Intitolata la biblioteca di San Giorgio a Cremano

villa-brunoA San Giorgio a Cremano intitolata la biblioteca comunale di Villa Bruno al sacerdote Giovanni Alagi, storico ed autore di svariate pubblicazioni sulla città, come “Bernardo Tanucci a San Giorgio a Cremano, “In breve…”, “Salvatore Punzo e i suoi tempi”, “Il cardinal Massaia a San Giorgio a Cremano”, “La processione di San Giorgio a Cremano” o “La chiesa di San Giorgio vecchio e il cimitero comunale”.

Presente alla cerimonia il sindaco Giorgio Zinno, con lui l’assessore Pietro De Martino, membro del comitato promotore dell’iniziativa insieme a Giuseppe Improta, anche artefice della piccola pubblicazione “Giovanni Alagi e le origini della più antica chiesa di San Giorgio a Cremano”, edita dal Comune e gratuitamente distribuita in quell’occasione, Aldo Vella, direttore della rivista “Quaderni Vesuviani”, Pompeo Centanni, autore di libri di storia locale, il giornalista Pino Simonetti e Giacinto Fioretti, attuale direttore onorario di quella raccolta libraria nonché fondamentale istitutore  con la generosa donazione, nel 1995, degli ottomila volumi della sua biblioteca privata, ma di pubblica consultazione, intitolata ad Edoardo Nicolardi, l’attuale, infaticabile e mai interrotta, opera di catalogatore ed, in virtù del suo chiaro prestigio di bibliofilo, motivo di attrazione di donazioni, anche di rilevante pregio, come dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dall’allora presidente della repubblica Giorgio Napolitano o dalla Presidenza del Consiglio, che hanno portato la collezione all’attuale ammontare di oltre ventiseimila volumi più una nutrita emeroteca.

Peccato che l’attenzione dell’amministrazione comunale non abbia pensato ancora a meglio doverosamente ringraziarlo e ricordarlo alla memoria dei cittadini, attuali e specialmente futuri, se non affidandogli un ruolo certo ponderoso ed assolutamente non retribuito. Ci si augura almeno che, malgrado l’interruzione delle acquisizioni di giornali per l’emeroteca, l’ente, avendo deciso di caratterizzare la biblioteca indirizzandola principalmente alla cultura vesuviana, non lesini anche sull’acquisto di opportuni testi, oggi, lì, in numero ancora decisamente esiguo ed insufficiente, che ne possano giustificare coerentemente la stretta specificità.

Rosario Ruggiero