Diritti umani e intelligenza artificiale, tutele e rischi

Un simposio contemporaneo, con l’obiettivo di fare chiarezza su un tema complesso e di grande attualità. “Tutela dei Diritti umani nell’era dell’Intelligenza artificiale” è stato l’argomento affrontato presso la Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus, in un appuntamento moderato dalla giornalista e giurista Bianca Desideri, direttore del Centro Studi e Ricerche “Mario Borrelli” e portavoce del Governatore del Distretto 108 Ya Lions International e realizzato in collaborazione con il Distretto 108 Ya Lions International, la Circoscrizione 1 del Distretto 108 Ya, il Lions Club Napoli Europa “Gianpaolo Cajati”, il Lions Club Nola Host “Giordano Bruno” e l’Associazione Culturale “Napoli è”.

La data dell’evento, lo scorso 17 dicembre, ha assunto un valore simbolico particolarmente significativo, cadendo a pochi giorni dalla ricorrenza del 10 dicembre 1948, quando venne proclamata la Dichiarazione universale dei diritti umani. In quell’occasione, i rappresentanti delle nazioni riuniti nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, guidati dalla presidente della Commissione per i Diritti Umani Eleanor Roosevelt, scelsero con grande senso di responsabilità di illuminare l’Occidente e il mondo intero con valori intramontabili, profondamente radicati nella natura umana, come la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e la fratellanza.

Da quel momento storico, l’umanità ha compiuto enormi passi avanti nel progresso scientifico e tecnologico. Tuttavia, non sempre la bussola della scienza ha puntato con decisione verso la tutela dei diritti umani, soprattutto negli ultimi anni, in cui l’intelligenza artificiale, tecnologia capace di simulare alcune capacità umane, è entrata in modo sempre più pervasivo nelle nostre vite quotidiane.

Ha aperto i lavori il Presidente della Fondazione Casa dello Scugnizzo onlus Giuseppe Desideri.

Hanno partecipato: Pino Naim, Governatore del Distretto 108 Ya Lions International; Roberto Ivan Forlenza, Presidente Circoscrizione 1 Distretto 108 Ya Lions Club International; Enzo Capone, Presidente Lions Club Napoli Europa “Gianpaolo Cajati”; Giovanna Sepe, Presidente Lions Club Nola Host “Giordano Bruno”, i Consiglieri Immacolata Raiano e Francesco Polio della Municipalità 2 del Comune di Napoli, la consigliera dell’Associazione Culturale “Napoli è” Alessandra Desideri, consulente per i media struttura portavoce del Governatore del Distretto 108 Ya Lions International.

Nel corso dell’incontro, Olga Izzo, Consigliera di parità della Città Metropolitana di Napoli, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale, se non adeguatamente governata, possa amplificare le discriminazioni esistenti. Ha quindi evidenziato la necessità di una supervisione umana, della responsabilità e del rispetto dei principi democratici, come condizioni indispensabili per tutelare la dignità e i diritti fondamentali della persona.

A seguire, Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, ha richiamato l’impegno del sindacato in sede istituzionale, ribadendo l’importanza di stare al passo con i tempi attraverso la formazione e la riqualificazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’avvocato Anna Salvati, referente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli per il Progetto Carità e Giustizia dell’Arcidiocesi di Napoli, ha illustrato al pubblico le principali linee guida giuridiche, insieme alle normative nazionali e sovranazionali, pensate per proteggere la persona dai rischi connessi all’uso dell’intelligenza artificiale.

Un richiamo forte alla centralità dell’essere umano è arrivato anche dall’avvocato Sergio Longhi, Segretario della Fondazione dell’Avvocatura Napoletana, il quale, dopo aver portato i saluti del presidente della Fondazione avvocato Alfredo Sorge, ha invitato a non perdere di vista il senso ultimo dell’innovazione tecnologica: “Non dimentichiamoci delle persone, del servizio alla comunità, dell’umanità. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento che ci aiuta, non qualcosa che sostituisce l’umano.”.

Il sociologo Francesco Grossi ha affidato all’avvocato Longhi il suo intervento sul concetto di “restanza” evidenziando che “la globalizzazione, con la sua spinta all’accentramento e alla mobilità, spinge verso la periferia, mentre la restanza è l’atto di resistere al centro, di rimanere in un luogo, opponendosi allo spopolamento e a un modello economico che esclude chi non si conforma. La restanza: Non è opposizione al progresso, ma resistenza a un modello economico che favorisce le aree centrali e multinazionali a scapito delle autonomie locali e delle sovranità nazionali, minacciando identità e coesione sociale”.

L’avvocato Umberto Aleotti, Vice Coordinatore della Commissione di Diritto dell’Unione Europea Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, nel suo intervento affidato alla voce della moderatrice ha sottolineato come “le dichiarazioni di principi approvate dall’Assemblea generale dell’O.N.U. non hanno valore giuridicamente vincolante ai sensi del Trattato di San Francisco”. La Dichiarazione universale ha “il valore che normalmente è ricondotto a questi atti dell’Assemblea generale, ovvero, si tratta di un atto di international soft law, di “diritto internazionale morbido”. Essa equivale, quindi, a un invito formulato agli Stati a tutelare il complesso di diritti che vi sono elencati ma, di per sé, non esprime obblighi giuridici di protezione di quei diritti”.

Un intervento sotto duplice veste quello di Andrea Castaldo, Responsabile Distrettuale Global Service Team (G.S.T.) Distretto 108 Ya Lions International e vice presidente della F.M.P.I. Federazione Medie e Piccole Imprese che dal suo doppio punto di ossevazione ha evidenziato che “l’Intelligenza Artificiale non è un rischio da temere, ma un acceleratore di potenziale umano. Proprio perché accelera, però, può amplificare anche disuguaglianze e ingiustizie. Per questo va governata con “principi di giustizia, inclusività e responsabilità”, prima ancora che con entusiasmo tecnologico. Nel mondo delle PMI, l’impatto dell’IA è già concreto. Non parliamo solo di scenari futuri: parliamo di strumenti che entrano nei processi di selezione, nella gestione dei turni, nella valutazione delle performance, nei sistemi di controllo, nelle decisioni operative. E qui i diritti umani diventano diritti “in carne e ossa”, perché toccano direttamente il “diritto a un lavoro equo” , il “diritto alla non discriminazione”, il “diritto alla privacy”, il “diritto a essere valutati con criteri comprensibili e contestabili”.

A chiudere l’incontro è stato Tommaso Di Napoli, immediato Past Governatore del Distretto 108 Ya Lions International, che ha espresso una riflessione di ampio respiro, in piena sintonia con lo spirito della Dichiarazione universale dei diritti umani: “Difendere i diritti umani significa prendersi cura del volto umano della società, soprattutto quando quel volto è fragile, marginalizzato o inascoltato”. Egli ha, inoltre, auspicato che le energie della società civile possano unirsi in uno sforzo comune, orientato a salvaguardare e rinnovare la passione per la vita.

Francesco Pio Esposito

Immigrazione e la nuova proposta della Commissione europea

La nuova proposta della Commissione europea per la gestione delle migrazioni risente degli umori politici. Sembra più che non si faccia attenzione ai diritti umani ma si fa attenzione a come realizzare i rimpatri.

Nel 2017 gli sbarchi sulle coste europee sono notevolmente diminuiti (172 mila nel 2017) mentre i richiedenti asilo nel mondo sono aumentati, raggiungendo la cifra record di 71,4 milioni (rapporto annuale Unhcr). Tutto questo è l’effetto delle politiche di esternalizzazione delle frontiere dell’Unione Europea, basate sugli accordi con i Paesi di transito (Niger, Libia, Tunisia), comprese le campagne di criminalizzazione italiane delle Ong impegnate nei soccorsi in mare. Oggi la priorità non è la tutela dei diritti umani, ma è la riaffermazione dei confini nazionali e comunitari. Caso strano è che, mentre gli sbarchi e le richieste di asilo nella Ue raggiungono i livelli più bassi degli ultimi anni, nell’agenda politica la questione ha assunto toni drammatici e divisivi e la sua risonanza simbolica ed emotiva risalta nell’ultima iniziativa europea sull’argomento.

L’attuale proposta operativa dalla Commissione si articola sostanzialmente in tre punti: primo, realizzare accordi con i Paesi esterni per realizzare strutture di accoglienza e valutazione delle istanze di protezione internazionale prima dell’accesso sul territorio della Ue, agendo in collaborazione con le agenzie internazionali (l’Organizzazione mondiale per le migrazioni e Unhcr), proprio per contenere le critiche sulla mancata tutela dei diritti umani nei Paesi coinvolti; secondo, realizzare “centri controllati” su base volontaria all’interno dell’Unione per trattenere i richiedenti asilo, identificarli e valutare rapidamente le loro istanze, con il sostegno tecnico e finanziario della Ue; terzo, incentivate la partecipazione volontaria dei paesi membri alla ricollocazione dei rifugiati, grazie al contributo comunitario di 6 mila euro per ogni persona accolta .

E’ importante osservare come il documento esplicativo della natura dei centri controllati (Non-paper on “controlled centres” in the EU – interim framework) non usa mai la locuzione “diritti umani”, una volta sola il termine “diritto” e ben dieci volte la parola “ritorno”.

Danilo Turco

Un ponte tra due ricorrenze: la campagna ONU contro la violenza sulle donne

Inizia il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la campagna dell’Onu contro le sopraffazioni di genere in tutto il mondo, per concludersi in un’altra data simbolo, il 10 dicembre, la Giornata internazionale per i diritti umani.

Un ponte di attivismo ed iniziative di ogni genere di 16 giorni che ha come comune denominatore quello di diffondere la cultura del rispetto e della dignità verso il genere femminile: una battaglia sociale e culturale per i diritti di tutte le donne, che quest’anno mette in moto i social media in maniera massiccia, per comunicare il messaggio più velocemente e capillarmente in ogni angolo del globo.

Si può aderire alla campagna attraverso i canali di Facebook (https://www.facebook.com/SayNO.UNiTE/) e Twitter (https://twitter.com/sayno_unite), ma si può condividere anche attraverso gli hastag #16days e #orangetheworld, postando foto e video riguardanti il proprio contributo in questa battaglia culturale.

Da segnalare tra le celebrazioni internazionali di questo 2017 contro la violenza sulle donne, il movimento One Billion Rising dell’attivista e drammaturga americana Eve Ensler, autrice del celebre I Monologhi della vagina, che lancia la campagna Solidarietà che culminerà il 14 febbraio 2018, coinvolgendo un miliardo di persone, per celebrare insieme in modo gioioso irriverente e libero, la volontà di fermare ogni forma di abuso sulle donne e sulle bambine.

Solidarietà, Creatività e  Unione sono le parole che si ritrovano anche nel documentario City of Joy, scritto e diretto da Madeleine Gavin, che il 25 novembre arriva in Italia come prima europea, al We World Festival che si tiene a Milano. L’opera che narra della storia del centro per le donne fondato in Congo dalla drammaturga Eve Ensler, insieme a il dottor Denis Mukwege (tra i nominati per il premio Nobel per la pace nel 2016) e all’attivista per i diritti umani Christine Schuler- Deschryver, è la manifestazione dell’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile utilizzando il linguaggio immediato e coinvolgente del cinema.

L’arancione che tinge il 25 novembre dal 2008, diventando il colore delle campagne dell’Onu contro la violenza di genere, scelto come simbolo positivo di calore ed ottimismo per un futuro in cui le donne si saranno liberate della violenza degli uomini, anche quest’anno illuminerà i monumenti italiani da Nord a Sud, nei comuni di Roma, Milano, Caserta, Napoli, Venezia, Torino, Firenze, Genova, Matera, Cagliari, Perugia Pisa, Assisi, Ancona, Bari, Massa Carrara, Parma, Orvieto, Siena, Lecco, Pordenone Brescia e Prato.

Rossella Marchese

seers cmp badge