Quale futuro per la democrazia: diretta o indiretta?

Casaleggio prevede la fine della democrazia rappresentativa e affida il futuro alla democrazia diretta.

Riguardo alla fine del Parlamento per l’avanzata della democrazia diretta, il ministro Riccardo Fraccaro ha presentato in questi giorni un progetto di riforma costituzionale che tocca proprio gli istituti di democrazia diretta (tra le altre cose, eliminazione di quorum e introduzione di referendum consultivi). E’ indubbio che i meccanismi di delega creano molti problemi, ma non è pensabile che tutte le decisioni necessarie siano prese sempre da tutti i cittadini.

Non esiste Paese democratico in cui le decisioni non spettino a un Parlamento di eletti: le poche alternative vanno infatti nella direzioni di potere maggiormente concentrato, come accade negli stati autoritari delle dittature.

La domanda corretta sarebbe come ritagliare spazi di democrazia diretta e democrazia rappresentativa, riferendosi alle necessità dei casi e delle situazioni. La Costituzione italiana riconosce tutto questo prevedendo il referendum abrogativo, quello confermativo di riforma costituzionale, nonché la possibilità di iniziativa legislativa popolare e pone determinati limiti (il quorum, le materie, le firme, etc.). Inoltre, maggiori possibilità sono riconosciute dalla legge a livello di governo inferiore, come i referendum consultivi e propositivi e i bilanci partecipativi.

Infine, occorre riflettere su come in democrazia non siano importanti solo quali meccanismi di scelta sono da adottare, ma soprattutto sapersi assumere le responsabilità degli effetti delle  scelte fatte.

Danilo Turco

Marchionne… nemo profeta in patria

Grazie a Marchionne la Fiat, che era un’impresa sull’orlo del fallimento, si è trasformata in una solida multinazionale, vincendo le sfide della globalizzazione. Ma l’Italia non l’ha accettato.

La guida di Sergio Marchionne della Fiat-Fca ha rappresentato una vera sfida alla globalizzazione, senza sostegno pubblico e senza contare troppo su un mercato domestico e operando con strumenti gestionali alla pari con una concorrenza agguerrita. Per Fca tale sfida è stata vinta, ma il nostro Paese l’ha invece percepita come una minaccia e, qualche rara eccezione, l’ha rigettata. In questi giorni, dopo la sua inaspettata scomparsa, decine di articoli hanno ripercorso i suoi 14 anni alla guida del gruppo. Marchionne ebbe carta bianca nelle scelte gestionali e così iniziò riconoscendo che un’impresa che compete su mercati internazionali non può permettersi di avere impianti strutturalmente in perdita. Una logica semplice ma che rappresentò una rottura epocale nei rapporti fra politica e impresa. La Fiat in tal modo decise di non contare più sull’aiuto “pubblico” e di farsi carico di obiettivi pubblici, come quelli di promuovere lo sviluppo in certe aree del Paese. Tutto questo è stato uno shock e la sua importanza è ancora poco compresa. Anche perché ha previsto l’uscita dal sistema di contrattazione collettiva con la stipula dei contratti aziendali. Tale scelta consentiva la governabilità degli impianti con la Fca si andava a rinnovare le fabbriche, adottando tecniche gestionali all’avanguardia, che d’altro canto hanno richiesto nuovi rapporti con i lavoratori. Marchionne ha dimostrato coi fatti che la sfida si può vincere. Un’impresa allora sull’orlo del fallimento è oggi una multinazionale solida e ben posizionata sulle due sponde dell’Atlantico, Il Paese Italia ha rigettato la “filosofia Marchionne”, perché il suo obiettivo non è stato il voler modernizzare l’Italia,ma solo rilanciare Fiat.

Danilo Turco

Sport e solidarietà insieme nella Barcolana Turritana

A sostegno del reparto di reumatologia di Sassari ben venti associazioni ed enti hanno aderito alla Barcolana Turritana l’evento di sport e solidarietà svoltosi sul litorale di Porto torre il 20 e 21 luglio.

Tante le discipline sportive a confronto:  nuoto, ciclismo, canoa, vela, tennis. E poi ancora aquafitness, scacchi, spinning e calcio balilla, tennis da tavolo.

La dodicesima edizione ha visto, come abbiamo ricordato, venti associazioni ed enti, coordinate dalla Fidapa di Porto Torres, insieme per raggiungere l’obiettivo di sostenere il progetto di potenziamento del Reparto di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari.

Trenta gli sponsor che hanno aderito alla manifestazione patrocinata dal Comune di Porto Torres, dall’Università di Sassari, dalla Consulta del Volontariato con la partecipazione del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

“L’evento è nato con lo scopo di ricordare la nostra socia Elisabetta Fara – ha sottolineato Ersilia Fiori, presidente della Fidapa di Porto Torres – e per proseguire la sua battaglia contro le malattie rare. Siamo riusciti a finanziare grazie alla raccolta, alle donazioni e ai contributi ricevuti ben cinque di borse di studio, mentre lo scorso anno abbiamo acquistato apparecchiature per il day hospital oncologico. Quest’anno sosterremo il potenziamento del reparto di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari, per i pazienti affetti da lupus e da patologie autoimmuni. Fondamentale è il supporto degli enti, delle associazioni, dei volontari e delle aziende che lavorano in sinergia con la Fidapa e che ci consentono ogni anno di riproporre questa manifestazione”.

Un impegno importante per aiutare la struttura se si considera che il reparto di Reumatologia ha un numero di pazienti in crescita: sono quasi 150 le persone assistite periodicamente, affette da malattie come il lupus, la sclerosi sistemica e l’artrite reumatoide. Il reparto diretto dal professor Giuseppe Passiu ha acquisito di recente nuovi spazi per i quali sono necessarie apparecchiature. Grazie all’iniziativa della Barcolana sarà possibile acquistarle con la raccolta fondi avviata in occasione dell’iniziativa.

“Esprimo il mio ringraziamento a nome della nostra comunità – ha affermato l’Assessora Mara Rassu – perché la Barcolana è un esempio positivo di sinergia tra persone, associazioni ed enti, dove lo sport diventa uno strumento per stare insieme e fare del bene. È un bel messaggio di unione e condivisione, per raggiungere obiettivi solidali di cui dobbiamo essere orgogliosi”.

Hanno partecipato all’evento: Lega navale italiana, Asso.ve.la, Freedom in water, Progetto Albatross, Avis, Piscina Libyssonis, Area fitness Libyssonis, Happy Fitness Center, Ciclisti Turritani, Ka.no.sar. Scout Cngei, Asd Porto Torres Scacchi, Tennis club Porto Torres, Etnos, Ficr, Crono Sassari, Gruppo canottaggio “Giuseppe Usai”.

Il Trono di Spade sta per tornare, ma non prima del 2019

La stagione finale de “Il trono di spade” inizierà nella prima metà del 2019.

Questa è la notizia rilasciata da Casey Bloys, presidente della programmazione di HBO, durante il press tour della Television Critics Association.

Ovviamente non ha potuto commentare nulla riguardo al contenuto delle nuovissime puntate, se non un fugace “sarà fantastica”, ma ha annunciato che stanno cercando il regista del pilot della serie prequel di Game of Thrones: “Dobbiamo ancora trovare un regista, dobbiamo fare un po’ di colloqui.” Il pilot del progetto è stato ideato da Jane Goldman e George R.R. Martin.

HBO non ha ancora rivelato la trama della storia al centro della narrazione, svelando però che gli eventi sono ambientati migliaia di anni prima rispetto a quanto mostrato nello show che sta per concludersi, dando spazio agli orribili segreti della storia di Westeros, alla vera origine degli Estranei, ai misteri dell’Est e alla leggenda degli Stark, svelando dettagli inediti di quanto accaduto ne “Il trono di spade”.

Allo stesso tempo, però, ha dichiarato che per ora è l’unico progetto parallelo su questo universo narrativo che andrà avanti, escludendo dunque che si proceda con gli altri quattro prequel ipotizzati. A tal proposito il presidente Bloys ha detto: “Saremmo fortunati ad averne uno di cui siamo molto, molto entusiasti. Abbiamo appena avviato la ricerca di un regista. Dobbiamo fare i casting. Ci auguriamo di girarlo a un certo punto nell’anno nuovo”.

Parole che smentiscono quanto scritto pochi giorni fa dal Belfast Telegraph, secondo il quale le riprese del pilota sarebbero cominciate a ottobre, negli stessi studi che hanno ospitato Il Trono di Spade. “Non so da dove provenisse quell’informazione”, ha ammesso il presidente. “Ci auguriamo di andare in produzione all’inizio del 2019”.

Nicola Massaro