La sfida dell’audiolibro

Si chiama Storytel ed è la piattaforma svedese di produzione, distribuzione e vendita di audiolibri; nata nel 2005 come startup, oggi è presente in 13 Paesi del mondo con più di 600mila abbonati. Ultima, l’Italia, che solo pochi giorni fa ha visto inaugurato in rete il servizio offerto dal canale Storytel.

Una storia nello smartphone, questo il motto di Storytel, nonché del suo fondatore, Jonas Tellander, ingegnere meccanico di Stoccolma, che nel 2005 creò la prima piattaforma per l’ascolto in streaming degli audiolibri, con un modello di business basato sull’abbonamento. Nonostante l’inizio difficoltoso e piuttosto in sordina, ciò che impedì il fallimento del progetto fu l’arrivo di Spootify, con la sua offerta di musica in streaming on demand, lanciato nel 2008 da una compagnia anch’essa svedese e, poi, dall’America, l’arrivo di Netflix, per film e serie tv. Questi due colossi di fabbricazione del tempo libero hanno permesso all’audiolibro di ritagliarsi con successo la propria fetta di mercato.

Al momento Storytel è un’azienda di 350 dipendenti tra i vari Paesi ed ha acquistato Norstedts, la casa editrice più antica della Svezia (quella che, per capirci, ebbe tra i suoi autori Astrid Lindgren, creatrice di Pippi Calzelunghe).

La sfida per questo nuovo tipo di produzione culturale è quella di rendere fruibile, sempre ed in qualsiasi situazione, un prodotto come il libro che, generalmente, ha bisogno di tempo ed attenzione per essere “consumato”. Nel caso dell’audiolibro, non c’è più bisogno di leggere, si può ascoltare una storia in mobilità, senza necessità di concentrarsi, anche perché i nuovi lettori, o gli utenti in questo caso, ricercano sempre più l’intrattenimento e non l’analisi.

C’è spazio anche per generi nuovi in questo mondo fatto di file scaricabili: vengono offerti podcast e contenuti nativi, creati cioè, fin dall’inizio in formato audio; si chiamano “originals” e sono filoni di 10 episodi, strutturati come una serie tv da ascoltare a puntate, che adattano la narrativa alla nuova economia dell’abbonamento e alle abitudini di fruizione, un’alternativa sempre più apprezzata rispetto al libro intero. Oltre all’evasione pura e semplice ci sono anche i “Docs”, documentari che possono oscillare dai 30 ai 60 minuti, su temi di attualità, inclusa la lettura di articoli di giornale.

Stanno ritornando i tempi in cui si leggeva a voce alta per la diffusione del sapere, adesso ci sono canali di distribuzione per questo format.

Rossella Marchese

 

 

 

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