Unisin sta portando avanti come ricorda il Segretario Generale “contro le discriminazioni di genere, per il miglioramento del clima aziendale inquinato dalle pressioni commerciali, per il sostegno alla legalità con l’adesione al progetto L’Agenda Ritrovata, la collaborazione con le istituzioni scolastiche nell’ottica di avvicinare i giovanissimi al mondo del lavoro e sensibilizzarli alle tutele che la legislazione prevede”.
Non poteva mancare il ricordo da parte di Emilio Contrasto della grave perdita subita dal Comitato scientifico della rivista con la scomparsa dell’avvocato Gerardo Marotta, presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, istituzione di alta cultura nota a livello internazionale, che il Segretario Generale ricorda come “illustre giurista e uomo di cultura” con il quale aveva instaurato una profonda collaborazione, rivolta soprattutto ai giovani, che proseguirà con Massimiliano Marotta che oggi presiede l’IISF ed entra a far parte del Comitato scientifico di Professione Bancario.
La rivista, consultabile all’indirizzo www.professionebancario.it,  in questo numero approfondisce i seguenti temi: La “flexicurity” (avv. prof. Umberto Aleotti); L’assegno divorzile e l’assegno di mantenimento nell’evoluzione giurisprudenziale (avv. Antonella Verde); Il principio delle pari opportunità nell’Unione europea (prof. Antonio Lanzaro).
Alessandra Desideri

Museo MADRE aperto in agosto

Ebbene sì ha raggiunto il suo quinto anno consecutivo forte del notevole successo incontrato l’iniziativa messa in campo ormai dal 2013 dal MADRE di Napoli dal 1 al 31 agosto 2017. Cittadine e cittadini napoletani e turisti potranno trascorrere visitare gratuitamente le mostre in corso Guyton, Prina, Cuoghi e le collezioni del museo MADRE, oltre che partecipare gratuitamente alle visite didattiche connesse.
“L’iniziativa – sottolineano dal MADRE – si propone come un servizio di prossimità culturale ai cittadini del territorio regionale, durante il mese più caldo dell’anno, ma anche come forma di sostegno all’allargamento e diversificazione del pubblico, assecondando e potenziando la crescita dei flussi turistici registrati negli ultimi anni a Napoli e in Campania nell’ottica di una promozione integrata della straordinaria offerta culturale regionale”.
Il successo suscitato nel pubblico ha riconfermato la bontà dell’iniziativa che mira ad offrire “la possibilità di avvicinarsi alle ricerche artistiche del presente anche a chi non conosce ancora o frequenta già il museo o che vuole approfondire la conoscenza delle ricerche artistiche contemporanee” ma anche un piacevole percorso nel fresco alla scoperta di tanti capolavori d’arte contemporanea.
Cosa potranno vedere i visitatori? Partendo dall’atrio/ingresso Axer/Désaxer, l’opera in situ di dimensioni architettoniche dell’artista francese Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, 1938), che introduce il pubblico alla scoperta delle altre mostre temporanee e delle collezioni permanenti, celebrando l’unione fra il museo e la sua comunità.
Proseguendo il percorso ecco le mostre in corso, SIAMO ARRIVATI di Wade Guyton (fino all’11 settembre 2017, terzo piano), ENGLISH FOR FOREIGNERS di Stephen Prina (fino al 16 ottobre 2017, sala Re_PUBBLICA MADRE), PERLA POLLINA, 1996-2016 di Roberto Cuoghi (fino al 18 settembre 2017, secondo piano-ala destra, mezzanino e project room) e delle collezioni del museo MADRE.
Al piano terra i visitatori possono fruire della mostra di Stephen Prina (Galesburg, 1954), artista poliedrico che investiga la relazione fra sfera collettiva e dimensione personale attivando una relazione dinamica tra passato e presente e facendo emergere la relazione fra la propria vicenda biografica e la storia del XX secolo. Anche attraverso riferimenti ad autori come Cesare Pavese e Franco Fortini o ai film sulla Resistenza italiana dei registi Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, Prina .
Un Museo da scoprire piano per piano, mostra per mostra, un piacevole modo per trascorrere fra l’arte un caldo agosto.

Alessandra Desideri

Elena Puliga inaugura a Porto Torres “Musica & Natura 2017”

Nella suggestiva e straordinaria ribalta dell’altare maggiore nella basilica dei Santi Martiri Turritani a Porto Torres (Sassari), la giovanissima organista turritana Elena Puliga ha inaugurato nella serata del 25 luglio i concerti sinfonici inseriti nel palinsesto della dodicesima edizione della rassegna musicale “Musica & Natura”.  Il consueto campus estivo di seminari musicali e concerti, organizzato dall’Associazione Musicando Insieme, richiama sin dal 1990 stagisti, studenti e docenti da vari luoghi della penisola e da diverse località internazionali. Sono oltre cento i  ragazzi provenienti quest’anno dalla Sardegna e da altre regioni italiane con un esponente di origini coreane. Molti i musicisti di caratura mondiale  impegnati nelle masterclass che in questa edizione saranno tenute per la prima volta nel Palazzo del Marchese, sede istituzionale del Comune, dedicata negli ultimi anni ad ospitare iniziative ad alto valore storico e culturale. Saranno quattordici i concerti che si terranno nella Basilica di San Gavino mentre il prologo con una prova a quattro mani dei painisti Olesya Romanko e Roberto Piana si è tenuto lo scorso 21 luglio nel chiostro di san Francesco ad Alghero.  L’esordio turritano si è avviato in una straordinaria atmosfera di attesa con una dedica particolare alla memoria di don Antonio Sanna, scomparso lo scorso 18 dicembre 2016.  Antonio Sanna, sacerdote, musicista, compositore autodidatta, è stato il  fondatore dei due principali cori polifonici turritani che in oltre 40 anni di attività, hanno rappresentato la polifonia sarda in tutto il mondo. La scelta di affidare al giovanissimo talento, l’esibizione solista all’organo, non è stata casuale, proprio per il forte legame tra il Maestro e l’allieva prediletta, pronta nel cogliere e maturare le competenze musicali, espresse nel concerto con una conduzione autorevole e convincente. Nata nel 1996 a Sassari, Elena Puliga è avviata prestissimo, all’età di quattro anni, allo studio della musica nel corso propedeutico della Scuola Civica di Musica “Fabrizio De Andrè” di Porto Torres. A sei anni entra nel gruppo corale dei Piccoli Cantori della Resurrezione diretti dal già citato Antonio Sanna che l’ha sempre incoraggiata e stimolata in tutto il suo percorso. A nove anni inizia lo studio del pianoforte sotto la guida del giovane pianista, già affermato Maestro, Michele Nurchis. A dodici entra al Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari nella classe di pianoforte del Maestro Maurizio Paciariello, nel 2012 avvia lo studio dell’organo sotto la guida dei maestri Emanuele Vianelli (puntuale nel sostenerla al cambio degli spartiti, durante il concerto) e Adriano Falcioni. Corista nel coro dei Cantori della Resurrezione di Porto Torres diretti dal Maestro Antonio Sanna, ha frequentato diversi corsi di perfezionamento pianistico con i maestri Bruno Canino, Antonio Ballista, Roberto Piana, Angela Oliviero, e corsi di interpretazione e perfezionamento organistico con i Maestri Enrico Viccardi, Emanuele Vianelli, Klemens Schnorr, Alfonso Fedi, Gerhard Gnann e Daniel Zaretsky. Vanta una partecipazione nell’ambito del Festival del Mediterraneo 2017 alla XVII Rassegna Internazionale Organistica fra i giovani talenti.

L’interpretazione di sei autori classici (Antonio de Cabezòn – Dietrich Buxtehude – Johann Sebastian Bach – Cèsar Franck – Marco Enrico Bossi – Alexandre Guilmant ) ha consumato una prestazione elevatissima che ha ammaliato il numeroso pubblico in una autentica rapsodia. Fughe e sonate eccellenti che hanno evidenziato torsioni fisiche importanti nel dominio dello splendido strumento con una eleganza nei gesti da veterana concertista. Le notevoli estensioni alla tastiera con i cambi appropriati nei registri alle serie delle canne dell’organo, hanno fatto il resto. Per una luna e meritata ovazione finale.

L’epilogo dell’edizione 2017, sarà nel Concerto di Ferragosto con l’Ars Musicandi Ensemble, nella direzione della Maestra Elisabetta Maschio. Da ricordare uno speciale appuntamento in chiave Jazz con il duo Gavino Murgia al sax ed Enrico Intra al piano il 12 agosto.

La manifestazione è promossa dall’Associazione “Musicando Insieme” e patrocinata dalla Regione Sardegna, dai Comuni di Porto Torres e Alghero, dalla Parrocchia Santi Martiri Turritani, dalla Fondazione Meta e dal centro artistico culturale Il Chiostro.

Luigi Coppola

 

Costruire in Italia un museo che racconti la storia dell’Europa

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A Bruxelles lo hanno pensato già nel 2007 e ad oggi il progetto deve essere solo eseguito: un nuovo hub culturale costruito nella ex clinica di un nobile dentista morto nel 1935, sarà il Museo d’Europa.

Il museo dovrebbe esporre su ogni piano oggetti simbolo prestati o donati dai singoli Paesi;  tutto a Bruxelles, nella capitale d’Europa, il luogo in cui le folle dovrebbero precipitarsi ad imparare com’è e come sarà fatta l’Europa.

Tuttavia sono in molti a pensare che un museo d’Europa dovrebbe essere costruito in ogni Stato membro; in Italia, ad esempio, per molti cittadini sarebbe indispensabile una sede della Casa d’Europa in ogni paese, da rendere tappa obbligata per le scolaresche in gita. E così potrebbe essere anche in Francia, Spagna, Portogallo o Germania: la presenza di un luogo fisico  in cui tutti i cittadini, specialmente quelli in corso di formazione, possano vedere materialmente e tutta insieme la complessa composizione del progetto Europa Unita, con tutti i suoi popoli, le sue identità, i suoi oggetti e i suoi paesaggi.

E siccome da Roma non si è ancora mosso nessuno, lo scrittore e critico letterario napoletano Michele Rak ha colto, per primo, la palla al balzo ed ha proposto Napoli come sede italiana della casa della storia europea. La posizione, nel cuore del Mediterraneo, e la stratificazione culturale così visibile in città, potrebbero fare di Napoli un luogo perfetto per mostrare la convivenza tra le diversità; sedi storiche e suggestive per esprimere tutto questo non mancano: tra tante, Palazzo Fuga (una volta maestoso Real Albergo dei Poveri), che si affaccia su Piazza Carlo III, l’illuminatissimo e amatissimo sovrano di Napoli e Spagna, e potrebbe essere un simbolo potente. I soldi europei, troppo spesso poco e mal spesi dal nostro Paese, potrebbero fare il resto.

Il progetto europeo della Casa d’Europa è pensato in 24 lingue, affinché tutti possano capire e riconoscersi in un’identità comunitaria, ma gli storici di Bruxelles che ci stanno lavorando su hanno pensato ad un’immagine dell’Europa a partire dall’anno Mille. Rimarrebbero fuori dalla ricostruzione storica dell’identità europea, dunque, gli Imperi di Roma e di Bisanzio, Carlomagno e i suoi paladini, gli scrittori sacri e profani che crearono con le loro penne d’oca un ponte tra la nuova Europa e l’Antico Mediterraneo, ricopiando e conservando testi che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre; tutti esempi di come l’Europa abbia mutato pelle e fisionomia nel corso dei secoli e, pertanto, necessari.

Rossella Marchese

Tammorre al Bosco

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Giovedì 27 si è tenuto, sul Belvedere del Real Bosco di Capodimonte, il concerto del Trio Tarantae e lezione di danze popolari, per tutti, con Raffaella Vacca. L’appuntamento, che ha avuto per scopo precipuo la conoscenza, divulgazione e partecipazione attiva al patrimonio musicale popolare, conclude il ciclo di due incontri voluto e curato dalla cantante Aurora Giglio  e dall’associazione MusiCapodimonte da lei presieduta.

La storia straordinaria di Girolamo, l’italiano che sbarcò ad Honolulu

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John Owen Dominis, principe consorte e governatore di Oahu, Honolulu, era di origini italiane, figlio di John Dominis, ovvero del conte Girolamo di Dalmazia, un italiano di fine Ottocento fuggito dalla dominazione austroungarica di quel periodo e sbarcato negli Stati Uniti, a Boston,  nel 1823. Lì, il conte Girolamo cambiò nome e sposò una certa Mary Jones, facoltosa figlia di mercanti bostoniani, dalla quale ebbe, appunto, suo figlio John Owen, futuro sovrano nel Pacifico. Questa storia, infatti, inizia come molte, immigrazione, ricerca di una vita migliore etc, ma poi prende una piega inaspettata e rocambolesca, degna di un romanzo salgariano. Da Boston, infatti, Mr. Dominis, fu conte di Dalmazia, salpò presto. Capitano esperto e coraggioso, fu tra i primi a riuscire a penetrare nel territorio dell’Oregon, dove importò per la prima volta pecore e semi di pesco e inventò uno strumento per calcolare la tela da impiegare nella fabbricazione delle vele; dall’Oregon alla volta di Honolulu, dove si trasferì con moglie e figlio nel 1846 e alla fine, come si conviene ad vero avventuriero, partì per un ultimo viaggio, non più come comandante ma come passeggero, con destinazione Manila e Cina, da cui non fece più ritorno.

Tuttavia la storia non finisce con la morte del capitano John Dominis; suo figlio sposò, poi, la principessa Lydia Kamaka’eha Pk e divenne principe consorte quando lei fu incoronata regina ad Honolulu.

Alla morte del principe consorte John Owen Dominis, la regina Lydia cercò di indagare sulle sue origini e su quelle del suocero, fino ad allora rimaste nel mistero. Scoprì, dunque, che i discendenti del capitano risiedevano a Zara ed erano originari dell’isola di Arbe, nella Dalmazia settentrionale, ancora sotto la dominazione austroungarica agli inizi del Novecento, assieme ad una porzione di nord Italia. La regina, affascinata dalla storia rocambolesca del suocero, scrisse a quei discendenti lontani per fargli visita, ma quelli, spaventati dall’indigena e non volendo compromettere il loro nome, le negarono il consenso. Lydia, nel frattempo destituita dagli americani, morì ad Honolulu 1917 senza scoprire le origini del marito e del suocero.

Eppure questa strana ed esotica storia si è salvata ed è arrivata fino a noi, assieme ad altre tutte raccolte in un volume dal titolo Storie straordinarie di italiani nel Pacifico, a dimostrazione di quanto valga il detto scolpito in tre righe sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana: “popolo di Santi, poeti e navigatori”.

Rossella Marchese

 “Despacito” è il brano più ascoltato in streaming di tutti i tempi

Anche il 2017 non sfugge alla regola del tormentone che, puntuale, invade radio e tv del Paese.  C’è chi dice di odiarla, ma come tutti i tormentoni non si finisce mai di cantarla, e di suonarla. È “Despacito”, la canzone di Luis Fonsi e Daddy Yankee, incoronata oggi brano più ascoltato di sempre sulle piattaforme di streaming, come YouTube e Spotify. Sulla traccia è stato cliccato il tasto “play” 4,6 miliardi di volte.  Polverizzato il precedente record che apparteneva a Justin Bieber e al suo singolo “Sorry” del 2015, rimasto, si fa per dire, a 4,38 miliardi di riproduzioni. Al terzo posto c’è Ed Sheeran, con “Shape of you”, ascoltata 4,07 miliardi di volte. Ad annunciarlo è stata la Universal Music Latin Entertainment, decisamente orgogliosa dell’affermazione internazionale di un brano in spagnolo.

“Despacito” ha raggiunto la vetta della classifica di 45 paesi, incluso il Regno Unito dove mai, prima ad ora, una canzone in questa lingua aveva registrato un tale successo. Non solo: questa è anche la terza canzone in spagnolo a scalare fino alla posizione numero 1 la Billboard Hot 100 americana, dopo “La bamba” e “La Macarena”.

“Ciò che è successo con “Despacito” è davvero stupefacente”, ha commentato Luis Fonsi, che, almeno quest’estate, a 39 anni, ha rubato al compatriota Ricky Martin il titolo di cantante portoricano più amato al mondo. Un fenomeno nato a gennaio ed esploso in fretta negli ultimi mesi grazie, anche a Justin Bieber, che ha realizzato una versione remixata di “Despacito”, sempre al fianco di Daddy Yankee e Luis Fonsi. Il cantante ha così dichiarato: “Vengo da Puerto Rico e vivo a Miami. Viviamo in un momento in cui si vuole dividere la gente costruendo muri. Essere riuscito, con una canzone a mettere insieme persone e culture, è ciò che mi rende orgoglioso”. “Lo streaming è un connettore per il pubblico di tutto il mondo ed ha aiutato la mia musica a raggiungere ogni angolo del pianeta. E’ veramente un onore sapere che Despacito è ora la canzone più  ascoltata in streaming della storia”, ha commentato Fonsi.

Nicola Massaro

A Napoli è di scena “La Certezza e il Dubbio”

Napoli e Chicago si incontreranno martedì 25 luglio, alle 20, sul palcoscenico partenopeo del teatro Tram di via Port’Alba, 30, attraverso la creatività di Ginny Syker e di Teresa Mangiacapra, nell’ambito della II edizione dell’Art Performing Festival ideato e diretto da Gianni Nappa, con “La Certezza e il Dubbio”, trittico teatrale diviso ne “L’iniziazione”, “Maddalena, pescatrice di anime” e “L’incontro”, imperniato sulla ricerca dell’armonizzazione definitiva tra natura maschile e natura femminile per mezzo della metabolizzazione  della storia, delle sue ingenuità e dei suoi errori.

Con le autrici, Clara ed Anna Bocchino, Teresa Raiano e Luigi Montefoschi. Musiche originali di Victor Sanders, cantate da Layne Jackson e la collaborazione di Silvana Campese, Fausta Base, “Fiorillo Arte” e l’associazione culturale “Le Tre Ghinee/Namesiache”.

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