UNICEF Italia lancia la pubblicazione “Alla scoperta dei diritti di bambine, bambini e adolescenti”: una guida per genitori, familiari e tutori

UNICEF Italia ha incontrato giovani studenti e studentesse che hanno condiviso i fattori che percepiscono come maggiori cause di discriminazione nella loro vita quotidiana: il 90% ha indicato l’aspetto fisico; il 61% l’orientamento sessuale; il 57% il colore della pelle; il 32% le disabilità. L’attività rientra fra le azioni che l’UNICEF Italia realizza per la promozione del Diritto all’Ascolto, nell’ambito del Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

In occasione della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minorenni (domani 9/4), l’UNICEF Italia lancia la pubblicazione “Alla scoperta dei diritti di bambine, bambini e adolescenti” e ricorda l’importanza di un cambiamento culturale concreto nelle modalità con cui gli adulti si relazionano a bambine, bambini e adolescenti in ogni ambito della loro vita: familiare, scolastico, sanitario, sociale e giudiziario.

La pubblicazione è scaricabile dal sito UNICEF.

Quest’anno celebriamo 80 anni di attività della nostra organizzazione e di impegno per la promozione e le realizzazione dei diritti dei minorenni in tutto il mondo” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “Promuovere una cultura dell’ascolto significa educare gli adulti a sviluppare sensibilità, strumenti e tempi adeguati. Non si tratta di delegare responsabilità adulte, ma di riconoscere bambine, bambini e adolescenti come soggetti capaci di partecipare attivamente alla costruzione del proprio percorso di crescita e di contribuire in modo significativo alle scelte che riguardano l’intera comunità.”

Ascoltare le persone di minore età significa riconoscere la loro identità, sostenere il loro benessere emotivo e costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca. L’UNICEF Italia promuove in ogni contesto l’ascolto e la partecipazione delle persone di minore età come strumenti fondamentali per tutelare i loro diritti e il loro benessere.

Nell’ambito di questo impegno, recentemente l’UNICEF ha incontrato studentesse e studenti dei Gruppi di Progettazione per i Diritti degli istituti che aderiscono al Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Durante gli incontri, 134 studenti hanno condiviso i fattori che percepiscono come maggiori cause di discriminazione nella loro vita quotidiana. Tra loro il 90% ha indicato l’aspetto fisico; il 61% l’orientamento sessuale; il 57% il colore della pelle; il 32% le disabilità.

Questi dati confermano quanto l’ascolto sia fondamentale non solo per favorire il benessere dei più giovani, ma anche per riconoscere e contrastare tempestivamente situazioni di discriminazione, difficoltà e violenza.

In occasione della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minorenni, inoltre, l’UNICEF sarà presente il 9 e 10 aprile a Roma, al Palazzo Mazzoni – Accademia INPS, al Festival dell’Ascolto, organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in una serie di panel e tavoli di lavoro.

Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo: il diritto all’autonomia e alla partecipazione sociale

Ogni anno il 2 aprile invita a riflettere sul percorso di vita delle persone con disturbo dello spettro autistico (ASD, Autism Spectrum Disorder) e sulle sfide che affrontano, soprattutto quando diventano adulte.

Secondo i dati di settembre dello scorso anno dell’Osservatorio Nazionale Autismo del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, più di 90.000 persone sono in carico ai servizi sanitari, mentre oltre 830.000 accedono ai servizi socio-sanitari. Questi numeri raccontano una realtà complessa che richiede attenzione continua e interventi mirati.

Ci sono due realtà che i genitori e i caregiver si trovano a dover affrontare nel percorso di vita di una persona autistica, distinti ma complessi. Durante l’infanzia e l’adolescenza, percorsi educativi e terapeutici strutturati aiutano le famiglie a garantire supporto ai minori. Ma superati i 18 anni, molti diritti non si trasferiscono automaticamente. Inserimento lavorativo, autonomia abitativa e partecipazione sociale diventano sfide concrete: i genitori e i caregiver devono spesso attivarsi personalmente per richiedere servizi, completare pratiche burocratiche e assicurare la continuità dei percorsi. Le famiglie chiedono una maggiore uniformità dei servizi, strumenti chiari e percorsi personalizzati che rendano i diritti effettivi e fruibili anche nell’età adulta.

Le linee guida nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornate al 2025 evidenziano l’importanza di interventi specifici per adulti con ASD, raccomandando strategie integrate che includano assistenza sanitaria, educativa, sociale e lavorativa. L’obiettivo è garantire che ogni persona possa partecipare attivamente alla vita della comunità, sviluppando competenze e relazioni, e non limitarsi a ricevere sostegni occasionali.

La transizione verso l’età adulta rimane un momento critico. Le famiglie segnalano difficoltà nel coordinare servizi diversi, nel reperire informazioni chiare e nel superare le disomogeneità tra territori. La richiesta principale è che i diritti formalmente riconosciuti diventino strumenti concreti per vivere con dignità, autonomia e partecipazione piena.

Investire in percorsi integrati significa, dunque, garantire un futuro in cui le persone nello spettro autistico non siano isolate o marginalizzate, ma parte attiva della comunità, con pari opportunità di lavoro, relazioni sociali e sviluppo personale. La Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo diventa così non solo un momento simbolico, ma un richiamo concreto a costruire continuità, inclusione e cittadinanza reale per tutti.

Bianca Desideri

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